{"id":6736,"date":"2023-06-27T08:35:25","date_gmt":"2023-06-27T08:35:25","guid":{"rendered":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=6736"},"modified":"2023-06-27T08:37:40","modified_gmt":"2023-06-27T08:37:40","slug":"racconti-la-veglia-i-parte","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=6736","title":{"rendered":"Racconti &#8211; &#8220;La veglia&#8221; &#8211; I parte"},"content":{"rendered":"\n<p>di <em>Luisa Paglieri <\/em><\/p>\n\n\n\n<p>\u201cOh gi\u00e0!\u201d Disse il <strong>folletto Gughi<\/strong> stendendo le gambe, per la verit\u00e0 molto corte (ma in fondo del<br>tutto proporzionate al suo corpo, lungo circa mezzo metro in tutto).<\/p>\n\n\n\n<p>La veglia era in pieno svolgimento.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/b9\/be\/2f\/b9be2f63864497b1c80010a2a0c3bed4.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Gli esseri umani ormai facevano di rado la veglia. Anche in campagna, erano pochi quelli che si<br>trovavano per raccontare, spesso al buio o nella penombra, storie di fantasmi o storie di fate o storie<br>d&#8217;amore. Avevano altri svaghi, internet, le pay tv\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Ma per il Piccolo Popolo la veglia, specie d&#8217;inverno, era un&#8217; abitudine sempre attuale.<\/p>\n\n\n\n<p>Quella sera ce n&#8217;era per tutti i gusti nel fienile di Camposcuro (minuscolo villaggio del Piemonte)<br>perch\u00e8 tutti i rappresentanti del Piccolo Popolo locale si erano riuniti: un paio di folletti detti Serv\u00e0n<br>tra i quali Gughi, un Donanadl che chiss\u00e0 come era capitato l\u00ec quella sera allontanandosi dal nativo<br>Tirolo, alcune fate delle montagne belle ma fredde e piuttosto silenziose, una masca con un<br>cappuccio che le nascondeva buona parte del volto, probabilmente grinzoso, un Nano delle miniere<br>che pareva spaesato, essendo lontano dal suo luogo abituale di residenza, due ippopodi che<br>bazzicavano ancora quelle radure e perfino un Gigante accoccolato con le gambe incrociate che ci<br>stava appena in quel locale cos\u00ec angusto. <\/p>\n\n\n\n<p>Il <strong>povero Gigante<\/strong> stava tutto curvo, con la testa incassata tra le spalle, ma non si lamentava perch\u00e8 era fin troppo contento di essere stato accolto nella compagnia, dato che i Giganti erano malvisti per la loro forza eccessiva e le loro rozze maniere e poi, per dirla tutta, perch\u00e8 non erano certo dei grandi affabulatori.<\/p>\n\n\n\n<p>I partecipanti si erano raccontati storie a turno, adesso il moccolo si andava spegnendo\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cGughi, dai, racconta anche tu una storia!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMa per pias\u00ec!\u201d Disse il <strong>maligno Serv\u00e0n <\/strong>schermendosi, la corta pipa in bocca e gli occhi pensosi,<br>\u201cLo sapete che preferisco ascoltare!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>E questa era una bugia clamorosa: Gughi non ascoltava mai nessuno essendo tutt&#8217;altro che<br>remissivo. Doveva sempre dire la sua, ribattere e rimbeccare. Era per\u00f2, questo era vero, un narratore<br>mediocre, che saltava di palo in frasca e doveva esser ricondotto sulla retta via, ossia in argomento,<br>da qualche buon pizzicotto nella parte carnosa del braccio. Operazione di cui si incaricavano certe<br>fatine, impazienti di sentire la conclusione della storia iniziata.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/bc\/35\/0a\/bc350aea5f65cca476ce56fec152453e.jpg\" alt=\"\"\/><figcaption>Un antico manoscritto conservato a Vercelli.<\/figcaption><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>\u201cDai Gughi, dai!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cVa ben\u201d, disse il Servan spostando la pipa dall&#8217;angolo destro della bocca al sinistro, \u201cmettetevi<br>comodi e ascoltate\u2026\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cGum!