{"id":3139,"date":"2017-05-10T17:35:11","date_gmt":"2017-05-10T17:35:11","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=3139"},"modified":"2017-05-10T17:59:21","modified_gmt":"2017-05-10T17:59:21","slug":"una-casa-per-narbona-il-villaggio-abbandonato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=3139","title":{"rendered":"Una casa per Narbona, il villaggio abbandonato"},"content":{"rendered":"<p>di <em>Paolo Barosso<\/em><\/p>\n<p>Tutte le foto pubblicate sono di <em>Roberto Beltramo<\/em><\/p>\n<p>Tra le tante borgate e frazioni ormai disabitate, e alcune minaccianti rovina, della montagna cuneese, di cui al momento non esiste una mappatura n\u00e9 un censimento, una delle pi\u00f9 ricche di suggestione, sia per la disposizione arroccata delle abitazioni, sia per la collocazione naturale estrema in cui \u00e8 posta, \u00e8 senz\u2019altro <strong>Narbona<\/strong>, nel territorio comunale di Castelmagno, in <strong>Val Grana<\/strong>.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full\" src=\"https:\/\/s-media-cache-ak0.pinimg.com\/originals\/08\/1c\/40\/081c4045dd48a61aa3da51d56fdf7356.jpg\" width=\"960\" height=\"640\" \/><\/p>\n<p>La frammentariet\u00e0 delle prove documentali impedisce di risalire con precisione al periodo di fondazione di <strong>Narbona<\/strong>, il cui toponimo originario pare fosse Arbouno\/Arbona, nome che sembra designare un insediamento sito in mezzo agli alberi, ma c\u2019\u00e8 anche chi teorizza, basandosi su indizi a sostegno come la specificit\u00e0 della parlata o la peculiarit\u00e0 delle tradizioni, che si ricolleghi alla <strong>citt\u00e0 francese di Narbonne\/Narbona<\/strong>, antica capitale della provincia romana della Gallia Narbonense, accreditando l\u2019ipotesi di un\u2019origine catara del villaggio, il che spiegherebbe forse le condizioni di estremo isolamento in cui venne costruito. In base ad alcuni studi linguistici sono state riscontrate delle <strong>similarit\u00e0<\/strong> tra la parlata provenzale alpina di Narbona e le parlate in uso in due <strong>valli dei Pirenei<\/strong> comprese nel dipartimento francese dell&#8217;Ari\u00e8ge.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full\" src=\"https:\/\/s-media-cache-ak0.pinimg.com\/originals\/38\/ac\/b5\/38acb56e5c89337015eeb8066350fda6.jpg\" width=\"960\" height=\"640\" \/><\/p>\n<p>Il gruppo di case abbarbicate al ripido pendio, tra due canaloni e al riparo d\u2019una formazione rocciosa detta <strong><em>Rocha d\u2019la Garita<\/em><\/strong>, immerse in una vegetazione sempre pi\u00f9 fitta che quasi le inghiotte, venne abbandonato dalle ultime famiglie residenti nel 1960, a seguito di eccezionali nevicate e conseguenti valanghe. Da quel momento, parallelamente al <strong>crescente declino degli edifici<\/strong>, lasciati in balia del tempo e delle intemperie, Narbona ha acquisito fama e notoriet\u00e0 tra gli appassionati di cultura alpina, tramutandosi in un luogo proiettato in una <strong>dimensione quasi mitica<\/strong>, simbolo di una civilt\u00e0 di montagna drammaticamente colpita dallo spopolamento in particolare negli anni successivi alla Seconda Guerra Mondiale.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full\" src=\"https:\/\/s-media-cache-ak0.pinimg.com\/originals\/d0\/c8\/a2\/d0c8a26fd894e0a5408a9272753e83d0.jpg\" width=\"960\" height=\"640\" \/><\/p>\n<p>Diversi progetti sono stati elaborati nel tempo per assicurare una sopravvivenza a questa manciata di abitazioni cos\u00ec suggestive nel loro puro stile alpino e che <strong>ai primi del Novecento<\/strong> ospitavano ancora <strong>26 famiglie<\/strong> ed un centinaio di mucche, oltre a pecore e capre, ma le buone intenzioni si sono infrante non solo contro lo scoglio finanziario, per la difficolt\u00e0 nel reperire i fondi necessari ai lavori di recupero abitativo (tuttavia alcuni interventi sono stati eseguiti, come il rifacimento del tetto della chiesa), ma anche contro il <strong>perfetto isolamento<\/strong> di questa borgata, adagiata in fondo ad un vallone laterale in forte pendenza che si diparte dall\u2019abitato di Campomolino e s\u2019inerpica verso la cima del <strong>monte Tibert<\/strong>, raggiungibile per mezzo di due impervi sentieri difficilmente percorribili per molti mesi a causa delle valanghe. Sembra quasi che i costruttori di Narbona, le cui origini si perdono nella notte dei tempi, l\u2019avessero concepita come <strong>un estremo baluardo<\/strong> per isolarsi completamente e sfuggire ai pericoli e ai clamori del mondo.