{"id":932,"date":"2015-06-06T15:30:15","date_gmt":"2015-06-06T15:30:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=932"},"modified":"2018-12-02T08:53:22","modified_gmt":"2018-12-02T08:53:22","slug":"la-rinascita-del-dolcetto-dovada","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=932","title":{"rendered":"La rinascita del Dolcetto d&#8217;Ovada"},"content":{"rendered":"<p>Fonte: <a href=\"http:\/\/kiteinnepal.com\/2015\/05\/21\/la-rinascita-del-dolcetto-dovada\/\">Kiteinnepal.com<\/a><\/p>\n<p>Testo di Paolo Barosso<\/p>\n<p>In Piemonte tra le varie denominazioni di <strong>Dolcetto<\/strong> ve n\u2019\u00e8 una in particolare che, sfuggita a un lento declino, \u00e8 ora in piena fase di rilancio: il <strong>Dolcetto d\u2019Ovada<\/strong>.<\/p>\n<figure id=\"attachment_933\" aria-describedby=\"caption-attachment-933\" style=\"width: 960px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/grappolo-dolcetto.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-933\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/grappolo-dolcetto.jpg\" alt=\"Grappolo di Dolcetto\" width=\"960\" height=\"960\" srcset=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/grappolo-dolcetto.jpg 960w, http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/grappolo-dolcetto-150x150.jpg 150w, http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/grappolo-dolcetto-300x300.jpg 300w, http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/grappolo-dolcetto-600x600.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-933\" class=\"wp-caption-text\">Grappolo di Dolcetto<\/figcaption><\/figure>\n<p>Il nome <strong>Dolcetto<\/strong>, vino rosso secco ricavato dall\u2019omonimo vitigno attestato in Piemonte sin dal Cinquecento (l\u2019astigiano Alione ai primi del secolo cita il <em>Dosset de Mongardin<\/em>), pu\u00f2 trarre in inganno. Il termine piemontese da cui deriva, <em>doss\u00e8t<\/em>, non allude al sapore del vino, ma alla delicatezza dell\u2019acino che, di maturazione precoce, con buccia sottile, bassa acidit\u00e0 e tannini concentrati nei vinaccioli, risulta pi\u00f9 dolce al palato rispetto ad altre uve.<\/p>\n<p>L\u2019altra spiegazione, che fa derivare <strong>Dolcetto<\/strong> da \u201cpiccolo dosso\u201d, \u00e8 fantasiosa, ma nasconde un fondo di verit\u00e0. Il vitigno infatti prospera anche a quote pi\u00f9 alte e in climi pi\u00f9 freschi, trovando l\u2019habitat ideale nella fascia preappenninica. Fu questa prerogativa che indusse i marchesi di Clavesana ad introdurlo in valle Arroscia, sino a 800 metri d\u2019altezza, sancendo cos\u00ec la nascita del Dolcetto in versione \u201cligure\u201d, detta <strong>Ormeasco<\/strong> (da Ormea, che per\u00f2 si trova in Piemonte). Anche nell\u2019Alto Monferrato ovadese le vigne di Dolcetto si spingono ad alte quote, come a <strong>Lerma.<\/strong><\/p>\n<p>Il Gallesio nella Pomona Italiana ne conferma l\u2019origine autoctona, localizzando la culla del Dolcetto, un tempo noto nel milanese come Uva d\u2019Acqui e a Genova come Uva del Monferrato, nel basso Piemonte, e questo \u00e8 rimasto il suo bacino d\u2019elezione, malgrado si sia propagato nel Pinerolese e, in rari casi, fuori Piemonte.<\/p>\n<p>Per lungo tempo lo si ritenne imparentato con il <strong><em>Douce Noir<\/em><\/strong>, vitigno a bacca rossa della Savoia, ma recenti analisi hanno smentito, negando anche l\u2019affinit\u00e0 con la <strong>Bonarda argentina<\/strong>, che in realt\u00e0 discende dall\u2019uva savoiese. Rarit\u00e0 ampelografica \u00e8 poi il <strong><em>Nibi\u00f2 d\u2019la Pic\u00f9la R\u00f9sa<\/em><\/strong>, che non \u00e8 un Nebbiolo, ma un biotipo di Dolcetto con grappoli dal peduncolo rosso, da cui tra Gavi e Novi si ricava un vino corposo, talora assemblato al Barbera.