\u201d Disse il gigante.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli ippopodi spostarono le gambe facendo clac clac con gli zoccoli.<\/p>\n\n\n\n<p>E tutti aprirono le orecchie.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cConoscete la <strong>zona di Versej<\/strong>?\u201d Chiese Gughi.<\/p>\n\n\n\n<p>Quasi tutti annuirono.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cVercelli!\u201d Tradusse, a beneficio dell&#8217;ospite straniero ( il Donanadl), uno dei folletti pi\u00f9 giovani che<br>sembrava darsi le arie di intellettuale.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAllora (riprese Gughi) dovete sapere che una volta, diciamo un po&#8217; di tempo fa, da quelle parti<br>c&#8217;erano due famiglie rivali, i<strong> Tizzoni <\/strong>e gli <strong>Avogadro<\/strong>. Una di queste famiglie, gli Avogadro, era della<br>fazione dei Guelfi e l&#8217;altra, i Tizzoni, di quella dei Ghibellini. Le due famiglie si detestavano, si<br>erano fatte la guerra per anni. Mai sentito parlare dei Montecchi e dei Capuleti?\u201d Chiese Gughi<br>sfoggiando la sua cultura, \u201cecco, una cosa cos\u00ec. A volte c&#8217;erano state vere battaglie tra loro con morti<br>e prigionieri\u2026\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Uno dei Fol\u00e8t presenti alla veglia, che era del biellese, quindi non troppo lontano dalla zona di<br>Vercelli, interloqu\u00ec con un acuto vocino dalla erre blesa.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cA Vevcelli c&#8217;\u00e8 una tovve\u2026\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cEh, come no!\u201d concord\u00f2 subito Gughi \u201cc&#8217;\u00e8 la torre dei Tizzoni in cui (molto tempo dopo rispetto<br>alla mia storia) fu tenuta prigioniera la povera <strong>Maria Avogadro<\/strong> che poi se la cav\u00f2 per un pelo. Ma<br>torniamo alla nostra storia. Anche qui, come a Verona, il caso volle che due rampolli delle due<br>famiglie si innamorassero!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCome and\u00f2 la cosa?\u201d Chiese una voce profonda. Era la masca che parlava da sotto il cappuccio.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMah, non so bene\u2026\u201d disse Gughi \u201ccerto non ad una festa, non erano cos\u00ec badola, n\u00e9 gli uni n\u00e9 gli<br>altri, da invitare quelli della parte avversa! Io credo che sia successo durante un pellegrinaggio.<br>Agnese Avogadro era molto pia come tutte le donne dei Guelfi. E un giorno si rec\u00f2 in un santuario<br>di non so che santo durante una festa religiosa. E l\u00ec chi ci trova? <strong>Airaud dei Tizzoni<\/strong>, un marcantonio<br>biondo, alto e magro che c&#8217;era venuto a cavallo tanto per dare un&#8217;occhiata alle donne! Perch\u00e8 i<br>Ghibellini non erano tanto di chiesa, sapete!<\/p>\n\n\n\n<p>Agnese si ferm\u00f2 con le sue serve in una locanda per mangiar qualcosa e Airaud l\u00ec in giro a lumare<br>ben bene con tanto d&#8217;occhi!<\/p>\n\n\n\n<p>E alla fine le fa portare un bigliettino da una cameriera. Chiedeva di vederla ma lei, dura! Macch\u00e8,<br>non sta bene dar retta ad un giovinastro sconosciuto!<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Agnese <\/strong>si rimise in cammino con i suoi e il mattino successivo attraversarono un boscaglia. Il suo<br>cavallo vide un&#8217;ombra e s&#8217; impenn\u00f2 e la povera ragazza fu sbalzata a terra.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/0d\/72\/f1\/0d72f1b32ab053c2c61d8f5432088d95.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Le sue cameriere si spaventarono molto.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche l&#8217;unico uomo della comitiva, un servitore che in verit\u00e0 non era un&#8217;aquila, si torceva le mani<br>non sapendo che fare.<\/p>\n\n\n\n<p>D&#8217;un tratto sentirono una voce: \u201cServe aiuto?