{"id":2984,"date":"2022-11-03T18:03:00","date_gmt":"2022-11-03T18:03:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=2984"},"modified":"2022-11-04T17:07:57","modified_gmt":"2022-11-04T17:07:57","slug":"le-antiche-varieta-di-mele-piemontesi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=2984","title":{"rendered":"Melicoltura in Piemonte, tra radici storiche e recupero delle antiche variet\u00e0"},"content":{"rendered":"<p><em>In attesa della 43^ edizione di&nbsp;<strong>Tuttomele<\/strong>, il tradizionale appuntamento che animer\u00e0 il borgo di&nbsp;<strong>Cavour<\/strong>&nbsp;dal 5 al 13 novembre, vi proponiamo un breve articolo con informazioni storiche sulla presenza e sulla coltivazione della mela in Piemonte. &nbsp;<\/em><\/p>\n<p>Fonte: <a href=\"https:\/\/kiteinnepal.com\/2014\/12\/15\/le-antiche-varieta-di-mele-piemontesi\/\">Kiteinnepal.com&nbsp;<\/a><\/p>\n<p>di Paolo Barosso<\/p>\n<p>In Piemonte il 90% della produzione di<strong> mele<\/strong> \u00e8 concentrata nella fascia pedemontana tra Torino e Cuneo. Tra le aree pi\u00f9 vocate, i territori di <strong>Verzuolo<\/strong> nel Saluzzese e <strong>Cavour<\/strong>, il cui caratteristico borgo, sovrastato dalla <strong>Rocca<\/strong>, imponente masso granitico affiorante dalla piana, trasuda memorie storiche (qui si stipul\u00f2 nel 1561 la <strong>Pace di Cavour<\/strong> tra delegati valdesi e duca di Savoia, mentre nella cripta dell\u2019abbazia di Santa Maria si conserva il pi\u00f9 antico altare del Piemonte, formato da tre basi sovrapposte di colonne romane).<\/p>\n<figure style=\"width: 3264px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/s-media-cache-ak0.pinimg.com\/originals\/ed\/b3\/75\/edb375b50319a20d3f360978c292f88e.jpg\" alt=\"\" width=\"3264\" height=\"2448\"><figcaption class=\"wp-caption-text\">Abside e campanile dell&#8217;abbazia di Santa Maria di Cavour<\/figcaption><\/figure>\n<p>Gi\u00e0 i cartari dell\u2019abbazia di Staffarda citano il possedimento di <strong>Pomarolo<\/strong>, presso Verzuolo, dove i Cistercensi coltivavano piante da frutto, soprattutto <strong>mele<\/strong>. Per l\u2019uomo medievale il <strong>melo <\/strong>\u00e8 pianta nefasta, l\u2019albero del frutto proibito, perch\u00e9 \u00e8 nel nome che risiede l\u2019essenza delle cose e il termine latino <em>malus<\/em>, che significa melo, ma anche malvagio, \u00e8 segno della sua natura diabolica. Questo, tuttavia, non imped\u00ec a monaci e contadini di apprezzarne i frutti.<\/p>\n<p>Le variet\u00e0 oggi pi\u00f9 coltivate sono la rossa <strong><em>Red Delicious<\/em><\/strong> e la gialla <strong><em>Golden Delicious<\/em><\/strong>, importate negli anni Venti del Novecento dall\u2019America, oggi note con nomi legati al territorio, <strong>Rossa di Cuneo<\/strong> e <strong>Gialla del Piemonte<\/strong>, la neozelandese <strong>Gala<\/strong> e la giapponese <strong>Fuji<\/strong>, introdotte negli anni Novanta. L\u2019omogeneizzazione dei mercati che dagli anni 80 del Novecento ridusse le variet\u00e0 di mele in commercio non cancell\u00f2 le antiche <strong>cultivar piemontesi<\/strong>, oggi in numero di circa 500 e in fase di riscoperta.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone\" src=\"https:\/\/s-media-cache-ak0.pinimg.com\/originals\/24\/04\/38\/240438b0f9d960e2a0e649b7bd0f7acc.jpg\" alt=\"\" width=\"3264\" height=\"2448\"><\/p>\n<p>Fu nell\u2019Alto Medioevo che, grazie ai monaci, la cura per le piante da frutto si diffuse in Piemonte, con alberi sparsi nei campi, ma che si infittivano attorno alle abitazioni. Dal XIII secolo comparve nelle pianure l\u2019<strong>alteno<\/strong>, sistema di allevamento della vite che prevedeva la crescita dei tralci delle piante, disposte in filari (con spazio interno riservato ai cereali), ad una certa altezza dal terreno. I tralci erano in origine appoggiati a tutori vivi, olmi, frassini, ma anche piante da frutto come i <strong>meli. <\/strong><\/p>\n<p>Il Settecento fu il secolo delle innovazioni tecniche. Nel 1729 si fond\u00f2 a Torino l\u2019<strong>Orto Botanico dell\u2019Universit\u00e0, <\/strong>mentre l\u2019<strong>Accademia di Agricoltura<\/strong> avvi\u00f2 dal 1790 le pubblicazioni annuali del Calendario Georgico. Nel 1822 si inaugur\u00f2 in San Salvario il vivaio dei <strong>fratelli Burdin<\/strong> di Chamb\u00e9ry, che introdusse in Piemonte pregiate variet\u00e0 di frutta, mentre dalla met\u00e0 dell\u2019Ottocento, per istruire i contadini, si crearono Comizi Agrari e Cattedre ambulanti.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone\" src=\"https:\/\/s-media-cache-ak0.pinimg.com\/originals\/01\/f9\/97\/01f997ab29ebcba6f42c388d5f99a39f.jpg\" alt=\"\" width=\"4608\" height=\"3456\"><\/p>\n<p>Fu per\u00f2 la <strong>fillossera<\/strong>, flagello della vite, ad ampliare gli spazi della frutticoltura in Piemonte, favorendo la specializzazione. Il primo esperimento in tal senso risale al 1885\/6 nel Roero dove si sostituirono con frutteti le vigne falcidiate dalla malattia.