{"id":3026,"date":"2023-07-25T18:39:00","date_gmt":"2023-07-25T18:39:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=3026"},"modified":"2023-07-26T15:55:38","modified_gmt":"2023-07-26T15:55:38","slug":"le-incisioni-rupestri-del-roccere-un-sito-delleta-del-bronzo-nel-cuore-delle-alpi-cozie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=3026","title":{"rendered":"Il Roccer\u00e8, incisioni rupestri dell&#8217;Et\u00e0 del Bronzo nel cuore delle Alpi Cozie"},"content":{"rendered":"<p>Testo di Paolo Barosso e foto di Roberto Beltramo<\/p>\n<p>Il <strong><em>Roccer\u00e8<\/em><\/strong> \u00e8 uno dei pi\u00f9 importanti <strong>siti di arte rupestre dell\u2019Et\u00e0 del Bronzo<\/strong> a livello europeo e si trova nel territorio di <strong>Roccabruna<\/strong> sulla cresta spartiacque tra la <strong>valle Maira<\/strong> e la<strong> valle Varaita.<\/strong><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full\" src=\"https:\/\/s-media-cache-ak0.pinimg.com\/originals\/a3\/d7\/d5\/a3d7d50bbe7c99afb047baa90366441a.jpg\" width=\"3556\" height=\"2362\"><\/p>\n<p>L&#8217;area archeologica, scoperta nel 1991 da Riccardo Baldi, storico di Verzuolo, primeggia per l<strong>\u2019eccezionale numero delle incisioni<\/strong>, concentrate in un\u2019area limitata (sono state recensite oltre ventimila coppelle su una superficie di circa ventimila metri quadri). L\u2019importanza dell\u2019area, di cui si diede notizia per la prima volta nel luglio 1993 sulla pubblicazione scientifica <em>Survey<\/em>&nbsp;del Centro Studi e Museo d\u2019Arte Preistorica di Pinerolo, \u00e8 accresciuta dai caratteri peculiari di alcune delle figure ricavate dalla disposizione delle coppelle, tra cui spicca l\u2019<strong>Antropomorfo,<\/strong> che mostra sembianze umane.<\/p>\n<p>Le incisioni del versante meridionale del Roccer\u00e8,&nbsp;risalenti alla <strong>prima Et\u00e0 del Bronzo<\/strong>, quindi a oltre 4000 anni fa, fanno parte del ricco patrimonio d\u2019arte rupestre di cui il Piemonte alpino \u00e8 dotato: un luogo spirituale e misterioso che affascina per la morfologia dei luoghi e lo scenario naturale in cui \u00e8 inserito.<\/p>\n<p>Per visitare il sito occorre salire sino alla vetta del monte, a oltre 1800 metri d\u2019altitudine, percorrendo a piedi l\u2019itinerario guidato alla scoperta delle <strong>migliaia di figure coppelliformi<\/strong> realizzate sulla superficie delle rocce, quasi tutte in Gneiss occhiadino.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full\" src=\"https:\/\/s-media-cache-ak0.pinimg.com\/originals\/a1\/8a\/7c\/a18a7c41120abf64ef68a18e454fb75b.jpg\" width=\"3543\" height=\"2362\"><\/p>\n<p>Le coppelle, disposte secondo schemi particolari, a disegnare figure a spirale, ad arco, allineamenti e sagome cruciformi, legate a riti celebrativi (forse al culto del sole), propiziatori e apotropaici, furono realizzate ricorrendo a <strong>placche di quarzite<\/strong> che venivano impresse con forza e con movimento rotatorio sulla superficie dei massi: un lavoro svolto sotto la supervisione dello <strong>sciamano<\/strong>, che nelle comunit\u00e0 preistoriche piemontesi dell\u2019Et\u00e0 del Bronzo come quella di Roccer\u00e8, definibili sotto il profilo etnico e culturale come Celto-liguri, designava il \u201ccapo religioso\u201d, legittimato a esercitare la funzione di tramite tra il mondo terreno e il soprannaturale e a intrepretare i segni del volere divino.