{"id":3003,"date":"2023-11-08T04:22:00","date_gmt":"2023-11-08T04:22:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=3003"},"modified":"2023-11-08T10:14:27","modified_gmt":"2023-11-08T10:14:27","slug":"gli-enigmi-di-vezzolano-capolavoro-medioevale-tra-le-colline-del-monferrato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=3003","title":{"rendered":"Conoscere la Canonica di Vezzolano, capolavoro medievale tra storia e misteri"},"content":{"rendered":"<p>di <em>Paolo Barosso\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Riparata dai morbidi declivi del Monferrato, tra Torinese e Astigiano, sorge la <strong>Canonica di Santa Maria di Vezzolano<\/strong>, dai tratti romanico-gotici, gi\u00e0 citata in un documento del 1095. Qui, al fondo di un\u2019appartata valletta alle pendici dell\u2019alta collina su cui sorge Albugnano, storia e leggenda si fondono in un intrico affascinante e chiamano in causa uno dei padri fondatori dell\u2019Europa cristiana, il <em>Rex Francorum<\/em>, poi imperatore,\u00a0<strong>Carlo Magno, <\/strong>indicato dalla tradizione come fondatore del luogo di culto.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full\" src=\"https:\/\/s-media-cache-ak0.pinimg.com\/originals\/67\/c4\/0b\/67c40b3f9129ca656283350d98f4c9ce.jpg\" width=\"5095\" height=\"2865\" \/><\/p>\n<p>L\u2019ipotesi, senz\u2019altro suggestiva, \u00e8 stata per\u00f2 confutata dagli studiosi, che hanno contestato le prove indiziarie su cui pretendeva di reggersi.<\/p>\n<p>Il primo indizio raccolto dai sostenitori della fondazione carolingia si trova nel <strong>polittico in terracotta policroma<\/strong> appoggiato all\u2019altare maggiore, opera del tardo Quattrocento che rappresenta la Vergine con il Bambino affiancata da Sant\u2019Agostino a destra e a sinistra da un monaco, forse San Macario, nell\u2019atto di presentare una figura inginocchiata con abiti e insegne regali.<\/p>\n<p>Il personaggio esibisce gli emblemi della monarchia francese, in particolare il <strong>giglio araldico<\/strong>: ai piedi della figura, che indossa il manto regalo azzurro seminato di gigli, \u00e8 visibile infatti uno scudo con l\u2019arme composta da tre gigli dorati in campo rosso. Gi\u00e0 questo dettaglio d\u00e0 adito a discussioni perch\u00e9 lo sfondo dell\u2019arme dovrebbe essere azzurro e non rosso.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full\" src=\"https:\/\/s-media-cache-ak0.pinimg.com\/originals\/fd\/4b\/88\/fd4b88aeb589d6f02f74835616297d81.jpg\" width=\"5021\" height=\"2825\" \/><\/p>\n<p>Secondo diversi studiosi, lo scambio cromatico sarebbe il frutto di un errore, ma altri, come il Marchisio, ritengono che lo scudo richiami l\u2019<strong>antico stemma di Vezzolano<\/strong>, di cui si troverebbe traccia anche nello scettro gigliato impugnato dalla Madonna nel bassorilievo del tramezzo e nell\u2019arme dell\u2019abate commendatario Ottaviano Galliano dipinta nella sala capitolare nel 1636.<\/p>\n<p>La figura in ginocchio, che i fautori della teoria carolingia credettero di identificare nel re dei Franchi, non \u00e8 per\u00f2 Carlo Magno, bens\u00ec <strong>Carlo VIII<\/strong>, sovrano francese che soggiorn\u00f2 in Piemonte, ad Asti, Chieri, e Torino, tra il 1494 e il 1495 e che, con ogni probabilit\u00e0, don\u00f2 l\u2019opera ai canonici di Vezzolano.<\/p>\n<p>Determinanti sono state\u00a0due osservazioni<strong>:<\/strong>\u00a0il <strong>collare di San Michele<\/strong>, indossato dalla figura rappresentata nel trittico, si riferisce ad un ordine dinastico fondato nel 1469 al tempo di re Luigi XI, quindi parecchi secoli dopo la morte di Carlo Magno, mentre il giglio si afferm\u00f2 nell\u2019emblematica di corte francese solo nel XIII secolo. Dunque, Carlo Magno, vissuto tra VIII e IX secolo, non avrebbe potuto esibire n\u00e9 l\u2019uno n\u00e9 l\u2019altro.