{"id":6720,"date":"2023-06-16T14:36:34","date_gmt":"2023-06-16T14:36:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=6720"},"modified":"2023-06-16T14:36:35","modified_gmt":"2023-06-16T14:36:35","slug":"due-esempi-di-romanico-nel-territorio-di-bollengo-il-ciucarun-di-san-martino-di-paerno-e-il-clocher-porche-della-chiesa-di-pessano","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=6720","title":{"rendered":"Due esempi di romanico nel territorio di Bollengo: il \u201cCiucarun\u201d di San Martino di Paerno e il \u201cclocher-porche\u201d della chiesa di Pessano"},"content":{"rendered":"\n<p>di Paolo Barosso <\/p>\n\n\n\n<p>Nel territorio comunale di <strong>Bollengo<\/strong>, alle pendici della Serra d\u2019Ivrea, sorgono due preziose testimonianze di architettura religiosa romanica: il cosiddetto \u201c<strong>Ciucarun<\/strong>\u201d, termine che nella parlata locale designa un \u201cgrande campanile\u201d isolato nella quiete campestre, e la <strong>chiesa dei santi Pietro e Paolo<\/strong>, edificio sconsacrato nel 1887 e donato al comune.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/01\/bd\/8e\/01bd8e3efc3e96151768b5ffa4442714.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Veduta del &#8220;Ciucarun&#8221;, il campanile romanico di San Martino di Paerno.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Entrambe le strutture possiedono peculiarit\u00e0 tali da suscitare l\u2019interesse non solo del visitatore, ma anche dello studioso d\u2019arte e architettura antica.<\/p>\n\n\n\n<p>Iniziamo dal primo manufatto, il <strong>Ciucarun<\/strong>, campanile in pietra posizionato al centro d\u2019una vasta radura ritagliata tra i fitti boschi della Serra, a una certa distanza dall\u2019abitato di Bollengo (toponimo che deriva, secondo l\u2019ipotesi pi\u00f9 accreditata, dall&#8217;antico piemontese \u201c<em>bolengh<\/em>\u201d, nel significato di piccolo stagno, luogo paludoso).<\/p>\n\n\n\n<p>Il fascino di questo campanile costruito in pietra, dalla sagoma sottile e slanciata, che si staglia con grazia nel panorama circostante, deriva sia dalla posizione, inserita in un contesto naturale e paesaggistico di notevole suggestione, sia dal suo configurarsi <strong>come unica traccia architettonica superstite<\/strong> dell\u2019antica chiesa di San Martino che doveva essere, quando venne costruita, nel corso dell\u2019XI secolo, l\u2019edificio di culto posto al servizio della comunit\u00e0 residente nel <strong>villaggio di Paerno<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/57\/0b\/26\/570b261afca11413f0d7ee24dad71c6f.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Di questo primitivo insediamento non rimane altra testimonianza tangibile, come se fosse stato inghiottito nelle nebbie del tempo. Era la met\u00e0 del XIII secolo, infatti, quando il comune di Ivrea, preoccupato dalle <strong>mire espansionistiche dei vercellesi<\/strong>, propose agli abitanti di Paerno e di Pessano di confluire nel capoluogo di Bollengo, fortificando l\u2019altura con un castello e un ricetto, e promettendo loro, come incentivo, l\u2019equiparazione sul piano giuridico ai cittadini di Ivrea. La proposta eporediese ottenne l\u2019adesione degli abitanti di Paerno e Pessano, che si trasferirono abbandonando le sedi originarie.<\/p>\n\n\n\n<p>Fu cos\u00ec che il villaggio di Paerno si spopol\u00f2 e pian piano scomparve, lasciando sopravvivere come memoria di s\u00e9 soltanto la <strong>chiesa di San Martino<\/strong> che, seppure rimasta isolata, resistette fino al 1731 quando le autorit\u00e0 vescovili, avendone constatata l\u2019inesorabile rovina, la giudicarono irrecuperabile ordinandone per decreto la demolizione. Dall\u2019abbattimento si salv\u00f2 soltanto l\u2019elegante campanile, alto sei piani, con fasce di archetti pensili collegate alle lesene laterali e una serie di aperture \u2013 feritoie, monofore e bifore \u2013 che appaiono quasi tutte tamponate, salvo la bifora dell\u2019ultimo piano.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/eb\/c8\/2f\/ebc82f29c3381c66061a410284a92214.