{"id":3461,"date":"2017-10-18T20:11:35","date_gmt":"2017-10-18T20:11:35","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=3461"},"modified":"2017-10-18T20:16:05","modified_gmt":"2017-10-18T20:16:05","slug":"si-va-scena-fra-teatro-amori-e-destino-fatale-andrea-biscaro-ricorda-lattrice-emilie-hogqvist-laspasia-svedese-che-trovo-la-morte-torino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=3461","title":{"rendered":"Si va in scena, fra teatro, amori e destino fatale: Andrea Bisc\u00e0ro ricorda l\u2019attrice Emilie H\u00f6gqvist, l&#8217;Aspasia svedese che trov\u00f2 la morte a Torino"},"content":{"rendered":"<p>di <em>Andrea Bisc\u00e0ro<\/em><\/p>\n<p>Questa \u00e8 una storia recuperata dalle nebbie del tempo.<\/p>\n<p>Inizia il <strong>29 aprile del 1812<\/strong> a Stoccolma (Svezia) dove nasce <strong>Emilie Sophie H\u00f6gqvist<\/strong>.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/38\/07\/91\/380791ae0ecc777ea7c77e19b5990a0a.jpg\" width=\"696\" height=\"960\" \/><\/p>\n<p>Da tre anni regna Carlo XIII. Della suddita <strong>Emilie Sophie<\/strong> sappiamo che \u00e8 figlia di Anders H\u00f6gqvist (maggiordomo del conte Carl De Geer) e di Anna Beata Hedvall, cameriera. Ha due fratelli e due sorelle. La piccola Emilie, spinta dalla madre, segue lo stesso percorso artistico della sorella Hanna: <strong>attrice teatrale<\/strong>. La figura della madre appare ambigua, insegnando alla piccola Emilie ad essere <em>gentile e disponibile<\/em> nei confronti delle persone altolocate.<\/p>\n<p>Nel 1821 entra alla <em>Scuola di recitazione del Teatro drammatico Reale<\/em>, partecipando anche al <em>Teatro dei bambini<\/em> del ballerino e coreografo Anders Selinder.<\/p>\n<p>Dal 1826 al 1828 si esibisce in una compagnia teatrale itinerante. Al suo ritorno, viene accettata come allieva al <strong>Teatro Reale<\/strong> di Stoccolma e l\u00ec, nel 1828, fa il suo debutto per poi, due anni dopo, essere ingaggiata. La svolta professionale \u00e8 legata ad una sostituzione: nel 1834 la grande attrice Sara Torsslow abbandona il Teatro assieme al consorte in seguito ad uno sciopero. Emilie coglie la palla al balzo, dopo che Charlotta Eriksson si rivela inadatta a sostituire un calibro come la Torsslow. Dove la Eriksson ha fallito, Emilie trionfa. Il pubblico \u00e8 con lei e i guadagni aumentano sensibilmente.<\/p>\n<figure style=\"width: 761px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/16\/0e\/08\/160e08972b6be93bfc78b8db20dff78c.jpg\" width=\"761\" height=\"960\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Emilie Sophie H\u00f6gqvist\u00a0interpreta Santa Giovanna d&#8217;Arco nel dramma &#8220;La<strong>\u00a0<\/strong>Pulzella d&#8217;Orl\u00e9ans&#8221; di Friedrich Schiller<\/figcaption><\/figure>\n<p>La sua fama surclassa tutte le attrici coeve, arrivando ad essere paragonata al soprano e attrice <strong>Henriette Widerberg<\/strong> (1796-1872). Emilie dimostra di essere particolarmente dotata nelle parti romantiche e comiche. Unico neo, una voce un po\u2019 debole. \u00c8 lei stessa ad ammetterlo: \u00ab<em>ho una voce da gallina<\/em>\u00bb. La migliorer\u00e0, grazie agli insegnamenti dell\u2019attrice francese <strong>Mademoiselle Mars<\/strong> (Anne Fran\u00e7oise Hyppolyte Boutet Salvetat, 1779-1847) durante un viaggio a Parigi nel 1836-\u201837. Al suo ritorno sar\u00e0 apprezzata per la grazia, il gusto e la voce carezzevole. Parigi fa quest\u2019effetto. <em>Merci, Mademoiselle Mars!