{"id":3388,"date":"2017-09-15T20:28:51","date_gmt":"2017-09-15T20:28:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=3388"},"modified":"2017-09-15T20:28:51","modified_gmt":"2017-09-15T20:28:51","slug":"esecuzioni-capitali-savoia-gli-incendiari","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=3388","title":{"rendered":"Esecuzioni capitali in Savoia &#8211; Gli incendiari"},"content":{"rendered":"<p>di <em>Milo Julini<\/em><\/p>\n<p>Dobbiamo ora fare la conoscenza di una fattispecie di reato che negli anni da noi considerati pu\u00f2 portare sul patibolo: l\u2019<strong>incendio di case abitate<\/strong>.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/9c\/13\/54\/9c1354e857a2e7438661fac9bfc63e35.jpg\" width=\"790\" height=\"504\" \/><\/p>\n<p>Durante i lavori preparatori del <strong>Codice Penale<\/strong> del 1839,<strong> Carlo Alberto<\/strong> ha insistito sul concetto di pena come rieducazione, quindi ha sostenuto la limitazione se non l\u2019abolizione della condanna a morte. Il suo intendimento era quello di limitarla a coloro che avevano ucciso perch\u00e9 spinti dalla volont\u00e0 di uccidere.<\/p>\n<p>Ha quindi ordinato \u2013 contro il parere della Commissione incaricata della stesura del nuovo Codice \u2013 di abolire la morte per i <strong>falsi monetari<\/strong> (puniti con estrema severit\u00e0 perch\u00e9 sulle monete appariva sempre l\u2019immagine del re!), ma ha voluto la condanna a morte di <strong>chi dava fuoco a case abitate<\/strong>.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/e5\/27\/81\/e527813a15799f74c7e5cb1754823e85.jpg\" width=\"960\" height=\"610\" \/><\/p>\n<p>In <strong>Savoia<\/strong>, vediamo l\u2019applicazione di queste norme per ben due volte.<\/p>\n<p>La prima, sabato 1\u00b0 marzo 1856, a Annecy, alle ore 6:30, con l\u2019impiccagione di <strong>Jean-Louis \u201cPetiolon\u201d Paulme<\/strong>, contadino di 50 anni di Thorens-Sales, condannato con sentenza del 9 novembre 1855 per aver provocato questi incendi:<\/p>\n<p>il 24 aprile 1850, quando ha dato fuoco a <strong>casa Eminet<\/strong>, nella frazione detta \u201cLes B\u00e9ni\u201d;<\/p>\n<p>il 24 aprile 1852, ha incendia 19 case di <strong>Thorens<\/strong>;<\/p>\n<p>il 25 luglio 1852, a <strong>Groisy<\/strong>, nella frazione dei Barons, ha appiccato un incendio che ha distrutto la casa di Marie M\u00e9tral sposata Convers;<\/p>\n<p>nella notte dal 7 all\u20198 settembre 1852, infine, nella frazione <strong>Plot di Groisy<\/strong>, ha incendiato il tetto di un forno adiacente a casa Jacquet.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/30\/e4\/d9\/30e4d93c7b5b0b26fdf522d530d35d24.jpg\" width=\"960\" height=\"595\" \/><\/p>\n<p>Le fonti non ci forniscono elementi per comprendere quale sia il movente di questo <strong>piromane seriale<\/strong>, se agisca per vendetta o se sia affetto da una<strong> tendenza compulsiva e patologica<\/strong> ad incendiare le abitazioni. In ogni caso, la Corte di Appello di Chamb\u00e9ry lo ha giudicato responsabile delle sue azioni.<\/p>\n<p>Jean-Louis \u201cPetiolon\u201d Paulme viene trasferito da Chamb\u00e9ry ad Annecy \u2013 dove l\u2019esecuzione capitale deve essere eseguita per esemplarit\u00e0 &#8211; nella notte da gioved\u00ec a venerd\u00ec. Qui ascolta la lettura della sentenza che lo <strong>condanna a morte<\/strong> senza reagire: pare non comprendere che la sua fine \u00e8 imminente.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/5d\/27\/5f\/5d275f97c01fedabbe13fc3bac5b0d96.jpg\" width=\"960\" height=\"624\" \/><\/p>\n<p>Quando il <strong>cappellano<\/strong> gli spiega la situazione, il condannato si accascia e perde conoscenza pi\u00f9 volte, fortunatamente \u00e8 sostenuto dal sacerdote.<\/p>\n<p>Jean-Louis \u201cPetiolon\u201d Paulme trascorre le sue ultime 24 ore a pregare.<\/p>\n<p>Nella mattina di sabato, assiste a <strong>parecchie messe<\/strong> e si comunica.<\/p>\n<p>Sul patibolo, abbraccia il cappellano e l\u2019esecutore, al quale dichiara: \u00ab<em>Vi perdono di gran cuore!<\/em>\u00bb, e prima che questi lo spinga gi\u00f9 dalla scala, esclama: \u00ab<em>Mio Dio, spero in voi: fatemi misericordia!<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>La <strong>seconda esecuzione<\/strong> di un incendiario avviene gioved\u00ec 22 luglio 1858, a Chamb\u00e9ry, alle ore 4:30, quando sale sul patibolo <strong>Jean-Baptiste \u201cCrottet\u201d Soldet<\/strong>, di 36 anni, condannato con sentenza del 14 aprile 1858.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/d8\/c2\/0e\/d8c20eed61cc5087d80407e091502725.jpg\" width=\"960\" height=\"597\" \/><\/p>\n<p>Il 3 gennaio 1858, per dar fuoco alla <strong>frazione di Allues<\/strong>, nel comune di <strong>Saint-Pierre-d\u2019Albigny<\/strong>, ha incendiato una casa e il disastro si \u00e8 propagato a quindici abitazioni e a tre fattorie.<\/p>\n<p>L\u2019impiccagione di Jean-Baptiste \u201cCrottet\u201d Soldet si svolge con un tempo molto tempestoso sotto una violenta pioggia. Ha pregato per tutta la giornata precedente all\u2019esecuzione e si \u00e8 addormentato col <strong>crocefisso<\/strong> in mano. Durante il tragitto, appare molto calmo e manifesta il suo pentimento.<\/p>\n<p>Siamo autorizzati a ritenere che anche queste due condanne siano state eseguite dall\u2019esecutore di giustizia torinese <strong>Pietro Pantoni<\/strong>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Milo Julini Dobbiamo ora fare la conoscenza di una fattispecie di reato che negli anni da noi considerati pu\u00f2 portare sul patibolo:&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":3389,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[26,143,237],"tags":[1070,814,780,788,782,784,1068,1067,785,1069,1066,35],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3388"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3388"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3388\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3390,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3388\/revisions\/3390"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/3389"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3388"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3388"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3388"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}