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Un uomo altissimo e magro era sopraggiunto a cavallo e si era avvicinato al gruppetto.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cEcco s\u00ec, signore\u2026 abbiamo paura che la nostra padrona si sia fatta male, forse si \u00e8 rotta un osso,<br>sar\u00e0 prudente spostarla?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cVi siete fatta molto male?\u201d Disse il giovane avvicinandosi a lei.<\/p>\n\n\n\n<p>Agnese non rispose: aveva solo una<strong> caviglia slogata<\/strong>, il dolore era forte per\u00f2 e la ragazza era<br>praticamente svenuta e non riusciva a parlare. Il giovane Airaud la riconobbe subito per quella che<br>lo aveva snobbato la sera prima ma, vuoi perch\u00e8 lei era molto carina, vuoi perch\u00e8 in fondo lui era un<br>buon fiul\u00f2t, si rese utile ed aiut\u00f2 i servi, piuttosto fuori di testa, a soccorrere la ragazza. Costruirono<br>una lettiga e Agnese fu trasportata in una casa vicina.<\/p>\n\n\n\n<p>Era una casa di contadini per\u00f2 ampia e pulita. Airaud parl\u00f2 ai padroni di casa e li persuase ad<br>ospitare l&#8217;infortunata poi trasse dal corsetto qualche moneta d&#8217;oro che convinse definitivamente i<br>bravi villici.<\/p>\n\n\n\n<p>Airaud, sistemata la ragazza ed il suo piccolo seguito, avrebbe potuto andarsene ma cos\u00ec non fece.<br>Uno strano sentimento di compassione si era insinuato in lui ed egli si sentiva, come cavaliere,<br>responsabile di quella gente indifesa, che riteneva di modesto livello sociale (anche Agnese era<br>vestita con molta semplicit\u00e0, la giudic\u00f2 una borghesuccia, magari la figlia di uno scrivano o di uno<br>speziale).<\/p>\n\n\n\n<p>Ben presto fu chiamato un medico che diagnostic\u00f2 una slogatura molto dolorosa ma di certo non<br>pericolosa per la vita. Inoltre la ragazza aveva battuto il capo ma per fortuna il cranio non era<br>incrinato e si trattava solo di un bernoccolo.<\/p>\n\n\n\n<p>Airaud a questo punto avrebbe dovuto andarsene ma decise di restare per la notte nella vicina<br>locanda e il giorno dopo si rec\u00f2 alla casa dei contadini e s&#8217; intrattenne brevemente con Agnese. Se la<br>beveva con gli occhi\u2026 e comprese che la <strong>ragazza era di una famiglia illustre<\/strong>, a giudicare da come<br>parlava. E inoltre era gentile, sensibile e intelligente. Basta, il resto lo capite! I due simpatizzarono<br>istintivamente. Pian piano i sentimenti di Airaud mutarono\u2026 quella non era una ragazza con cui<br>concedersi una breve avventura ma una persona che avrebbe potuto essere una compagna per la<br>vita. Si inform\u00f2 con qualche domanda indiretta presso le due accompagnatrici di Agnese. E quale<br>non fu la sua costernazione nel venire a sapere che era figlia di uno di quegli Avogadro che erano<br>nemici giurati della sua famiglia!!!<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/9d\/00\/32\/9d0032b38a6dbc669c59bd75b3149f70.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Prima di separarsi anche Agnese gli domand\u00f2 del suo casato. Di certo i suoi genitori avrebbero<br>voluto sdebitarsi con lui. Anche per lei fu terribile venire a sapere che lui era uno dei Tizzoni, quei<br>Ghibellini senza Dio, nemici del Papa, che erano i peggiori avversari dei suoi parenti!<\/p>\n\n\n\n<p>Fu l\u00ec l\u00ec per troncare l&#8217;amicizia\u2026 ma poi guard\u00f2 meglio in viso il giovane, con la sua espressione<br>onesta, simpatica e sincera e non si sent\u00ec di interrompere quel filo d&#8217;oro che era nato tra i loro cuori!<br>Perch\u00e8 rinunciare al bel sogno? (Gughi si era concesso un momento di lirismo, anche lui aveva i<br>suoi effetti di stile! Ma si riprese rapidamente e ritorn\u00f2 al suo solito modo di esprimere le cose.)