<\/em><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/7b\/6b\/fa\/7b6bfa6e94adfe46a2d45b54a2dc2e13.jpg\" width=\"721\" height=\"960\" \/><\/p>\n<p>Le parti fioccano. In totale, saranno ben 125 i ruoli del suo repertorio!<\/p>\n<p>Che altro, smessi i panni dell\u2019attrice?<\/p>\n<p>Tre relazioni importanti.<\/p>\n<p>La prima, col diplomatico britannico <strong>John Bloomfield<\/strong> (1802-1879) che gli d\u00e0 una figlia, Tekla, nell\u2019ottobre del 1833.<\/p>\n<p>La seconda, con l\u2019uomo grazie al quale sar\u00e0 ricordata come l\u2019<strong>Aspasia svedese<\/strong>\u2026<\/p>\n<p><strong>Aspasia<\/strong> \u00e8 passata alla storia per il suo amore con il politico ateniese Pericle. Originaria di Mileto, \u00e8 considerata parte integrante della vita pubblica di Atene nel V secolo a.C. La sua casa \u2013 stando a Plutarco \u2013 diventa un punto di riferimento per gli intellettuali dell\u2019epoca.<\/p>\n<p>Aspasia: \u00e8 infatti cos\u00ec che Emilie H\u00f6gqvist viene ancor oggi ricordata per via della sua relazione col <strong>Principe ereditario Oscar<\/strong> (1799-1859), re di Svezia (Oscar I di Svezia) e Norvegia dal 1844 sino alla morte. Oltre alla consorte, Giuseppina di Leuchtenberg, dalla quale ha avuto cinque figli, il principe \u00e8 stato legato a Jaquette Gyldenstolpe, un\u2019aristocratica che gli ha dato una figlia e a Emilie Sophie. Due i figli nati dalla loro relazione, iniziata nell\u2019autunno del 1836: Hjalmar (1839-1874) e Max (1840-1872), ai quali viene riconosciuto il titolo di <em>Principi di Lappland<\/em>.<\/p>\n<figure style=\"width: 463px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/6c\/5c\/b7\/6c5cb7dff1d15ad6916f36fdf6005041.jpg\" width=\"463\" height=\"579\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Joseph Stieler &#8211; Un giovane e bellissimo Oscar I di Svezia (1799-1859), figlio di Jean Baptiste Bernadotte, generale francese divenuto re di Svezia come Carlo XIV<\/figcaption><\/figure>\n<p>Il Principe le affitta un lussuoso appartamento. Sar\u00e0 la sua <em>seconda casa<\/em>, non distante da quella ufficiale. Dovendo gestire due vite, \u00e8 meglio averle vicine\u2026<\/p>\n<p>Ottima padrona di casa, Emilie crea un vero e proprio salotto frequentato da artisti e uomini importanti della societ\u00e0 svedese. Da qui l\u2019appellativo di <strong><em>Aspasia svedese<\/em><\/strong>.<\/p>\n<p>Non sposata, con figli illegittimi, amante stabile del Principe ereditario: per la societ\u00e0 \u00e8 una <strong>cortigiana<\/strong>. La relazione col Principe \u2013 nota a tutti \u2013 dura alcuni anni, ma alla fine viene troncata. Al di l\u00e0 degli aspetti mondani e passionali che la contraddistinguono, vanno comunque sottolineate le <strong>attivit\u00e0 caritatevoli<\/strong> a sostegno dei pi\u00f9 poveri, incluso l\u2019aiuto al soprano Henriette Widerberg al termine della sua carriera.<\/p>\n<p>Conclusasi la storia d\u2019amore col Principe Oscar, Emilie si avvicina al politico <strong>Carl Fredrik Edvin Emil Key<\/strong> (1822-1892). Ma un\u2019improvvisa battuta d\u2019arresto sconvolge la vita della bella, brava e influente attrice: la <strong>turbercolosi<\/strong> e, riportano le cronache, un non meglio specificato tumore.<\/p>\n<figure style=\"width: 631px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/aa\/81\/88\/aa818836fc5aa9e1f82e2e5248e480ac.jpg\" width=\"631\" height=\"960\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Busto di Aspasia, amante del politico ateniese Pericle<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>Addio teatro<\/strong>. Dopo di lei, \u00e8 la volta di Zelma Hedin (1827-1874), considerata tra le pi\u00f9 grandi attrici del Teatro Reale Drammatico di Stoccolma a cavallo della met\u00e0 del XIX secolo.