{"id":2392,"date":"2016-07-28T15:53:21","date_gmt":"2016-07-28T15:53:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=2392"},"modified":"2016-07-28T15:53:21","modified_gmt":"2016-07-28T15:53:21","slug":"il-teologo-torinese-gaspare-saccarelli-benefattore-di-borgo-san-donato-e-listituto-della-sacra-famiglia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=2392","title":{"rendered":"Il teologo torinese Gaspare Saccarelli, benefattore di borgo San Donato, e l\u2019Istituto della Sacra Famiglia"},"content":{"rendered":"<p>di <em>Milo Julini<\/em><\/p>\n<p>Il sacerdote erudito Giuseppe Baruffi (Mondov\u00ec, 1801-Torino, 1875), nel suo libro \u201c<em>Passeggiate nei dintorni di Torino<\/em>\u201d (1853), descrive con partecipe entusiasmo l\u2019attivit\u00e0 di questo benefattore che tanto si \u00e8 prodigato per il <strong>borgo San Donato<\/strong> s\u00ec da rappresentarne un vero e proprio apostolo.<\/p>\n<p>Il teologo\u00a0<strong>Gaspare Saccarelli<\/strong>\u00a0(Torino, 6 giugno 1817 &#8211; 21 gennaio 1864), anche se titolare di una movimentata via del borgo, oggi non ci pare ricordato in modo adeguato e questa considerazione ci ha indotti a soffermarci su di lui.<br \/>\nGaspare Saccarelli, nato da genitori dell\u2019alta borghesia torinese, divenuto sacerdote fu nominato <strong>cappellano<\/strong> di <strong>Sua Maest\u00e0 Carlo Alberto<\/strong>.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/13672444_1784724615105740_730048068_n.jpg\" rel=\"attachment wp-att-2394\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter wp-image-2394 size-full\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/13672444_1784724615105740_730048068_n.jpg\" alt=\"Don Gaspare Saccarelli\" width=\"600\" height=\"400\" srcset=\"https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/13672444_1784724615105740_730048068_n.jpg 600w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/13672444_1784724615105740_730048068_n-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Modesto e volenteroso, frequentava la Piccola Casa della Divina Provvidenza per collaborare con <strong>San Giuseppe Cottolengo<\/strong>. Passeggiando nei dintorni della Piccola Casa, Saccarelli scopr\u00ec la povert\u00e0 e l\u2019isolamento del borgo\u00a0<strong>San Donato<\/strong>\u00a0cui decise di dedicarsi.<\/p>\n<p>Inizi\u00f2 la sua attivit\u00e0 prendendosi cura dei bambini privi di genitori o abbandonati, ma alla nascita degli oratori di don Bosco a Valdocco e di don Cocchi in Vanchiglia ritenne preferibile occuparsi delle bambine, pi\u00f9 bisognose di aiuto. Decise quindi di trasferirsi nel <strong>borgo San Donato<\/strong>, ma a causa della prima guerra di indipendenza (1848-1849) non pot\u00e9 concretizzare la sua iniziativa. Cos\u00ec il 1\u00b0 dicembre 1849 apr\u00ec un asilo infantile a Venaria Reale con la prestigiosa partecipazione di <strong>Ferrante Aporti<\/strong>.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/13672436_1784724628439072_471260398_n.jpg\" rel=\"attachment wp-att-2396\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2396\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/13672436_1784724628439072_471260398_n.jpg\" alt=\"Istituto Sacra Famiglia a Torino\" width=\"600\" height=\"400\" srcset=\"https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/13672436_1784724628439072_471260398_n.jpg 600w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/13672436_1784724628439072_471260398_n-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/a><br \/>\nTornato ai suoi progetti nel borgo, Saccarelli affitt\u00f2 alcune botteghe in via San Donato n. 7 e allest\u00ec una cappella provvisoria dove si celebr\u00f2, il 6 aprile 1850, l\u2019inaugurazione dell\u2019<strong>Oratorio festivo per le fanciulle<\/strong> e la <strong>Scuola domenicale per le operaie<\/strong>, non soltanto quelle del borgo.<\/p>\n<p>Le ragazzine che lavoravano in <strong>opifici e fabbriche torinesi<\/strong>, alla domenica si radunavano all\u2019Oratorio dove, oltre a ricevere una <strong>educazione religiosa<\/strong>, imparavano a leggere, scrivere e far di conto e si divertivano con canti, declamazioni, recite di dialoghetti e balli. Saccarelli distribuiva anche una merenda alle pi\u00f9 bisognose e, quando poteva, a tutte. Si raccoglievano cos\u00ec ogni domenica moltissime ragazzine, fino a 400-500. \u00a0Dirette e coordinate dalla contessa\u00a0<strong>Carolina Derossi di Santa Rosa<\/strong>, vedova del patriota Santorre di Santa Rosa, collaboravano con Saccarelli varie signore torinesi: erano loro che facevano scuola e guidavano le ragazzine. Nel 1851 fu impartita la Cresima alle fanciulle e, alle alunne della Scuola festiva, si distribuirono i premi offerti dalla marchesa di Barolo, patronessa della scuola.