{"id":3127,"date":"2017-05-05T07:46:58","date_gmt":"2017-05-05T07:46:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=3127"},"modified":"2017-05-09T16:25:31","modified_gmt":"2017-05-09T16:25:31","slug":"doncieu-de-chaffardon-leroe-di-carassone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=3127","title":{"rendered":"D\u2019Oncieu de Chaffardon, l\u2019eroe di Carassone"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/oncieu-chaffardon.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\" wp-image-3129 alignright\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/oncieu-chaffardon-201x300.jpg\" alt=\"\" width=\"245\" height=\"366\" srcset=\"https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/oncieu-chaffardon-201x300.jpg 201w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/oncieu-chaffardon.jpg 685w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/oncieu-chaffardon-600x897.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 245px) 100vw, 245px\" \/><\/a>Di: <strong><em>Giorgio Enrico Cavallo<\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Una bella figura di militare del Vecchio Piemonte \u00e8 quella di J<strong>ean-Baptiste Silvestre d&#8217;Oncieu de Chaffardon<\/strong> (1749-1800), il cui nome \u00e8 legato alla c<strong>arica di cavalleria nella piana di Carassone<\/strong>, presso Mondov\u00ec, dove il 21 aprile 1796 i dragoni piemontesi dimostrarono ancora il buon nome dell\u2019esercito sabaudo.<\/p>\n<p>Per ricostruire i fatti salienti della sua vita, ricorrer\u00f2 ad alcuni documenti d\u2019archivio. D\u2019Oncieu fu <strong>gentiluomo di bocca della principessa di Savoia e militare, comandante dei dragoni del Re<\/strong>, fino a divenirne colonnello. Ecco l\u2019atto di nomina a Primo Scudiere, datato 16 giugno 1786: \u00ab<em>Nell\u2019esercizio dell\u2019Impiego di secondo scudiere, e Gentiluomo di bocca della Principessa di Piemonte mia direttissima Nuora<\/em> \u2013 si legge nelle Regie Patenti \u2013 <em>avendo il Marchese Gioanni Batista Silvestro d\u2019Oncieux di Chaffardon Capitano nel Reggimento nostro di Savoja Cavalleria dato costanti prove di saviezza, attenzione, ed interessamento pel nostro servizio, e delle altre virtuose sue qualit\u00e0, che hanno presso di noi confermato il ben vantaggioso concetto, che avevamo formato del di lui merito, ne viene invitata la Reale nostra beneficenza a dargli una graziosa dimostrazione del distinto nostro gradimento e propensione a di lui riguardo, con <strong>promuoverlo alla carica di Primo Scudiere<\/strong> della medesima Principessa, non dubitando che vi far\u00e0 un lodevole impegno di corrispondere a questo tratto della nostra designazione con maggiori riprove delle progevoli doti, che in lui concorrono a\u2019 fregiarne la nobilt\u00e0 de\u2019 natali. Per tale impiego venne corrisposto a Chaffardon uno stipendio annuo di lire 725<\/em> (1)\u00bb.<\/p>\n<figure style=\"width: 1024px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full\" src=\"https:\/\/s-media-cache-ak0.pinimg.com\/originals\/62\/d5\/cf\/62d5cfd5a8d6e91804fa4e0d3541b86d.jpg\" width=\"1024\" height=\"768\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Vista su Mondov\u00ec Piazza &#8211; Archivio fotografico ATL Cuneo<\/figcaption><\/figure>\n<p>Il 27 febbraio 1796 fu nominato colonnello. La patente di nomina recita:<\/p>\n<p>\u00ab<em>Colle testimonianze di capacit\u00e0, attivit\u00e0, ed attenzione, che il marchese Giambattista Silvestro d\u2019Oncieux di Chaffardon, si fa ognora un commendevole impegno nell\u2019esercizio della sua Carica di Colonnello in 2do de\u2019 Nostri Dragoni, avvalorando egli il buon concetto della sua persona, che si \u00e8 gi\u00e0 precedentemente presso di Noi conciliato colla distinzione di servigj prestatici anche nel Reggimento di Savoja Cavalleria, ce ne ridonda un cos\u00ec particolare gradimento, che invitati Noi a dargliene un doppio onorifico attestato, Ci siamo degnati di <strong>conferirgli la carica di Colonnello Comandante<\/strong> del suddetto Reggimento de\u2019 Nostri Dragoni, in vece del Conte Bonport altrimenti provvisto di nominarlo ad un tempo Brigadiere di Cavalleria nelle Nostre Armate, con dichiarazione, che per questa Carica dovr\u00e0 misurare la sua