{"id":3377,"date":"2017-09-05T16:02:41","date_gmt":"2017-09-05T16:02:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=3377"},"modified":"2017-09-05T16:04:46","modified_gmt":"2017-09-05T16:04:46","slug":"delit-piemont-armus-ciand-ant-ij-pape-dij-tribunaj-grassazione-allo-scalo-della-ferrovia-di-cirie-porta-palazzo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=3377","title":{"rendered":"Delit an Piemont: armus-ciand ant ij pap\u00e9 dij tribunaj &#8211; Grassazione allo Scalo della Ferrovia di Ciri\u00e8, a Porta Palazzo"},"content":{"rendered":"<p>di <em>Arconte<\/em><\/p>\n<p>La <em>location<\/em> di questa vicenda \u00e8 lo <strong>Scalo della Ferrovia di Ciri\u00e8<\/strong>, a Porta Palazzo, a Torino.<\/p>\n<p>Questa linea ferroviaria \u00e8 stata costruita partendo da Torino, dove il 18 aprile 1868 \u00e8 stato inaugurato il primo tratto di ferrovia tra la <strong>Stazione di Torino<\/strong>, nell\u2019allora corso Ponte Mosca, e <strong>Venaria Reale<\/strong>. Il 1\u00b0 dicembre 1868 si \u00e8 raggiunta Caselle e, il 28 febbraio 1869, Ciri\u00e8, per un totale di circa 21 km.<\/p>\n<figure style=\"width: 960px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/4b\/b4\/7f\/4bb47f1d0bfa96ca14206e6477869066.jpg\" width=\"960\" height=\"614\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Ponte Mosca e il ponte della Ferrovia Torino-Ceres in primo piano<\/figcaption><\/figure>\n<p>La stazione ferroviaria presenta sul corso, al tempo chiamato <strong>Ponte Mosca<\/strong> ed oggi Giulio Cesare, una facciata decorata con timpani e un colonnato in stile neoclassico.<\/p>\n<p>Verso le 7 della sera del 6 novembre 1870, in questi paraggi, <strong>Francesco Sibona<\/strong>, viene aggredito da tre giovani che cercano di portargli via il portafoglio mettendogli le mani addosso per perquisirlo nella giubba.<\/p>\n<p>Sibona resiste energicamente e i tre non riescono nel loro intento, allora lo colpiscono pi\u00f9 volte con i loro coltelli alla natica destra, dove gli causano <strong>tre ferite<\/strong> che guariranno poi in nove giorni.<\/p>\n<figure style=\"width: 3209px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/b4\/41\/ed\/b441edd29432a9616594a03b12c71290.jpg\" width=\"3209\" height=\"1804\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Stazione della Ferrovia di Lanzo a Torino in una cartolina d&#8217;epoca<\/figcaption><\/figure>\n<p>Si tratta di una <strong>grassazione<\/strong>, ovvero di una aggressione a mano armata a scopo di rapina, reato piuttosto grave e severamente punito dal Codice Penale allora in vigore. In questo caso la grassazione \u00e8 mancata per la <strong>resistenza<\/strong> opposta dalla vittima.<\/p>\n<p>Ne sono accusati, dopo le indagini della polizia:<\/p>\n<p>Pietro Veglia, detto <em>Cavagn\u00e9<\/em>, di 19 anni, nato e abitante a Torino, armaiolo;<\/p>\n<p>Giovanni Battista Bellusco, di anni 22, nato e abitante a Torino, carbonaio;<\/p>\n<p>Antonio Chiaventone, detto <em>T\u00f2ni<\/em>, di 20 anni, da Torino, negoziante ambulante di verdure.<\/p>\n<p>I primi due sono detenuti dal 7 dicembre e il terzo dal 5 dicembre 1870.<\/p>\n<figure style=\"width: 835px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/e4\/da\/0e\/e4da0ec6186c25332ab6c12ef3a2f88c.jpg\" width=\"835\" height=\"498\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Veduta del mercato di Porta Palazzo &#8211; Collezione privata<\/figcaption><\/figure>\n<p>Processati alla <strong>Corte d\u2019Assise di Torino<\/strong>, dove il verdetto dei giurati li dichiara colpevoli di grassazione mancata accompagnata da un ferimento che non costituisce una aggravante.<\/p>\n<p><strong>Veglia<\/strong> e <strong>Chiaventone<\/strong> hanno commesso il reato quando erano di et\u00e0 minore di 21 anni ma maggiore dei 18, ma questa scusante non \u00e8 applicabile, come prescrive l\u2019art. 91 del Codice Penale. Bellusco \u00e8 gi\u00e0 stato condannato al carcere per un tempo non minore ad un\u00a0 anno.<\/p>\n<p>La sentenza del 6 maggio 1873 li condanna cos\u00ec ai <strong>lavori forzati<\/strong>: Bellusco per 15 anni, Veglia e Chiaventone per 10 anni, e scontata la pena saranno tutti sottoposti alla <strong>sorveglianza speciale<\/strong> della Pubblica Sicurezza per 5 anni.<\/p>\n<p>La pena assorbe anche altri reati commessi da Bellusco e Chiaventone per i quali il giudizio era rimasto in sospeso.<\/p>\n<p>La sentenza sar\u00e0 stampata e affissa per <strong>ammonimento<\/strong>.<\/p>\n<p>Pietro Veglia ottiene uno sconto di pena, con diminuzione di due anni, con Regio Decreto del 21 settembre 1880.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Arconte La location di questa vicenda \u00e8 lo Scalo della Ferrovia di Ciri\u00e8, a Porta Palazzo, a Torino. 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