<\/p>\n<p>L\u2019attenzione odierna per la biodiversit\u00e0 ha riportato alla ribalta le <strong>antiche variet\u00e0 di mele piemontesi<\/strong>, come le <strong>mele rugginose,<\/strong> con il tipico strato suberificato che riveste la buccia, ruvida al tatto, carattere che si rispecchia nei nomi delle singole variet\u00e0, accompagnati da <strong><em>Gris<\/em><\/strong> o <strong><em>Rusnent.<\/em><\/strong> E\u2019 il caso della <strong>Grigia di Torriana, <\/strong>ideale per la cottura in forno, coltivata un tempo nell\u2019area di Barge, poi diffusa a Bagnolo e Cavour.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone\" src=\"https:\/\/s-media-cache-ak0.pinimg.com\/originals\/b9\/dc\/30\/b9dc305c2112630a08ac0f093ee1a254.jpg\" alt=\"\" width=\"4608\" height=\"3456\"><\/p>\n<p>Altro raggruppamento \u00e8 quello delle<strong> Calville<\/strong>, originarie di <em>Calleville<\/em> in Alta Normandia, tra cui la <em>Calville Rouge d\u2019\u00e9t\u00e9<\/em> e la <em>Calville Rouge Sanguinola<\/em>, provenienti dai vivai Burdin e presenti nella collezione del <strong>www.museodellafrutta.it<\/strong> di Torino, che espone oltre mille esemplari riprodotti con tecnica originale da Garnier Valletti, maestro della <em>pomologia artificiale<\/em>.<\/p>\n<p>Alla famiglia delle <strong>Renette<\/strong>, dal francese <em>reinette<\/em>, reginetta, appartiene la <strong>Renetta grigia francese<\/strong>, adatta sia al consumo fresco che al trasformato (cotta, sidro) e che in Piemonte cresceva \u201c<em>bella, grossa, squisita, come a Parigi<\/em>\u201d (Gallesio), e le variet\u00e0 chiamate <em>Rav\u00e8<\/em> dalla forma appiattita del frutto, simile ad una <em>rava <\/em>(rapa), e <em>Carpendu<\/em>, dal francese <em>Court Pendu<\/em>, per via del peduncolo corto.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone\" src=\"https:\/\/s-media-cache-ak0.pinimg.com\/originals\/73\/ec\/c3\/73ecc373c10b6f81719de786a9c99021.jpg\" alt=\"\" width=\"4608\" height=\"3456\"><\/p>\n<p>Vari i criteri di scelta dei nomi varietali: il proprietario della pianta numero uno (<strong><em>Dominici, Ross Tomasin<\/em><\/strong>), la localit\u00e0 d\u2019origine (<strong><em>Bella di Barge<\/em><\/strong>), le qualit\u00e0 del frutto (<strong><em>Ciocarin-a<\/em><\/strong>, a forma di campana, <strong><em>Verdun<\/em><\/strong>, dalla buccia verde, <strong><em>Bianc Brusc<\/em><\/strong>, dal sapore acidulo) o una sua particolare attitudine. A quest\u2019ultimo caso si riconducono le variet\u00e0 <strong><em>Gris d\u2019la Comp\u00f2sta, Pom d\u2019la Comp\u00f2sta, Rusnent comp\u00f2sta<\/em><\/strong>, che a fine inverno venivano immerse in recipienti colmi d\u2019acqua, ricoperti con sacchi di tela o paglia, e fatte fermentare sino a tarda primavera, quando i <strong><em>Pom en Comp\u00f2sta<\/em><\/strong> erano pronti per il consumo, frizzanti, dissetanti.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone\" src=\"https:\/\/s-media-cache-ak0.pinimg.com\/originals\/73\/ec\/c3\/73ecc373c10b6f81719de786a9c99021.jpg\" alt=\"\" width=\"4608\" height=\"3456\"><\/p>\n<p>Tra le specialit\u00e0 a base di mele, ricordiamo le <strong>frittelle dolci di mele<\/strong> e l\u2019antica usanza del <strong><em>Vin \u00ebd Pom<\/em><\/strong>, bevanda alcolica sostitutiva del vino ottenuta dalla fermentazione delle mele di scarto, gi\u00e0 frantumate e spremute in torchio, insieme con le vinacce. L\u2019azienda <strong><em>Ciabot <\/em><\/strong>di Baldichieri ricava il suo <strong><em>Vin \u00ebd Pom<\/em><\/strong> dalla rifermentazione su vinacce di Barbera del sidro, risultato dalla macerazione e fermentazione di mele antiche piemontesi come <strong><em>Marcun, Runs\u00e8, Carpendu, Buras<\/em><\/strong>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In attesa della 43^ edizione di&nbsp;Tuttomele, il tradizionale appuntamento che animer\u00e0 il borgo di&nbsp;Cavour&nbsp;dal 5 al 13 novembre, vi proponiamo un breve articolo&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":6266,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[26,2321,2,27],"tags":[611,610,605,613,604,609,612,607,608,29,606],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2984"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2984"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2984\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6271,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/2984\/revisions\/6271"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/6266"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2984"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=2984"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=2984"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}