{"id":3478,"date":"2022-09-13T09:09:00","date_gmt":"2022-09-13T09:09:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=3478"},"modified":"2022-09-13T15:53:36","modified_gmt":"2022-09-13T15:53:36","slug":"val-maira-la-chiesa-di-san-peyre-stroppo-il-pastore-con-la-cornamusa-e-il-tema-della-dormitio-virginis","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=3478","title":{"rendered":"Valle Maira, la chiesa di San Peyre a Stroppo &#8211; il pastore con la cornamusa e la Dormitio Virginis"},"content":{"rendered":"<p>di <em>Paolo Barosso&nbsp;<\/em><\/p>\n<p>La chiesa di <strong>San Peyre<\/strong> a <strong>Stroppo<\/strong>, intitolata ai santi Pietro e Paolo e posta a oltre 1200 metri d\u2019altezza su uno sperone roccioso a strapiombo sulla valle Maira, rivest\u00ec il ruolo di parrocchiale sino al 1825 quando venne soppresso il titolo e sconsacrato l\u2019attiguo cimitero.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/df\/2b\/f8\/df2bf83343eed88eb176154269ed6bf4.jpg\" width=\"3556\" height=\"2362\"><\/p>\n<p>Risalente al XII secolo, \u00e8 assai semplice all\u2019esterno, con <strong>facciata a capanna<\/strong>, portale pseudo-megalitico con arco a tutto sesto, sui cui \u00e8 incisa una data di dubbia lettura (1092, 1292, 1492), e doppio campanile, il primo romanico a vela, il secondo gotico con alta cuspide ottagonale attorniata da quattro pilastrini.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/29\/b4\/78\/29b478c831d3b29dde2d9c484ba808b6.jpg\" width=\"3528\" height=\"2362\"><\/p>\n<p>L\u2019interno si presenta asimmetrico, con tre navate, di cui quella centrale molto pi\u00f9 ampia, doppia abside, e un dislivello di circa 10 centimetri tra la navata centrale e quella di destra. Da notare, tra navata centrale e presbiterio, la presenza di un elemento divisorio: un <strong>trave di grandi dimensioni<\/strong>, squadrato e dipinto, su cui \u00e8 fissato un crocifisso seicentesco.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/1c\/6a\/42\/1c6a42df73d17c911d2f7b84375e33c0.jpg\" width=\"3556\" height=\"2362\"><\/p>\n<p>La struttura lignea \u00e8 probabilmente il retaggio di un\u2019antica tradizione legata a questioni liturgiche che nelle chiese orientali si esprime nella <strong>iconostasi<\/strong>, parete divisoria adorna di icone che ha la funzione di separare l\u2019area presbiteriale o santuario, spazio deputato alla celebrazione dei misteri divini (Eucaristia), dalla navata, dove si radunano i fedeli.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/5e\/3a\/1f\/5e3a1f35a8c5c428a76315f0a3c23089.jpg\" width=\"3528\" height=\"2362\"><\/p>\n<p>La chiesa conserva <strong>preziosi affreschi<\/strong>, realizzati da quattro artisti diversi, il cui nome \u00e8 rimasto ignoto, in un periodo ampio, compreso tra XIII e XVI secolo.<\/p>\n<figure style=\"width: 3556px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/0b\/2a\/9f\/0b2a9f70157d6213e554743f238f82bc.jpg\" width=\"3556\" height=\"2362\"><figcaption class=\"wp-caption-text\">Veduta d&#8217;insieme delle due absidi affrescate<\/figcaption><\/figure>\n<p>Nella parete di fondo dell\u2019abside centrale campeggia la figura di <strong>Cristo in trono<\/strong> con un libro aperto e la schiera degli apostoli nella volta, mentre sull\u2019arco risalta la <strong>scena dell\u2019Annunciazione<\/strong> e, al di sopra della cappelletta del campanile, un <strong>San Cristoforo<\/strong> che traghetta il Bambino (San Cristoforo, descritto dalla tradizione come un gigante convertito alla fede cristiana, di solito rappresentato mentre trasporta sulle spalle Ges\u00f9 ancora fanciullo da una sponda all&#8217;altra del fiume, \u00e8 anche protettore dei viandanti, per questo \u00e8 spesso raffigurato sulle facciate di chiese medioevali con dimensioni pi\u00f9 grandi del normale, di modo tale che potesse essere visto facilmente da lontano). Nella cappelletta \u00e8 invece affrescata una <strong>Madonna in trono<\/strong> tra San Pietro e Sant&#8217;Antonio Abate.<\/p>\n<figure style=\"width: 3528px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/8f\/50\/04\/8f50046cce4225840acf317af9e16291.jpg\" width=\"3528\" height=\"2362\"><figcaption class=\"wp-caption-text\">Sulla destra la cappelletta del campanile con il San Cristoforo in alto e la Madonna in trono tra San Pietro e Sant&#8217;Antonio Abate<\/figcaption><\/figure>\n<p>Si notano poi figure di santi, appartenenti alla tradizione iconografica e devozionale del territorio, come <strong>San Bernardo da Mentone<\/strong> che incatena il diavolo, San Sebastiano e San Rocco, entrambi invocati contro la peste, le sante Caterina e Barbara con i simboli del martirio (Santa Caterina con la ruota usata per il suo supplizio, Santa Barbara con la torre in cui fu imprigionata).