{"id":3181,"date":"2017-05-24T09:24:47","date_gmt":"2017-05-24T09:24:47","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=3181"},"modified":"2017-05-24T09:54:51","modified_gmt":"2017-05-24T09:54:51","slug":"la-beata-maria-degli-angeli-prega-per-la-citta-di-torino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=3181","title":{"rendered":"La beata Maria degli Angeli prega per la Citt\u00e0 di Torino"},"content":{"rendered":"<p>di <em>Daniele Bolognini<\/em><\/p>\n<p>Tratto da:\u00a0<em>Il sorriso di padre Benigno, bollettino della Vicepostulazione della Provincia Lombarda dei Carmelitani Scalze, n. 6\/2016<\/em><\/p>\n<p>Nella centrale Via Balbi di <strong>Genova<\/strong>, tra la Stazione di Piazza Principe e l\u2019Universit\u00e0, proprio di fronte a Palazzo Reale, una scalinata conduce alla grande chiesa parrocchiale dedicata ai <strong>Ss. Carlo e Vittore<\/strong>, meta di fedeli e di curiosi turisti di passaggio. L\u2019attenzione \u00e8 subito per l\u2019altare maggiore e per la bella statua della Vergine Maria venerata col titolo di Madonna della Fortuna, ma poi tutto in chiesa richiama l\u2019<strong>Ordine Carmelitano<\/strong> e presso l\u2019altare di s. Teresa d\u2019Avila, una tela laterale porta a <strong>Torino<\/strong> per raccontarci di una sua santa e illustre concittadina, la <strong>beata Maria degli Angeli<\/strong> (Marianna Fontanella).<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full\" src=\"https:\/\/s-media-cache-ak0.pinimg.com\/originals\/9c\/b0\/b8\/9cb0b850faac5bf1d865c44f8445ab1d.jpg\" width=\"774\" height=\"960\" \/><\/p>\n<p>La tela, assai suggestiva, \u00e8 da poco stata restaurata. Colpisce subito l\u2019atteggiamento della Beata che, ai piedi di Ges\u00f9, sembra quasi richiamare l\u2019incontro di <strong>S. Maria Maddalena<\/strong> con <strong>Cristo risorto<\/strong>. Sullo sfondo uno straordinario panorama della <strong>capitale sabauda<\/strong> che Ges\u00f9 indica alla Beata, in basso un teschio e un libro simboleggiano penitenza e preghiera &#8211; come per altro in molte immagini della Maddalena &#8211; \u00a0mentre un angelo solleva benevolo un giglio a indicare la <strong>purezza verginale<\/strong> di colei che guarda implorante al suo Signore.<\/p>\n<p>Altri particolari voluti dall\u2019artista e da chi commission\u00f2 l\u2019opera incuriosiscono, facendo intendere che nella scena rappresentata nulla \u00e8 lasciato al caso. Un angelo solleva una spessa coltre di nuvole scure e minacciose e, a ben guardare, si nota che Cristo ha nella mano destra delle saette. <strong>Madre Maria degli Angeli<\/strong> fu monaca di <strong>stretta clausura<\/strong>, ma esercit\u00f2 un benefico influsso sulla vita dei suoi concittadini grazie alla passione davvero evangelica con cui condivise gioie e dolori della citt\u00e0. \u00c8 evidente la richiesta di protezione per la <strong>citt\u00e0 di Torino<\/strong> e si potrebbe pensare agli anni di guerra con la Francia che portarono alla proclamazione nel 1695 di <strong>S.<\/strong> <strong>Giuseppe<\/strong> compatrono della Citt\u00e0 \u2013 come chiesto dalla Beata \u2013 e ad una temporanea tregua (Pace di Vigevano). Oppure al famoso <strong>assedio francese del 1706<\/strong>, durante il quale Maria degli Angeli predisse la vittoria e fu con il <strong>b. Sebastiano Valfr\u00e8 riferimento spirituale<\/strong> per i torinesi. I fatti rappresentati nel quadro genovese sono per\u00f2 altri, noti a pochi. Li troviamo pubblicati, per la prima volta, nell\u2019accurata biografia <em>La diletta del crocifisso<\/em> del 1729.<\/p>\n<figure style=\"width: 3264px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full\" src=\"https:\/\/s-media-cache-ak0.pinimg.com\/originals\/6d\/de\/44\/6dde4457c9b3ff2e642350312f2c66a8.jpg\" width=\"3264\" height=\"1836\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">A sinistra della foto la chiesa torinese di Santa Cristina, con facciata juvarriana. Nell&#8217;attiguo monastero delle Carmelitane Scalze, soppresso nel 1802, la giovinetta Maria Fontanella nel 1675 vest\u00ec l&#8217;abito religioso diventando Madre Maria degli Angeli<\/figcaption><\/figure>\n<p>Il quadro \u201cscoperto\u201d a <strong>Genova<\/strong> si riferisce a un episodio avvenuto nel <strong>1714,<\/strong> quando alla Beata apparve il Signore molto adirato con i peccatori. Le disse che voleva castigarli mandando loro la peste, ma lei lo supplic\u00f2 di usare loro misericordia, e almeno, se voleva castigarli, lo facesse in modo pi\u00f9 mite. Confid\u00f2 la visione al <strong>Padre Superiore<\/strong>. Raccont\u00f2 che il Signore mostr\u00f2 un flagello dicendole: <em>\u00abPrendi, castigali tu come vuoi\u00bb<\/em>. Nel medesimo istante la santa, per uno speciale dono di Dio, vide <strong>tutti i peccati<\/strong> che si commettevano e le offese che si arrecavano al Signore. Ne fu inorridita e, <em>\u00abaccesa da un s\u00ec gran zelo dell\u2019onor di Dio, che le sembrava d\u2019esser divenuta come un leone, e li avrebbe sbranati tutti\u00bb<\/em>, pens\u00f2 a quanto peggio sarebbe stato se avesse dovuto castigarli lei. Disse al Signore: <em>\u00abQuesto flagello sta meglio nelle mani della Vostra misericordia\u00bb<\/em>. Continu\u00f2 a supplicare per la <strong>conversione dei peccatori<\/strong>, implorando un castigo minore. Esort\u00f2 tutti a pregare con fervore e, dopo circa otto giorni, alla richiesta se fosse scongiurato il pericolo, rispose di no: occorreva intensificare la preghiera. <em>\u00abPoco dopo venne la peste negli animali\u00bb<\/em> e la santa pot\u00e9 esclamare: <em>\u00abRingraziamo Iddio che si \u00e8 degnato convertire la peste degli uomini in quella degli animali\u00bb<\/em>. Nei libri sulla storia di Torino leggiamo che quell\u2019anno alcuni animali in citt\u00e0 furono colpiti dalla <strong>peste bovina<\/strong>.