{"id":1684,"date":"2015-11-01T18:40:23","date_gmt":"2015-11-01T18:40:23","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=1684"},"modified":"2015-11-02T11:52:59","modified_gmt":"2015-11-02T11:52:59","slug":"asti-il-volto-di-una-citta-di-banchieri-e-mercanti-i-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=1684","title":{"rendered":"Asti, il volto di una citt\u00e0 di banchieri e di mercanti &#8211; I parte"},"content":{"rendered":"<p><em>Dopo aver esplorato Casale, che rivest\u00ec per secoli il ruolo di capitale dei domini monferrini, andiamo alla scoperta della <strong>citt\u00e0 di Asti<\/strong>, che si trova alla confluenza del fiume Tanaro con i torrenti Borbore e Versa, in una verdeggiante conca cinta da morbide colline.<\/em><\/p>\n<figure id=\"attachment_1698\" aria-describedby=\"caption-attachment-1698\" style=\"width: 720px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/a18.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-1698\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/a18.jpg\" alt=\"Scorcio della Asti medioevale - in lontananza la torre Ponte di Lombriasco\" width=\"720\" height=\"960\" srcset=\"https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/a18.jpg 720w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/a18-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/a18-600x800.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 720px) 100vw, 720px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-1698\" class=\"wp-caption-text\">Scorcio di Asti medioevale con la torre Ponte di Lombriasco<\/figcaption><\/figure>\n<p>Il nome odierno della citt\u00e0, <strong>Asti<\/strong>, riflette, secondo gli studiosi, il toponimo del villaggio celto-ligure, <em>Ast<\/em>, che doveva sorgere prima della conquista romana sui rilievi collinari che oggi ospitano i quartieri alti dell\u2019abitato moderno.<\/p>\n<p>In et\u00e0 romana, la citt\u00e0, costruita <em>ex novo<\/em> e battezzata, sulla base del precedente toponimo,<em> Hasta Pompeia<\/em> (la tradizione fa per\u00f2 derivare il nome dal gesto compiuto dal console Gneo Pompeo, che conficc\u00f2 l\u2019asta nel terreno in segno di appropriazione), si svilupp\u00f2 nella fascia pianeggiante, ai piedi della collina, estendendosi lungo la <strong><em>via Fulvia<\/em><\/strong>, la cui apertura risale alla prima romanizzazione dell\u2019area, nel II secolo a.C.. Il tracciato del Decumano Massimo, asse viario della citt\u00e0 romana con andamento est-ovest, impostato sulla via Fulvia, di cui costituiva il tratto urbano, \u00e8 tuttora leggibile nel centrale <strong>corso Alfieri<\/strong>, che conserv\u00f2 nei secoli ruolo e funzioni di direttrice principale della citt\u00e0.<\/p>\n<figure id=\"attachment_1685\" aria-describedby=\"caption-attachment-1685\" style=\"width: 642px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/a6.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-1685\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/a6.jpg\" alt=\"Asti - la Torre Rossa \" width=\"642\" height=\"960\" srcset=\"https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/a6.jpg 642w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/a6-201x300.jpg 201w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/a6-600x897.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 642px) 100vw, 642px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-1685\" class=\"wp-caption-text\">Asti &#8211; la Torre Rossa<\/figcaption><\/figure>\n<p>Del periodo romano sopravvivono vestigia importanti, tra cui tratti di mura, il complesso della <em>domus<\/em> di via Varrone e il basamento poligonale (a 16 lati) della <strong>Torre Rossa<\/strong>, cos\u00ec battezzata in omaggio alla famiglia che ne fu proprietaria nel Medioevo, i De Rubeis. Collocata all\u2019estremit\u00e0 occidentale di Corso Alfieri, costituiva in origine uno dei torrioni angolari della <strong>Porta Decumana<\/strong>, l\u2019ingresso occidentale della citt\u00e0 romana. Nel primo Medioevo venne sopraelevata di due piani, con l\u2019aggiunta di un coronamento a fasce alternate di blocchi d\u2019arenaria e laterizi, secondo uno stilema tipico della scuola romanica astigiana, per fungere da campanile alla chiesa monastica di San Secondo, poi demolita e sostituita dalla tardo-barocca chiesa di <strong>Santa Caterina, <\/strong>di propriet\u00e0 dell\u2019Ordine Mauriziano, ultimata nel 1773 su disegno del vercellese Ferroggio. <strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<figure id=\"attachment_1686\" aria-describedby=\"caption-attachment-1686\" style=\"width: 720px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/a11.