{"id":7031,"date":"2023-10-26T15:07:50","date_gmt":"2023-10-26T15:07:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=7031"},"modified":"2023-10-26T15:08:01","modified_gmt":"2023-10-26T15:08:01","slug":"la-beata-panacea-de-muzzi-diventa-ufficialmente-patrona-della-valsesia","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=7031","title":{"rendered":"La Beata Panacea de\u2019 Muzzi diventa ufficialmente patrona della Valsesia"},"content":{"rendered":"\n<p>di Paolo Barosso <\/p>\n\n\n\n<p>Da domenica 10 settembre, giorno della Santa Messa di proclamazione officiata dal vescovo di Novara a Ghemme, la\u00a0<strong>Beata Panacea de\u2019 Muzzi<\/strong>\u00a0(conosciuta semplicemente come Beata Panacea), vergine e martire, \u00e8 promossa ufficialmente al ruolo di\u00a0<strong>patrona della Valsesia.<\/strong><\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.piemontetopnews.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/345465453_1418843052211236_8444983804921532449_n.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-71739\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n<p>La cerimonia, svoltasi nella parrocchiale di Ghemme dove, all\u2019interno dello Scurolo, cappella-reliquiario a pianta circolare progettata da Alessandro Antonelli, sono conservate le reliquie della Beata, ha sancito formalmente un&nbsp;<strong>culto radicato e diffuso<\/strong>&nbsp;da secoli in tutta la Valsesia, come attestano le numerose testimonianze pittoriche sparse in chiese e oratori della valle che ritraggono Panacea (indicata come \u201cPanaxia\u201d o \u201cPanasia\u201d) con i suoi tradizionali attributi iconografici.<\/p>\n\n\n\n<p>La pi\u00f9 antica di queste raffigurazioni risale al 1476 e si trova&nbsp;<strong>nell\u2019oratorio di San Pantaleone<\/strong>&nbsp;in localit\u00e0 Oro di Boccioleto, situata in una diramazione laterale della Valsesia, chiamata Val Sermenza. Gli affreschi, attribuiti al pittore novarese&nbsp;<strong>Giovanni de Campo<\/strong>, riproducono a beneficio dei fedeli tre episodi della vita della beata Panacea: l\u2019opera caritatevole di distribuzione del pane ai poveri, l\u2019aggressione ad opera della matrigna mentre la giovane \u00e8 raccolta in preghiera, i funerali della Beata.<\/p>\n\n\n\n<p>Nata a Quarona nel 1368 in una famiglia di modeste condizioni, la giovane, che portava un nome inusuale, di origine greca, indicante \u201ccolei che rimedia a tutti i mali\u201d, mor\u00ec nella primavera del 1383, a soli quindici anni, per mano della matrigna. La donna, di nome Margherita, convolata a nozze con il padre di Panacea, rimasto vedovo della prima moglie, oriunda di Ghemme, detestava la bambina, mossa da una commistione di sentimenti di odio e di invidia, suscitati sia dagli slanci di generosit\u00e0 e compassione che Panacea, fin da piccola, manifestava verso i poveri e i malati, sia dalla&nbsp;<strong>grande devozione religiosa<\/strong>&nbsp;che animava la giovane valsesiana, disapprovata in questo non solo dalla matrigna, ma anche dalla sorellastra.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.piemontetopnews.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/343321365_1683145258823247_2914646158967005474_n.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-71740\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>Sottoposta nell\u2019ambiente domestico a continue angherie e vessazioni, nonostante l\u2019opposizione del padre, che cercava di proteggerla, la piccola Panacea and\u00f2 incontro a un crudele destino. Secondo la tradizione, raccolta in numerosi scritti biografici, la ragazzina nella primavera dell\u2019anno 1368, come d\u2019abitudine, s\u2019era recata al pascolo sulla montagna sopra Quarona (monte Tucri) ma, essendosi attardata&nbsp;<strong>per recitare le orazioni<\/strong>, provoc\u00f2 la collera della matrigna che l\u2019attendeva a casa.<\/p>\n\n\n\n<p>Costei, colta da ira irrefrenabile, la raggiunse sul monte e inizi\u00f2 a&nbsp;<strong>picchiarla violentemente<\/strong>. Impugnando poi una conocchia (o rocca), strumento adoperato nella filatura delle fibre tessili, e forse anche un fuso (in base a quanto riportato da don Bernardino Lancia), la colp\u00ec ripetutamente e ne caus\u00f2 la morte. In seguito, la matrigna and\u00f2 a gettarsi da una vicina rupe, morendo anche lei. &nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Gli episodi salienti della vita di Panacea si trovano simbolicamente riassunti negli attributi iconografici che ne caratterizzano le rappresentazioni pittoriche e scultoree: la&nbsp;<strong>conocchia<\/strong>, che \u00e8 lo strumento adoperato per percuotere a morte la ragazza, odiata dalla matrigna anche per la sua ferma testimonianza di fede cristiana; il&nbsp;<strong>gregge di pecore<\/strong>, che richiama l\u2019occupazione abituale di Panacea e la sua dimensione di vita semplice, in un ambiente rurale modesto; una&nbsp;<strong>fascina&nbsp;di legna ardente<\/strong>, che si collega infine a un avvenimento prodigioso tramandato dalle fonti orali e scritte, connesso alla morte di Panacea.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.piemontetopnews.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/376227211_2304408316433395_150704837605574931_n-1024x484.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-71742\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Un momento della cerimonia di proclamazione della Beata Panacea come \u201cpatrona della Valsesia\u201d.