anzianit\u00e0 dai 15 del corrente febbrajo. Colle presenti pertanto di Nostra certa scienza, e R.ia autorit\u00e0, abbiamo eletto, creato, costituito e deputato, eleggiamo, creiamo, costituiamo, e deputiamo il prefato Marchese Giambattista Silvestro d\u2019Oncieux de\u2019 Chaffardon per Colonnello Comandante del Reggimento de\u2019 Nr Dragoni invece del Conte Bonport altrimenti provvisto, e per Brigadiere di Cavalleria delle Nostre Armate, con tutti gli onori, autorit\u00e0, prerogative, preminenze, privilegj, utili, dritti, ed ogni altra cosa a tali Cariche spettante, ed appartenente, e coll\u2019annua paga di lire tre milla settecento ottanta quattro di Piemonte, un Trabante, alloggiamento, utensili, piazze di fieno, e biada, ed altre cose portate dallo stabilimento Nostro de 27 Agosto 1774, e dai successivi ordini Nostri, con ci\u00f2, che gli cessi quanto prima godeva, e presti il dovuto giuramento<\/em>\u00bb (2).<\/p>\n<p>Come spiegavo, il suo nome \u00e8 principalmente legato alla celebre <strong>carica di cavalleria di Carassone<\/strong>, vicino alla cappella di San P\u00f2 (san Paolo), il <strong>21 aprile 1796<\/strong>. L\u2019esercito piemontese era in ritirata, sconfitto da Napoleone: i giorni dell\u2019armistizio di Cherasco si avvicinavano. Mentre al Bricchetto di Mondov\u00ec ancora fervevano gli scontri d\u2019armi, la cavalleria piemontese c<strong>aric\u00f2 e sconfisse i dragoni francesi comandati da Heinrich von Stengel<\/strong>, che venne mortalmente ferito nello scontro. Al comando dei cavalieri sabaudi c\u2019era Jean-Baptiste-Silvestre d\u2019Oncieu de Chaffardon. Gioachino Grassi di Santa Cristina, canonico della cattedrale di Mondov\u00ec, fece di quell\u2019epica carica una dettagliata relazione:<\/p>\n<figure id=\"attachment_3130\" aria-describedby=\"caption-attachment-3130\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/cappella-carassone.gif\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-3130 size-medium\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/cappella-carassone-300x224.gif\" width=\"300\" height=\"224\" srcset=\"https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/cappella-carassone-300x224.gif 300w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/cappella-carassone-768x572.gif 768w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/cappella-carassone-1024x763.gif 1024w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2017\/05\/cappella-carassone-600x447.gif 600w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-3130\" class=\"wp-caption-text\">La cappella di San Paolo, presso la quale si svolse la carica dei dragoni del Re<\/figcaption><\/figure>\n<p>\u00ab<em>Due squadroni dei Dragoni del Re rimasti presso le rive di <strong>Carassone<\/strong> erano essi comandati dal loro Colonnello marchese di Chafardon, brigadiere d\u2019armata, il quale vedendo il grave pericolo sovrastante all\u2019infanteria di essere attacata alle spalle animato dal suo gran corraggio e dal giusto zelo di quello togliere, risolse di portarsi alla testa di coraggiosi suoi Dragoni ch\u2019erano tutto al pi\u00f9 cento a cavallo come consta dal ruolo che ne fu fatto ad affrontare la cavalleria nemica. [\u2026] Partirono tosto questi ben intrepidi pel campo di battaglia e passarono per evitare alcuni rigagnoli che avrebbero ritardato il buon posto de\u2019 loro cavalli presso la Cassina detta la Violla dello spedale di Breo, indi dirigendo il loro cammino sempre verso mezza notte, poco tardarono a scoprire la Cavalleria nemica, ed a ravvisarla poscia coll\u2019abito verde e dalli alti caschi essere composta di Dragoni. Allora accelerarono il passo ai loro destrieri i Dragoni piemontesi, e si sent\u00ec tra essi il bisbillo delle voci <strong><u>Diamogli che son francesi<\/u> <\/strong>e intanto oltrepassarono la gran strada che conduce a Bene in poca distanza dalla negletta Capella di San Paolo. [\u2026] Rest\u00f2 lo stesso Colonnello al centro del corpo pi\u00f9 numeroso condotto dal Cavaliere di Saluzzo Maggiore e dal Marchese della Chambre capitano della seconda compagnia del terzo squadrone e regolato dal Conte della Villa ajutante Maggiore coll\u2019assistenza delli rispettivi altri bravi officiali dello stesso reggimento ed incorraggi i suoi soldati raccomandandogli non solo di tenersi bene uniti, ma anche di guardarsi sempre alla loro destra da qualche imboscata del nemico, poich\u00e9 eranvi da quella parte case e molti alberi, cessato appena il fuoco dei volontarii leggieri <strong>fece suonar la Carica contro i non distanti Dragoni Repubblicani.