{"id":6724,"date":"2023-06-21T15:14:53","date_gmt":"2023-06-21T15:14:53","guid":{"rendered":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=6724"},"modified":"2023-06-21T15:45:08","modified_gmt":"2023-06-21T15:45:08","slug":"valle-anzasca-il-santuario-della-gurva-e-la-milizia-tradizionale-di-calasca","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=6724","title":{"rendered":"Valle Anzasca, il santuario della Gurva e la Milizia Tradizionale di Calasca"},"content":{"rendered":"\n<p>di Paolo Barosso<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.piemontetopnews.it\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/mod-780x470.jpeg\" alt=\"\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.piemontetopnews.it\/\">&nbsp;Home<\/a><em>\/<\/em><a href=\"https:\/\/www.piemontetopnews.it\/category\/accadde-ieri\/\">Storie piemontesi<\/a><em>\/<\/em>Valle Anzasca, il santuario della Gurva e la Milizia Tradizionale di Calasca<a href=\"https:\/\/www.piemontetopnews.it\/category\/accadde-ieri\/\">Storie piemontesi<\/a><a href=\"https:\/\/www.piemontetopnews.it\/category\/tradiz\/\">Tradizioni<\/a><\/p>\n\n\n\n<h1 class=\"wp-block-heading\">Valle Anzasca, il santuario della Gurva e la Milizia Tradizionale di Calasca<\/h1>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.piemontetopnews.it\/author\/paolo\/\"><\/a><a href=\"https:\/\/www.piemontetopnews.it\/author\/paolo\/\">Paolo Barosso<\/a>21 Giugno 2023&nbsp;3&nbsp;4 minuti di lettura<\/p>\n\n\n\n<p>La devozione degli abitanti di\u00a0<strong>Calasca<\/strong>, piccola comunit\u00e0 della valle Anzasca nell&#8217;alto Piemonte, per la Madonna delle Grazie venerata nel\u00a0<strong>santuario della Gurva<\/strong>\u00a0\u00e8 strettamente intrecciata con la storia della\u00a0<strong>Milizia Tradizionale di Calasca,\u00a0<\/strong>un\u2019antica istituzione militare che affonda le proprie origini nelle seicentesche\u00a0<strong>Milizie delle Terre<\/strong>, gruppi di difesa territoriale sorti in Ossola durante la dominazione spagnola.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.piemontetopnews.it\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/image1-1024x768.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-68389\"\/><figcaption>Il santuario della Madonna della Gurva.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Correva l\u2019anno 1614 quando, nel pieno dipanarsi della prima guerra del Monferrato, il&nbsp;<strong>marchese Juan de Mendoza y Velasco<\/strong>, governatore spagnolo del ducato di Milano, nei cui confini erano comprese a quel tempo le valli ossolane, ordin\u00f2, tramite un suo emissario inviato nell\u2019Ossola, la costituzione delle&nbsp;<strong>Milizie delle Terre<\/strong>, raggruppamenti militari formati da valligiani che avevano, in particolare, il compito di presidiare i valichi alpini e altri punti strategici contro la minaccia di invasioni.<\/p>\n\n\n\n<p>La preoccupazione del governatore spagnolo, che troviamo menzionato nei manzoniani Promessi Sposi come autore delle grida che tentarono di estirpare dal milanese la piaga sociale dei \u201cbravi\u201d, era rivolta soprattutto alle rivendicazioni del&nbsp;<strong>duca di Savoia Carlo Emanuele I<\/strong>&nbsp;che, alla morte del duca di Mantova Francesco IV Gonzaga nel 1612, aveva deciso di far valere i diritti dinastici alla successione occupando militarmente il Monferrato.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.piemontetopnews.it\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/image2-1024x575.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-68390\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>La reazione armata degli spagnoli non si fece attendere: nel complesso scenario geopolitico dell\u2019epoca, infatti, il regno di Spagna intendeva &nbsp;tutelare la propria&nbsp;<strong>posizione egemonica<\/strong>&nbsp;in Italia assicurandosi che al vertice dell\u2019antico marchesato monferrino vi fosse una dinastia fedele a Sua Maest\u00e0 Cattolica, come lo erano i Gonzaga, nell\u2019ottica di preservare il controllo militare di quell\u2019itinerario dall\u2019alta valenza logistica ed economica noto come \u201c<strong>Corridoio di Fiandra\u201d&nbsp;<\/strong>(o Cammino di Fiandra) che, fin dall\u2019et\u00e0 di re Filippo II, collegava i possedimenti spagnoli nella penisola italiana con i territori nord-europei appartenenti agli Asburgo-Spagna o posti sotto la loro influenza.