{"id":2102,"date":"2016-04-19T20:42:43","date_gmt":"2016-04-19T20:42:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=2102"},"modified":"2016-04-20T07:35:18","modified_gmt":"2016-04-20T07:35:18","slug":"la-bella-tavola-ciclo-di-incontri-al-castello-di-castellamonte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=2102","title":{"rendered":"La Bella Tavola. Ciclo di incontri al castello di Castellamonte"},"content":{"rendered":"<p>In posizione dominante sulla cittadina canavesana famosa per l\u2019arte della ceramica, il <strong>castello di Castellamonte<\/strong>, di propriet\u00e0 dei <strong>Conti Ricardi di Netro<\/strong>, si apre alle visite con un ciclo di incontri dedicati all\u2019apparecchiatura delle grandi tavole nobiliari nel Piemonte sabaudo.<\/p>\n<figure id=\"attachment_2103\" aria-describedby=\"caption-attachment-2103\" style=\"width: 4691px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/Laboratorio-1.jpg\" rel=\"attachment wp-att-2103\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-2103\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/Laboratorio-1.jpg\" alt=\"Un momento del laboratorio &quot;La Bella Tavola&quot; con il Conte Tomaso Ricardi di Netro \" width=\"4691\" height=\"2689\" srcset=\"https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/Laboratorio-1.jpg 4691w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/Laboratorio-1-300x172.jpg 300w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/Laboratorio-1-768x440.jpg 768w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/Laboratorio-1-1024x587.jpg 1024w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/Laboratorio-1-600x344.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 4691px) 100vw, 4691px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-2103\" class=\"wp-caption-text\">Un momento del laboratorio &#8220;La Bella Tavola&#8221; con il Conte Tomaso Ricardi di Netro<\/figcaption><\/figure>\n<p>I laboratori, dal titolo \u201c<strong>La Bella Tavola<\/strong>\u201d, iniziativa inserita nel quadro del progetto \u201c<strong>Castelli e Dimore storiche<\/strong>\u201d promosso da Turismo Torino per la valorizzazione di manieri e residenze storiche della ex Provincia di Torino, oggi Citt\u00e0 Metropolitana, avranno cadenza mensile, nelle date del 24 aprile, 29 maggio, 26 giugno 31 luglio, 30 ottobre, e saranno condotti dal padrone di casa, il <strong>Conte Tomaso Ricardi di Netro<\/strong>.<\/p>\n<p>Esponente della nobile dinastia piemontese dei Ricardi di Netro, che eredit\u00f2 il castello nel primo Novecento dai precedenti proprietari, i conti di San Martino di Sale e Castelnuovo, Tomaso accoglier\u00e0 i visitatori nelle auliche sale del maniero, ora elegante residenza, conducendoli alla scoperta delle regole e dei riti che le famiglie dell\u2019aristocrazia piemontese ancora oggi osservano nell\u2019approntamento della tavola, esprimendo una raffinatezza e un\u2019eleganza che deriva dai legami internazionali della <strong>Casa di Savoia<\/strong> e che non ha nulla da invidiare alle splendide tavole messe in scena nei film storici d\u2019ambientazione anglosassone o a quelle dei castelli francesi.<\/p>\n<figure id=\"attachment_2104\" aria-describedby=\"caption-attachment-2104\" style=\"width: 2870px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/Laboratorio-2.jpg\" rel=\"attachment wp-att-2104\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-2104\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/Laboratorio-2.jpg\" alt=\"La tavola apparecchiata con l'elegante zuppiera come centro-tavola \" width=\"2870\" height=\"1836\" srcset=\"https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/Laboratorio-2.jpg 2870w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/Laboratorio-2-300x192.jpg 300w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/Laboratorio-2-768x491.jpg 768w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/Laboratorio-2-1024x655.jpg 1024w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/Laboratorio-2-600x384.