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-1686\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/a11.jpg\" alt=\"Collegiata di San Secondo - dettaglio della facciata con la nicchia ospitante una statua di San Secondo (copia dell'originale)\" width=\"720\" height=\"960\" srcset=\"https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/a11.jpg 720w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/a11-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/a11-600x800.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 720px) 100vw, 720px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-1686\" class=\"wp-caption-text\">Collegiata di San Secondo &#8211; dettaglio della facciata con la nicchia ospitante una statua di San Secondo (copia dell&#8217;originale)<\/figcaption><\/figure>\n<p>Alla base della Torre Rossa, dentro una nicchia, si trova la <strong>statua marmorea di San Secondo<\/strong>, patrono della citt\u00e0, commissionata dal cavaliere mauriziano Domenico Coardo nel 1618 in ricordo del periodo di prigionia che il santo, secondo la tradizione, avrebbe patito, proprio nella torre, prima del martirio. In base ad una leggenda pi\u00f9 volte messa in discussione, <strong>Secondo<\/strong>, un nobile pagano convertito al Cristianesimo, sarebbe caduto vittima delle persecuzioni anti-cristiane messe in atto nel II secolo d. C., subendo il martirio in un luogo appena fuori le mura di Asti, dove venne poi eretta, per la custodia e la venerazione delle sue spoglie, una <strong>basilica santuariale,<\/strong> divenuta poi sede del vescovo prima che venisse edificata la cattedrale <em>intra muros<\/em> di Santa Maria. Tale ipotesi, che accredita un avvicendamento tra basilica di San Secondo e chiesa di Santa Maria nel ruolo di cattedrale, \u00e8 stata ripetutamente confutata ed oggi si fa risalire la figura di <strong>San Secondo<\/strong> al IV secolo oppure ad un periodo successivo, identificandolo, da parte di alcuni cultori di storia locale, con un vescovo d\u2019epoca longobarda, perseguitato perch\u00e9 inviso alla fazione ariana (cui i Longobardi stessi, almeno inizialmente, avevano aderito). Nella tradizione iconografica astigiana &#8211; sulle monete, sui vessilli, sugli statuti &#8211; il santo viene raffigurato intento a domare un cavallo recalcitrante, allusione al prodigioso attraversamento delle acque del Po di cui fu protagonista, oppure nell\u2019atto di issare uno stendardo crociato.<\/p>\n<figure id=\"attachment_1687\" aria-describedby=\"caption-attachment-1687\" style=\"width: 960px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/a5.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-1687\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/a5.jpg\" alt=\"La Collegiata di San Secondo\" width=\"960\" height=\"642\" srcset=\"https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/a5.jpg 960w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/a5-300x201.jpg 300w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/a5-600x401.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-1687\" class=\"wp-caption-text\">La Collegiata di San Secondo<\/figcaption><\/figure>\n<p>Al santo patrono, il cui culto assunse forti connotazioni civiche e \u201cpopolari\u201d nella dialettica tra potere comunale e potere ecclesiastico, \u00e8 dedicata la splendida <strong>Chiesa Collegiata di San Secondo<\/strong> che, eretta nelle attuali forme romanico-gotiche a partire dalla fine del XIII secolo ed ultimata nel 1462, mostra una facciata a capanna tripartita da contrafforti culminanti in pinnacoli di fattura ottocentesca, un grande rosone centrale con ricchi fregi in cotto e portali cinquecenteschi a forte strombatura.<\/p>\n<figure id=\"attachment_1688\" aria-describedby=\"caption-attachment-1688\" style=\"width: 642px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/a3.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-1688\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/a3.jpg\" alt=\"Collegiata di San Secondo - il portale centrale\" width=\"642\" height=\"960\" srcset=\"https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/a3.jpg 642w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/a3-201x300.jpg 201w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/a3-600x897.