{"id":3458,"date":"2017-10-16T08:14:00","date_gmt":"2017-10-16T08:14:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=3458"},"modified":"2020-03-16T18:26:15","modified_gmt":"2020-03-16T18:26:15","slug":"nellottobre-1940-moriva-torino-la-figlia-del-negus-detiopia-haile-selassie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=3458","title":{"rendered":"Nell&#8217;ottobre 1940 moriva a Torino la figlia del negus d\u2019Etiopia Hail\u00e9 Selassi\u00e9"},"content":{"rendered":"<p><em>La principessa etiope <strong>Romanework<\/strong>, o Romaneuorh,<\/em> <em>\u00e8 sepolta al <strong>Cimitero Monumentale<\/strong> di Torino<\/em><strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<p>di<em> Milo Julini<\/em><\/p>\n<p>Il <strong>14 ottobre 1940<\/strong>, a Torino, muore all\u2019et\u00e0 di 27 anni la principessa etiope <strong>Romanework<\/strong>, o Romaneuorh, figlia del negus d\u2019Etiopia <strong>Hail\u00e9 Selassi\u00e9<\/strong>, colpita da una grave forma di tubercolosi.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" class=\"alignright\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/0c\/b9\/b6\/0cb9b61cb5c7573cb5493f6bb55fc113.jpg\" \/><\/p>\n<p>La principessa, il cui nome in italiano significa \u201c<strong>Melagrana d\u2019Oro<\/strong>\u201d \u00e8 giunta a Torino nel luglio del 1937: la sua triste vicenda si ricollega alla occupazione italiana dell\u2019Etiopia che, il 6 maggio 1936, vede l\u2019entrata in <strong>Addis Abeba<\/strong> dell\u2019esercito italiano e la proclamazione da parte di Mussolini dell\u2019Impero, quando il re Vittorio Emanuele III assume il titolo di <strong>Imperatore d\u2019Etiopia<\/strong>.<\/p>\n<p>Conosciamo la storia della principessa Romanework dal recente libro \u201c<strong><em>Torino<\/em> <em>silenziosa<\/em><\/strong>\u201d, di <strong>Manuela Vetrano<\/strong>, che ci accompagna alla scoperta del Cimitero Monumentale di Torino (Il Punto-Piemonte in Bancarella, 2017).<\/p>\n<p>Dopo l\u2019occupazione italiana dell\u2019Etiopia, il <strong>negus<\/strong> si rifugia in Inghilterra con buona parte della famiglia reale. <strong>Romanework<\/strong> preferisce restare a fianco del marito Merid Bayan\u00e9, comandante di forze di opposizione anti-italiane.<\/p>\n<p>Nel febbraio del 1937, Merid Bayan\u00e9 \u00e8 catturato e fucilato e la principessa, con i <strong>quattro figli maschi<\/strong>, viene trasferita nel campo di prigionia dell\u2019Asinara, in Sardegna. Qui il figlio pi\u00f9 piccolo, Gideon, di soli due anni, muore.<\/p>\n<figure style=\"width: 325px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/3e\/2f\/1e\/3e2f1e0b0c0e2d021110e577de2c7595.jpg\" width=\"325\" height=\"428\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Il negus d&#8217;Etiopia Hail\u00e9 Selassi\u00e9<\/figcaption><\/figure>\n<p>A maggio, monsignor <strong>Gaudenzio Barlassina<\/strong>, Superiore Generale delle Missioni della Consolata, in visita all\u2019Asinara per portare sostegno ai prigionieri, individua la principessa che ha conosciuto durante i sedici anni trascorsi in Etiopia come missionario. Grazie all\u2019aiuto della <strong>Regina Elena<\/strong>, ottiene dal Ministero degli Esteri che gli sia affidata: nel luglio 1937, <strong>Romanework<\/strong> \u00e8 cos\u00ec trasferita a <strong>Torino<\/strong> presso le Suore Missionarie della Consolata, nella <strong>Casa di San Michele<\/strong>, in via Genova 8, al tempo istituto per orfani. Qui vengono alloggiati anche i suoi tre figli e il suo piccolo seguito, formato da due suore cristiano-copte e due servitori. Il professor Dario Borgogno, insegnante degli orfani dell\u2019istituto, provvede all\u2019istruzione dei <strong>giovanissimi principi<\/strong>.<\/p>\n<figure style=\"width: 800px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/39\/85\/e6\/3985e64fbf4ea6c379f6ad405938c449.jpg\" width=\"800\" height=\"530\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Il campo di prigionia dell&#8217;Asinara in Sardegna<\/figcaption><\/figure>\n<p>Nell\u2019autunno del 1940 Romanework si ammala di <strong>tubercolosi<\/strong>. Muore, dopo la sua conversione al <strong>cattolicesimo<\/strong>, affidando i figli alle cure delle suore che si prodigano non solo per la loro formazione ma anche per la loro tutela quando Torino \u00e8 sottoposta ai <strong>feroci bombardamenti alleati<\/strong>.<\/p>\n<p>La principessa viene sepolta al <strong>Cimitero Monumentale di Torino<\/strong> con grande riservatezza in un sotterraneo defilato della sesta ampliazione. La lapide sul loculo porta soltanto la scritta \u201c<strong><em>A una mamma<\/em><\/strong>\u201d.<\/p>\n<p>Anche il <strong>primogenito Chetacceu<\/strong> muore di tubercolosi, il 22 febbraio 1944, dopo essere stato battezzato con il nome di Giorgio. \u00c8 sepolto in un loculo anonimo vicino a quello della madre.<\/p>\n<p>In seguito alle tombe sono poste lapidi con iscrizioni nelle lingue italiano ed etiope.<\/p>\n<p>Gli ultimi due figli, Merid e Samson, sono rimpatriati dopo la guerra per interessamento delle suore, ma decedono precocemente: la <strong>principessa Romanework<\/strong> non ha cos\u00ec <strong>discendenti diretti<\/strong>.<\/p>\n<p>Nel dicembre del 2006, il <strong>principe Aklile Berhan Makonnen<\/strong>, suo nipote, ha reso visita alla tomba di Torino che ospita la zia e un cugino.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La principessa etiope Romanework, o Romaneuorh, \u00e8 sepolta al Cimitero Monumentale di Torino\u00a0 di Milo Julini Il 14 ottobre 1940, a Torino, muore&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":4933,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[23,26,143,284,4],"tags":[1174,1175,1171,1159,1172,1164,1169,1163,1168,1165,1167,1166,174,29,1173,1170],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3458"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3458"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3458\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4935,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3458\/revisions\/4935"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/4933"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3458"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3458"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3458"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}