{"id":2181,"date":"2016-05-23T20:23:34","date_gmt":"2016-05-23T20:23:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=2181"},"modified":"2016-05-23T20:24:43","modified_gmt":"2016-05-23T20:24:43","slug":"uno-dei-riti-piu-antichi-del-piemonte-la-corsa-dei-buoi-ad-asigliano-vercellese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=2181","title":{"rendered":"Uno dei riti pi\u00f9 antichi del Piemonte: la Corsa dei buoi ad Asigliano Vercellese"},"content":{"rendered":"<p>Nella <strong>Bassa vercellese<\/strong> si svolgono tra la fine di aprile e la seconda domenica di maggio due manifestazioni che hanno conservato intatto il fascino della antica tradizione: le <strong>corse dei Buoi<\/strong> di <strong>Caresana<\/strong> ed <strong>Asigliano<\/strong>. Rimangono ancora oggi fonti di dibattito tra gli storici le origini delle corse, quel che \u00e8 certo \u00e8 che una lunga e tenace fede popolare ha fatto s\u00ec che ancor oggi si svolgano con intatta devozione. \u00a0In questo breve articolo si vuole raccontare lo svolgimento dei festeggiamenti ad <strong>Asigliano<\/strong>, il borgo risicolo che dista pochi chilometri da Vercelli.<\/p>\n<figure id=\"attachment_2182\" aria-describedby=\"caption-attachment-2182\" style=\"width: 960px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Bue-2.jpg\" rel=\"attachment wp-att-2182\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-2182\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Bue-2.jpg\" alt=\"Corsa dei buoi ad Asigliano Vercellese - Ph. Katia Ceretti\" width=\"960\" height=\"642\" srcset=\"https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Bue-2.jpg 960w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Bue-2-300x201.jpg 300w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Bue-2-768x514.jpg 768w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Bue-2-600x401.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-2182\" class=\"wp-caption-text\">Corsa dei buoi ad Asigliano Vercellese &#8211; Ph. Katia Ceretti<\/figcaption><\/figure>\n<p>La Tradizione popolare tramanda questo aneddoto come spiegazione dell\u2019origine della corsa: ad Asigliano nel 1436 durante una pestilenza che colpiva indistintamente uomini e animali si espresse un voto a <strong>San Vittore<\/strong>, nel quale la popolazione chiese ed ottenne la liberazione dal morbo. In ringraziamento al Santo da allora si fecero correre i buoi, i preziosi e placidi compagni di lavoro nei campi. Da un punto di vista documentario sino ad ora si \u00e8 trovato solo un accenno alla manifestazione nel <em>\u201cIl Stato Spirituale della citt\u00e0 et Diocesi di Vercelli\u201d<\/em> del 1658 di C.A. Bellini che cita l\u2019usanza presente nel paese che avveniva dopo la Messa Solenne in Parrocchiale per la Festa di San Vittore. Si legge: \u201c<strong><em>si fanno correre quanto mai si possa dire quattro cara tirati da buoi carichi di pane qual pane terminata la corsa si benedice e lo distribuiscono\u201d<\/em><\/strong>.<\/p>\n<p>In questo breve documento compare per\u00f2 un elemento fondamentale, il <strong>pane benedetto<\/strong>. Ancora attualmente dopo la corsa viene distribuito il pane alla popolazione, pane che richiama il rito dell\u2019<strong>Eucaristia<\/strong> e che un tempo era il preziosissimo elemento base dell\u2019alimentazione rurale. La condivisione del pane ha quindi un grande significato simbolico oltre al fatto che, come narrano gli anziani, si riteneva che quel pane avesse un<strong> potere \u201ctaumaturgico\u201d<\/strong> per liberare dalle malattie. Probabilmente dunque agli esordi la corsa nacque come una sorta di \u201cgara\u201d per arrivare primi all\u2019oratorio dedicato al Santo posto fuori dall\u2019abitato con dei carri carichi di pane, per farlo benedire e distribuire alla popolazione. Oggi invece si utilizza un grosso carro apposito, il <strong>Carro trionfale,<\/strong> ma il significato \u00e8 lo stesso. Al di l\u00e0 delle varie supposizioni sulle origini rimane intatto il sentimento degli asiglianesi sull\u2019importanza di onorare il Voto espresso.<\/p>\n<figure id=\"attachment_2183\" aria-describedby=\"caption-attachment-2183\" style=\"width: 800px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/26802328232_19dcac78ca_c.jpg\" rel=\"attachment wp-att-2183\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-2183\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/26802328232_19dcac78ca_c.jpg\" alt=\"Corsa dei buoi ad Asigliano Vercellese - Ph. 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Oggi, con la meccanizzazione dell\u2019agricoltura, specialmente in una zona risicola, diventa sempre pi\u00f9 arduo trovare <strong>quattro coppie di buoi<\/strong> che corrano. Nonostante questo, pur con grandi sacrifici, giovani team curano nelle stalle tutto l\u2019anno dei buoi in attesa del fatidico giorno della Festa. Buoi che altrimenti non si vedrebbero pi\u00f9 nelle campagne. Giunta la domenica della festa si aprono i festeggiamenti con la Banda e l\u2019arrivo del <strong>carro del Pane<\/strong> o <strong>Trionfale<\/strong>. Mentre gran parte della popolazione si assesta fuori dalla Parrocchiale, all\u2019interno della chiesa si svolge la Messa Solenne durante la quale viene cantato l\u2019antico Inno \u201c<strong><em>Deus Turoum Militum<\/em><\/strong>\u201d nella versione composta nel 1856 appositamente per il paese da Felice Frasi, maestro di Cappella del Duomo di Vercelli.