{"id":2225,"date":"2016-06-15T20:28:13","date_gmt":"2016-06-15T20:28:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=2225"},"modified":"2016-06-15T20:28:13","modified_gmt":"2016-06-15T20:28:13","slug":"mastro-titta-boia-di-roma-divenuto-celebre-grazie-alleditore-torinese-perino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=2225","title":{"rendered":"\u201cMastro Titta\u201d, boia di Roma, divenuto celebre grazie all\u2019editore torinese Perino"},"content":{"rendered":"<p><em>Milo Julini<\/em><\/p>\n<p>Fra i carnefici dei vari stati italiani preunitari, quello che sembra aver conseguito una consolidata notoriet\u00e0 fra i posteri, \u00e8 certamente <strong>Giovanni Battista Bugatti, noto come Mastro Titta<\/strong>, il boia dello Stato Pontificio. La sua biografia, scritta da Livio Jannattoni, compare addirittura nel Dizionario Biografico degli Italiani (Volume 15, 1972).<\/p>\n<p>Nato a Roma intorno al <strong>1779<\/strong>, Mastro Titta rimane in attivit\u00e0 per lungo tempo e, nel periodo compreso dal 22 marzo <strong>1796<\/strong> al 17 agosto <strong>1864<\/strong>, esegue <strong>514<\/strong> sentenze di morte.<\/p>\n<p>Nel 1817 varca il confine per recarsi a Firenze dove impicca il brigante Antonio Guazzini, noto come \u201cGuazzino\u201d.<\/p>\n<p>Il 1\u00ba novembre <strong>1864<\/strong> \u00e8 collocato a riposo con una pensione mensile di trenta scudi.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/00-immagine-apertura.jpg\" rel=\"attachment wp-att-2227\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-2227 size-full aligncenter\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/00-immagine-apertura.jpg\" alt=\"00 immagine apertura\" width=\"600\" height=\"400\" srcset=\"https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/00-immagine-apertura.jpg 600w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/00-immagine-apertura-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Il suo successore \u00e8 <strong>Vincenzo Balducci<\/strong>, suo aiutante dal 1850. Operer\u00e0 fino al 9 luglio 1870, quasi in prossimit\u00e0 della caduta del potere temporale, occupandosi altres\u00ec dell\u2019esecuzione di <strong>Monti e Tognetti<\/strong> avvenuta il 24 novembre 1868.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/001_002.jpg\" rel=\"attachment wp-att-2229\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-2229 size-full aligncenter\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/001_002.jpg\" alt=\"001_002\" width=\"1020\" height=\"725\" srcset=\"https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/001_002.jpg 1020w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/001_002-300x213.jpg 300w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/001_002-768x546.jpg 768w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/001_002-600x426.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 1020px) 100vw, 1020px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Mastro Titta muore a Roma il 18 giugno <strong>1869<\/strong> all\u2019et\u00e0 di <strong>novant\u2019anni<\/strong>.<\/p>\n<p>Uno dei primi studiosi che si occupa di Mastro Titta \u00e8 <strong>Alessandro Ademollo<\/strong> (Firenze, 1826-1891), giornalista, critico teatrale, erudito, studioso di tradizioni popolari e raccoglitore di curiosit\u00e0 storiche. \u00a0Ademollo cos\u00ec descrive Mastro Titta: \u00ab<em>Carnefice modello, e artista veramente degno del teatro nel quale era chiamato ad agire il Bugatti sostenne la sua parte per sessant\u2019otto anni; ed in ogni genere di supplizio &#8211; mazzola, squarto, forca, ghigliottina &#8211; mostr\u00f2 sempre eguale abilit\u00e0<\/em>\u00bb. Ademollo, nel 1886, pubblica per l\u2019editore Lapi di Citt\u00e0 di Castello (Perugia), il taccuino nel quale Giovanni Battista Bugatti aveva meticolosamente annotato l\u2019elenco delle esecuzioni eseguite, con tanto di data, luogo e tipo d\u2019esecuzione, nome del condannato e crimine o crimini che avevano motivato la condanna.<\/p>\n<p>Un totale di <strong>516<\/strong> nomi, ai quali vanno sottratti due condannati, uno perch\u00e9 fucilato e l\u2019altro perch\u00e9 impiccato e squartato dall\u2019aiutante.<\/p>\n<p>Il libro, intitolato \u201c<em>Le annotazioni di Mastro Titta carnefice romano. Supplizi e suppliziati. Giustizie eseguite da Gio. Batt. Bugatti e dal suo successore, 1796-1870\u201d, assume un grande interesse storico, perlomeno secondo Ademollo, che lo giudica fondamentale per la \u00abstoria criminale e penale dello Stato Ecclesiastico<\/em>\u00bb. Tuttavia, al lettore medio pu\u00f2 apparire tedioso.