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 642px) 100vw, 642px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-1688\" class=\"wp-caption-text\">Collegiata di San Secondo &#8211; il portale centrale<\/figcaption><\/figure>\n<p>L\u2019<strong>interno<\/strong>, con planimetria a tre navate, ampio tiburio ottagonale e coro molto profondo, \u00e8 stato riportato in epoca recente alla purezza delle linee originarie, che vedono prevalere, rispetto alla Cattedrale, maggiormente improntata agli slanci ascensionali dell\u2019architettura d\u2019Oltralpe, la dimensione orizzontale propria delle chiese d\u2019area padana.<\/p>\n<figure id=\"attachment_1689\" aria-describedby=\"caption-attachment-1689\" style=\"width: 720px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/a7.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-1689\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/a7.jpg\" alt=\"L'interno della Collegiata \" width=\"720\" height=\"960\" srcset=\"https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/a7.jpg 720w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/a7-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/a7-600x800.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 720px) 100vw, 720px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-1689\" class=\"wp-caption-text\">L&#8217;interno della Collegiata<\/figcaption><\/figure>\n<p>La Collegiata, affacciata sulla centrale <strong>piazza San Secondo<\/strong>, cuore della vita amministrativa e commerciale della citt\u00e0, fu teatro nella seconda met\u00e0 del Cinquecento (quando Asti, assegnata nel 1531 dall\u2019imperatore Carlo V a Beatrice del Portogallo, sposa del duca Di Savoia Carlo II, era gi\u00e0 parte integrante dei <strong>domini sabaudi<\/strong>) di una doppia cerimonia di traslazione delle reliquie del santo patrono. Nel 1581, dopo la riscoperta delle spoglie di San Secondo dentro un cassa appoggiata sul pavimento della cripta, si decise di risistemarle su un piccolo altare appositamente realizzato per proteggerle dall\u2019umidit\u00e0 del luogo, mentre nel 1597, per volont\u00e0 del <strong>duca di Savoia Carlo Emanuele I<\/strong>, che volle accreditarsi come garante del culto civico e tutore dell\u2019identit\u00e0 cittadina, se ne stabil\u00ec la traslazione nell\u2019altar maggiore della chiesa, organizzando una solenne processione dalla forte valenza politica e religiosa che serv\u00ec per \u201c<em>evidenziare il controllo ormai acquisito dalla dinastia su quella santit\u00e0 cittadina<\/em>\u201d (Paolo Cozzo).<\/p>\n<figure id=\"attachment_1690\" aria-describedby=\"caption-attachment-1690\" style=\"width: 960px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/a4.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-1690\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/a4.jpg\" alt=\"Collegiata di San Secondo - dettaglio del tamburo ottagonale\" width=\"960\" height=\"642\" srcset=\"https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/a4.jpg 960w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/a4-300x201.jpg 300w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/a4-600x401.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-1690\" class=\"wp-caption-text\">Collegiata di San Secondo &#8211; dettaglio del tiburio ottagonale<\/figcaption><\/figure>\n<p>All\u2019interno della chiesa, oltre a varie opere d\u2019arte, tra cui un polittico con l\u2019<em>Adorazione dei Magi <\/em>di <strong>Gandolfino da Roreto (o d\u2019Asti)<\/strong>, si possono ammirare i grandi drappi in velluto cremisi che, in occasione delle annuali celebrazioni del <strong>Palio<\/strong>, vengono donati dalle autorit\u00e0 comunali alla Collegiata.<\/p>\n<figure id=\"attachment_1691\" aria-describedby=\"caption-attachment-1691\" style=\"width: 960px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/a9.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-1691\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/a9.jpg\" alt=\"Stendardi appesi in occasione delle celebrazioni del Palio per le vie della citt\u00e0\" width=\"960\" height=\"720\" srcset=\"https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/a9.jpg 960w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/a9-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/a9-600x450.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-1691\" class=\"wp-caption-text\">Stendardi appesi in occasione delle celebrazioni del Palio per le vie della citt\u00e0<\/figcaption><\/figure>\n<p>Infatti, secondo la tradizione della festa, le cui origini si fanno risalire al 1275 quando, per irridere gli sconfitti Albesi, si corse per la prima volta una gara tra cavalli sotto le mura della citt\u00e0 rivale, il <strong>Palio<\/strong> propriamente detto (dal latino <em>pallium<\/em>, telo di stoffa indossato sopra la tunica romana), cio\u00e8 il grande drappo congiunto ad un labaro con le insegne di Asti e l\u2019effigie di San Secondo, viene prodotto ogni anno in due esemplari, l\u2019uno da assegnare in premio al vincitore, il secondo da offrire al santo patrono (dal 1531 furono i Savoia ad assumersi l\u2019onere e l\u2019onore di fornire i drappi alla citt\u00e0).