<br>Ormai l&#8217;amore era nato e i due concertarono un sistema per poter comunicare almeno tramite<br>qualche lettera. Un inviato del giovane, travestito da mercante, si sarebbe recato da Agnese con il<br>pretesto di mostrarle dei gioielli e le avrebbe recapitato una lettera\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>Quando il pellegrinaggio fu finito e Agnese ritorn\u00f2 a casa, si mise ad aspettare e il messaggero le<br>fece avere un biglietto. Airaud le proponeva un <strong>pericoloso appuntamento<\/strong>. Desiderava talmente tanto<br>di vederlo che accett\u00f2 e di notte il giovane pass\u00f2 sotto le sue finestre e si giurarono eterno amore,<br>impegnandosi a sposarsi. Altre volte riuscirono a vedersi cos\u00ec o a scambiarsi lettere ma la cosa non<br>poteva continuare e Airaud fece qualche tentativo di parlarne con la sua famiglia, prendendo la<br>questione alla lontana, indirettamente, e parlandone come se si trattasse di un caso ipotetico con il<br>capo dei Tizzoni (lui era di un ramo cadetto). Ma vide lo zio talmente maldisposto che comprese<br>che mai avrebbe potuto sposare la sua bella con il consenso dei parenti. Non restava che fuggire<br>insieme.\u201d<br>*<br>\u201cMa Gughi\u201d, interloqu\u00ec una delle fate, sussiegosa, \u201cnoi che c&#8217;entriamo con queste storie degli<br>umani?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAspetta e vedrai!\u201d rispose il folletto e, dopo aver ingollato un sorso di barbera da un fiasco che<br>teneva vicino, si dispose a proseguire.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cInsomma Airaud si decise a mandare un messaggio all&#8217;amata tramite una persona che con molta<br>difficolt\u00e0 riusc\u00ec a farglielo pervenire: per non farla tanto lunga, un giorno, di mattino prestissimo,<br>prima dell&#8217;alba, i due partirono insieme di nascosto e si disposero ad attraversare una certa zona per<br>andare da degli amici di lui. Airaud confidava molto nel loro aiuto.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>C&#8217;era un bosco da attraversare<\/strong> e qui il giovane si sent\u00ec molto poco sicuro circa la scorciatoia da<br>prendere. Si ritrovarono nel fitto degli alberi e ad un tratto Agnese not\u00f2 che tra le piante c&#8217;era<br>qualcosa: guardando meglio scorse tra il fogliame alcune facce poco rassicuranti che, quasi<br>nascoste, li osservavano.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cScappiamo, scappiamo!\u201d Url\u00f2 Agnese al suo compagno di viaggio e cos\u00ec dicendo diede di sprone e<br>galopp\u00f2 via seguita a ruota da Airaud che non aveva notato nulla ma comunque la segu\u00ec<br>comprendendo che doveva esserci un pericolo.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma gli assalitori, che erano sei o sette, si misero subito sulle loro tracce e li tallonarono da vicino.<br>Raggiunsero il giovane e riuscirono ad affiancarlo, poi lo strapparono gi\u00f9 dalla sella. (Agnese, che<br>era poco pi\u00f9 avanti, sfugg\u00ec per un pelo e i banditi rinunciarono a inseguirla).<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo che ebbero legato Airaud, uno dei banditi disse: \u201cChe facciamo con costui?\u201d<br>\u201cLo spogliamo dei suoi bei vestiti, gli vuotiamo le tasche e poi lo appendiamo ad un albero!\u201d<br>rispose un altro.<\/p>\n\n\n\n<p>Il<strong> povero Airaud <\/strong>era ormai rassegnato a finire i suoi giorni in quel modo orribile quando si ud\u00ec un<br>rumore: d&#8217;improvviso un nuovo manipolo di briganti pi\u00f9 numeroso del primo sbuc\u00f2 dagli alberi, si<br>precipit\u00f2 sul gruppo e attacc\u00f2 i banditi che erano giunti per primi! Ne segu\u00ec una rissa indiavolata<br>durante la quale il giovane cerc\u00f2 di allontanarsi\u2026 ma aveva fatto pochi passi che subito fu<br>riacciuffato da quelli del gruppo appena sopraggiunto che, battuti gli avversari (i quali scapparono a<br>gambe levate), lo legarono, seppure non troppo strettamente e con una certa delicatezza, lo<br>ficcarono in una piccola carrozza tirata da quattro destrieri neri come la notte e si allontanarono con<br>lui abbastanza velocemente\u2026 Troppo, forse, per il giovane Airaud il quale si sent\u00ec come trasportato<br>da una forza strana, innaturale.