<\/p>\n<figure id=\"attachment_2228\" aria-describedby=\"caption-attachment-2228\" style=\"width: 600px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/001.jpg\" rel=\"attachment wp-att-2228\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-2228 size-full\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/001.jpg\" alt=\"Mastro Titta, da giovane opera con la mannaia e da anziano con la ghigliottina\" width=\"600\" height=\"400\" srcset=\"https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/001.jpg 600w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/001-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-2228\" class=\"wp-caption-text\">Mastro Titta, da giovane opera con la mannaia e da anziano con la ghigliottina<\/figcaption><\/figure>\n<p>La vera fama popolare di Mastro Titta inizia nel <strong>1891<\/strong> quando, dopo il carnefice romano e lo storico fiorentino, entra in scena <strong>l\u2019editore torinese Edoardo Perino<\/strong>.<\/p>\n<p>Edoardo Perino (Torino, 1845 \u2013 Rocca di Papa, 1895), tipografo ed editore, rappresenta un significativo personaggio dell\u2019editoria italiana, in particolare di quella romana, nell\u2019epoca umbertina.<\/p>\n<p>Figlio e fratello di tipografi, nel 1865 da Torino si reca a Firenze dove \u00e8 stata trasferita la capitale del Regno d\u2019Italia e qui lavora nella tipografia del giornale \u201cLa Riforma\u201d.<\/p>\n<p>Quando la presa di Roma\u00a0 del 20 settembre 1870, nota anche come <em>Breccia di Porta Pia<\/em>, stabilisce l\u2019annessione di Roma al Regno d\u2019Italia e determina la fine dello Stato Pontificio e del potere temporale del Papa, Perino si installa a Roma dove apre un\u2019edicola in piazza Colonna, denominata \u201cAzienda giornalistica\u201d.<\/p>\n<p><strong>L\u2019idea vincente di Perino<\/strong> \u00e8 quella di far giungere a Roma un gran numero di giornali, anche stranieri, come \u201cLe Figaro\u201d e \u201cThe Times\u201d. Grazie a questa iniziativa, di cui ha l\u2019esclusiva, ben presto diviene il punto di riferimento per l\u2019informazione politica romana, fino ad allora sottoposta alla censura papalina.<\/p>\n<p>Pi\u00f9 tardi Perino inizia l\u2019attivit\u00e0 di <strong>editore<\/strong>. Nel 1885, in via del Lavatore, ha la sua sede con gli uffici amministrativi e la tipografia, dotata di una attrezzatura di stampa che permette elevate tirature. Perino pubblica libri di Grazia Deledda, Edmondo De Amicis, Ruggero Bonghi, Giustino Ferri, Salvatore Di Giacomo, Enrico Panzacchi e le poesie di Gioacchino Belli.<\/p>\n<p>La sua fortuna come editore deriva dalla scelta di introdurre <em>in primis<\/em> a Roma la pubblicazione di <strong>romanzi a puntate<\/strong> che a Milano e a Torino aveva gi\u00e0 dato esito positivo.<\/p>\n<p>Tra questi libri, diffusi anche con l\u2019uso di strilloni e venduti a cinque centesimi al fascicolo, assume particolare rilievo quello intitolato \u201c<em>Mastro Titta il boia di Roma: memorie di un carnefice scritte da lui stesso<\/em>\u201d, che appare nel 1891.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/003.jpg\" rel=\"attachment wp-att-2230\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-2230 size-full aligncenter\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/003.jpg\" alt=\"003\" width=\"600\" height=\"400\" srcset=\"https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/003.jpg 600w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/003-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/a><\/p>\n<p>La scaltra operazione commerciale di Perino presenta una avvincente autobiografia che si pretende scritta dallo stesso Mastro Titta: un <strong>falso<\/strong> che deriva dall\u2019opuscolo autentico pubblicato da Ademollo alcuni anni prima. Secondo la tesi pi\u00f9 accreditata, l\u2019autore sarebbe <strong>Ernesto Mezzabotta<\/strong>, scrittore della scuderia di Perino, nato a Foligno nel 1852 e morto a Roma il 15 luglio 1901.<\/p>\n<p>Mezzabotta <strong>rielabora<\/strong> sapientemente le scarne informazioni del taccuino di Mastro Titta, in modo romanzato, <strong>lavora di fantasia<\/strong> con astuzie narrative ed esasperazione avvincente di alcuni episodi.<\/p>\n<p>Fa succinte narrazioni di alcuni casi criminali anche efferati, come le rapine di banditi di strada provinciali, mentre si dilunga nella ricostruzione di casi che prevedono storie d\u2019amore, corteggiamenti, seduzioni, violenze carnali, uccisioni di moglie, di mariti e di figli associate a perverse relazioni sessuali. Mezzabotta non trascura le <strong>suggestioni<\/strong> <strong>erotiche<\/strong> e spinge fortemente sul pedale dell\u2019<strong>anticlericalismo a buon mercato<\/strong>, mescolando sapientemente il tema \u201cnoir\u201d degli \u201corrori\u201d e dei \u201cmisteri\u201d dello Stato Pontificio nonch\u00e9 dell\u2019Inquisizione con quello piccante delle vicende boccaccesche in ambito ecclesiastico.