<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Secondo la tradizione, infatti, una fascina di legna posata vicino al corpo esanime di Panacea si mise&nbsp;<strong>ad ardere spontaneamente<\/strong>, lasciando immaginare un intervento divino, cos\u00ec come il risuonare improvviso delle campane della vicina chiesa di San Giovanni. I due eventi prodigiosi richiamarono l\u2019attenzione della gente di Quarona, che accorse sul luogo rinvenendo il cadavere e trasportandolo poi in paese.<\/p>\n\n\n\n<p>La giovane Panacea venne sepolta accanto alla madre, nel&nbsp;<strong>cimitero di Ghemme<\/strong>, ma in seguito fu traslata all\u2019interno della parrocchiale, dove ancora oggi riposano le sue&nbsp;<strong>spoglie mortali<\/strong>, che nel corso dell\u2019Ottocento vennero sistemate secondo l\u2019uso invalso a quel tempo nel modellare le ossa dei corpi santi provenienti dalle catacombe romane.<\/p>\n\n\n\n<p>La&nbsp;<strong>fama di santit\u00e0<\/strong>&nbsp;della giovane valsesiana si irradi\u00f2 in poco tempo dal luogo del martirio, Quarona,&nbsp; e da quello di sepoltura, Ghemme, espandendosi&nbsp;<strong>tutto il territorio valsesiano<\/strong>&nbsp;e in gran parte del Novarese, radicandosi a tal punto nell\u2019orizzonte devozionale delle popolazioni locali che, con il tempo, si afferm\u00f2 la consuetudine di riferirsi alla Beata Panacea&nbsp;<strong>con il semplice appellativo di \u201cLa Beata\u201d.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.piemontetopnews.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/376860855_1789651804823173_1010251634763863136_n-768x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-71743\"\/><\/figure>\n\n\n\n<p>La storia della giovane Panacea, che aveva trovato la morte per una forma di violenza maturata nell\u2019ambiente domestico, ha attirato l\u2019attenzione del celebre storico medievista francese&nbsp;<strong>Andr\u00e9 Vauchez<\/strong>, uno dei pi\u00f9 accreditati studiosi della santit\u00e0 medievale, che, scrivendo della Beata Panacea in un suo saggio, l\u2019ha definita \u201c<strong>Cenerentola in Paradiso<\/strong>\u201d, individuando alcune analogie tra le vicende della ragazzina valsesiana e la popolare fiaba di Cenerentola, almeno per quanto riguarda i continui maltrattamenti e angherie subiti in seno alla famiglia da entrambe le figure femminili.<\/p>\n\n\n\n<p>Anche&nbsp;<strong>Silvio Pellico<\/strong>&nbsp;(1789-1854), recandosi sui luoghi della devozione per la Beata Panacea, ne fu impressionato, tanto da dedicare alla giovane martire un breve libro intitolato \u201cVita della Beata Panacea\u201d, edito nel 1836, in cui ne descrive le vicende esistenziali.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.piemontetopnews.it\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/ph-Amelio-Fanchini-1-1024x683.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-71745\"\/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Cerimonia religiosa all\u2019interno della chiesa della Beata al Piano (ph. Amelio Fanchini).<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Il culto per Panacea de\u2019 Muzzi, che ricevette conferma papale solo nel 1867, ha lasciato numerose testimonianze di s\u00e9 nell\u2019arte pittorica e scultorea e nell\u2019architettura. Ricordiamo, nel paese di Quarona, la&nbsp;<strong>chiesa della Beata al Monte<\/strong>, sorta sul luogo del martirio della giovane Panacea, dove si conserva, sotto l\u2019altare, la pietra insanguinata su cui fu uccisa la ragazzina, e la&nbsp;<strong>chiesa della Beata al Piano<\/strong>, eretta forse gi\u00e0 nel 1409 nel punto dove, secondo la tradizione, i buoi che trasportavano il carro con il corpo senza vita di Panacea s\u2019erano fermati, non volendo pi\u00f9 proseguire. Sempre a Quarona vi \u00e8 un\u2019abitazione con un antico affresco indicata dalla tradizione come la casa natale di Panacea.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Nel comune di Ghemme, come abbiamo gi\u00e0 accennato, sorge invece lo\u00a0<strong>Scurolo<\/strong>, ambiente interno alla parrocchiale della Madonna Assunta, progettato dall\u2019<strong>architetto Alessandro Antonelli\u00a0<\/strong>ed eretto tra il 1864 e il 1875 appositamente per accogliere le reliquie della beata valsesiana. Sospeso in alto, come \u201cuna scena teatrale\u201d, e raggiungibile tramite una doppia scalinata, lo Scurolo antonelliano si presenta come uno spazio circolare, ricavato sul lato sinistro della chiesa all\u2019altezza del transetto e sorretto da dodici colonne.<\/p>\n\n\n\n<p>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.piemontetopnews.it\/panacea-de-muzzi-diventa-ufficialmente-patrona-della-valsesia\/\" data-type=\"link\" data-id=\"https:\/\/www.piemontetopnews.it\/panacea-de-muzzi-diventa-ufficialmente-patrona-della-valsesia\/\">Piemonte Top News <\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nata a Quarona nel 1368, Panacea de&#8217; Muzzi mor\u00ec nella primavera del 1383 per mano della matrigna che la uccise anche per odio verso la sua fede cristiana. <\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":7032,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[26,2321,14,27,241,4,86],"tags":[3222,451,3764,4456,4458,4457,4459,55],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7031"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=7031"}],"version-history":[{"count":1,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7031\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7033,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/7031\/revisions\/7033"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/7032"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=7031"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=7031"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=7031"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}