{"id":2124,"date":"2020-05-10T16:38:27","date_gmt":"2020-05-10T16:38:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=2124"},"modified":"2020-05-13T15:26:14","modified_gmt":"2020-05-13T15:26:14","slug":"giardino-e-castello-di-miraflores-residenza-mirabile-per-mole-e-magnificenza-oggi-scomparsa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=2124","title":{"rendered":"Il castello che non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9: Miraflores, mirabile per &#8220;mole e magnificenza&#8221;"},"content":{"rendered":"<p><em>Secondo la felice espressione coniata dall\u2019architetto ducale <strong>Amedeo di Castellamonte<\/strong>, a partire dal tardo Cinquecento si forma attorno a Torino, ormai citt\u00e0-capitale degli Stati Sabaudi, emblema del nascente assolutismo monarchico, la celebre \u201c<strong>corona di delitie<\/strong>\u201d, insieme di residenze auliche, maison de plaisir e vere e proprie regge, contornate da parchi, giardini, parterres, riserve di caccia, talora da piccoli borghi produttivi (come alla Venaria Reale).<\/em><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium aligncenter\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/c8\/bc\/1f\/c8bc1f58d7446b3608c18be4c949bfc3.jpg\" width=\"2532\" height=\"1868\"><\/p>\n<p><em>Le prime residenze sorsero tra fine Cinquecento e primo Seicento su possedimenti gi\u00e0 acquisiti dalla dinastia e concepiti come <strong>forma di difesa<\/strong> della citt\u00e0-capitale e di controllo statale di strade, guadi e siti strategici. Tra queste pi\u00f9 antiche realizzazioni, che segnano le prime fasi di sviluppo del progetto della corona di delizie, vi sono alcune residenze riconducibili alla tipologia fluviale, con parchi grandi e forte connessione con il corso d\u2019acqua, ancora ispirate ad un modello di vita culturale e artistica di stampo rinascimentale e tardo-manierista. <\/em><\/p>\n<p><em>Ne costituisce esempio, oltre al Valentino e al Regio Parco, il <strong>castello di Miraflores<\/strong> (da cui Mirafiori, toponimo che oggi indica la borgata e il territorio circostante, ma definito anche <strong>Milleflorum<\/strong>&nbsp;nelle tavole del Theatrum Sabaudiae, dalla variet\u00e0 e quantit\u00e0 di specie floreali messe a dimora nel parco). Del magnifico complesso, \u201cinestimabile per mole e magnificenza\u201d (Cibrario), sito su un terrazzamento naturale affacciato sul torrente Sangone, rimangono oggi scarne vestigia, osservabili percorrendo la via del Castello nella borgata di Mirafiori. <\/em><\/p>\n<p><em>Ripercorriamo le vicende storiche e costruttive di questa fastosa residenza, ora scomparsa, con il contributo di <a href=\"https:\/\/www.crocereale.it\/\">Croce Reale &#8211; Rinnovamento nella Tradizione<\/a>, che ringraziamo per la gentile concessione del testo.<\/em><\/p>\n<p>Ancora nelle mappe di inizio Ottocento si trova raffigurato il <strong>Parco di Miraflores<\/strong>, l\u2019odierno \u201c<strong>Boschetto<\/strong>\u201d di Nichelino. Attenti: la veduta di queste rappresentazioni trae in inganno, perch\u00e9 il Sangone rispetto ad allora ha cambiato corso. Nella mappa il torrente compare in alto e tortuoso, mentre adesso sarebbe pi\u00f9 in basso e rettilineo.<br \/>\nL\u2019ansa \u00e8 scomparsa. Invece una volta tutto il parco si trovava sulla sponda di Torino ed era appunto il&nbsp;<strong><a href=\"http:\/\/www.comune.torino.it\/circ10_\/storiadimirafiori\/mira.gif\">parco del Castello di Miraflores<\/a>&nbsp;<\/strong>(da non confondere con il <strong>mausoleo della Bela Rosin<\/strong>, che sorge poco distante).<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium aligncenter\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/84\/1d\/ed\/841ded7fb51bfc2a0828681c42261a1b.jpg\" width=\"1000\" height=\"874\"><\/p>\n<p>Questo castello non c\u2019\u00e8 pi\u00f9.&nbsp;Venne abbattuto alla fine dell\u2019Ottocento. Oggi si intravedono ancora, lungo la pista ciclabile che porta alla passerella sul Sangone,<strong>&nbsp;i ruderi di una grande scalinata<\/strong> sorretta da archi. Attraverso quella scalinata dal terrazzamento naturale, dove sorgeva l\u2019edificio, si scendeva nel magnifico giardino (la sagoma marrone al centro della mappa). Il tutto era circondato da un bosco.