<\/p>\n<p>In prossimit\u00e0 del burrone, a strapiombo sulla valle, \u00e8 posizionata la cosiddetta <strong>pietra sacrificale<\/strong>, masso-altare collocato in cima a un torrione litico in gneiss su cui sono incise sette coppelle disposte secondo una configurazione ad arco: qui lo sciamano, il referente religioso che univa i tratti del veggente, taumaturgo e interprete della volont\u00e0 divina, compiva i suoi riti sacrificali, diretti ad assicurare a s\u00e9 e alla comunit\u00e0 i favori della <strong>divinit\u00e0 abitatrice del luogo<\/strong>, al fine di ottenere una buona caccia, porsi al riparo da avversit\u00e0 naturali o propiziare un buon raccolto.<\/p>\n<p>A questo riguardo, poco distante dalla pietra sacrificale, si trova la rappresentazione pi\u00f9 significativa del sito, unica in Europa, l\u2019<strong>Antropomorfo<\/strong>, figura composta da trenta coppelle che mostra un sacerdote-sciamano in movimento, con le gambe divaricate, il braccio sinistro sollevato ad arco e la mano destra che impugna un\u2019asta o uno strumento rituale.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full\" src=\"https:\/\/s-media-cache-ak0.pinimg.com\/originals\/74\/fc\/74\/74fc746745ac40a8c26e55451559d9ee.jpg\" width=\"3556\" height=\"2362\"><\/p>\n<p>Di queste <strong>incisioni coppelliformi,<\/strong> che in Piemonte spaziano&nbsp;come datazione dal Mesolitico al periodo celtico, troviamo parecchi altri esempi nella fascia alpina: forse collegate alla celebrazione di riti sacrificali, c\u2019\u00e8 chi ipotizza che queste piccole \u201cvaschette\u201d scavate nella roccia servissero da recipienti per la raccolta del sangue e che, a seconda della direzione assunta dal liquido attraverso i canalini che collegano una coppella all\u2019altra, il sacerdote traesse indicazioni per<strong> interpretare la volont\u00e0 divina<\/strong>.<\/p>\n<p>Mettendo invece in relazione le coppelle con le conoscenze astronomiche di cui era depositario lo sciamano, alcuni studiosi suppongono che la disposizione delle cavit\u00e0 e dei canalini riflettesse la <strong>configurazione delle costellazioni celesti<\/strong>. Addirittura il fisico Guido Cossard, presidente dell\u2019Associazione ricerche e studi di archeoastronomia valdostana, ha di recente scoperto che la costellazione del mitico eroe greco Perseo \u00e8 riprodotta in modo sorprendente da un gruppo di coppelle del Roccer\u00e8, tra cui \u00e8 riconoscibile anche la stella variabile Algol, detta cos\u00ec perch\u00e9 varia intensit\u00e0, fenomeno oggi noto, ma al tempo sconosciuto. Roccer\u00e8 sarebbe quindi il sito pi\u00f9 antico in cui l\u2019uomo ha osservato e rappresentato <strong>una stella variabile<\/strong>!<\/p>\n<p>La sacralit\u00e0 del luogo, derivante dalla sua collocazione sul versante rivolto a sud di un\u2019imponente altura, \u00e8 accentuata dalla presenza sotto i torrioni sommitali del Roccer\u00e8 di <strong>ampi antri cavernosi<\/strong>, come quelli visibili presso la <em>Roccio (o Roccias) Fenestr<\/em>e, ovvero Rocca della Finestra, da cui sgorgano fonti d\u2019acqua, ritenute dispensatrici di energie taumaturgiche.<\/p>\n<figure style=\"width: 3543px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/s-media-cache-ak0.pinimg.com\/originals\/70\/78\/5d\/70785d3010cd617d889b806c9b535456.jpg\" width=\"3543\" height=\"2362\"><figcaption class=\"wp-caption-text\">Rifugio-museo a Sant&#8217;Anna di Roccabruna<\/figcaption><\/figure>\n<p>E\u2019 probabile che tra grandi rocce, caverne e sorgenti, si snodasse un vero e proprio<strong> percorso sacro<\/strong>. Inoltre, la presenza di grandi massi disposti in pendenza e con superficie levigata (\u201cmassi a scivolo\u201d), quali se ne trovano a Roccer\u00e8, era spesso associata alla celebrazione di <strong>riti propiziatori della fecondit\u00e0<\/strong>, che permarranno sino al periodo celtico e anche oltre, pur riguardati come pratiche superstiziose e condannati dalla Chiesa.