<\/p>\n<p>La Hedin debutta nel 1842 e diventa la prima attrice nel \u201845. Emilie, invece, nel 1842 inizia la sua battaglia per la vita. La troviamo a Karlovy Vary, citt\u00e0 dell\u2019attuale Repubblica Ceca, uno dei pi\u00f9 importanti <strong>centri termali<\/strong> d\u2019Europa. Sar\u00e0 anche a Ems (localit\u00e0 germanica, nota per le sue acque curative), a Losanna e a <strong>Torino<\/strong>, alloggiata alla <strong>Pensione Europa <\/strong>sulla centralissima Piazza Castello. Non conosciamo la ragione della sua permanenza a Torino: tappa di sosta per una successiva localit\u00e0 termale o marittima, meta programmata per una visita presso qualche luminare del tempo?\u00a0 La ragione ci sfugge\u2026<\/p>\n<p>Tornando alla Pensione Europa, leggiamo in <a href=\"http:\/\/www.museotorino.it\/view\/s\/895b7d1d0f7f4d9696359c0cd77b0b75\">museoTorino<\/a>: \u00ab<em>situata all\u2019angolo tra piazza Castello e via Roma, fu uno dei luoghi pi\u00f9 frequentati dai personaggi illustri che soggiornarono a Torino. Chiamato \u201c<strong>Hotel d&#8217;Europe<\/strong>\u201d nell\u2019Ottocento, era un albergo molto rinomato<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>\u00c8 bene ricordare che l\u2019aspetto attuale dell\u2019angolo in questione non corrisponde a quello del 1846, in quanto via Roma \u00e8 stata radicalmente ristrutturata a partire dal 1931.<\/p>\n<figure style=\"width: 375px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/84\/80\/13\/848013d87c2d5d34e29685e02c7c1218.jpg\" width=\"375\" height=\"500\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">L&#8217;abate Giuseppe Francesco Baruffi<\/figcaption><\/figure>\n<p>Nulla sappiamo sulla sua permanenza torinese, ma \u00e8 comunque degno di nota lo scritto lasciatoci dal presbitero piemontese <strong>Giuseppe Francesco Baruffi<\/strong> (1801-1875), scrittore prolifico, naturalista, deputato del Regno di Sardegna, consigliere comunale di Torino nonch\u00e9 docente universitario.<\/p>\n<p>Cos\u00ec scrive Baruffi nel suo <em>Passeggiate nei dintorni di Torino \u2013 ai colti e gentili Torinesi \u2013 Memoria ed ossequio<\/em> (Stamperia Reale, Torino, 1853):<\/p>\n<p>\u00ab<em>Nell\u2019angolo estremo a destra, entrando nel quartiere protestante del <strong>Campo Santo de\u2019 Torinesi<\/strong> [l\u2019attuale Cimitero Monumentale, area degli acattolici, aperta nel 1845, N.d.R.], un bel Salice piangente ombreggia una modesta tomba incoronata da una piccola croce in marmo bianco sulla quale leggesi la seguente semplice iscrizione in lingua svedese, che tradotta suona italianamente<\/em>: <em>Qui dorme <strong>Emilia Hogquist<\/strong> nata in Stoccolma il 1\u00b0 maggio 1812,<\/em> [in realt\u00e0 \u00e8 il 29 aprile, <em>N.d.R<\/em>.] <em>\u00a0morta in Torino il 18 dicembre 1846. Rimpianto e dolore di parenti e amici!<\/em><\/p>\n<p><em>Un piccolo sedile in marmo \u00e8 preparato per le pietose persone che vengono a pregar pace a quest\u2019anima sventurata, ed un folto <strong>rosaio del Bengal<\/strong>, che il custode assicura carico di fiori in tutto l\u2019anno, lussurreggia sulla terra che ricopre gli avanzi di questa fanciulla Scandinava. I forestieri che vanno a visitare questa tomba esportano quale cara reliquia una foglia del salice e della rosa [\u2026]<\/em><\/p>\n<p><em>Ah! cos\u00ec trapassano le glorie e le gioie della vita; e di questa rinomata svedese, che dest\u00f2 gi\u00e0 tanto entusiasmo nella sua patria, non restano oramai che poca terra e le cinque sillabe del suo nome. Abbiti anche una lagrima ed una preghiera d\u2019un ignoto; e requie perpetua al tuo spirito!