<\/p>\n<p>Con la ricostituzione post-fillossera del vigneto piemontese, il Dolcetto perse terreno rispetto al Barbera, ma comunque resistette in quelle aree da cui oggi originano le undici denominazioni, tra cui il <strong>Dolcetto d\u2019Ovada Doc<\/strong>, e le tre Docg, <strong>Dogliani, Dolcetto di Diano d\u2019Alba o Diano, Dolcetto di Ovada Superiore o Ovada<\/strong>. Da notare che nelle aree in cui i produttori riservano al Dolcetto i terreni meglio esposti, tra cui <strong>Ovada<\/strong>, si tende oggi a designare il vino riferendosi alla localit\u00e0 e non con il nome del vitigno madre.<\/p>\n<figure id=\"attachment_934\" aria-describedby=\"caption-attachment-934\" style=\"width: 424px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\" wp-image-934\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/leo211109-009-300x225.jpg\" alt=\"\" width=\"424\" height=\"318\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-934\" class=\"wp-caption-text\">Filari di Dolcetto nell&#8217;Ovadese<\/figcaption><\/figure>\n<p>La forza del <strong>Dolcetto d\u2019Ovada, <\/strong>vinificato in purezza in 22 comuni stretti tra la piana alessandrina e i contrafforti appenninici, risiede nel <em>terroir<\/em>, cio\u00e8 in quella combinazione di fattori, dal suolo al clima, che contrassegnano il prodotto.<\/p>\n<p>L\u2019acino, ricco in sostanze coloranti e tannini, trasmette al vino il tipico colore rosso rubino con riflessi violacei che, nel Dolcetto d\u2019Ovada, se invecchiato, assume la caratteristica unghia aranciata. Caratterizzante al palato \u00e8 il <strong>finale ammandorlato<\/strong>.<\/p>\n<p>Tra i produttori che hanno lavorato al rilancio del <strong>Dolcetto d\u2019Ovada<\/strong>, proponendolo non solo come vino da pasto, ma anche come prodotto da invecchiamento, spicca la <a href=\"http:\/\/www.cascina-maddalena.com\/\"><strong>Cascina<\/strong> <strong>La Maddalena<\/strong><\/a>\u00a0di <strong>Rocca Grimalda<\/strong>, uno di quei borghi che, come Tagliolo o Montaldeo, punteggiano le colline dell\u2019Alto Monferrato Ovadese esibendo i loro castelli, tanto sorprendenti nei loro punti di contatto stilistici da aver fatto parlare ad alcuni di una scuola castellologica ovadese.<\/p>\n<div class=\"tiled-gallery type-rectangular\" data-original-width=\"610\" data-carousel-extra=\"{&quot;blog_id&quot;:20925965,&quot;permalink&quot;:&quot;http:\\\/\\\/kiteinnepal.com\\\/2015\\\/05\\\/21\\\/la-rinascita-del-dolcetto-dovada\\\/&quot;,&quot;likes_blog_id&quot;:20925965}\">\n<div class=\"gallery-row\" data-original-width=\"610\" data-original-height=\"313\">\n<div class=\"gallery-group images-1\" data-original-width=\"391\" data-original-height=\"313\">\n<div class=\"tiled-gallery-item tiled-gallery-item-large\">\n<figure id=\"attachment_935\" aria-describedby=\"caption-attachment-935\" style=\"width: 1000px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Rocca-9.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-935\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Rocca-9.jpg\" alt=\"Selezione di bottiglie - Cascina La Maddalena a Rocca Grimalda\" width=\"1000\" height=\"800\" srcset=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Rocca-9.jpg 1000w, http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Rocca-9-300x240.jpg 300w, http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Rocca-9-600x480.