{"id":3149,"date":"2021-11-16T00:59:01","date_gmt":"2021-11-16T00:59:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=3149"},"modified":"2021-11-16T18:27:21","modified_gmt":"2021-11-16T18:27:21","slug":"cicio-dpera-del-vilar-formazioni-geologiche-uniche-al-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=3149","title":{"rendered":"Valle Maira, i &#8220;Ciciu &#8216;d pera d\u00ebl Vilar&#8221; tra geologia, storia e leggenda"},"content":{"rendered":"<p>Testo di Paolo Barosso e foto di Roberto Beltramo<\/p>\n<p>I <em><strong>Ciciu \u2018d Pera d\u00ebl Vilar<\/strong><\/em>, letteralmente pupazzi di pietra, sono singolari formazioni geologiche site all\u2019imbocco della valle Maira, nel territorio di Villar San Costanzo, attualmente protetti da una Riserva naturale istituita nel 1989.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full\" src=\"https:\/\/s-media-cache-ak0.pinimg.com\/originals\/ad\/bc\/a8\/adbca80c0c845f44e60733ec4ee7cd8b.jpg\" width=\"3556\" height=\"2362\" \/><\/p>\n<p>Classificati come \u201cpiramidi di terra\u201d o \u201ccolonne d\u2019erosione\u201d, i <em>Cicio d\u00ebl Vilar<\/em> sono formati da una <strong>colonna di terra<\/strong> compatta frammista a ciottoli sormontata da un grande masso di gneiss occhiadino (roccia di origine magmatica tipica del massiccio Dora-Maira).<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full\" src=\"https:\/\/s-media-cache-ak0.pinimg.com\/originals\/b6\/8f\/c1\/b68fc11064184fb5280239b88c11353c.jpg\" width=\"3556\" height=\"2362\" \/><\/p>\n<p>Simili per forma a dei grandi funghi porcini, i\u00a0<em>Ciciu\u00a0<\/em>della valle Maira,\u00a0quantificati dal ricercatore Alberto Costamagna dell\u2019Universit\u00e0 di Torino nel numero di 479, presero forma 12.000 anni fa, al termine dell\u2019ultima glaciazione, per\u00a0<strong>l\u2019azione erosiva dell\u2019acqua<\/strong>\u00a0che, scorrendo a valle lungo le pareti del conoide alluvionale formatosi in precedenza, trascin\u00f2 lentamente con s\u00e9 terra e detriti, incontrando come unico ostacolo le zone di terreno compattato presenti in corrispondenza dei grandi massi discesi dalla montagna per l\u2019effetto di terremoti e crolli.<\/p>\n<p>L\u2019esito finale \u00e8 quello che oggi osserviamo: la formazione di\u00a0<strong>pilastri di terra<\/strong>\u00a0preservati dall\u2019azione erosiva dell\u2019acqua e sovrastati da un \u201ccappello\u201d di pietra.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full\" src=\"https:\/\/s-media-cache-ak0.pinimg.com\/originals\/6e\/5d\/87\/6e5d875a10c218cac353ea4a47d48af6.jpg\" width=\"4199\" height=\"2362\" \/><\/p>\n<p>I\u00a0<strong><em>Ciciu d\u00ebl Vilar<\/em><\/strong>, per l\u2019ambiente (conoide alluvionale) e il modo in cui si formarono, sono considerati dai geologi come un\u00a0<strong>fenomeno unico al mondo<\/strong>, paragonabile soltanto ai\u00a0<strong>Camini delle Fate in Cappadocia<\/strong>, che assomigliano ai primi per la forma, ma differiscono sia per il materiale (tufo vulcanico), sia per la dinamica che li ha generati (non l\u2019azione erosiva dell\u2019acqua, bens\u00ec la corrosione dovuta alla forza del vento).<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full\" src=\"https:\/\/s-media-cache-ak0.pinimg.com\/originals\/35\/a8\/6a\/35a86aadff32427e4ff950a5f1d3975e.jpg\" width=\"4199\" height=\"2362\" \/><\/p>\n<p>La singolarit\u00e0 di queste formazioni, inspiegabili agli occhi dell\u2019uomo preistorico e dell\u2019antichit\u00e0, che li fece oggetto di\u00a0<strong>culti idolatrici pre-cristiani <\/strong>(<em>saxorum veneratio<\/em>), allo stesso modo dei grandi massi erratici della bassa valle di Susa o della Valsesia, consent\u00ec alla tradizione medievale di collegarli alla figura del\u00a0<strong>martire cristiano Costanzo<\/strong>, molto venerato in queste zone, interpretando i <em>Ciciu<\/em> come testimonianza della sua presenza e del suo operare in loco.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full\" src=\"https:\/\/s-media-cache-ak0.pinimg.com\/originals\/42\/dd\/fe\/42ddfeeb602dc5185fc2af1f55353458.jpg\" width=\"3556\" height=\"2362\" \/><\/p>\n<p>Nel 1585 San Costanzo venne proclamato insieme con San Chiaffredo\u00a0<strong>patrono della diocesi saluzzese<\/strong>\u00a0e pi\u00f9 tardi ascritto dal medico e sacerdote gesuita Guglielmo Baldessano (1543-1611),\u00a0autore nel 1589 di una &#8220;Historia Ecclesiastica&#8221; del Piemonte, alla <strong>Legione Tebea<\/strong>, contingente militare romano composto da soldati d\u2019origine egizia che, stando alla testimonianza di Eucherio vescovo di Lione, vennero martirizzati per la fede cristiana tra il 286 e il 302 per ordine di Massimiano.