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 2870px) 100vw, 2870px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-2104\" class=\"wp-caption-text\">La tavola apparecchiata con l&#8217;elegante zuppiera come centrotavola, i candelabri, le fiandre, le alzatine, le posate con lo stemma di famiglia<\/figcaption><\/figure>\n<p>Gli incontri non saranno limitati all\u2019enunciazione di precetti da applicare nella <em>mise-en-place<\/em> di oggetti, posate, piatti e vassoi, tutti appartenuti a tre generazioni dei <strong>Conti Ricardi di Netro<\/strong>, ma saranno vivacizzati dall\u2019abilit\u00e0 del Conte Ricardi nel ricreare l\u2019atmosfera che si respirava nelle famiglie aristocratiche tra Otto e Novecento, evidenziando l\u2019importanza di gesti in apparenza meccanici e ripetitivi, ma in realt\u00e0 densi di <strong>significati sociali e culturali<\/strong>. La scelta e il modo di disporre gli oggetti in tavola, apprestandola per il pranzo, non indica solo i <strong>gusti artistici<\/strong> dei proprietari, variabili a seconda delle epoche e dei gusti personali, ma \u00e8 una forma di linguaggio quasi teatrale che \u201c<em>da un lato esprime il modo in cui il padrone di casa presenta se stesso agli ospiti e dall\u2019altro rivela che cosa il padrone di casa pensa dei suoi ospiti<\/em>\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/Laboratorio-3.jpg\" rel=\"attachment wp-att-2105\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2105\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/Laboratorio-3.jpg\" alt=\"Laboratorio &quot;La Bella Tavola&quot; al castello di Castellamonte\" width=\"4615\" height=\"2766\" srcset=\"https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/Laboratorio-3.jpg 4615w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/Laboratorio-3-300x180.jpg 300w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/Laboratorio-3-768x460.jpg 768w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/Laboratorio-3-1024x614.jpg 1024w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/Laboratorio-3-600x360.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 4615px) 100vw, 4615px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Ci si addentrer\u00e0, anche con aneddoti e racconti, nell\u2019origine storica e nel significato di gesti e comportamenti ritualizzati: lo sguardo del puttino che sormonta l\u2019elegante zuppiera utilizzata come centrotavola indicher\u00e0 allora l\u2019ospite pi\u00f9 ragguardevole tra i commensali partecipanti, mentre la posizione dei rebbi delle forchette \u00a0all\u2019ins\u00f9 o all\u2019ingi\u00f9 riveler\u00e0 il codice di riferimento, inglese nel primo caso, francese nel secondo, e quindi l\u2019orientamento culturale o anche le simpatie politiche dei padroni di casa. I dettagli, dunque, non sono mai insignificanti: l\u2019uso della forchetta per consumare il gelato ci riveler\u00e0 ad esempio <strong>l\u2019impronta sabauda<\/strong> della famiglia, dato che alla corte di Savoia si prevedeva l\u2019uso di questa posata, e non del cucchiaino, per mangiarlo, e lo spessore della bordatura in oro dei piatti offrir\u00e0 invece indicazioni utili per risalire al periodo di fabbricazione (indicativamente, tanto pi\u00f9 \u00e8 spessa, quanto pi\u00f9 \u00e8 antico il piatto). Di alcuni oggetti, poi, s\u2019\u00e8 persa la consapevolezza della funzionalit\u00e0 originaria, com\u2019\u00e8 il caso dei <strong><em>bowls <\/em><\/strong>(<em>bol <\/em>alla piemontese), piccoli recipienti riempiti d\u2019acqua e di petali un tempo posti in tavola in ossequio ad un precetto igienico (lavarsi le mani in mancanza di posate) e poi rimasti per uso puramente ornamentale.<\/p>\n<figure id=\"attachment_2106\" aria-describedby=\"caption-attachment-2106\" style=\"width: 960px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/laboeratroio-4.jpg\" rel=\"attachment wp-att-2106\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-2106 size-full\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/laboeratroio-4.jpg\" alt=\"\" width=\"960\" height=\"755\" srcset=\"https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/laboeratroio-4.jpg 960w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/laboeratroio-4-300x236.jpg 300w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/laboeratroio-4-768x604.jpg 768w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/laboeratroio-4-600x472.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-2106\" class=\"wp-caption-text\">Castello di Castellamonte: la Torre Rossa<\/figcaption><\/figure>\n<p>La partecipazione ai laboratori, per cui \u00e8 obbligatorio prenotarsi contattando l\u2019agenzia Art in Tour (e-mail: info@artintour; tel. 011.9183679), sar\u00e0 anche l\u2019occasione per visitare il <strong>castello<\/strong>, le cui sembianze attuali sono il frutto di vicende belliche e passaggi di propriet\u00e0 che ne segnarono la travagliata storia. Gi\u00e0 esistente nell\u2019XI secolo, il castello appartenne per secoli ai conti di Castellamonte, di stirpe arduinica, per poi passare ai conti di San Martino di Sale e Castelnuovo e infine ai conti Ricardi di Netro. Danneggiato negli anni Ottanta del Trecento dalle turbolenze del <strong>Tuchinaggio<\/strong>, venne ricostruito nel Quattrocento, ma di quell\u2019epoca rimangono poche vestigia, fra cui l\u2019evocativa porta d\u2019ingresso.