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-935\" class=\"wp-caption-text\">Selezione di bottiglie &#8211; Cascina La Maddalena a Rocca Grimalda<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"gallery-group images-2\" data-original-width=\"219\" data-original-height=\"313\">\n<div class=\"tiled-gallery-item tiled-gallery-item-small\"><\/div>\n<div class=\"tiled-gallery-item tiled-gallery-item-small\">Il corposo <strong>Dolcetto d\u2019Ovada <\/strong>si accompagna ai sontuosi piatti della cucina locale, d\u2019impianto piemontese, come attestato dai piatti di carne rossa, arrosti, brasati, bolliti, e dal fritto misto, ma con influssi liguri, dovuti alla vicinanza geografica con la Riviera, che si manifestano ad esempio nel largo impiego di <strong>erbe aromatiche<\/strong> come timo e maggiorana (tipici dell\u2019Ovadese <strong>gli agnolotti verdi<\/strong> di sole erbe con borragine, spinaci, ricotta), o nella comparsa di farinata e <strong>panissa di ceci<\/strong>. La <strong>panissa<\/strong>, detta anche paniccia o panizza, \u00e8 una sorta di polentina fatta con farina di ceci che vanta come progenitore il <em>panicium<\/em> celtico, minestra asciutta a base di grani di miglio (<em>Panicum miliaceum <\/em>in latino) cotta con carni, legumi e, con l\u2019avvento dei Romani, ceci. Dal <em>panicium<\/em> derivarono la panissa vercellese e la paniscia novarese, che sostituiscono il riso al miglio, e, verso la Liguria, la panissa di ceci, presente anche nel basso Piemonte.<\/div>\n<div class=\"tiled-gallery-item tiled-gallery-item-small\">\n<figure id=\"attachment_936\" aria-describedby=\"caption-attachment-936\" style=\"width: 960px\" class=\"wp-caption alignnone\"><a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Montaldeo.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-936\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Montaldeo.jpg\" alt=\"Castelli dell'Ovadese - Montaldeo\" width=\"960\" height=\"720\" srcset=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Montaldeo.jpg 960w, http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Montaldeo-300x225.jpg 300w, http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Montaldeo-600x450.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-936\" class=\"wp-caption-text\">Castelli dell&#8217;Ovadese &#8211; Montaldeo<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>Cucina locale e Dolcetto trovano il giusto connubio negli <strong>agnolotti<\/strong> ovadesi serviti in una tazza colma di vino, mentre tra i primi ricordiamo la <strong><em>Perbureira<\/em><\/strong> (dal nome della tradizionale pentola in coccio), zuppa di pasta e fagioli aromatizzata all\u2019aglio, tipica di Rocca Grimalda (celebre anche per la <strong><em>Lachera<\/em><\/strong>, antico rito carnevalesco), e la <strong>pute<\/strong>, zuppa di cavolo ispessita con la farina di mais.<\/p>\n<p>Infine, dulcis in fundo, la pasticceria, ricca come in tutto il Piemonte: tra le specialit\u00e0 la <strong>Polenta d\u2019Ovada<\/strong>, dolce a base di farina di mandorle, e gli <strong><em>Splinsugni<\/em><\/strong>, pizzicotti d\u2019Ovada, sorta di amaretti.<\/p>\n<p><strong>Paolo Barosso<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fonte: Kiteinnepal.com Testo di Paolo Barosso In Piemonte tra le varie denominazioni di Dolcetto ve n\u2019\u00e8 una in particolare che, sfuggita a un&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":933,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[2,11],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/932"}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=932"}],"version-history":[{"count":4,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/932\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4363,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/932\/revisions\/4363"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/933"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=932"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=932"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=932"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}