<\/p>\n<figure style=\"width: 1696px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full\" src=\"https:\/\/s-media-cache-ak0.pinimg.com\/originals\/62\/9e\/55\/629e554b825ceec21a1c66cbca0e64ec.jpg\" width=\"1696\" height=\"2418\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">La beata Maria degli Angeli in un dipinto di autore ignoto<\/figcaption><\/figure>\n<p>La beata ottenne nuovamente <strong>protezione<\/strong> sulla sua citt\u00e0, come aveva fatto nel 1695 e nel 1706, affidandosi alla <strong>preghiera fiduciosa<\/strong>, con umilt\u00e0 e senza clamore, come sempre fanno la <strong>monache di clausura<\/strong>. Maria degli Angeli non \u00e8 citata nei libri di storia, ma il suo contributo fu importante in diverse occasioni per la vita della Citt\u00e0.<\/p>\n<p>Gli storici dell\u2019arte <strong>Arabella Cifani<\/strong> e <strong>Franco Monetti<\/strong> stanno studiando l\u2019opera che costituisce una scoperta per i torinesi, anche per l\u2019ottima esecuzione del <strong>panorama cittadino<\/strong>. Allo stato attuale delle ricerche pu\u00f2 essere attribuita alla mano di <strong>Marcantonio Franceschini<\/strong>, pittore bolognese, che lavor\u00f2 nella sua citt\u00e0, in numerosi centri dell\u2019Emilia-Romagna, ma anche a Genova (Palazzo Lomellino e chiesa di S. Filippo) e a <strong>Torino<\/strong> dove nel 1715 realizz\u00f2 la <strong>tela di S. Lorenzo<\/strong> per la chiesa di Piazza Castello. Se gli studi attribuiranno la tela al Franceschini, che mor\u00ec nel 1724, prima quindi della pubblicazione della biografia della beata, sar\u00e0 interessante indagare sui suoi rapporti con i carmelitani, primo fra tutti con l\u2019autore, il padre Elia di S. Teresa.<\/p>\n<figure style=\"width: 1741px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full\" src=\"https:\/\/s-media-cache-ak0.pinimg.com\/originals\/5e\/60\/6d\/5e606d3c2470ccebef5b2b37ce8f3f6a.jpg\" width=\"1741\" height=\"1334\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Torino nel 1718, da un&#8217;incisione d&#8217;epoca<\/figcaption><\/figure>\n<p>Purtroppo la <strong>chiesa dei Ss. Carlo e Vittore<\/strong> (costruita tra il 1629 e il 1635) fu <strong>gravemente bombardata<\/strong> nel maggio 1944, motivo principale per cui \u00e8 andato perso buona parte dell\u2019archivio. Fu dei <strong>Carmelitani scalzi<\/strong> fino al 1974, oggi \u00e8 affidata alla Fraternit\u00e0 della Santissima Vergine, una \u201cfamiglia religiosa\u201d fondata nel 1968 da padre Theodossios Maria della Croce (1909-1989), costituita da una comunit\u00e0 sacerdotale, da una comunit\u00e0 di suore con l\u2019aggregazione di un ramo secolare di membri laici. Riferimento \u00e8 il parroco, padre Gabriele Maria Gallotti che \u00e8 anche Vicario per la vita consacrata per la diocesi genovese. Con lodevole cura ha, negli ultimi anni, provveduto a far restaurare altari e tele, conferendo all\u2019edificio bellezza e solennit\u00e0. Come gi\u00e0 accennato in chiesa \u00e8 venerata la <strong>Madonna della Fortuna<\/strong>, la cui statua deriva dalla polena di una nave irlandese naufragata nel porto di Genova il 17 gennaio 1636, davanti alla quale si verificarono numerosi miracoli.<\/p>\n<p>Grazie ad una tela \u201critrovata\u201d si \u00e8 ora ristabilito un legame, spirituale e di amicizia, con Torino e con le Carmelitane scalze di Moncalieri.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Daniele Bolognini Tratto da:\u00a0Il sorriso di padre Benigno, bollettino della Vicepostulazione della Provincia Lombarda dei Carmelitani Scalze, n. 6\/2016 Nella centrale Via&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":3182,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[8,495,241],"tags":[829,824,821,826,828,502,831,830,822,543,825,827,35,823,29],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3181"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3181"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3181\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3187,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3181\/revisions\/3187"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/3182"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3181"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3181"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3181"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}