{"id":2584,"date":"2016-11-04T09:56:43","date_gmt":"2016-11-04T09:56:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=2584"},"modified":"2016-11-04T18:02:24","modified_gmt":"2016-11-04T18:02:24","slug":"mayno-della-spinetta-il-robin-hood-piemontese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=2584","title":{"rendered":"Mayno della Spinetta: il Robin Hood piemontese"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/mayno.jpg\" rel=\"attachment wp-att-2585\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft wp-image-2585 size-full\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/mayno.jpg\" alt=\"mayno\" width=\"200\" height=\"250\" \/><\/a>Di\u00a0: <em>Giorgio Enrico Cavallo<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u00abLe c\u00e9l\u00e8bre brigand <em>Mayno<\/em>, qui se disait <em>Empereur des Alpes<\/em> <em>et Roi de Marengo<\/em>, vient enfin d\u2019\u00e8tre tu\u00e9\u00bb. Cos\u00ec il generale Menou dava solenne annuncio della cattura, il <strong>14 aprile 1806<\/strong>, del pi\u00f9 famoso dei <strong>briganti dell\u2019epoca napoleonica<\/strong>. Il suo nome \u00e8 ancora tramandato al giorno d\u2019oggi: era <strong>Mayno della Spinetta<\/strong> (<em>Mayn\u00a0\u00ebd la\u00a0Spin\u00ebtta<\/em>, in lingua piemontese), fuorilegge dalla vita romanzesca e avventurosa, che diede non poco filo da torcere ai soldati di Napoleone, i quali impiegarono ben quattro anni, dal 1803 al 1806, per stanarlo e ucciderlo.<\/p>\n<p>Come illustro nel mio saggio di recentissima pubblicazione, <em>La tirannia della libert\u00e0: il Piemonte dai Savoia a Napoleone<\/em> (Chiaramonte editore, 2016) la vita di questo capo-banda, che si guadagn\u00f2 un posto d\u2019onore nel folklore nostrano come il <strong>Robin Hood piemontese<\/strong>, \u00e8 avvolta in gran parte dalla leggenda, anche se spesso essa sa lasciare ampi spazi alla verit\u00e0. Nato attorno al 1784, egli si chiamava semplicemente <strong>Giuseppe Mayno<\/strong>: il <em>dla Spin\u00ebtta<\/em>, naturalmente, venne dopo. Si spos\u00f2 con Cristina Ferraris, e poco dopo si diede alla macchia, forse per sfuggire alla leva. Sta di fatto che nel giro di poco tempo egli riusc\u00ec a radunare attorno a s\u00e9 una banda composta da un notevole numero di uomini: con buona probabilit\u00e0, superava il centinaio di elementi. <strong>I boschi della Fraschetta<\/strong> erano il loro rifugio, e l\u2019Alessandrino il loro regno.<\/p>\n<p>Ma Mayno non era il solo brigante che infestava quelle terre: lui, semmai divenne il pi\u00f9 noto tra essi, poich\u00e9 si ciment\u00f2 in <strong>imprese spericolate e in vere e proprie smargiassate<\/strong>, a danno di quei francesi affamatori che erano odiati dalla popolazione. Singolare \u00e8 che nel 1796 venisse condannato a morte un fuorilegge compaesano del nostro brigante, tale <strong>Antonio Majno<\/strong>, detto Passapertutto: non possiamo stabilire se era o no parente di Giuseppe Mayno (per altro, in assenza di una grafia standard, il suo cognome poteva essere scritto anche nelle forme Majno o Ma\u00ecno) ma di certo ci\u00f2 \u00e8 un\u2019ulteriore conferma che davvero la Fraschetta fosse infestata da banditi e malintenzionati.<\/p>\n<figure id=\"attachment_2600\" aria-describedby=\"caption-attachment-2600\" style=\"width: 960px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/napo1.jpg\" rel=\"attachment wp-att-2600\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full wp-image-2600\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/napo1.jpg\" alt=\"Villa Marengo (Alessandria) - Statua di Napoleone realizzata da Benedetto Cacciatori nel 1847\" width=\"960\" height=\"636\" srcset=\"https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/napo1.jpg 960w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/napo1-300x199.jpg 300w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/napo1-768x509.jpg 768w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/napo1-600x398.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-2600\" class=\"wp-caption-text\">Villa Delavo (Spinetta Marengo &#8211; Alessandria) &#8211; Statua di Napoleone realizzata da Benedetto Cacciatori nel 1847<\/figcaption><\/figure>\n<p>Da troppi anni, d\u2019altronde, essa doveva sopportare le angherie della soldataglia napoleonica: dal 1796 il Piemonte era militarmente occupato dai francesi, e con<strong> la<\/strong> <strong>cacciata di Carlo Emanuele IV<\/strong> nel dicembre 1798 e la successiva \u00abriunione\u00bb alla Francia, le condizioni delle campagne peggiorarono ulteriormente. La coscrizione obbligatoria non fece che ulteriormente incancrenire il sentimento gi\u00e0 ostile che i piemontesi nutrivano verso gli invasori. Mayno, in questa situazione, divenne un vero e proprio eroe popolare, e le sue imprese vennero raccontate e ingigantite dai racconti dei contadini.