<\/p>\n<figure id=\"attachment_2184\" aria-describedby=\"caption-attachment-2184\" style=\"width: 642px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Bue-1.jpg\" rel=\"attachment wp-att-2184\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-2184\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Bue-1.jpg\" alt=\"Uno dei buoi partecipanti alla corsa - Ph. Katia Ceretti\" width=\"642\" height=\"960\" srcset=\"https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Bue-1.jpg 642w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Bue-1-201x300.jpg 201w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/Bue-1-600x897.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 642px) 100vw, 642px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-2184\" class=\"wp-caption-text\">Uno dei buoi partecipanti alla corsa &#8211; Ph. Katia Ceretti<\/figcaption><\/figure>\n<p>Dopo la celebrazione eucaristica parte la <strong>processione aperta dalla croce<\/strong>, in cui seguono lo stendardo di San Vittore portato dalle giovani della leva, i paggetti, il cero votivo portato in spalla con accanto i quattro Priori, custodi della Tradizione. A seguire la Banda, il Clero ed il grosso trono in legno portato in spalle dai giovani della Leva che custodisce l\u2019urna con le reliquie del Santo tebano. Seguono le Autorit\u00e0 e la popolazione. Infine chiudono il carro del Pane ed ultimi i quattro carri della corsa. \u00a0Il tutto accompagnato dalle note dalla banda che ancora suona il \u201c<strong><em>Deus Tuorum Militum\u201d<\/em><\/strong> creando un\u2019atmosfera molto suggestiva.<\/p>\n<p>Mentre le reliquie entrano nella chiesetta e risuonano le ultime note musicali, si allineano faticosamente lungo la \u201c<em>Lea \u2018d la Stasion<\/em>\u201d i quattro carri al punto di partenza in attesa del via dato al segnale di una bandiera da parte del Sindaco. Si abbassa la bandiera e inizia la corsa che dura\u2026<strong>venti secondi<\/strong>, i venti secondi per i quali tutto l\u2019anno fervono i preparativi. Tra la folla esultante i carri di legno bruciano le poche centinaia di metri del percorso. Alla fine della corsa verr\u00e0 poi distribuito il pane e avverranno le premiazioni. Spesso la corsa non vede dei vincitori a causa di false partenze o altre imprevedibili circostanze, questo a sottolineare il <strong>carattere votivo<\/strong> e non agonistico della manifestazione. Nel pomeriggio con un\u2019altra processione il Santo torner\u00e0 nella parrocchiale dove ci sar\u00e0 il bacio della reliquia e l\u2019incanto in piazza del pesante Cero e delle torte. Accanto ai festeggiamenti religiosi prendono il via per una settimana i festeggiamenti della Patronale e le manifestazioni ad essa collegate facendo di questa festa una bella e sentita Tradizione.<\/p>\n<p><strong><em>Testo di Fran\u00e7ois Dellarole e foto di Katia Ceretti<\/em><\/strong><\/p>\n<figure id=\"attachment_2185\" aria-describedby=\"caption-attachment-2185\" style=\"width: 640px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/26896239435_77159f448f_z.jpg\" rel=\"attachment wp-att-2185\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-2185\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/26896239435_77159f448f_z.jpg\" alt=\"La riconoscenza della popolazione verso i buoi, che consentono ogni anno il ripetersi del rito a carattere votivo - Ph. Katia Ceretti\" width=\"640\" height=\"428\" srcset=\"https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/26896239435_77159f448f_z.jpg 640w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/26896239435_77159f448f_z-300x201.jpg 300w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/26896239435_77159f448f_z-600x401.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-2185\" class=\"wp-caption-text\">La riconoscenza della popolazione verso i buoi, che consentono ogni anno il ripetersi del rito a carattere votivo &#8211; Ph. Katia Ceretti<\/figcaption><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nella Bassa vercellese si svolgono tra la fine di aprile e la seconda domenica di maggio due manifestazioni che hanno conservato intatto il&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":2185,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[16,48],"tags":[125,126,130,127,129,30,131,128,61,124],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2181"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2181"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2181\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2187,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2181\/revisions\/2187"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/2185"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2181"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2181"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2181"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}