<\/p>\n<figure id=\"attachment_7093\" aria-describedby=\"caption-attachment-7093\" style=\"width: 2560px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-7093 size-full\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/20231022_165124-scaled.jpg\" alt=\"\" width=\"2560\" height=\"2560\" srcset=\"https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/20231022_165124-scaled.jpg 2560w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/20231022_165124-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/20231022_165124-400x400.jpg 400w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/20231022_165124-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/20231022_165124-768x768.jpg 768w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/20231022_165124-1536x1536.jpg 1536w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/20231022_165124-2048x2048.jpg 2048w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/20231022_165124-600x600.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 2560px) 100vw, 2560px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-7093\" class=\"wp-caption-text\">Veduta del lato ovest del chiostro, la parte pi\u00f9 antica.<\/figcaption><\/figure>\n<p>Il secondo indizio su ci basano i fautori dell&#8217;origine carolingia dell&#8217;<em>ecclesia<\/em> di Vezzolano, si trova nel celebre <strong>chiostro<\/strong>, composto da parti costruite (o modificate) in epoche diverse, dal XII al XV secolo (il lato pi\u00f9 antico \u00e8 quello occidentale, con tozze colonne bicrome alternate a pilastrini in arenaria), e ornato da un <strong>pregevole ciclo di affreschi<\/strong>, realizzati in un arco temporale compreso tra il 1240\/1250 e la met\u00e0 del secolo successivo.<\/p>\n<p>Sulle pareti affrescate, nel lato nord del chiostro, \u00e8 ripetuta una scena che raffigura un cavaliere, scortato da due accompagnatori, nell\u2019atto di coprirsi il volto con le mani, atterrito dalla visione di tre scheletri emersi dalla tomba. <strong>Carlo Magno<\/strong> soffriva di epilessia e, nella positura del cavaliere in primo piano, in procinto di cadere da cavallo, potrebbero riconoscersi i sintomi di un attacco del morbo.<\/p>\n<figure style=\"width: 3264px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/s-media-cache-ak0.pinimg.com\/originals\/b6\/5a\/3d\/b65a3d4497d5676b799f1d328cada6c4.jpg\" alt=\"\" width=\"3264\" height=\"1836\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Affresco del &#8220;Contrasto dei tre vivi e dei tre morti&#8221; nel chiostro di Vezzolano<\/figcaption><\/figure>\n<p>Secondo il racconto tramandato dalla tradizione, il re dei Franchi, dopo essere stato colto da malore (un attacco di epilessia?) durante una <strong>battuta di caccia<\/strong> nei boschi circostanti, avrebbe fatto erigere quale ex voto una cappella in onore della Madonna, corrispondente alla prima fondazione della canonica di Vezzolano.<\/p>\n<p>In realt\u00e0, l\u2019affresco ripropone uno schema pittorico diffuso nel Medioevo, il <strong><em>Contrasto dei tre vivi e dei tre morti<\/em><\/strong>, dalle finalit\u00e0 pedagogiche e di ammaestramento morale: gli scheletri sono un ammonimento per i tre cavalieri, che vengono esortati a comportarsi in modo retto e conforme ai principi cristiani, per assicurarsi la salvezza eterna e evitare la dannazione.<\/p>\n<figure id=\"attachment_7098\" aria-describedby=\"caption-attachment-7098\" style=\"width: 2560px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-7098 size-full\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/20231022_165915-scaled.jpg\" alt=\"\" width=\"2560\" height=\"2560\" srcset=\"https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/20231022_165915-scaled.jpg 2560w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/20231022_165915-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/20231022_165915-400x400.jpg 400w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/20231022_165915-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/20231022_165915-768x768.jpg 768w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/20231022_165915-1536x1536.jpg 1536w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/20231022_165915-2048x2048.jpg 2048w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/20231022_165915-600x600.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 2560px) 100vw, 2560px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-7098\" class=\"wp-caption-text\">Dettaglio dell&#8217;affresco raffigurante il &#8220;Contrasto dei tre vivi e dei tre morti&#8221;.