<\/p>\n\n\n\n<p>La carrozza, scortata dai banditi a cavallo, percorse un lungo tratto di strada, poi sal\u00ec per un<br>sentierino, i destrieri scuri sembravano non provare alcuna fatica e parevano emettere fuoco dalle<br>froge! In cima alla collina su cui il sentierino s&#8217; inerpicava<strong> c&#8217;era un castello bellissimo<\/strong> anche se non<br>grande. Pareva dorato e argentato e scintillava nell&#8217;ultimo sole (ormai era il tramonto). Arrivati al<br>castello, gli strani banditi fecero scendere Airaud dalla carrozza e lo condussero dentro,<br>sciogliendogli le gambe e le braccia (ma le mani le aveva ancora legate).<\/p>\n\n\n\n<p>Il poveraccio temeva il peggio ma si chiedeva perch\u00e8 allora lo trattassero con relativa cortesia.<br>L&#8217;unica ipotesi realistica era che quello fosse un rapimento per chiedere un riscatto. A quei tempi<br>non era insolito\u2026 c&#8217;erano tanti nobili, spesso impoveriti, che erano diventati dei masnadieri e poi,<br>tra famiglie nemiche o rivali, poteva succedere.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/7f\/db\/5e\/7fdb5e6c62efcb747dbc07545d9e0044.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>In quel momento gli venne incontro sullo scalone d&#8217;ingresso una dama alta e piacente.<br>\u201cPovero giovane!\u201d Disse \u201cbenvenuto! spero non vi abbiano fatto troppo male.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Airaud accenn\u00f2 un freddo inchino<\/strong>.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMale? Oh mai pi\u00f9! Sono solo stato sequestrato, preso a forza! Immagino che voi vogliate un<br>ragionevole riscatto ma tenete presente che la mia famiglia non \u00e8 ricca\u2026\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>La dama rise.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cVedo che siete prudente! E un po&#8217; spilorcio! Fate finta di essere di una famigliuccia ma siete vestito<br>come un nobile e non dei minori!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Airaud divenne rosso come un peperone. Spilorcio a lui, ad un cavaliere! Non glielo aveva mai<br>detto nessuno!<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSentite, in fatto di generosit\u00e0 non credo di aver mai mancato di ricompensare un amico o di punire<br>un nemico insolente\u2026\u201d cominci\u00f2.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMio caro\u201d disse la dama \u201cperch\u00e8 litigare? voi qui siete un graditissimo ospite e siete stato portato a<br>casa mia per il vostro bene, per sottrarvi ad un pericolo\u2026\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cUn pericolo?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCerto, voi non lo sapete, ma<strong> gli sgherri dei Guelfi<\/strong> sono sulle vostre tracce\u2026 e allora s\u00ec che avreste<br>potuto essere rapito sul serio\u2026\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Al giovane sembrava una solenne sciocchezza ma si sa che le donne s&#8217;intendono poco di politica e<br>non volle entrare in una discussione.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cIo so bene chi siete voi,\u201d continu\u00f2 la signora, \u201cvoi siete uno dei Tizzoni. E io sono<strong> dama<br>Tchesalina o Cesalina,<\/strong> fedelissima vassalla dell&#8217;imperatore, e sono la signora di questo luogo.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Gughi a questo punto interruppe la narrazione e attese le reazioni degli ascoltatori.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cTchesalina!