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full\" src=\"https:\/\/s-media-cache-ak0.pinimg.com\/originals\/e5\/4f\/15\/e54f15f0018a9c8070e186fb35072064.jpg\" width=\"960\" height=\"640\" \/><\/p>\n<p>Un <strong>gruppo di volontari<\/strong>, innamorati del posto e mossi dal desiderio di non lasciar cadere nell\u2019oblio non solo il villaggio nella sua esistenza materiale, ormai gravemente compromessa dall\u2019abbandono, ma anche il ricordo delle persone che vi abitarono, si \u00e8 per\u00f2 attivato negli anni scorsi, impegnando parecchi mesi del proprio tempo per ricostruire la storia e le vicende della borgata, vero e proprio caso di <strong>insediamento umano<\/strong> in <strong>condizioni limite<\/strong>.<\/p>\n<p>L\u2019idea era quella di raccogliere <strong>oggetti d\u2019uso quotidiano<\/strong> ed <strong>elementi d\u2019arredo<\/strong> ancora reperibili all\u2019interno degli edifici di Narbona per trasportarli a valle e predisporre uno<strong> spazio museale<\/strong> in cui si potesse osservare e rivivere l\u2019intimit\u00e0 domestica d\u2019una <strong>casa narbonese<\/strong>, consegnandone cos\u00ec la memoria ai posteri (malgrado l\u2019abbandono ormai irreversibile del villaggio).<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full\" src=\"https:\/\/s-media-cache-ak0.pinimg.com\/originals\/da\/5e\/5d\/da5e5dca9b534d18be041aeaaeb3decc.jpg\" width=\"960\" height=\"640\" \/><\/p>\n<p>Il progetto \u00e8 stato portato a compimento ed ha visto cos\u00ec la luce, all\u2019interno di un edificio nella parte alta di Campomolino, frazione di Castelmagno, restaurato a cura della <strong>Comunit\u00e0 Montana Valli Grana a Maira<\/strong>, il museo \u201c<a href=\"http:\/\/unacasapernarbona.tumblr.com\/\"><strong>Una casa per Narbona<\/strong><\/a>\u201d, composto da sei locali, in cui l\u2019ambientazione d\u2019una tipica <strong>casa di Narbona<\/strong> \u00e8 stata riprodotta in modo meticoloso utilizzando arredi, oggetti, utensili e manufatti trasportati a valle tramite l\u2019uso di un elicottero.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full\" src=\"https:\/\/s-media-cache-ak0.pinimg.com\/originals\/c2\/ef\/a1\/c2efa124b13152b14aa6a7455a64fb13.jpg\" width=\"960\" height=\"640\" \/><\/p>\n<p>Grazie a questa iniziativa il <strong>ricordo di Narbona<\/strong> e delle persone che per secoli avvicendarono le loro esistenze nella borgata, tra mille avversit\u00e0 e fatiche, sar\u00e0 in grado di sopravvivere all\u2019abbandono e all\u2019inesorabile fluire del tempo.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full\" src=\"https:\/\/s-media-cache-ak0.pinimg.com\/originals\/54\/ab\/d7\/54abd7d125e02c121e8a5d38da09bafb.jpg\" width=\"960\" height=\"658\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Paolo Barosso Tutte le foto pubblicate sono di Roberto Beltramo Tra le tante borgate e frazioni ormai disabitate, e alcune minaccianti rovina,&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":3143,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[142,26,495,14,679,27,48,86],"tags":[47,777,773,701,776,682,772,30,766,775,778,774,779],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3139"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3139"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3139\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3145,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3139\/revisions\/3145"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/3143"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3139"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3139"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3139"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}