<\/figcaption><\/figure>\n<p>Il <strong>tramezzo<\/strong>, che taglia la navata centrale della chiesa di Vezzolano all&#8217;altezza della prima campata (realizzato in arenaria grigia, presenta eleganti capitelli fogliati, detti a &#8220;crochet&#8221;), racchiude altri <strong>enigmi<\/strong>, legati sia alla funzione dell\u2019elemento architettonico, sia alla lettura dell\u2019apparato scultoreo.<\/p>\n<p>Nelle chiese altomedievali strutture simili delimitavano uno spazio, detto <em>endonartece<\/em>, riservato ai catecumeni, non battezzati, e ai penitenti pubblici, mentre nel gotico francese compare lo\u00a0<em>jub\u00e9<\/em>, elemento derivato dall\u2019iconostasi bizantina, che separava la zona dell\u2019altare o il coro dal resto della chiesa.<\/p>\n<p>La risposta al mistero potrebbe ricavarsi dalla vocazione originaria dell\u2019edificio, una <strong>canonica di castello<\/strong>, fondata per iniziativa di un consorzio di famiglie nobili, tra cui i Radicati e i signori di San Sebastiano. E\u2019 ipotizzabile che nel vestibolo trovassero posto i villici, residenti nel\u00a0<em>poderium<\/em>, separati cos\u00ec dai canonici e dai membri della nobilt\u00e0 locale.<\/p>\n<figure id=\"attachment_7100\" aria-describedby=\"caption-attachment-7100\" style=\"width: 2560px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-7100 size-full\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/20231022_172330-scaled.jpg\" alt=\"\" width=\"2560\" height=\"2560\" srcset=\"https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/20231022_172330-scaled.jpg 2560w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/20231022_172330-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/20231022_172330-400x400.jpg 400w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/20231022_172330-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/20231022_172330-768x768.jpg 768w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/20231022_172330-1536x1536.jpg 1536w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/20231022_172330-2048x2048.jpg 2048w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/20231022_172330-600x600.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 2560px) 100vw, 2560px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-7100\" class=\"wp-caption-text\">Il pontile o jub\u00e9 che taglia la navata centrale.<\/figcaption><\/figure>\n<p>Le figure (che recano ancora tracce evidenti di colore) scolpite nella fascia superiore sono suddivise in due registri: in alto \u00e8 protagonista la Madonna, di cui si raffigura al centro l\u2019Incoronazione, a sinistra la <em>Dormitio <\/em>(deposizione nel sepolcro) e a destra l\u2019Ascesa al cielo, mentre il registro inferiore ospita la serie dei <strong>trentacinque antenati <\/strong>della Vergine, recanti in mano un cartiglio con il nome, i patriarchi pastori con il berretto frigio e i patriarchi re con la corona. Gli antenati della Madonna, per\u00f2, sono quaranta. E i cinque mancanti? Sono stati dipinti a lato del bassorilievo.<\/p>\n<p>Da qui sorgono i quesiti: l\u2019opera \u00e8 stata realizzata altrove, in seguito trasportata a Vezzolano e, quindi, \u201ctagliata\u201d per adattarla al pi\u00f9 angusto spazio? Oppure, quando si costru\u00ec l\u2019ala nord del chiostro eliminando la navata destra, si accorci\u00f2 il pontile, sacrificando cinque sculture, poi sostituite dalle immagini dipinte?<\/p>\n<figure id=\"attachment_7105\" aria-describedby=\"caption-attachment-7105\" style=\"width: 2560px\" class=\"wp-caption alignright\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-7105 size-full\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/20231022_171457-scaled.jpg\" alt=\"\" width=\"2560\" height=\"2560\" srcset=\"https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/20231022_171457-scaled.jpg 2560w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/20231022_171457-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/20231022_171457-400x400.jpg 400w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/20231022_171457-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/20231022_171457-768x768.jpg 768w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/20231022_171457-1536x1536.jpg 1536w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/20231022_171457-2048x2048.jpg 2048w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/20231022_171457-600x600.