<\/p>\n<figure id=\"attachment_2601\" aria-describedby=\"caption-attachment-2601\" style=\"width: 960px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/napo2.jpg\" rel=\"attachment wp-att-2601\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-2601 size-full\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/napo2.jpg\" alt=\"Affresco a tema napoleonico in Villa Delavo - Spinetta Marengo\" width=\"960\" height=\"640\" srcset=\"https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/napo2.jpg 960w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/napo2-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/napo2-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/napo2-600x400.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-2601\" class=\"wp-caption-text\">Affresco a tema napoleonico in Villa Delavo &#8211; Spinetta Marengo<\/figcaption><\/figure>\n<p>Leggende? Forse. Ma nel proclama del generale Menou, con il quale si annunciava l\u2019uccisione del \u00abcelebre brigante\u00bb trovano conferma alcune delle pi\u00f9 spericolate azioni di Mayno e della sua banda: come l\u2019<strong>aggressione al generale Milhaud<\/strong>, nella quale gli riusc\u00ec di derubarlo della croce di ufficiale della Legion d\u2019Onore (e, confermava Menou, Mayno era solito indossarla abitualmente). D\u2019altronde, il nostro era solito organizzare vere e proprie rodomontate, come quando <strong>assal\u00ec il convoglio del Papa Pio VII<\/strong>: egli aveva costruito attorno a s\u00e9 un mito, facendosi chiamare \u2013 lo abbiamo visto \u2013 il <em>Re di Marengo<\/em> o l\u2019<em>Imperatore delle Alpi<\/em>: insomma, una nemmeno tanto velata presa per i fondelli di Bonaparte e del mito napoleonico.<\/p>\n<p>La sua fama giunse lontano, tanto \u00e8 vero che si occup\u00f2 di lui addirittura uno scrittore del calibro di <strong>Stendhal<\/strong>. Nel corso di un viaggio in Italia, egli sent\u00ec parlare di Mayno, che defin\u00ec \u00abuno degli uomini pi\u00f9 notevoli di questo secolo\u00bb. Anche Stendhal conferm\u00f2 l\u2019abitudine di portare le decorazioni degli ufficiali vinti, in uso pure tra i suoi briganti.<\/p>\n<p><strong><a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/mayno_001.jpg\" rel=\"attachment wp-att-2586\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignright wp-image-2586 size-full\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/mayno_001.jpg\" alt=\"mayno_001\" width=\"1425\" height=\"2198\" srcset=\"https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/mayno_001.jpg 1425w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/mayno_001-194x300.jpg 194w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/mayno_001-768x1185.jpg 768w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/mayno_001-664x1024.jpg 664w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2016\/11\/mayno_001-600x925.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 1425px) 100vw, 1425px\" \/><\/a>La sua storia fin\u00ec in tragedia<\/strong>, probabilmente per la soffiata di una spia. Tornato dalla moglie Cristina Ferraris, che non lo seguiva nelle sue azioni di guerriglia, egli trov\u00f2 ad attenderlo i soldati della gendarmeria. Prov\u00f2 a difendersi, ma non gli riusc\u00ec di salvarsi: venne ucciso e il suo corpo fu esposto per tutto il giorno come un trofeo in piazza d\u2019Armi ad Alessandria. Mayno era morto, e la sua banda andava sgominata: al processo contro il <em>Re di Marengo<\/em> furono quarantanove gli imputati; tra essi, anche <strong>l\u2019innocente moglie Cristina<\/strong>: ebbe salva la vita, ma fu condannata a 24 anni di carcere.<\/p>\n<p>Attorno a Mayno fior\u00ec un mito. Era stato un brigante, questo \u00e8 vero; ma, per il popolo, fu un brigante buono, specie di Robin Hood senza calzamaglia ma con lo <em>spaciafoss<\/em> in mano. Divenne il simbolo di quella resistenza all\u2019invasore francese che mai si sop\u00ec del tutto, e che trov\u00f2 in lui il suo pi\u00f9 autorevole rappresentante. <strong>Fiorirono racconti e soggetti teatrali<\/strong> \u2013 primi fra tutti, i burattini \u2013 sul suo conto: addirittura, vi fu un soggetto cinematografico a cura di Armando Mottura e Pinin Pac\u00f2t. Insomma, un mito. \u00ab<em>L\u2019opinione pubblica gli attribuir\u00e0 maggiore genialit\u00e0 e sangue freddo che non a molti generali che hanno lasciato fama di s\u00e9<\/em>\u00bb, disse di lui Stendhal. Con il senno di poi, sappiamo che aveva ragione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di\u00a0: Giorgio Enrico Cavallo &nbsp; \u00abLe c\u00e9l\u00e8bre brigand Mayno, qui se disait Empereur des Alpes et Roi de Marengo, vient enfin d\u2019\u00e8tre tu\u00e9\u00bb&#8230;.<\/p>\n","protected":false},"author":83,"featured_media":2586,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[23,26,69,5],"tags":[421,153,152,144,170,423,165,425,422,424],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2584"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/83"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2584"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2584\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2602,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2584\/revisions\/2602"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/2586"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2584"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2584"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2584"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}