<\/p>\n<p><strong>CASTELLO CON VISTA NICHELINO<\/strong><br \/>\nIl castello venne costruito nel 1585 da <strong>Carlo Emanuele I di Savoia<\/strong>, come dono di nozze alla moglie diciottenne <strong>Caterina Michela d&#8217;Asburgo-Spagna<\/strong>, secondogenita di Filippo II re di Spagna. In onore delle sue origini spagnole la lussuosa residenza venne denominata&nbsp;<strong>Miraflores<\/strong>, ossia \u201c<em>guarda i fiori<\/em>\u201d (<em>ndr: pochi sanno che il nome Miraflores evoca la tardo-gotica Certosa di Miraflores, situata nei pressi di Burgos nella regione spagnola di Castiglia e Le\u00f2n, cui la duchessa Caterina era particolarmente legata).&nbsp;&nbsp;<\/em><\/p>\n<p>L\u2019opera rest\u00f2 incompiuta e venne costruito solo il corpo centrale dell\u2019edificio, su tre piani. Il progetto originale, raffigurato in alcuni disegni e nella raccolta <strong><em>Theatrum Sabaudiae<\/em><\/strong>, prevedeva infatti anche due maestose ali laterali che per\u00f2 non vennero mai realizzate. Nei primi decenni del Seicento la residenza ebbe il periodo di massimo splendore, come riportato in descrizioni d\u2019epoca: \u201c<em>Da una parte si gode una vista amplissima sulle selve e sui prati sottostanti; da un\u2019altra si osserva con animo gioioso la vasta pianura che si estende in basso su boschetti con alberi disposti in bell\u2019ordine, sui campi ubertosi coperti di fiori, su vigneti, su grandi distese di prati: ovunque si stende un vero labirinto di delizie\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Praticamente un castello con vista su Nichelino.<\/p>\n<p>Stupendo anche all\u2019interno:<em>\u201cVi si aprono immensi saloni, sui quali lunghe serie di stanze comunicanti si schiudono in fuga via via che ci si addentra. Le pareti e i soffitti brillano per preziose tappezzerie, o per eleganti pitture, o per oro profuso qua e l\u00e0 con sovrana noncuranza\u201d<\/em>.<\/p>\n<figure style=\"width: 1000px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/73\/5f\/2b\/735f2b1d4284021697c614ebdbd3225d.jpg\" alt=\"\" width=\"1000\" height=\"679\"><figcaption class=\"wp-caption-text\">Castello e giardini di Milleflorum (Mirafiori o Miraflores) &#8211; incisione tratta dal Theatrum Sabaudiae (1682)<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>MARIA CRISTINA E I DUE COGNATI<\/strong><br \/>\nNel 1636 la fastosa dimora divenne residenza di&nbsp;<strong>Maria Cristina<\/strong>, sorella del re di Francia&nbsp;e moglie del principe ereditario Vittorio Amedeo I. Per la sua illustre parentela la chiamavano \u201cmadama reale\u201d, anche se i Savoia erano solo duchi. Qualche anno dopo per\u00f2 il magnifico castello venne preso a cannonate, durante il conflitto che pass\u00f2 alla storia come \u201c<strong>la guerra dei due cognati<\/strong>\u201d.<\/p>\n<p>Maria Cristina, alla prematura morte del marito, era diventata reggente in quanto il figlio primogenito, Francesco Giacinto, era ancora piccolino. Per il controllo del ducato si scontr\u00f2 con i cognati Maurizio e Tommaso di Savoia. Ne scatur\u00ec una guerra civile che dur\u00f2 tre anni. In campo anche <strong>truppe francesi e spagnole<\/strong>, intervenute a sostegno delle fazioni in lotta. Bella, tosta e disinvolta, Maria Cristina, superando varie traversie e dopo aver abbandonato per un periodo Torino, alla fine ebbe la meglio sui due cognati.<\/p>\n<p>Nel 1640 il castello di Miraflores&nbsp;fu sotto il tiro dell\u2019artiglieria delle truppe francesi, forse accampate proprio al di qua del Sangone, mentre la fazione filo spagnola dei due cognati occupava Torino, ad eccezione della Cittadella. L\u00ec era a sua volta asserragliata una guarnigione francese. La singolare situazione del \u201c<strong>doppio assedio<\/strong>\u201d di Torino \u00e8 citata anche in un romanzo di Victor Hugo. Non \u00e8 da escludere che quelle cannonate in riva al Sangone e gli eventi bellici in occasione della \u201cguerra dei due cognati\u201d siano all\u2019origine della curiosa denominazione di strade nichelinesi (\u2026 via Accampamento e forse anche via Polveriera). Negli anni \u201960 del secolo scorso vennero ritrovate alcune antiche spade in un campo di Nichelino e nessuno seppe dare spiegazione di tale ritrovamento.