\u201d Esclam\u00f2 l&#8217;uditorio colpito. Chi non conosceva la grande maga che a lungo aveva<br>dominato il nord del Piemonte con i suoi incantesimi? Gughi fece una piccola pausa per consentire<br>agli altri di mormorare e commentare un poco. <\/p>\n\n\n\n<p>Poi riprese: \u201cAl buon giovane non era noto che vi fosse una signoria siffatta nella zona ma la dama aggiunse vagamente che si trovavano molto pi\u00f9 lontano di quanto lui non credesse perch\u00e8 aveva sottovalutato i tempi del viaggio o non si era reso conto della gran distanza percorsa.<\/p>\n\n\n\n<p>Airaud, ricordando le strane sensazioni provate verso la fine del viaggio, rimase perplesso ma non<br>lo disse.<\/p>\n\n\n\n<p>Invece osserv\u00f2: \u201cMa se volevate proteggermi da un rapimento perch\u00e8 non dirmelo? Perch\u00e8 farmi<br>sopraffare a forza dai vostri uomini?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>La dama fece un vago gesto e non rispose. Poi prosegu\u00ec dicendo che ormai lui era l\u00ec, graditissimo<br>ospite, e perci\u00f2 non doveva per nulla preoccuparsi ma passare lietamente le giornate fino a che le<br>strade non diventassero sicure.<\/p>\n\n\n\n<p>Basta, per farla breve, Airaud cominci\u00f2 a spassarsela, gli venivano serviti cibi sopraffini, vini<br>squisiti. Le sue giornate erano allietate da musicisti che suonavano il liuto o altri strumenti, da<br>donzelle che leggevano per lui poemi su Art\u00f9 e Lancillotto. La padrona di casa lo intratteneva con<br>amabili conversari e insomma il giuvn\u00f2t si trov\u00f2 piuttosto bene bench\u00e8 rimpiangesse la sua libert\u00e0 e<br>il fatto di non poter vedere n\u00e8 i suoi parenti e amici n\u00e9 la sua Agnese. <\/p>\n\n\n\n<p><strong>Non aveva dimenticato Agnese,<\/strong> intendiamoci, ma il progetto matrimoniale si era allontanato dalla sua mente ed era stato rimandato a tempi da destinarsi.<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia Agnese faceva capolino nei suoi sogni e lui si chiedeva dove fosse andata a finire\u2026 sperava<br>che fosse riuscita a sfuggire ai banditi e si fosse ricoverata da amici o parenti. Ma il ricordo di lei tra<br>tanti deliziosi passatempi sbiadiva.<\/p>\n\n\n\n<p>Come avrete capito Tchesalina, come parecchie altre dame dotate di poteri magici le cui storie<br>trovate in tanti poemi cavallereschi (inutile scuotere la testa, belle mie, lo so bene che per il<br>pubblico femminile qui presente quei libri sono tra le letture preferite!), aveva architettato tutta la<br>faccenda per catturare Airaud! Infatti ogni tanto faceva rapire qualche bel cavaliere o gentiluomo e<br>lo portava a casa sua\u2026 per farne il suo favorito finch\u00e8 non se ne stancava!<\/p>\n\n\n\n<p>E anche in questo caso voleva far la stessa cosa e cercava di sedurre Airaud. Ma il giovane pareva<br>abbastanza distaccato, poco propenso a farsi coinvolgere. E dire che quella volta Tchesalina si era<br>presa un&#8217;imbarcata per davvero e pensava addirittura di fare di lui il suo sposo!<\/p>\n\n\n\n<p><strong>E che ne era stato di Agnese? <\/strong>Torniamo un poco indietro!\u201d disse Gughi prima che qualcuno gli<br>facesse quella domanda. (Una delle Fate, con aria seccata, tir\u00f2 fuori dalla sua tazza di tisana<br>profumata alle erbe una fatina minuscola che ci stava facendo il bagno, pensando, la screanzata, che<br>il liquido fosse un bagno erboristico buono per la salute. La scagli\u00f2 lontano e la fatina vol\u00f2 via<br>scuotendo le alucce bagnate e si affrett\u00f2 ad imbucarsi in un angolino).<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter size-large\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/c0\/55\/c0\/c055c0bc796f2cf9569e233771ff0432.jpg\" alt=\"\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>\u201cAbbiamo lasciato Agnese (disse Gughi) mentre dava di sprone e sfuggiva per un pelo ai banditi<br>che avevano concentrato i loro sforzi sul suo compagno.