<\/p>\n<figure id=\"attachment_1692\" aria-describedby=\"caption-attachment-1692\" style=\"width: 960px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/a10.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-1692\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/a10.jpg\" alt=\"Asti - scorcio del Palazzo del Comune\" width=\"960\" height=\"720\" srcset=\"https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/a10.jpg 960w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/a10-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/a10-600x450.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-1692\" class=\"wp-caption-text\">Asti &#8211; scorcio del Palazzo del Comune<\/figcaption><\/figure>\n<p>Accanto alla Collegiata di San Secondo spicca per contrasto stilistico il prospetto tardo-barocco del <strong>Palazzo Comunale<\/strong>, opera di <strong>Benedetto Alfieri<\/strong>, che riplasm\u00f2 un edificio gi\u00e0 esistente, segno tangibile di quel vasto rinnovamento architettonico che invest\u00ec la citt\u00e0 nel Settecento, quando si mise mano ad una serie di interventi edilizi che, pur non incidendo sull\u2019impianto medioevale della citt\u00e0, ne rinnovarono il volto secondo il gusto del tempo.<\/p>\n<figure id=\"attachment_1693\" aria-describedby=\"caption-attachment-1693\" style=\"width: 720px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/a16.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-1693\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/a16.jpg\" alt=\"Complesso di San Pietro in Consavia - la Rotonda - esterno\" width=\"720\" height=\"960\" srcset=\"https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/a16.jpg 720w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/a16-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/a16-600x800.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 720px) 100vw, 720px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-1693\" class=\"wp-caption-text\">Complesso di San Pietro in Consavia &#8211; la Rotonda &#8211; esterno<\/figcaption><\/figure>\n<p>Proseguendo il tour alla scoperta delle memorie medioevali di Asti, all\u2019estremit\u00e0 opposta di corso Alfieri, sorge invece il <strong>complesso di San Pietro in Consavia<\/strong>, d\u2019antica origine, che, fondato per iniziativa del vescovo Landolfo d\u2019Asti, venne successivamente assegnato ai <strong>monaci dell\u2019Ordine Gerosolimitano<\/strong>, che lo ampliarono, trasformandolo a partire dal Quattrocento in sede fissa del Priorato di Lombardia (al tempo comprendente anche il Piemonte).<\/p>\n<figure id=\"attachment_1694\" aria-describedby=\"caption-attachment-1694\" style=\"width: 960px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/a12.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-1694\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/a12.jpg\" alt=\"Complesso di San Pietro in Consavia - dettaglio del chiostro \" width=\"960\" height=\"720\" srcset=\"https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/a12.jpg 960w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/a12-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/a12-600x450.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-1694\" class=\"wp-caption-text\">Complesso di San Pietro in Consavia &#8211; dettaglio del chiostro<\/figcaption><\/figure>\n<p>Il complesso si compone di tre parti principali: la cosiddetta <strong>Rotonda<\/strong>, eretta nel XII secolo come replica della chiesa dell\u2019<strong><em>Anastasis<\/em><\/strong>, cio\u00e8 del Santo Sepolcro di Gerusalemme, riprodotta non in modo fedele, ma adattandola alle tecniche costruttive locali (basate sull\u2019uso di mattoni, anche di fattura romana, e di conci d\u2019arenaria tenera di estrazione locale, la cosiddetta pietra \u201cda cantone\u201d); l\u2019<strong>Ospedale degli Infermi<\/strong>, costruito nel Trecento e provvisto di chiostro porticato e strutture di servizio; l\u2019<strong>Aula quadrata<\/strong>, aggiunta nel XV secolo per volere dell\u2019allora Gran Priore Giorgio dei conti di Valperga, forse come suo mausoleo.<\/p>\n<figure id=\"attachment_1695\" aria-describedby=\"caption-attachment-1695\" style=\"width: 720px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/a14.