<\/p>\n<figure style=\"width: 2672px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/4b\/1d\/9f\/4b1d9fd347e32df5d5ba6936709d61cf.jpg\" alt=\"\" width=\"2672\" height=\"3051\"><figcaption class=\"wp-caption-text\">Ritratto di Caterina Michela di Asburgo-Spagna (1567-1597)<\/figcaption><\/figure>\n<p>Nella seconda met\u00e0 del Seicento inizi\u00f2 il declino della<strong> reggia di Mirafiori<\/strong> e quindi anche del meraviglioso giardino. I Savoia si orientarono su Venaria e poi su Stupinigi. Nel 1741 il complesso venne adibito alla lavorazione del tabacco, poi ceduto all\u2019Ordine Mauriziano e infine completamente abbandonato dopo altri passaggi di propriet\u00e0.<\/p>\n<p>Nella mappa si riconoscono le stradine che ancora oggi attraversano il \u201cBoschetto\u201d, mentre il rettangolino rosso in alto a sinistra \u00e8 la <strong>cascina Pallavicino<\/strong>. Alla fine dell\u2019Ottocento, appunto, il Sangone cambi\u00f2 corso e l\u2019ansa che cingeva il parco spar\u00ec. Si parla di un salto di meandro in occasione di una catastrofica piena, ma il torrente (che prima lambiva l\u2019odierna via XXV Aprile all\u2019altezza dell\u2019Istituto Maxwell) fu deviato nel nuovo letto anche a seguito di interventi artificiali.<\/p>\n<p>Fu cos\u00ec che l\u2019ex magnifico<strong> giardino di Miraflores<\/strong> pass\u00f2 a <strong>Nichelino<\/strong>.<\/p>\n<p>Fonte: <a href=\"https:\/\/www.crocereale.it\/giardino-e-castello-di-miraflores\/\">Croce Reale &#8211; Rinnovamento nella Tradizione&nbsp;<\/a><\/p>\n<p>M. Co.<\/p>\n<figure id=\"attachment_2126\" aria-describedby=\"caption-attachment-2126\" style=\"width: 3007px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/Croce-sabauda.jpg\" rel=\"attachment wp-att-2126\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-2126\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/Croce-sabauda.jpg\" alt=\"Bandiera degli Stati di Savoia con monogramma centrale di re Carlo Alberto (conservata presso l'Armeria Reale di Torino)\" width=\"3007\" height=\"2079\" srcset=\"https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/Croce-sabauda.jpg 3007w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/Croce-sabauda-300x207.jpg 300w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/Croce-sabauda-768x531.jpg 768w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/Croce-sabauda-1024x708.jpg 1024w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/04\/Croce-sabauda-600x415.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 3007px) 100vw, 3007px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-2126\" class=\"wp-caption-text\">Bandiera degli Stati di Savoia con monogramma centrale di re Carlo Alberto (conservata presso l&#8217;Armeria Reale di Torino)<\/figcaption><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Secondo la felice espressione coniata dall\u2019architetto ducale Amedeo di Castellamonte, a partire dal tardo Cinquecento si forma attorno a Torino, ormai citt\u00e0-capitale degli&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":2125,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[25,2321,14],"tags":[102,477,2744,104,308,103,98,99,100,30,97,101,35,36,29],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2124"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2124"}],"version-history":[{"count":9,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2124\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4975,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2124\/revisions\/4975"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/2125"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2124"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2124"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2124"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}