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>L&#8217;area absidale della chiesa dei santi Pietro e Paolo di Pessano a Bollengo.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Il <strong>villaggio di Pessano<\/strong>, poco pi\u00f9 in basso rispetto a Paerno, segu\u00ec la stessa sorte di quest\u2019ultimo, venendo abbondonato dai suoi abitanti alla met\u00e0 del Duecento, ma in questo caso l\u2019antica chiesa al servizio della piccola comunit\u00e0, <strong>dedicata ai Santi Pietro e Paolo<\/strong>, non venne demolita, riuscendo a conservarsi pressoch\u00e9 integra fino ai giorni nostri, malgrado la sconsacrazione avvenuta a fine Ottocento e la successiva acquisizione da parte del comune di Bollengo.<\/p>\n\n\n\n<p>La chiesa situata in regione Pessano, anch\u2019essa risalente come fondazione all\u2019XI secolo, \u00e8 di particolare interesse perch\u00e9 il campanile, che si trova in facciata con un vano voltato alla base per l\u2019ingresso, appartiene alla tipologia rara dei \u201c<strong><em>clocher-porche<\/em><\/strong>\u201d, cio\u00e8 campanile-atrio o campanile-androne, di cui si riscontrano alcuni esempi nel territorio della diocesi di Ivrea.<\/p>\n\n\n\n<p>Il \u201cclocher-porche\u201d \u00e8 un modello architettonico di origine carolingia e deriva da una semplificazione e reinterpretazione formale delle monumentali \u201c<em>\u00e9glises-porche<\/em>\u201d di area francese o \u201c<em>westwerke<\/em>\u201d in area germanica, una struttura pi\u00f9 complessa caratterizzata da un notevole svuiluppo del fronte occidentale della chiesa.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/69\/7f\/81\/697f816f9ded4a18ad3bf2e5b804bce6.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Il campanile della chiesa di Pessano del tipo &#8220;clocher-porche&#8221; o &#8220;campanile-androne&#8221;.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>La chiesa di Pessano si trova inoltre lungo il tracciato della antica <strong>Via Francigena<\/strong>, un fascio di vie percorse fin dall\u2019alto Medioevo dai pellegrini in transito verso l\u2019Oltralpe o verso Roma. Nella diramazione canavesana, il percorso attraversava l\u2019area eporediese partendo da Vercelli o da <em>Quadrata<\/em> (Verolengo) per poi dirigersi verso i valichi alpini valdostani. <\/p>\n\n\n\n<p>C\u2019\u00e8 da notare che, oltre al passaggio di fedeli, questi itinerari erano percorsi da <strong>maestranze legate ai grandi cantieri delle cattedrali<\/strong> del Medioevo che, transitando per regioni diverse, vi facevano anche circolare una moltitudine di modelli architettonici, tra cui vi pot\u00e8 essere anche quello del \u201ccampanile in facciata\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Riferimento bibliografici e siti internet:<\/p>\n\n\n\n<p>Irene Balzani, <em>Le chiese con campanile in facciata nella diocesi di Ivrea<\/em>, Politecnico di Torino, 2018. <br>www.archeocarta.org &#8211;<em> Carta Archeologica del Piemonte<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Paolo Barosso Nel territorio comunale di Bollengo, alle pendici della Serra d\u2019Ivrea, sorgono due preziose testimonianze di architettura religiosa romanica: il cosiddetto&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":6721,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[26,730,2321,495,27],"tags":[2165,76,3085,4371,4372,134,3299,133,4370,4369,73,124],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6720"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=6720"}],"version-history":[{"count":1,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6720\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6722,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6720\/revisions\/6722"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/6721"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=6720"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=6720"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=6720"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}