<\/p>\n\n\n\n<p>La povera ragazza cavalc\u00f2 all&#8217;inizio credendosi seguita da Airaud ma ben presto si accorse che lui<br>era rimasto indietro ed era probabilmente stato catturato.<\/p>\n\n\n\n<p>Era costernata. Tornare indietro da sola sarebbe stato inutile, non restava che chiedere aiuto per<br>cercare di liberare il poveretto. Girell\u00f2 a lungo nella boscaglia ma senza incontrare nessuno. Non<br>c&#8217;era neanche una casa colonica, o qualche boscaiolo o carbonaio.<\/p>\n\n\n\n<p>Era anche spossata, aveva fame, dopo aver vagato per ore.<\/p>\n\n\n\n<p>Essendo una ragazza nobile non aveva mai dovuto soffrir la fame o procurarsi da mangiare! Ma non<br>era neanche una sprovveduta, a quei tempi anche le ragazze erano toste! Cavalcavano, andavano a<br>caccia, sapevano accendere il fuoco e talvolta usare le armi. Mica come adesso\u201d, aggiunse Gughi,<br>\u201ccon &#8216;sti gad\u00e0n allevati nella bambagia. Per cui Agnese cerc\u00f2 di guardarsi intorno. Per prima cosa<br>vide un torrentello e si avvicin\u00f2. Sollevatasi le gonne, che rimbocc\u00f2 e infil\u00f2 nella cintura, entr\u00f2<br>nell&#8217;acqua bassa, dove nuotavano parecchi pesciolini! Finch\u00e8 ne vide uno abbastanza grosso, una<br>trota mica male. E cos\u00ec, a mani nude, riusc\u00ec ad afferrarlo mentre quello si divincolava. Lo tir\u00f2 su ma<br>il pesce si mise a parlare con gran sorpresa di lei : \u201cLasciami, lasciami! Ti sar\u00f2 utile!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cCerto, rispose lei, ti infilzo in un ramo appuntito e ti faccio cuocere su un focherello, mi sarai utile<br>s\u00ec!&#8221;<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cNo, risparmiami!\u201d disse il pesce e fece tante di quelle promesse che lei lo lasci\u00f2 andare.<br>Torna sul prato, si asciuga alla meglio e si mette a gironzare. Ed ecco un nido, con tante uova, su di<br>un ramo abbastanza basso! \u201cQueste me le prendo!\u201d Pensa lei. Ma ecco che arriva l&#8217;uccello-madre e<br>la supplica di risparmiare i suoi piccini. E lei si lasci\u00f2 commuovere. L&#8217;uccello le disse di essere<br>amico dei signori dell&#8217;aria e le fece mille promesse.<\/p>\n\n\n\n<p>Infine Agnese, che ormai moriva di fame, vide un alveare. <strong>Sapeva come si fa a prendere il miele<\/strong>, lo<br>aveva visto fare dai contadini. Un&#8217;ape la ferm\u00f2: \u201cPer favore, non prendere il nostro miele! Ne<br>abbiamo poco anche per noi! Se hai fame, cerca dei frutti\u2026 \u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Agnese rinunci\u00f2 al miele e dovette ripiegare sulla raccolta di frutti. Sorbi, lamponi, fragole, qualche<br>mela selvatica (molto dure, ma lei aveva i denti buoni!).<\/p>\n\n\n\n<p>Si sent\u00ec un po&#8217; rifocillata, ora il problema era cercare Airaud. Possibile che nessuno lo avesse visto?<br>Conducendo il cavallo per la briglia, si avvi\u00f2 a piedi per una viottola. Ed ecco, improvvisamente,<br>vide sotto un grosso albero una casuccia piccola piccola. Davanti alla casuccia, su una panca, stava<br>seduta una vecchietta che filava, filava con un arcolaio.<\/p>\n\n\n\n<p>Agnese si ferm\u00f2: era gentile per natura e poi aveva simpatia per le vecchiette e quella era proprio<br>carina.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cBuonasera, cara madre\u2026\u201d disse la fanciulla \u201cnon avreste mica visto un giovane cos\u00ec e cos\u00ec? (E<br>glielo descrisse) magari portato via da degli uomini armati?\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cOh s\u00ec, disse la vecchietta, \u201cho visto un tizio proprio come lo hai descritto tu. <strong>L&#8217;ho visto portare via<br>in una carrozza.\u201d<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>\u201cUna carrozza? Pensavo fosse stato preso da un gruppo di masnadieri\u2026<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cMagari era un gruppo di masnadieri ma lo avevano messo su di una carrozza.