<\/p>\n\n\n\n<p>In questo contesto, malgrado l\u2019opposizione degli abitanti delle valli ossolani, che non mostrarono alcun entusiasmo nel mettersi al servizio degli Spagnoli, alla fine le comunit\u00e0 locali dovettero dare seguito al progetto di difesa territoriale messo a punto dal marchese di Mendoza, e fu cos\u00ec che nacquero in valle Anzasca le&nbsp;<strong>Milizie delle Terre<\/strong>, di cui oggi abbiamo testimonianza nei gruppi storici della Milizia Tradizionale di Calasca e della Milizia Tradizionale di Bannio. Come si legge sul sito internet della Milizia di Calasca, gli uomini reclutati ricevevano \u201c<em>tre parpaiole al giorno&nbsp;<\/em>(monete di mistura)<em>&nbsp;ed il pane di monizione<\/em>\u201d, ma i comuni, di fronte ai numerosi casi di diserzione, si videro presto costretti a introdurre altri incentivi, come una mercede giornaliera pi\u00f9 corposa e l\u2019esenzione totale dalle tasse per la durata del servizio.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.piemontetopnews.it\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/image3-1024x575.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-68391\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>Con il tempo alcune di queste milizie, adeguandosi ai rivolgimenti politici e sociali (nel 1743, con il trattato di Worms, l\u2019intera Ossola venne assegnata al&nbsp;<strong>regno di Piemonte-Sardegna<\/strong>), mutarono la propria vocazione, dismettendo i compiti militari e assumendo nuove funzioni, soprattutto in relazione alle&nbsp;<strong>feste tradizionali,&nbsp;<\/strong>che sono occasioni collettive in cui si rinnova il sentimento religioso cristiano e si consolida il senso di appartenenza alla comunit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>E\u2019 a questo punto della storia che le vicende della Milizia di Calasca s\u2019intersecano con&nbsp;<strong>le origini del santuario della Gurva<\/strong>, luogo intriso di spiritualit\u00e0 e di mistero in cui ogni anno, il 15 agosto, festa dell\u2019Assunta, si ritrovano i componenti in divisa della&nbsp;<strong>Milizia Tradizionale di Calasca<\/strong>, che oggi si presenta come un battaglione di rievocatori composto (in ordine di marcia) da zappatori, pifferi e tamburi, ufficialini, ufficiali a cavallo, prima compagnia, bandiera e seconda compagnia.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.piemontetopnews.it\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/image7-768x1024.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-68392\"\/><figcaption>La statua lignea settecentesca della Madonna delle Grazie, portata in processione ogni anno il 15 agosto.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>La chiesa-santuario della Gurva, inaugurata il&nbsp;<strong>15 agosto 1641<\/strong>, era stata costruita inglobando una primitiva cappella contenente l\u2019effigie ritenuta miracolosa della&nbsp;<strong>Madonna delle Grazie<\/strong>, che \u00e8 il fulcro dell\u2019afflato devozionale cos\u00ec radicato nella valle. Le origini del culto mariano della Gurva, che condusse alla fondazione del santuario, sono avvolte nelle nebbie del tempo: le cronache registrano diversi episodi inspiegabili, come il&nbsp;<strong>trasudamento di sangue dall\u2019immagine mariana<\/strong>, e numerose guarigioni miracolose, che alimentarono nel tempo l\u2019afflusso di fedeli, richiamandoli da tutta l\u2019Ossola.<\/p>\n\n\n\n<p>Oltre ai fatti miracolosi che si susseguirono negli anni, vi fu la terribile pestilenza che colp\u00ec a pi\u00f9 riprese l\u2019Ossola tra il 1629 e il 1630 e che, accrescendo il bisogno di&nbsp;<strong>protezione mariana<\/strong>&nbsp;nella popolazione, rafforz\u00f2 il desiderio di edificare un santuario in onore di quella Madonna delle Grazie che tante volte in passato aveva risposto positivamente alle implorazioni dei valligiani in difficolt\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci\u00f2 che impressiona visitando il santuario \u00e8 certamente la posizione a strapiombo sul torrente Anza che scorre impetuoso ai piedi dell\u2019edificio, ma soprattutto&nbsp;<strong>l\u2019enorme masso&nbsp;<\/strong>che sorge accanto alla chiesa e che sembra sfidare le leggi fisiche, trovandosi quasi sospeso, in bilico su una base di appoggio molto piccola. A proposito della grande roccia, un teologo locale, che fu anche parroco di Calasca a fine Ottocento, sostiene nei suoi scritti che il masso si fosse staccato dal fianco della montagna, quando ancora non esisteva il santuario, rotolando rovinosamente a valle e fermandosi l\u00ec dove oggi si trova,&nbsp;<strong>senza travolgere la primitiva cappella con l\u2019immagine mariana<\/strong>, che rimase prodigiosamente integra e che sarebbe stata, anni dopo, incorporata nella nuova costruzione.