{"id":1241,"date":"2015-08-03T15:11:25","date_gmt":"2015-08-03T15:11:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=1241"},"modified":"2015-08-03T17:27:03","modified_gmt":"2015-08-03T17:27:03","slug":"piemonte-in-vetrina-la-parabola-di-romana-e-bass-dai-fasti-al-tramonto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=1241","title":{"rendered":"Piemonte in vetrina: la parabola di Romana e Bass, icona d&#8217;eleganza"},"content":{"rendered":"<p><em>Nuova puntata del ciclo <strong>Piemonte in vetrina<\/strong> curato da <strong>Antonella Pinna<\/strong>, che ci racconta la parabola di un locale che fu icona di eleganza nella Torino d&#8217;un tempo per la raffinatezza degli arredi e la qualit\u00e0 del servizio, la <strong>confetteria Romana e Bass<\/strong>. Sita nel sottoportico di Piazza Castello, dove negli anni Sessanta del Novecento s&#8217;insedi\u00f2 il negozio di dischi e strumenti musicali di Mario Maschio, la storica confetteria chiuse i battenti nel 1961, ma del locale originario rimangono alcune tracce visibili, che invitiamo, per chi lo volesse, a scoprire*.\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter wp-image-1249\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/gil.png\" alt=\"gil\" width=\"268\" height=\"82\" \/><\/em><\/p>\n<p>&#8220;<em>G.Romana, Successore Bass<\/em>\u201d<\/p>\n<p><em>Confetteria e Pasticceria, Piazza Castello N 23, annunzia che, essendosi ultimati i lavori di restauro ed abbellimento dei suoi locali essi si sono riaperti al pubblico dal sabato 15 gennaio\u201d Da La Stampa 18 gennaio 1920.<\/em><\/p>\n<p>Con questo annuncio i successori della <strong>confetteria <em>Romana e Bass<\/em><\/strong>\u00a0pubblicizzano il locale completamente rimesso a nuovo dopo una decina d\u2019anni dalla nascita del <strong>Baratti e Milano<\/strong>, cui il nuovo arredo \u00e8 stilisticamente legato dato che l\u2019allestimento porta in entrambi i casi la firma di <strong>Giacomo Casanova<\/strong>.<\/p>\n<figure id=\"attachment_1242\" aria-describedby=\"caption-attachment-1242\" style=\"width: 640px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/IMG-20150728-WA0002-e1438614487899.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-1242 size-large\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/IMG-20150728-WA0002-e1438614487899-1024x768.jpg\" alt=\"IMG-20150728-WA0002\" width=\"640\" height=\"480\" srcset=\"https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/IMG-20150728-WA0002-e1438614487899-1024x768.jpg 1024w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/IMG-20150728-WA0002-e1438614487899-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/IMG-20150728-WA0002-e1438614487899-600x450.jpg 600w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/IMG-20150728-WA0002-e1438614487899.jpg 1280w\" sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-1242\" class=\"wp-caption-text\">La devanture in mogano con cornice continua &#8211; tratto da L&#8217;Architettura Italiana giugno 1920<\/figcaption><\/figure>\n<p>La confetteria sorge nel pieno del periodo napoleonico, anno 1810, \u201cresiste\u201d quale <strong>icona d\u2019eleganza<\/strong> alla Restaurazione e, alla concorrenza dei molti rivali confettieri, oppone una presenza capillare nelle feste cittadine, nelle lotterie, nelle manifestazioni legate alle ricorrenze annuali che danno il polso di quanto fosse di riferimento per la citt\u00e0. Alla sua <strong>chiusura definitiva<\/strong> il 31 ottobre 1961 il titolo funereo de La Stampa Sera \u00e8<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/file.png\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-1246 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/file.png\" alt=\"file\" width=\"784\" height=\"209\" srcset=\"https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/file.png 784w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/file-300x80.png 300w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/file-600x160.png 600w\" sizes=\"(max-width: 784px) 100vw, 784px\" \/><\/a>Sappiamo che ve n\u2019erano di pi\u00f9 antichi ma dovevano ancora ri-sorgere, evidentemente nell\u2019immaginario collettivo e comunque nella centralissima Piazza Castello rappresenta il caff\u00e8 pi\u00f9 antico, fedele alle <em>caramelle piatte<\/em> , ai <em>marrons glac\u00e9es<\/em> e ai <em>gianduiotti<\/em>.<\/p>\n<p>La storia \u00e8 presto raccontata, tratta dai begli articoli del giornale cittadino <strong>La Gazzetta Piemontese,<\/strong> poi La Stampa, soprattutto nell\u2019edizione di Stampa Sera, e da Botteghe e negozi, Allemandi 1984.<\/p>\n<p>Lo <strong>svizzero J. Bass<\/strong>, confettiere, stabilisce nel 1810 la sede della sua confetteria nel sottoportico della \u201c<em>Place Imperiale de la Foire<\/em>\u201d, poi Piazza della Fiera, poi Piazza Castello n. 23, infine Piazza Castello n. 51. A met\u00e0 secolo si affianca al titolare il <strong>Signor Romana<\/strong>, che alla morte di Bass, 1880, divenne proprietario. Sappiamo che nel 1872 la Confetteria \u00e8 di Giuseppe Romana e Piotti Francesco perch\u00e9 ne acquisiscono un\u2019altra, la celebre confetteria di via Po 4 di Angelo Rocca.<\/p>\n<p>Nel 1906 si costituisce la <strong>Societ\u00e0 Anonima Confetteria gi\u00e0 Romana e Successori Bass<\/strong> <strong>e fratelli Stratta<\/strong> che comprende sia l\u2019esercizio oggetto d\u2019articolo che quello, ancora esistente, in piazza San Carlo. Abbiamo notizia di un contenzioso in cui la Societ\u00e0 avr\u00e0 la peggio e viene condannata al pagamento delle spese legali, tale contenzioso dura fino al 1914 e forse \u00e8 per questo che le opere di ammodernamento dei locali saranno poi effettuate dieci anni dopo altri interventi sulla Piazza Castello.<\/p>\n<figure id=\"attachment_1247\" aria-describedby=\"caption-attachment-1247\" style=\"width: 926px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/Bass1-e1438615389495.