{"id":872,"date":"2015-05-28T08:37:18","date_gmt":"2015-05-28T08:37:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=872"},"modified":"2015-05-28T08:37:18","modified_gmt":"2015-05-28T08:37:18","slug":"santi-e-beati-del-piemonte-vita-di-san-giovanni-bosco-i-parte","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=872","title":{"rendered":"Santi e beati del Piemonte: Vita di San Giovanni Bosco &#8211; I parte"},"content":{"rendered":"<p><em>Comincia con oggi la collaborazione di <strong>Andrea Elia Rovera<\/strong>, cultore di storia del Piemonte e della Chiesa, che ci trattegger\u00e0 in successive puntate vita e opere di santi e beati cristiani legati alla nostra terra. Il primo ritratto, che verr\u00e0 presentato in tre parti, \u00e8 incentrato sulla figura di <strong>San Giovanni Bosco<\/strong>, di cui ricorre proprio quest&#8217;anno il Bicentenario della nascita (1815-2015) \u00a0 \u00a0\u00a0<\/em><\/p>\n<figure id=\"attachment_874\" aria-describedby=\"caption-attachment-874\" style=\"width: 960px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/monfi9.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-874\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/monfi9.jpg\" alt=\"Vista di Castelnuovo Don Bosco dalla chiesa di Sant'Eusebio\" width=\"960\" height=\"540\" srcset=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/monfi9.jpg 960w, http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/monfi9-300x169.jpg 300w, http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/monfi9-600x338.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-874\" class=\"wp-caption-text\">Vista di Castelnuovo Don Bosco dalla chiesa di Sant&#8217;Eusebio<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: left;\"><strong>Don Bosco ragazzo<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: left;\">Nel nostro bel Piemonte, in Provincia di Asti, a Castelnuovo Don Bosco, in frazione &#8220;I Becchi&#8221;, nel 1815, nacque uno dei santi pi\u00f9 conosciuti ed apprezzati nel mondo: <strong>Giovanni Bosco<\/strong>.<\/p>\n<p>La sua storia si fonde completamente con quella del nostro territorio in quanto nasce in una famiglia contadina, da genitori di umili origini, rimane orfano di padre a soli due anni e deve fare i salti mortali per potersi fare una cultura. Nel XIX secolo, infatti, pochissimi ragazzi possono frequentare le scuole e la maggior parte di essi ha per libro la terra e per matita la zappa.<\/p>\n<p>La mamma di Giovanni Bosco, Margherita, rimasta vedova, si ritrova a dover crescere da sola Antonio (figlio avuto da suo marito in un precedente matrimonio), Giuseppe, Giovannino e ad accudire la suocera malata. Inoltre deve lavorare i campi e far quadrare i conti per permettere al futuro santo di studiare.<\/p>\n<p>La vocazione di don Bosco nasce nel 1824 quando il giovane astigiano, in un sogno, vede un gruppo di ragazzi molto monelli che si picchiano e bestemmiano. Egli si mette a menar le mani per farli smettere ma, mentre fa ci\u00f2, viene interrotto da un uomo (Ges\u00f9) che lo esorta ad usare la mansuetudine e viene confortato sulla sua futura missione da una signora (la Madonna). Il <strong>sogno dei 9 anni<\/strong> guider\u00e0 per sempre l&#8217;opera salesiana nel mondo.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Settimana_don_Bosco_2008_htm_m11e158d7.png\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-873\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Settimana_don_Bosco_2008_htm_m11e158d7.png\" alt=\"Settimana_don_Bosco_2008_htm_m11e158d7\" width=\"731\" height=\"800\" srcset=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Settimana_don_Bosco_2008_htm_m11e158d7.png 731w, http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Settimana_don_Bosco_2008_htm_m11e158d7-274x300.png 274w, http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/Settimana_don_Bosco_2008_htm_m11e158d7-600x657.png 600w\" sizes=\"(max-width: 731px) 100vw, 731px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Da quella notte Giovanni si mette al lavoro per realizzare ci\u00f2 che il Signore gli ha chiesto. Impara a fare giochi di prestigio e a fare il saltimbanco per avvicinare i giovani e per parlar loro delle cose di Dio. Questa sua intuizione trova il favore del popolo che lo cerca per farsi spiegare il catechismo, leggere il Vangelo e per recitare assieme a lui il Santo Rosario.<\/p>\n<p>Purtroppo le relazioni fra i fratelli Bosco sono sempre pi\u00f9 tese cos\u00ec Mamma Margherita decide di mandare Giovanni a casa dei coniugi Moglia di Moncucco. L\u00ec il giovane conosce <strong>Don Calosso<\/strong>, sacerdote 70enne, che decide di portarlo a vivere con s\u00e8 in canonica per istruirlo e prepararlo ad entrare in seminario. L&#8217;anziano parroco, per\u00f2, dopo un anno, si ricongiunge al Padre ma prima consegna a Giovanni la chiave della cassaforte lasciandogli 6 mila lire per permettergli di entrare in seminario e diventare sacerdote.<\/p>\n<p>Giovanni, abituato a guadagnarsi tutto col sudore della fronte, rinuncia all&#8217;eredit\u00e0 lasciandola alla famiglia Calosso e si mette nelle mani della Provvidenza.<\/p>\n<p>Il 21 marzo 1831 Antonio si sposa e Mamma Margherita decide di dare a Giovanni la sua parte di eredit\u00e0 per permettergli di tornare a Castelnuovo e di vivere in regime di semipensione da Giovanni Roberto, musico e sarto, che gli insegner\u00e0, tra gli altri, i mestieri di fabbro e falegname.<\/p>\n<p>Nel 1832 Giovanni pu\u00f2 entrare nella terza classe di Grammatica per poi approdare alle classi di Umanit\u00e0 e Retorica dove si distinguer\u00e0 per zelo nello studio. Questo buon percorso formativo lo porter\u00e0 a conoscere Don Giuseppe Cafasso, suo amato formatore, e ad entrare nel Seminario di Chieri da dove uscir\u00e0 Sacerdote. &#8211; continua &#8211;<\/p>\n<p>Andrea Elia Rovera<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Comincia con oggi la collaborazione di Andrea Elia Rovera, cultore di storia del Piemonte e della Chiesa, che ci trattegger\u00e0 in successive puntate&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":873,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/872"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=872"}],"version-history":[{"count":1,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/872\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":875,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/872\/revisions\/875"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/873"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=872"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=872"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=872"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}