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 2560px) 100vw, 2560px\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-7105\" class=\"wp-caption-text\">Dettaglio delle sculture del pontile con l&#8217;Incoronazione della Vergine nel registro superiore e la serie degli antenati nel registro inferiore.<\/figcaption><\/figure>\n<p>C\u2019\u00e8 chi propone <strong>una terza spiegazione <\/strong>che per\u00f2, al pari delle altre, non \u00e8 dimostrabile: da sinistra verso destra gli spazi fra una figura e l\u2019altra si restringono progressivamente. Forse l\u2019autore fece male i calcoli e, alla fine, fu costretto a lasciar fuori cinque patriarchi, dipingendoli sul muro.<\/p>\n<p>Anche <strong>l\u2019assenza della navata di destra<\/strong>, la cui esistenza \u00e8 solo suggerita dalla tripartizione della facciata, \u00e8 fonte di discussione: alcuni ritengono che la chiesa sia stata progettata cos\u00ec sin dall\u2019inizio, altri ipotizzano invece che la nave di destra sia stata eliminata nel XIII secolo nel corso dei lavori che diedero l\u2019aspetto attuale al complesso, d\u2019impianto lombardo, ma con marcati influssi borgognoni, e che comportarono un ingrandimento del chiostro per far spazio alle tombe del sepolcreto gentilizio.<\/p>\n<figure style=\"width: 5312px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/s-media-cache-ak0.pinimg.com\/originals\/b7\/e0\/ef\/b7e0efae3bd4f6b6f00b5592569791f0.jpg\" width=\"5312\" height=\"2988\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Vezzolano &#8211; l&#8217;Annunciazione scolpita nella lunetta del portale d&#8217;ingresso<\/figcaption><\/figure>\n<p>L\u2019architettura e la disposizione della canonica di <strong>Vezzolano<\/strong>, infine, dimostra come le chiese medievali venissero progettate sulla base di complessi calcoli matematici e misurazioni astronomiche.<\/p>\n<p>Non solo la chiesa \u00e8 \u201corientata\u201d, con l\u2019<strong>abside rivolta ad est<\/strong>, verso la Terra Santa, origine del Cristianesimo, ma \u00e8 studiata con attenzione la\u00a0<strong>presenza della luce<\/strong>, che la teologia medievale considera emanazione di Dio.\u00a0Due volte l\u2019anno, i raggi solari, penetrando attraverso la bifora della facciata, illuminano le statue appoggiate al finestrone dell\u2019abside, raffiguranti l\u2019<strong>Annunciazione<\/strong>. L\u2019effetto non \u00e8 casuale, ma voluto dai costruttori, che progettarono la chiesa in modo tale da generarlo.<\/p>\n<p><strong>Bibliografia<\/strong>:<\/p>\n<p id=\"book-title\">Ermanno Marchisio, <em>Vezzolano e Albugnano. Appunti di storia e leggenda,\u00a0<\/em><span id=\"book-publisher\">Pro-Loco di Albugnano, 1988<\/span><\/p>\n<p>Dario Rei, <em>Monferrato di confine. Un&#8217;area nel cuore del Piemonte<\/em>, Tipografia Parena editrice, Mombello di Torino, 2016<\/p>\n<div id=\"bookInfo\">\n<p id=\"book-title\"><span class=\"large\">AA.VV. (a cura di Giovanni Romano), <em>Piemonte romanico<\/em>,\u00a0<\/span><span id=\"book-publisher\">Fondazione CRT (Cassa di Risparmio di Torino), Industrie Grafiche Musumeci, Torino, 1994<\/span><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Canonica di Santa Maria di Vezzolano, gi\u00e0 citata in un documento del 1095, sorge in una appartata valletta del Monferrato astigiano, ai piedi del colle di Albugnano.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":7111,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[8,26,730,2321,495,27],"tags":[204,203,629,630,627,626,635,634,633,628,105,30,632,73,631,625],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3003"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3003"}],"version-history":[{"count":26,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3003\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7108,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3003\/revisions\/7108"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/7111"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3003"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3003"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3003"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}