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cE da che parte andavano?\u201d Chiese la fanciulla disperata.<\/p>\n\n\n\n<p>La donna ebbe uno sguardo strano: \u201cDi l\u00e0\u201d, disse, e indic\u00f2 con la mano un viottolo \u201cL&#8217;unico posto<br>dove possono essere andati, con una carrozza di quel genere, \u00e8 il castello di Tchesalina che \u00e8 per di<br>l\u00e0.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cTchesalina? Non so chi sia\u2026\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cE&#8217; una dama di queste parti\u2026 beh, non proprio di queste parti in senso stretto, c&#8217;\u00e8 un bel pezzo di<br>strada per arrivare! \u201c<\/p>\n\n\n\n<p>La ragazza pareva perplessa.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cE del resto\u201d, disse allora la vecchietta, \u201cprima ancora di vedere il giovane a bordo della carrozza,<br>avevo avuto notizia di quel che era successo, e se vuoi una prova gira attorno alla casa (io non posso<br>lasciare l&#8217;arcolaio) e capirai!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Agnese gir\u00f2 intorno alla minuscola casina e dietro<strong> vide il cavallo di Airaud<\/strong> che pascolava<br>tranquillo. Non era nemmeno impastoiato e sembrava a casa sua.<\/p>\n\n\n\n<p>Torn\u00f2 di corsa dalla donna.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cAvete ragione, \u00e8 il suo cavallo!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cI banditi lo hanno lasciato andare o non hanno fatto in tempo a prenderlo\u2026 e lui passo passo \u00e8<br>arrivato da me! Lo custodir\u00f2 per il tuo amico, se credi.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cS\u00ec, grazie\u2026\u201d disse Agnese. Ora era pi\u00f9 convinta.<\/p>\n\n\n\n<p>\u201cSenti ragazza,\u201d disse la vecchietta, \u201cse ascolti il mio consiglio prosegui per questa stradina per un<br>po&#8217;. Quando avrai visto il castello (lo riconoscerai perch\u00e8 \u00e8 di colore argenteo), scendi da cavallo e<br>manda l&#8217;animale da me. Trover\u00e0 la mia casa. Tu prosegui a piedi e arriverai a breve. Ma prima di<br>andare, prendi un pezzetto del mio filo che \u00e8 qui per terra e legalo al polso. Ti porter\u00e0 fortuna!<br>Scusa se non te lo porgo ma non posso lasciare il mio lavoro.\u201d<\/p>\n\n\n\n<p>Agnese guard\u00f2 verso terra, tra l&#8217;erba c&#8217;erano alcuni fili. Ne prese uno e se lo leg\u00f2 al polso.<br>\u201cE fidati, ragazza, senza fiducia non si fa nulla. L&#8217;importante \u00e8 riporla nella persona giusta. Hai<br>visto il cavallo del tuo amico? Lui si \u00e8 fidato. Cos\u00ec sono tutte le cose, vento, mare, animali,<br>obbediscono a chi lo merita. E ora va!\u201d<\/p>\n\n\n\n<p><strong>E Agnese risal\u00ec sul suo cavallo<\/strong> e si avvi\u00f2.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Luisa Paglieri \u201cOh gi\u00e0!\u201d Disse il folletto Gughi stendendo le gambe, per la verit\u00e0 molto corte (ma in fondo deltutto proporzionate al&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":6740,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[4393,4395,4396,4195,4389,4394,4392,124],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6736"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=6736"}],"version-history":[{"count":1,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6736\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6738,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/6736\/revisions\/6738"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/6740"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=6736"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=6736"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=6736"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}