<\/p>\n<p>Come spesso \u00e8 accaduto, i luoghi sacri agli antichi, dopo l\u2019avvento del Cristianesimo, vennero riconfigurati per accogliere il<strong> culto cristiano<\/strong> (\u00e8 il caso, tra tanti, del santuario di San Besso in val Soana) oppure rivestiti dall\u2019immaginario popolare di un alone leggendario, che serviva a spiegarne l\u2019origine, essendosi persa la consapevolezza della funzione originaria. Fu cos\u00ec che gli antri di Roccio Fenestras di Roccer\u00e8, con le enormi cavit\u00e0 che fungevano da riparo e luoghi ancestrali di culto, furono indicati dalla tradizione locale come<strong> dimore dei&nbsp;<em>sarvan\u00f2t<\/em><\/strong><em>,<\/em>&nbsp;i folletti, dispettosi ma non cattivi, che uscivano la notte per tormentare con scherzi gli umani, riempiendo la cucina di fumo, impedendo al latte di cagliare o svegliando le persone con rumori spaventosi.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full\" src=\"https:\/\/s-media-cache-ak0.pinimg.com\/originals\/4b\/0b\/e3\/4b0be3a2f44bfb86acbd8ae88b04fc88.jpg\" width=\"3556\" height=\"2362\"><\/p>\n<p>Il&nbsp;<em>Centro visite del sito archeologico del monte Roccer\u00e8<\/em>&nbsp;\u00e8 un rifugio situato nel cuore della pineta di Sant\u2019Anna di Roccabruna a 1250 metri d\u2019altitudine: recentemente ristrutturato a cura del&nbsp;gruppo Amici del Roccer\u00e8,&nbsp;\u00e8 oggi adibito a centro di accoglienza per turisti e visitatori con una sala museo che ospita mostre fotografiche, reperti archeologici e documenti sulla storia di questo sito ritenuto da ricercatori e studiosi&nbsp;una \u201cgemma\u201d delle Alpi Cozie.<\/p>\n<p><em><strong>Rifugio-museo a Sant\u2019Anna di Roccabruna.&nbsp;<\/strong>Le escursioni al sito archeologico con partenze giornaliere dal rifugio sono programmate sia a piedi che con navetta Land Rover 8 posti. Per prenotazioni:&nbsp;<\/em><a href=\"mailto:associazione@roccer%C3%A8.it\">associazione@roccer\u00e8.it<\/a><em>&nbsp; \u2013 tel. 347.2358797. Per dettagli su escursioni, cartine sito, gallery fotografica, costi navetta e soggiorni, visita il sito:&nbsp;<\/em><a href=\"http:\/\/www.coppelleroccere.com\/\">www.coppelleroccere.com.<\/a><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full\" src=\"https:\/\/s-media-cache-ak0.pinimg.com\/originals\/da\/14\/bc\/da14bc4a9948831bccd8539c8d669a92.jpg\" width=\"3556\" height=\"2362\"><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Testo di Paolo Barosso e foto di Roberto Beltramo Il Roccer\u00e8 \u00e8 uno dei pi\u00f9 importanti siti di arte rupestre dell\u2019Et\u00e0 del Bronzo&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":6796,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3305,2321,495,14,3306,86],"tags":[660,659,663,30,662,661,658,657],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3026"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3026"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3026\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6797,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3026\/revisions\/6797"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/6796"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3026"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3026"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3026"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}