<\/p>\n<p>Quando compare il suo libro, in Europa si parla di <em>Jack the Ripper<\/em> e del <em>Grand Guignol<\/em>, la gente legge avidamente i romanzi d\u2019appendice che propongono vicende sanguinarie, orrendi delitti, ecclesiastici perversi, carceri malsane. Inoltre, piace molto il <strong>tema dell\u2019Inquisizione<\/strong>, con le sue prigioni sotterranee dove rinchiudere oneste \u2013 e procaci \u2013 fanciulle. In quest\u2019epoca, diversi furbastri costruiscono quei falsi strumenti di tortura che finiranno poi in esposizione nelle localit\u00e0 turistiche.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/008.jpg\" rel=\"attachment wp-att-2231\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-2231 size-full aligncenter\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/008.jpg\" alt=\"008\" width=\"600\" height=\"400\" srcset=\"https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/008.jpg 600w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/008-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Il successo \u00e8 assicurato: le vendite salgono vertiginosamente, tanto pi\u00f9 che alle Memorie di Mastro Titta, Perino affianca la pubblicazione di \u201c<em>Beatrice Cenci<\/em>\u201d, di <strong>Francesco Domenico Guerrazzi<\/strong>, altro libro di grande successo popolare.<\/p>\n<p>Le riedizioni di \u201c<em>Mastro Titta il boia di Roma<\/em>\u201d si succedono numerose; nel <strong>2010<\/strong> ne appare una ristampa presso Barb\u00e8s di Firenze.<\/p>\n<p>Talvolta il libro di Mezzabotta \u00e8 stato preso <strong>fin troppo sul serio<\/strong>: la sua vivida e coinvolgente descrizione di casi di donne assassine poi finite sul patibolo \u00e8 stata considerata come un documento incontestabile da qualche criminologo\u2026<\/p>\n<p>Un capitolo delle Memorie di Mastro Titta dovrebbe invece indurre a grande cautela nei confronti delle affermazioni di Mezzabotta.<\/p>\n<p>Nell\u2019elenco dei giustiziati del taccuino di Mastro Titta, al numero 375, si legge \u00ab<em>Domenico Abbo, condannato al taglio della testa il giorno 4 ottobre 1843 ne\u2019 Forte di S. Angelo per avere strangolato e sodomizzato il suo nipote carnale con altre brutalit\u00e0 che fanno inorridire<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>Mezzabotta racconta invece questa vicenda parlando di un \u00ab<strong>nipote cardinale<\/strong>\u00bb vittima della violenza dello zio <strong>Domenico Abbo<\/strong>, che viene descritto come un <strong>sacerdote<\/strong>.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/004.jpg\" rel=\"attachment wp-att-2232\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter wp-image-2232 size-full\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/004.jpg\" alt=\"004\" width=\"600\" height=\"400\" srcset=\"https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/004.jpg 600w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/004-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Non si pu\u00f2 quindi parlare di una ricostruzione, ma di una storia di fantasia, forse nata da una \u2018errata\u2019 lettura di \u201c<em>nipote carnale<\/em>\u201d come \u201c<em>nipote cardinale<\/em>\u201d, ispirata da un <strong>feroce<\/strong> <strong>anticlericalismo<\/strong>:\u00a0 presentando il violentatore Abbo come un ecclesiastico, si enfatizza la brutalit\u00e0 dei religiosi e si attenua la violenza subita dal nipote sacerdote. Tutto questo \u00e8 aggravato dall\u2019indicazione che l\u2019esecuzione di Abbo sia avvenuta nel <strong>1849<\/strong> anzich\u00e9 nel 1843!<\/p>\n<p>Ricordiamo in conclusione che Mastro Titta \u00e8 stato immortalato dalla commedia musicale \u201c<em>Rugantino<\/em>\u201d, rappresentata per la prima volta al Teatro Sistina di Roma il <strong>15 dicembre 1962<\/strong>, impersonato da <strong>Aldo<\/strong> <strong>Fabrizi<\/strong> nelle prime due edizioni, poi da <strong>Maurizio Mattioli<\/strong> e da <strong>Vincenzo<\/strong> <strong>Failla<\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Milo Julini Fra i carnefici dei vari stati italiani preunitari, quello che sembra aver conseguito una consolidata notoriet\u00e0 fra i posteri, \u00e8 certamente&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":84,"featured_media":2227,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1,143,22],"tags":[159,156,158,155,157,160],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2225"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/84"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2225"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2225\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2233,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2225\/revisions\/2233"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/2227"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2225"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2225"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2225"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}