{"id":1901,"date":"2015-12-21T11:08:01","date_gmt":"2015-12-21T11:08:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=1901"},"modified":"2015-12-21T14:05:37","modified_gmt":"2015-12-21T14:05:37","slug":"santa-zita-la-guglia-torinese-nata-dal-genio-del-faa-di-bruno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=1901","title":{"rendered":"Santa Zita, la guglia torinese nata dal genio del Fa\u00e0 di Bruno"},"content":{"rendered":"<p>&#8220;<em>Insegnare \u00e8 esercitare la carit\u00e0 dell&#8217;intelletto<\/em>&#8221; Francesco Fa\u00e0 di Bruno<\/p>\n<p>Prima che la <strong>Mole Antonelliana<\/strong> (e poi la Torre Littoria e gli odierni grattacieli\u2026) si elevasse a dominare il paesaggio urbano torinese, la palma di edificio pi\u00f9 alto della citt\u00e0 spett\u00f2 per alcuni anni all\u2019ardito <strong>campanile di Santa Zita<\/strong>, collegato alla neo-romanica <strong>chiesa di Nostra Signora del Suffragio<\/strong> nello storico borgo di San Donato, dove nell\u2019Ottocento si insediarono numerose manifatture, fra cui i celebri birrifici Metzger e Bosio-Caratsch.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Campanile-Faa-di-Bruno.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\" size-full wp-image-1902 alignnone\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Campanile-Faa-di-Bruno.jpg\" alt=\"Campanile Faa di Bruno\" width=\"2453\" height=\"2421\" srcset=\"https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Campanile-Faa-di-Bruno.jpg 2453w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Campanile-Faa-di-Bruno-300x296.jpg 300w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Campanile-Faa-di-Bruno-1024x1011.jpg 1024w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2015\/12\/Campanile-Faa-di-Bruno-600x592.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 2453px) 100vw, 2453px\" \/><\/a><\/p>\n<p>La torre campanaria, che raggiunge gli 83 metri d\u2019altezza, venne ultimata nel settembre 1880 su progetto di <strong>Francesco dei marchesi Fa\u00e0 di Bruno<\/strong>, personaggio dai molteplici interessi, scienziato, matematico (in questa veste invent\u00f2 la \u201c<strong>formula di Bruno<\/strong>\u201d, ancora oggi usata dagli informatici), cartografo, astronomo, giornalista, compositore musicale, ingegnere, che, laureatosi alla Sorbona di Parigi e divenuto professore all\u2019Universit\u00e0 di Torino, sent\u00ec tardivamente la vocazione, venendo ordinato sacerdote a 51 anni.<\/p>\n<p>Nel 1881 fond\u00f2 la <strong>Congregazione delle Suore Minime del Santo Suffragio<\/strong>, cui venne affidata la direzione delle sue opere, principalmente incentrate sull\u2019assistenza morale, sociale ed educativa alle donne di servizio.<\/p>\n<p>Appassionato studioso di astri e di meteorologia, pens\u00f2 di utilizzare la cupola della chiesa del Santo Suffragio come sede d\u2019un osservatorio, ma, essendo ostacolato nel suo progetto dalle autorit\u00e0 diocesane, si accontent\u00f2 di scrutare il cielo dal <strong>terrazzino<\/strong> appositamente sistemato sul campanile di Santa Zita, alla base della guglia.<\/p>\n<p>L\u2019alta e slanciata torre, poggiando su una base di appena cinque metri d\u2019ampiezza, tende ad assottigliarsi gradualmente verso l\u2019alto in maniera tale da accentuare l\u2019effetto di <strong>spinta verticalistica<\/strong>, e presenta diverse particolarit\u00e0, concepite dall\u2019estro e dalla sapienza ingegneristica del Fa\u00e0 di Bruno. La cella con le otto campane, assai pesanti, non \u00e8 collocata al culmine, come di norma, bens\u00ec a mezza altezza, ed \u00e8 sorretta da <strong>32 colonnine di ghisa<\/strong>, pensate per favorire il propagarsi del suono, in contrasto con la restante parte del manufatto, realizzato in muratura. Al livello superiore della cella campanaria sono collocati i <strong>quattro quadranti dell\u2019orologio<\/strong> che il Fa\u00e0 di Bruno volle di ampiezza tale da essere visibili anche da gran distanza, consentendo la consultazione dell\u2019ora al maggior numero possibile di torinesi (al tempo pochi cittadini potevano permettersi di acquistare un orologio). Si rileva poi un netto contrasto tra la prima parte del campanile, di forma quadrangolare, e la parte superiore, al di sopra della cella campanaria, che invece diventa ottagonale, richiamando cos\u00ec la struttura della vicina cupola.<\/p>\n<p>La sommit\u00e0 della guglia, realizzata in ghisa e progettata con precisione ingegneristica tanto mirabile da sopravvivere indenne all\u2019uragano del 1953, \u00e8 sovrastata da un globo sorreggente la statua in rame dorato raffigurante <strong>l\u2019Arcangelo Michele<\/strong>, secondo la tradizione depositario di vari ruoli e funzioni, tra cui quelli di protettore della Cristianit\u00e0, combattente contro Satana, pesatore delle anime nell\u2019Aldil\u00e0, annunciatore del Giudizio Universale, guida delle anime e guardiano della porta del Paradiso.<\/p>\n<p>Il <strong>marchese Francesco Fa\u00e0 di Bruno<\/strong>, spirato nel 1888 due mesi dopo la morte dell\u2019amico Don Bosco, che ne aveva sostenuto l\u2019ordinazione sacerdotale, venne beatificato un secolo pi\u00f9 tardi, nel 1988, da Papa Giovanni Paolo II.<\/p>\n<p>Paolo Barosso<\/p>\n<p><strong><em>Nota della redazione<\/em><\/strong><em>: segnaliamo che in via San Donato 31, nel complesso di Santa Zita, \u00e8 visitabile il <a href=\"http:\/\/www.faadibruno.net\/\"><strong>Museo Fa\u00e0 di Bruno<\/strong><\/a>, con lo Studio appartenuto al Beato e altre stanze che raccolgono cimeli e strumenti scientifici del tempo, alcuni inventati dallo stesso Fa\u00e0 di Bruno (come il fasiscopio lunare e il barometro differenziale). <\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&#8220;Insegnare \u00e8 esercitare la carit\u00e0 dell&#8217;intelletto&#8221; Francesco Fa\u00e0 di Bruno Prima che la Mole Antonelliana (e poi la Torre Littoria e gli odierni&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1902,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[8,27,4],"tags":[32,30,33,31,29],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1901"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1901"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1901\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1906,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1901\/revisions\/1906"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/1902"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1901"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1901"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1901"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}