<\/strong><\/em><\/p>\n<figure style=\"width: 2592px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full\" src=\"https:\/\/s-media-cache-ak0.pinimg.com\/originals\/bc\/18\/9c\/bc189cfbec9d7ba3fe9fbb42752b155d.jpg\" width=\"2592\" height=\"1944\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Grande drappo con la croce di Savoia &#8211; foto di Paolo Barosso<\/figcaption><\/figure>\n<p><em>Stavano questi aspettando di pi\u00e8 fermo l\u2019aggressor nemico contro que\u2019 facevano fuoco specialmente li pochi suddetti esploratori francesi ed erano come dissi disposti in due separati corpi e non del tutto schierati, cos\u00ec che la linea de\u2019 nostri Dragoni sebbene esistenti come si \u00e8 veduto i<strong>n minor numero dei Repubblicani<\/strong>, era per\u00f2 pi\u00f9 di quella estesa. Appena arrivati i Dragoni del Re al tiro di pistola presso de\u2019 nemici, li fecero una scarica addosso di esse indi quasi cingendoli <strong>urtarono cos\u00ec violentemente coi loro alti e robusti cavalli<\/strong> ne\u2019 fianchi di quelli de\u2019 francesi piccoli e smonti e rivolti pel pronto ordine dato dal generale Stengel sulla loro destra, che molti ne furono assieme ai loro cavalli a terra rovesciati, il che cominci\u00f2 a disordinarli, ed essendo nello stesso tempo battuti fieramente dagli aggressori e <strong>colpito da tre ferite e al suolo caduto lo stesso loro generale Stengel<\/strong> dopo breve resistenza volsero le spalle ripigliando a bridda sciolta il cammino che fatto avevano prima lasciando ove passavano orme di sangue, uomini e cavalli feriti, e morti per i colpi reiterati delle taglienti sciable loro vibrati dai nostri vie pi\u00f9 dalla vittoria animati Dragoni, che spietatamente per quei vasti campi li inseguivano<\/em> (3)\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Vittorio Amedeo III<\/strong>, dopo la battaglia, confer\u00ec a Chaffardon la <strong>medaglia dell&#8217;Ordine di San Maurizio e Lazzaro<\/strong>. Gli stendardi dei dragoni furono decorati con due medaglie d&#8217;oro.\u00a0Oggi, il luogo di questo scontro d&#8217;arme tanto significativo \u00e8 ridotto ad una piana industriale, disseminata di casette e di capannoni. Solo una lapide, posta sulla cappella di San P\u00f2, ricorda la battaglia.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Note:<\/p>\n<p>(1) Archivio di Stato di Torino, Sezioni Riunite, Patenti e Biglietti, reg. 69, c. 46.<\/p>\n<p>(2) Archivio di Stato di Torino, Sezioni Riunite, Patenti e Biglietti, reg. 99, c. 31.<\/p>\n<p>(3) Archivio di Stato di Torino, Corte, Materie militari, materie militari per categorie, imprese militari, mazzo 8; <em>Relazione del fatto d\u2019arme seguito presso il Mondov\u00ec nel giorno 21 Aprile 1796 tra la Cavalleria francese e due squadroni del Reggimento dei Dragoni del Re e della vittoria da questi riportata, scritta dal canonico Grassi di Sta Cristina Cavaliere de\u2019 SS. Maurizio e Lazzaro<\/em>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Di: Giorgio Enrico Cavallo &nbsp; Una bella figura di militare del Vecchio Piemonte \u00e8 quella di Jean-Baptiste Silvestre d&#8217;Oncieu de Chaffardon (1749-1800), il&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":83,"featured_media":3129,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[69,264,5],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3127"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/83"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3127"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3127\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3138,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3127\/revisions\/3138"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/3129"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3127"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3127"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3127"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}