<\/p>\n<p>Arruolato tra i Martiri Tebei, Costanzo entr\u00f2 nel santorale di <strong>Casa Savoia<\/strong>, legittimando cos\u00ec, anche sotto il profilo religioso, l\u2019integrazione del marchesato di Saluzzo nei domini sabaudi, formalizzata con il Trattato di Lione del 1601.<\/p>\n<p>Secondo la tradizione Costanzo, scampato con altri commilitoni al massacro, ripar\u00f2 in valle Maira, ma qui, nel luogo in cui sarebbe sorto nei secoli successivi il santuario di San Costanzo al Monte, sub\u00ec nel 303 il\u00a0<strong>martirio per decapitazione<\/strong>\u00a0(resti della lastra sepolcrale del martire, consunta dal contatto con le mani dei fedeli, sono conservati nella ex chiesa abbaziale di Villar San Costanzo).<\/p>\n<figure style=\"width: 3553px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full\" src=\"https:\/\/s-media-cache-ak0.pinimg.com\/originals\/8e\/d4\/ff\/8ed4ff4e041e57a65094ecaac0479529.jpg\" width=\"3553\" height=\"2362\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Santuario di San Costanzo al Monte &#8211; dettaglio del coronamento dell&#8217;area absidale<\/figcaption><\/figure>\n<p>I\u00a0<em>Ciciu \u2018d Pera,<\/em>\u00a0difficili da comprendere nella loro origine geologica per l&#8217;uomo medievale, vennero cos\u00ec letti, alla luce della fede del popolo, come segni riconducibili al passaggio e alla <strong>predicazione del martire<\/strong>, venendo proiettati in quella particolare dimensione che mescola verit\u00e0 storica a racconto leggendario.<\/p>\n<p>Costanzo, inseguito dai suoi persecutori, si sarebbe voltato, lanciando loro una maledizione e tramutandoli nei <strong>pupazzi di pietra<\/strong> che oggi possiamo ammirare nelle loro bizzarre forme.<\/p>\n<p>Rimane per\u00f2 discordanza tra le fonti sull\u2019identit\u00e0 dei pietrificati. Per una certa tradizione, sarebbero gli abitanti del luogo che, in quanto <strong>pagani irriducibili<\/strong> e decisi a resistere con la violenza a Costanzo, odiavano l&#8217;ex-legionario per la sua opera di predicatore cristiano, mentre, secondo un altro schema narrativo, vi si dovrebbero riconoscere i <strong>militari romani<\/strong> inviati nelle valli alpine allo scopo di sterminare i legionari Tebei scampati al massacro di Massimiano.<\/p>\n<p><em>Note bibliografiche e siti internet<\/em>:<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.comune.villarsancostanzo.cn.it\">www.comune.villarsancostanzo.cn.it<\/a> \u2013 Testimonianza dell\u2019accompagnatore naturalistico Enrico Collo<\/p>\n<p>www.piemontetopnews.it &#8211;<a href=\"https:\/\/www.piemontetopnews.it\/i-cicio-d-pera-di-villar-san-costanzo-in-val-maira-un-angolo-di-cappadocia-in-piemonte\/?fbclid=IwAR1ScDPY7Qmsh7lyh0HcH8O9VQUYv8N4-Z6hHkiz4or2ghFdf7dJw_a97wg\"> <em>I\u00a0\u201cCicio \u2018d Pera\u201d di Villar San Costanzo in Val Maira<\/em><\/a><\/p>\n<p>Paolo Cozzo, <em>La geografia celeste dei Duchi di Savoia. Religione, devozioni, sacralit\u00e0 in uno Stato di et\u00e0 moderna (secoli XVI-XVII), <\/em>Il Mulino, 2006<\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><\/td>\n<td><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Testo di Paolo Barosso e foto di Roberto Beltramo I Ciciu \u2018d Pera d\u00ebl Vilar, letteralmente pupazzi di pietra, sono singolari formazioni geologiche&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":3153,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[26,2321,24,14,15,27,5,22,48,86],"tags":[796,794,793,701,795,798,797,30,488,689,657,688],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3149"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3149"}],"version-history":[{"count":13,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3149\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5660,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3149\/revisions\/5660"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/3153"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3149"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3149"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3149"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}