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/13883866_1784724635105738_515775775_n.jpg\" rel=\"attachment wp-att-2397\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2397\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/13883866_1784724635105738_515775775_n.jpg\" alt=\"Cartolina commemorativa dell'Istituto Sacra Famiglia\" width=\"600\" height=\"400\" srcset=\"https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/13883866_1784724635105738_515775775_n.jpg 600w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/13883866_1784724635105738_515775775_n-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Come ricordato da Baruffi, Saccarelli aveva avvertito per primo la necessit\u00e0 di dotare la zona di una chiesa. A sue spese acquist\u00f2 in via San Donato n. 17 un terreno ed il fabbricato di una antica bottiglieria, dove, su progetto dell\u2019architetto Blachier, fu costruita una<strong> cappella dedicata alla Sacra Famiglia<\/strong>, benedetta il 1\u00b0 maggio 1852. Qui Saccarelli trasfer\u00ec la sua scuola oratorio, descritta da Baruffi. La cappella era frequentata anche dagli abitanti del borgo in luogo della distante parrocchia dei S.S. Simone e Giuda.<\/p>\n<p>Da tempo la <strong>contessa Santa Rosa<\/strong> esortava Saccarelli ad aprire un <strong>istituto<\/strong> per raccogliere le numerose <strong>fanciulle misere ed abbandonate<\/strong> allo scopo di educarle al lavoro e alla vita familiare. Mancavano per\u00f2 i mezzi economici. Il 22 maggio 1853 la contessa Santa Rosa mor\u00ec. In punto di morte la contessa aveva impegnato Saccarelli alla realizzazione di questo progetto.<\/p>\n<p>Le prime quattro fanciulle, ospitate in stanze affittate nei pressi dell\u2019Oratorio, erano gi\u00e0 presenti alla messa di trigesima della contessa. Questo segn\u00f2 la nascita dell\u2019<strong>Istituto della Sacra Famiglia<\/strong>, per povere giovanette abbandonate sempre in <strong>via San Donato n. 17<\/strong> che si aggiungeva alla Scuola festiva per giovani operaie.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/13866953_1784724621772406_1194893918_n.jpg\" rel=\"attachment wp-att-2395\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2395\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/13866953_1784724621772406_1194893918_n.jpg\" alt=\"Istituto Sacra Famiglia a Torino\" width=\"600\" height=\"400\" srcset=\"https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/13866953_1784724621772406_1194893918_n.jpg 600w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/13866953_1784724621772406_1194893918_n-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Nel ritiro della <strong>Sacra Famiglia<\/strong>, scrive Pietro Baricco (1869), le giovani orfane o abbandonate dai 10 ai 14 anni erano ricoverate e istruite gratuitamente fino a quando potevano sostentarsi col loro lavoro. Intervenivano alle processioni funebri parrocchiali. Erano dette\u00a0<strong><em>Verdine<\/em>\u00a0<\/strong>perch\u00e9 ai funerali indossavano un caratteristico vestito verde, colore scelto da Saccarelli come simbolo di buon augurio e di speranza di successo per l\u2019avvenire. L\u2019Istituto si manteneva, oltre che coi proventi di queste partecipazioni funerarie, con il ricavato dei lavori donneschi e con offerte di benefattori.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/13872579_1784724631772405_1715595144_n.jpg\" rel=\"attachment wp-att-2398\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-2398\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/13872579_1784724631772405_1715595144_n.jpg\" alt=\"Lapide commemorativa della contessa di Santa Rosa\" width=\"600\" height=\"400\" srcset=\"https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/13872579_1784724631772405_1715595144_n.jpg 600w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/07\/13872579_1784724631772405_1715595144_n-300x200.jpg 300w\" sizes=\"(max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Questi erano i numeri della <strong>Sacra Famiglia<\/strong>\u00a0nel 1869: giovani ricoverate (220), infanti dell\u2019asilo (40), alunne della scuola festiva (210) per un totale di 470 persone. Nel 1927 ospitava 140 fanciulle. Nel 1854 vi fu l\u2019apertura di un <strong>Asilo d\u2019infanzia<\/strong>, in locali annessi all\u2019Oratorio, dove erano ospitati i bambini le cui madri lavoravano. L\u2019asilo infantile del borgo San Donato, nell\u2019anno scolastico 1868\/69, ospit\u00f2 90 maschi e 120 femmine, per un totale di 210 bambini (Baricco, 1869).<\/p>\n<p>Il teologo Saccarelli si occup\u00f2 di questo Istituto fino alla sua morte, avvenuta nel 1864, quando gli succedette il teologo ed avvocato <strong>Paolo Bergher<\/strong>, suo fratello maggiore per parte di madre.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Milo Julini Il sacerdote erudito Giuseppe Baruffi (Mondov\u00ec, 1801-Torino, 1875), nel suo libro \u201cPasseggiate nei dintorni di Torino\u201d (1853), descrive con partecipe&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":2396,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[26,143,241,284,4],"tags":[288,287,289,286,285,30,33,31,36,29,290],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2392"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2392"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2392\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2399,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2392\/revisions\/2399"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/2396"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2392"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2392"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2392"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}