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.piemontetopnews.it\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/image6-1024x768.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-68393\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>La festa del santuario della Gurva, che cade il 15 agosto, ricorrenza dell\u2019Assunzione, nonostante la chiesa sia dedicata alla Madonna delle Grazie, non \u00e8 l\u2019unica solennit\u00e0 religiosa ad essere condecorata dalla&nbsp;<strong>Milizia Tradizionale di Calasca<\/strong>, che garantisce la propria presenza anche in occasione dei festeggiamenti del santo patrono del battaglione, il martire Valentino, fissata per la domenica d\u2019agosto che precede la festa della Gurva.<\/p>\n\n\n\n<p>La ricorrenza fa memoria della traslazione a Calasca delle&nbsp;<strong>reliquie di San Valentino (<\/strong>oggi conservate nella frazione Antrogna, all\u2019interno dell\u2019imponente chiesa parrocchiale di Sant\u2019Antonio Abate, soprannominata per le dimensioni inusuali \u201cCattedrale fra i Boschi\u201d)<strong>,<\/strong>&nbsp;martire delle persecuzioni anti-cristiane dei primi secoli, che vennero estratte da una catacomba romana di per essere portate in valle Anzasca il 15 luglio 1805. Proprio in quella data, la Milizia di Calasca promosse San Valentino al ruolo di patrono del battaglione.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.piemontetopnews.it\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/image0-1024x768.jpeg\" alt=\"\" class=\"wp-image-68397\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>Concludiamo questo breve itinerario alla scoperta delle tradizioni della valle Anzasca con una notazione riguardante le&nbsp;<strong>divise<\/strong>&nbsp;indossate dai rievocatori della Milizia che, avendo dismesso l\u2019originaria foggia spagnoleggiante, rispecchiano i cambiamenti intervenuti nel corso del tempo, in conseguenza sia dell\u2019evoluzione delle mode e dell\u2019equipaggiamento militare, sia dei mutamenti della situazione politica. Mentre le divise della Milizia Tradizionale di Bannio, che fu per secoli capoluogo amministrativo della valle Anzasca, sono ispirate a quelle di un reggimento sabaudo di granatieri, il \u201c<strong>Piemonte Reale<\/strong>\u201d, in uso negli anni 1855-1859, l\u2019abbigliamento della Milizia di Calasca riflette, nella sua versione attuale, le mutazioni intervenute nel&nbsp;<strong>periodo napoleonico<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><em>Si ringrazia per la concessione delle foto l\u2019autrice Maira Lometti<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Paolo Barosso &nbsp;Home\/Storie piemontesi\/Valle Anzasca, il santuario della Gurva e la Milizia Tradizionale di CalascaStorie piemontesiTradizioni Valle Anzasca, il santuario della Gurva&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":6727,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[26,2321,495,295,294,77,14,27,728,86],"tags":[4377,3666,4374,4373,3340,3546,4380,2906,4375,4376,4378,105,43,30,4033,692,4381,35,380,3871],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6724"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=6724"}],"version-history":[{"count":2,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6724\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6728,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6724\/revisions\/6728"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/6727"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=6724"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=6724"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=6724"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}