<\/p>\n<figure id=\"attachment_2108\" aria-describedby=\"caption-attachment-2108\" style=\"width: 4865px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/20160415_110605.jpg\" rel=\"attachment wp-att-2108\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-2108\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/20160415_110605.jpg\" alt=\"Castello di Castellamonte: dettaglio degli interni \" width=\"4865\" height=\"2737\" srcset=\"https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/20160415_110605.jpg 4865w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/20160415_110605-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/20160415_110605-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/20160415_110605-1024x576.jpg 1024w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/20160415_110605-600x338.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 4865px) 100vw, 4865px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-2108\" class=\"wp-caption-text\">Castello di Castellamonte: dettaglio degli interni<\/figcaption><\/figure>\n<p>Il maniero, coinvolto nei fatti d\u2019arme della guerra civile piemontese di met\u00e0 Seicento tra madamisti e principisti, conobbe due stagioni edilizie che gli conferirono il volto attuale: gli anni Sessanta del Seicento, quando il proprietario del tempo, <strong>Amedeo Cognengo di Castellamonte<\/strong>, architetto ducale, lo tramut\u00f2 da fortezza medioevale in <em>maison de plaisir<\/em> aggiungendovi l\u2019ala occidentale, il cosiddetto <strong>Palazzo Bianco<\/strong>, e la met\u00e0 dell\u2019Ottocento, quando il fervore neo-medioevalista, ispirato alla visione idealizzata del Medioevo filtrata dai romantici, port\u00f2 alla costruzione della <strong>Torre Rossa<\/strong>, con la merlatura ghibellina e il rosso della <em>terra grassa<\/em> di Castellamonte, utilizzata ancor oggi sia per la produzione di ceramiche, \u00a0in particolare stufe, che si ritrovano nelle residenze sabaude, ma anche nei palazzi degli Zar russi, sia per la fabbricazione di pinnacoli, comignoli, fregi e statuette decorative, i cosiddetti <em>pitociu<\/em>, che ornano monumenti, case e chiese del Canavese.<\/p>\n<figure id=\"attachment_2109\" aria-describedby=\"caption-attachment-2109\" style=\"width: 960px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/laboratorio-8.jpg\" rel=\"attachment wp-att-2109\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-2109\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/laboratorio-8.jpg\" alt=\"Il Palazzo Bianco\" width=\"960\" height=\"540\" srcset=\"https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/laboratorio-8.jpg 960w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/laboratorio-8-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/laboratorio-8-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/laboratorio-8-600x338.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-2109\" class=\"wp-caption-text\">Il Palazzo Bianco<\/figcaption><\/figure>\n<p>Si concluder\u00e0 cos\u00ec, con un ultimo sguardo all\u2019amplissimo panorama che nelle giornate terse si gode dal seicentesco <strong>giardino balconato<\/strong> del castello, un emozionante viaggio alla scoperta di un mondo di buon gusto e raffinatezza che merita di essere conosciuto e valorizzato.<\/p>\n<p>Paolo Barosso<\/p>\n<figure id=\"attachment_2107\" aria-describedby=\"caption-attachment-2107\" style=\"width: 960px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/laboratorio-6.jpg\" rel=\"attachment wp-att-2107\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-2107 size-full\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/laboratorio-6.jpg\" alt=\"laboratorio 6\" width=\"960\" height=\"540\" srcset=\"https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/laboratorio-6.jpg 960w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/laboratorio-6-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/laboratorio-6-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/laboratorio-6-600x338.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-2107\" class=\"wp-caption-text\">Il giardino balconato<\/figcaption><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In posizione dominante sulla cittadina canavesana famosa per l\u2019arte della ceramica, il castello di Castellamonte, di propriet\u00e0 dei Conti Ricardi di Netro, 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