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-1247 size-full\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/Bass1-e1438615389495.jpg\" alt=\"\" width=\"926\" height=\"1128\" srcset=\"https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/Bass1-e1438615389495.jpg 926w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/Bass1-e1438615389495-246x300.jpg 246w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/Bass1-e1438615389495-841x1024.jpg 841w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/Bass1-e1438615389495-600x731.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 926px) 100vw, 926px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-1247\" class=\"wp-caption-text\">Dettaglio del sontuoso interno &#8211; tratto da L&#8217;Architettura Italiana giugno 1920<\/figcaption><\/figure>\n<p>Dal 1918 al 1920 una completa operazione di restauro come abbiamo visto trasforma la confetteria, all\u2019interno e all\u2019esterno e come vedremo echi di questo sontuoso arredo sono ancora rintracciabili e danno il metro della perdita eccezionale per la citt\u00e0. I proprietari successivi, i Mazzaro (1950-1961), cedettero poi i locali per una controversia sull\u2019affitto a <strong>Mario Maschio<\/strong>, marito della cantante Tonina Torrielli, che ne fece un negozio di dischi e strumenti musicali. Finita un\u2019era? Certo, ma seguendo le tracce si possono risentire gli echi di chi all\u2019eleganza aveva unito il senso di appartenenza alla citt\u00e0, anzi li aveva fusi in un unicum indissolubile.<\/p>\n<p>Celebrate le sue vetrine da cui fa <em>\u201ccontinua cilecca ai golosi\u201d<\/em> come si diceva il 2 novembre 1870, celebrate le sue creazioni per cui se per le <em>chicche<\/em> dei bambini si spendevano <em>soldi<\/em> per i grandi si spendono <em>gli scudi e i napoleoni<\/em>, come si racconta nel Natale 1869, ad un sobrio arredo ottocentesco con <em>devanture<\/em> lignea si sostituisce un arredo sontuoso composto di un bancone di \u201c<em>sette metri in onice marocchina<\/em>\u201d, un <em>lambris<\/em> in mogano, riquadri nel soffitto con eccezionali decorazioni a rose bianche legate a ghirlanda di <strong>Giulio Casanova<\/strong>, e sculture bronzee del <strong>Rubino<\/strong>.<\/p>\n<figure id=\"attachment_1248\" aria-describedby=\"caption-attachment-1248\" style=\"width: 640px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/Bass2.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-1248 size-large\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/Bass2-1024x670.jpg\" alt=\"Giulio Casanova - decorazione pittorica dello scomparto sopra la specchiera della confetteria Romana e Bass - tratto da L'Architettura Italiana giugno 1920\" width=\"640\" height=\"419\" srcset=\"https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/Bass2-1024x670.jpg 1024w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/Bass2-300x196.jpg 300w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/Bass2-600x393.jpg 600w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/Bass2.jpg 1205w\" sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-1248\" class=\"wp-caption-text\">Giulio Casanova &#8211; decorazione pittorica dello scomparto sopra la specchiera della confetteria Romana e Bass &#8211; tratto da L&#8217;Architettura Italiana giugno 1920<\/figcaption><\/figure>\n<p>Tutto questo introdotto da una <strong>raffinata <em>devanture<\/em><\/strong> anch\u2019essa in mogano con cornice continua, un bassorilievo che comprendeva il pilastro centrale con una scena di vendemmia sormontata da un fregio a stemmi, lampadari in cristallo e bronzo finemente cesellati. Tutto l\u2019allestimento \u00e8 descritto e fotografato nel numero de \u201c<strong>L\u2019Architettura Italiana<\/strong>\u201d del giugno 1920, in modo che si fissi nella nostra memoria <strong>un pezzo della Torino anni Venti.<\/strong><\/p>\n<p>Antonella Pinna<\/p>\n<p><em><strong>*Nota della redazione<\/strong>: come anticipato nell&#8217;introduzione, malgrado gli avvicendamenti nella gestione degli spazi commerciali, del locale originario sopravvivono ancora\u00a0<strong>alcuni elementi d&#8217;arredo<\/strong>, tuttora visibili, come lo splendido soffitto con le decorazioni di Giulio Casanova e parte della devanture in mogano con la serie di lampadari in bronzo e cristallo<\/em><\/p>\n<figure id=\"attachment_1250\" aria-describedby=\"caption-attachment-1250\" style=\"width: 1618px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/lampa.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-1250 size-full\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/lampa.jpg\" alt=\"Lampadario in bronzo e cristallo appartenente all'originaria devanture di Romana e Bass e tuttora visibile\" width=\"1618\" height=\"1150\" srcset=\"https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/lampa.jpg 1618w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/lampa-300x213.jpg 300w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/lampa-1024x728.jpg 1024w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/08\/lampa-600x426.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 1618px) 100vw, 1618px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-1250\" class=\"wp-caption-text\">Lampadario in bronzo e cristallo appartenente all&#8217;originaria devanture di Romana e Bass, tuttora visibile<\/figcaption><\/figure>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nuova puntata del ciclo Piemonte in vetrina curato da Antonella Pinna, che ci racconta la parabola di un locale che fu icona di&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1247,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1,18],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1241"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1241"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1241\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1254,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1241\/revisions\/1254"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/1247"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1241"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1241"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1241"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}