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-1695\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/a14.jpg\" alt=\"Complesso di San Pietro in Consavia - dettaglio\" width=\"720\" height=\"960\" srcset=\"https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/a14.jpg 720w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/a14-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/a14-600x800.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 720px) 100vw, 720px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-1695\" class=\"wp-caption-text\">Complesso di San Pietro in Consavia &#8211; dettaglio<\/figcaption><\/figure>\n<p>La <strong>Rotonda<\/strong> costituisce uno degli esempi meglio conservati di riproduzione della chiesa del Santo Sepolcro di Gerusalemme, realizzati in Europa nel XII secolo sulla scia dell\u2019entusiasmo suscitato dai successi della prima Crociata. Il complesso, visitabile con ingresso gratuito dal marted\u00ec alla domenica, ospita anche il <strong>Museo Archeologico<\/strong>, temporaneamente chiuso.<\/p>\n<figure id=\"attachment_1696\" aria-describedby=\"caption-attachment-1696\" style=\"width: 720px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/a15.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-1696\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/a15.jpg\" alt=\"Complesso di San Pietro in Consavia - la Rotonda - interno \" width=\"720\" height=\"960\" srcset=\"https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/a15.jpg 720w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/a15-225x300.jpg 225w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/11\/a15-600x800.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 720px) 100vw, 720px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-1696\" class=\"wp-caption-text\">Complesso di San Pietro in Consavia &#8211; la Rotonda &#8211; interno<\/figcaption><\/figure>\n<p>Sosta obbligata su corso Alfieri, prima di raggiungere la decentrata Cattedrale di Santa Maria, \u00e8 la magnifica<a href=\"http:\/\/www.comune.asti.it\/pagina793_cripta-e-museo-di-santanastasio.html\"> <strong>Cripta di Sant\u2019Anastasio<\/strong><\/a>\u00a0(visitabile dal marted\u00ec alla domenica), ci\u00f2 che rimane dell\u2019omonimo complesso monastico, fondato nell\u2019XI secolo sul sito d\u2019una preesistente chiesa d\u2019origine longobarda, ricostruito per due volte, nel XII secolo e poi ancora in forme manieristiche a partire dal 1598, e infine demolito al principio del XX secolo per far posto all\u2019attuale fabbricato scolastico. La <strong>cripta<\/strong>, suddivisa in tre navate secondo lo schema \u201ca oratorio\u201d, risale al periodo longobardo, precisamente all\u2019VIII secolo, quando Asti era sede d\u2019una delle quattro circoscrizioni di natura mista, amministrativa e militare \u2013 i cosiddetti Ducati &#8211; in cui fu suddiviso il Piemonte del tempo. Nell\u2019annessa area archeologica, accanto a reperti di epoche varie, si osservano <strong>le lastre di pavimentazione del foro romano<\/strong>, che si estendeva in questo settore della citt\u00e0, e parecchie <strong>sepolture<\/strong>, risalenti sia al periodo longobardo che ad epoche successive (in particolare, si notano tombe a cassa, realizzate con lastre di pietra ed elementi in laterizio, e tombe a fossa terragna con <strong><em>alveolo cefalico<\/em><\/strong>, una particolare rientranza realizzata in corrispondenza del capo del defunto allo scopo di tenerlo sollevato orientando la testa verso l\u2019Oriente, origine del Cristianesimo e prospettiva di salvezza). \u00a0\u2013 continua &#8211;<\/p>\n<p>Testo di Paolo Barosso e corredo fotografico a cura di Giovanni Dughera<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo aver esplorato Casale, che rivest\u00ec per secoli il ruolo di capitale dei domini monferrini, andiamo alla scoperta della citt\u00e0 di Asti, che&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1697,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1,8,14],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1684"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1684"}],"version-history":[{"count":9,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1684\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1707,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1684\/revisions\/1707"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/1697"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1684"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1684"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1684"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}