{"id":3163,"date":"2017-05-18T09:00:39","date_gmt":"2017-05-18T09:00:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=3163"},"modified":"2017-05-18T09:18:46","modified_gmt":"2017-05-18T09:18:46","slug":"esecuzioni-capitali-savoia-il-caso-di-giuseppe-pansarosa-e-luigi-merlo-condannati-morte-nel-1852","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=3163","title":{"rendered":"Esecuzioni capitali in Savoia &#8211; il caso di Giuseppe Pansarosa e Luigi Merlo, condannati a morte nel 1852"},"content":{"rendered":"<p>di <em>Milo Julini<\/em><\/p>\n<p>Questa storia si conclude a <strong>Chamb\u00e9ry<\/strong>, al Campo di Marte, detto anche <strong>place du Verney<\/strong>, venerd\u00ec 18 marzo 1853, alle 6:00 del mattino, quando vengono impiccati <strong>Giuseppe Pansarosa<\/strong> e <strong>Luigi Merlo<\/strong>, due stampatori su stoffa di Torino, rispettivamente di 32 anni e di 28 anni, che sono giunti in una carrozza chiusa, accompagnati dall\u2019abate Brion, cappellano delle prigioni, e dall\u2019abate Goddard, cappellano del Sacro Cuore. Opera il<strong> boia di Torino<\/strong>, Pietro Pantoni.<\/p>\n<figure style=\"width: 960px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full\" src=\"https:\/\/s-media-cache-ak0.pinimg.com\/originals\/19\/52\/0c\/19520ca1031a8c8cc4ae798ba0f08fbd.jpg\" width=\"960\" height=\"618\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Palais de Justice a Chamb\u00e9ry, edificato tra il 1850 e il 1860 nella place du Verney, sito delle esecuzioni capitali<\/figcaption><\/figure>\n<p>Il crimine che ha portato Pansarosa e Merlo al patibolo risale al 25 giugno 1851, quando i due sono entrati nella casa dei <strong>coniugi Laposse<\/strong>, nella frazione di Pierre-B\u00e9nite del comune di Oullins, oggi nella periferia sud di Lione, nella regione Alvernia Rodano Alpi.<\/p>\n<p>I due hanno picchiato e poi ferito a colpi di pugnale la signora Laposse, <strong>Madeleine Cattin<\/strong>, poi l\u2019hanno coricata sul letto che hanno poi incendiato. La povera donna \u00e8 sopravvissuta per alcune ore alle sue ustioni.<\/p>\n<figure style=\"width: 960px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full\" src=\"https:\/\/s-media-cache-ak0.pinimg.com\/originals\/c2\/72\/9c\/c2729cbc4c01939fc99c105cec5cab9c.jpg\" width=\"960\" height=\"612\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Da una vecchia cartolina di Oullins, luogo dell&#8217;omicidio<\/figcaption><\/figure>\n<p>Questa crudelt\u00e0 \u00e8 stata attuata per rubare 400 franchi ed un orologio in argento.<\/p>\n<p>Sono stati <strong>condannati a morte<\/strong>, il 29 dicembre 1852, dalla Corte d\u2019Appello di Chamb\u00e9ry per omicidio seguito da furto e incendio.<\/p>\n<p>La <strong>duplice esecuzione<\/strong> si svolge in tono discreto. Non sono pi\u00f9 i tempi del solenne corteo, dei grandi schieramenti che evocano la giustizia punitiva, dei salmi e dei rintocchi funebri. Come si \u00e8 detto, i due condannati sono giunti alla place du Verney in carrozza, al mattino presto.<\/p>\n<p>I rari giornali regionali che riportano la notizia dell\u2019esecuzione lo fanno con un <strong>breve paragrafo<\/strong>, senza nemmeno citarne i nomi.<\/p>\n<figure style=\"width: 703px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full\" src=\"https:\/\/s-media-cache-ak0.pinimg.com\/originals\/df\/1b\/dd\/df1bdd5ef8f761e99f61e7359a313ba8.jpg\" width=\"703\" height=\"725\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Immagine molte realistica di un&#8217;esecuzione capitale eseguita a Genova da Pietro Pantoni<\/figcaption><\/figure>\n<p>Dopo l\u2019esecuzione, i corpi vengono calati dalla forca dai componenti della <strong>confraternita della Misericordia<\/strong> locale, i <strong>Penitenti Neri<\/strong>: fedeli alla missione loro attribuita fin dal 29 maggio 1594, li hanno assistiti nei loro ultimi istanti poi li hanno seppelliti al cimitero della parrocchia Notre-Dame.<\/p>\n<p>La vigilia, Pansarosa ha scritto alla sorella questa <strong>lettera<\/strong>:<\/p>\n<p>\u00ab<em>Cara e molto amata sorella, ti mando questa lettera a te direttamente; conservala in mia memoria. Devo avvertirti, poich\u00e9 sei madre, di custodire con molta attenzione i tuoi bambini: ricordati di non lanciare mai loro nessuna maledizione nella tua collera; queste maledizioni resterebbero sulla loro testa. Puniscili come conviene, ed intrattienili nella devozione alla santa Vergine Marie e alla santa Filomena, ti assicuro che allora non periranno mai.<\/em><\/p>\n<p><em>Sappi che domani, il 18 di marzo, sar\u00f2 condotto al supplizio dopo essere stato fortificato dai sacramenti, con la speranza di ottenere di Dio un posto nel suo paradiso.<\/em><\/p>\n<p><em>Non mancare di pregare per me, da parte mia pregher\u00f2 per te e per tutti gli altri componenti della famiglia, infinitamente, infinitamente.<\/em><\/p>\n<p><em>So che tu mi amavi pi\u00f9 di tutti, cara sorella; ricordati di questa parola che mi dicesti quando eravamo al h\u00f4tel di St-Georges: \u201cPrendi questa sedia, mettiti vicino a me, voglio custodire il tuo ricordo\u201d. Si direbbe che Dio ti aveva dato un presentimento.<\/em><\/p>\n<p><em>Chiudo questa lettera con le lacrime agli occhi, seduti ad un tavolo nella cappella della prigione: aspetto la giornata di domani, bella vigilia di san Giuseppe, il mio santo e patrono. Addio, addio per sempre. Conserva questo scritto come ricordo di me, non ne avrai altri.<\/em><\/p>\n<p><em>Sono tuo fratello caro ed agonizzante,<\/em><\/p>\n<p><em>PANSAROSA GIUSEPPE<\/em><\/p>\n<p><em>A rivederci in paradiso dove saremo uniti. Ho fatto 20 mesi di prigione: non l\u2019ho scritto per non rattristarvi<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full\" src=\"https:\/\/s-media-cache-ak0.pinimg.com\/originals\/d7\/ed\/99\/d7ed991e099214fdb3fef0ec7f829e88.jpg\" width=\"960\" height=\"540\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Milo Julini Questa storia si conclude a Chamb\u00e9ry, al Campo di Marte, detto anche place du Verney, venerd\u00ec 18 marzo 1853, alle&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":3164,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[26,143,237],"tags":[814,788,787,784,813,812,783,815,785,35,29],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3163"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3163"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3163\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3168,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3163\/revisions\/3168"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/3164"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3163"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3163"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3163"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}