<\/em>\u00bb<\/p>\n<figure style=\"width: 4608px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/09\/03\/b7\/0903b70d9f174bb323b6153a1666c03f.jpg\" width=\"4608\" height=\"3456\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Veduta di Stoccolma, citt\u00e0 natale di Emilie<\/figcaption><\/figure>\n<p>Il religioso \u2013 con quello stile inconfondibilmente ecclesiastico, degno d\u2019un perfetto equilibrista \u2013 sorvola (tuttavia sfiorandole, con velati accenni moralistici) sulle umane debolezze della <strong><em>sventurata Emilia<\/em><\/strong>\u2026<\/p>\n<p>\u00ab<em>Non ignoro del tutto l\u2019istoria pietosa di questa, quanto avvenente altrettanto sventurata fanciulla, che un <strong>crudele destino<\/strong> balz\u00f2 lungi dalla patria, e che le pene del cuore e le fatiche del viaggio tolsero alla soave luce del giorno in uno dei principali alberghi di Torino, lungi dalle sue pi\u00f9 vive affezioni. Povera Emilia! Le grazie della persona, il <strong>cuor gentile<\/strong> ed il nobile intelletto non valsero dunque a procurarti nel seno della famiglia e degli amici veri quella pace ineffabile del cuore e quelle pure gioie, a cui la natura e la societ\u00e0 parevano chiamarti con s\u00ec prepotenti lusinghe?<\/em>\u00bb<\/p>\n<p>La relazione col <strong>Principe ereditario<\/strong>, interrotta <em>obtorto collo<\/em>, ha sortito qualche effetto nel suo rapporto con l\u2019alta societ\u00e0 della capitale svedese? Il suo allontanamento dalla Svezia \u00e8 dovuto unicamente a ragioni di salute? Non lo sappiamo\u2026<\/p>\n<p><strong>Francesco Baruffi<\/strong> afferma di averla menzionata nel suo scritto \u00ab<em>per soddisfare alla mia promessa, fatta in Stoccolma nello scorso settembre [1852, N.d.R.], di ragguagliare que\u2019 cittadini, ed i parenti e gli amici specialmente della sventurata Emilia, sullo stato presente della sua tomba in Torino<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>La sua tomba \u00e8 sempre l\u00ec, all\u2019interno del perimetro del <strong>settore acattolico<\/strong> (chiamato anche \u201cevangelico\u201d) del <a href=\"http:\/\/www.cimiteritorino.it\/i-cimiteri\/arte-storia-e-tombe-illustri\/personaggi-di-rilievo\/\">Cimitero Monumentale di Torino<\/a>, situato, appena varcata l\u2019entrata di corso Regio Parco, sulla destra. Entrati nel piccolo cimitero, troviamo Emilie, in fondo a destra. Il fazzoletto di terra che la ospita \u00e8 contrassegnato dal numero \u201c25\u201d, recante la scritta (incisa su pietra) \u00ab<em>conservazione a cura del Municipio<\/em>\u00bb. La sua tomba \u00e8 tra le pi\u00f9 anonime del suggestivo <em>cimitero acattolico<\/em> che accoglie, tra gli altri, la salma di <strong>Pier Paul Caffarel<\/strong>, fondatore dell\u2019omonima azienda dolciaria nota per i suoi deliziosi cioccolatini.<\/p>\n<p>Nell\u2019ultima dimora terrena di Emilie il salice non c\u2019\u00e8 pi\u00f9. Oggigiorno, la primadonna svedese giace all\u2019ombra di un <strong>albero di magnolia<\/strong>, dietro al quale \u00e8 collocata la croce con terminazioni trilobe. L\u2019incisione funebre, praticata sulla croce, \u00e8 quasi scomparsa.<\/p>\n<p>Emilie Sophie gradir\u00e0 certamente la vostra visita\u2026<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Andrea Bisc\u00e0ro Questa \u00e8 una storia recuperata dalle nebbie del tempo. 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