<\/p>\n<figure style=\"width: 3556px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/b3\/74\/dc\/b374dca22e5371dbf75873b5634fbf37.jpg\" width=\"3556\" height=\"2362\"><figcaption class=\"wp-caption-text\">San Bernardo da Mentone che incatena il diavolo alla colonna<\/figcaption><\/figure>\n<p>Di notevole interesse sono gli affreschi che ornano l\u2019<strong>absidiola laterale<\/strong>, risalenti ai primi decenni del Quattrocento e attribuiti ad un pittore di ambito lombardo, che affronta con originalit\u00e0 temi importanti per la teologia cristiana: la Nativit\u00e0, l\u2019Annuncio ai pastori, la <strong><em>Dormitio Virginis<\/em><\/strong>, l\u2019Adorazione dei Magi.<\/p>\n<figure style=\"width: 3528px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/f7\/d2\/8b\/f7d28b1a92ce109adbf2d8678a48370a.jpg\" width=\"3528\" height=\"2362\"><figcaption class=\"wp-caption-text\">La Nativit\u00e0 sulla parete di fondo dell&#8217;absidiola laterale<\/figcaption><\/figure>\n<p>La <em>Dormitio Virginis<\/em> \u00e8 un tema iconografico che compare nei secoli centrali del Medioevo (i Bizantini cominciarono a raffigurarla nell&#8217;XI secolo) richiamandosi alla narrazione dei Vangeli apocrifi. Secondo la tradizione, gi\u00e0 attestata nel V secolo in ambito siriaco e che poi si diffuse da Oriente a Occidente, la Madonna, <strong>tre giorni prima<\/strong> del trapasso (avvenuto forse a Efeso, forse a Gerusalemme), si addorment\u00f2, attorniata dagli apostoli, trasportati prodigiosamente dagli angeli al suo capezzale, e venne poi assunta in Cielo, sia nello spirito che nel corpo. La ricorrenza \u00e8 inserita nel calendario delle chiese ortodosse, che festeggiano la <strong>Dormizione<\/strong>&nbsp;(<em>Koimesis<\/em> in greco, cio\u00e8 &#8220;sonno della morte&#8221;) il 15 agosto, mentre nello stesso giorno i Cattolici celebrano <strong>l\u2019Assunzione di Maria<\/strong>.<\/p>\n<p>Della <strong><em>Dormitio Virginis<\/em> <\/strong>esistono diverse varianti nella storia dell&#8217;arte cristiana: la Madonna pu\u00f2 essere raffigurata coricata a letto e morente (o gi\u00e0 spirata, come nella tradizione bizantina), talvolta con il letto posto di tre quarti e la Vergine ritratta quasi frontalmente; nella pittura tedesca del Quattrocento la si trova in ginocchio nell&#8217;atto di pregare, o seduta, infine anche distesa sul baldacchino, ma appoggiata a dei cuscini.<\/p>\n<figure style=\"width: 3528px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/77\/d5\/63\/77d563a5d96fdf4dceb164f9ea2fff01.jpg\" width=\"3528\" height=\"2362\"><figcaption class=\"wp-caption-text\">La scena della Dormitio Virginis<\/figcaption><\/figure>\n<p>Nella scena dell\u2019<strong>Annuncio ai pastori, <\/strong>troviamo tra le figure rappresentate un personaggio originale, che si lega alla cultura musicale del territorio: il <strong>pastore con la cornamusa<\/strong>, che mostra all\u2019osservatore un\u2019espressione di stupore per aver assistito all\u2019annuncio della nascita del Salvatore.<\/p>\n<figure style=\"width: 7200px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/84\/ad\/40\/84ad40bd1f80cf09e599454e7d812859.jpg\" width=\"7200\" height=\"9215\"><figcaption class=\"wp-caption-text\">Il pastore con la cornamusa raffigurato sulla parete destra dell&#8217;absidiola laterale<\/figcaption><\/figure>\n<p>La <strong>cornamusa<\/strong>, tra gli strumenti simbolo della musica popolare, \u00e8 nota nella lingua parlata in queste valli, di matrice provenzale alpina, come <strong><em>piva<\/em><\/strong> o <strong><em>chabreta<\/em><\/strong>, dal materiale di cui \u00e8 composta, la pelle del capretto.<\/p>\n<figure style=\"width: 10840px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/c7\/b5\/16\/c7b516d33764d36cb68e9a2bca7bd568.jpg\" width=\"10840\" height=\"7200\"><figcaption class=\"wp-caption-text\">La chabreta, cornamusa tipica delle valli cuneesi<\/figcaption><\/figure>\n<p><em>Tutte le foto pubblicate sono state scattate da <strong>Roberto Beltramo&nbsp;<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Paolo Barosso&nbsp; La chiesa di San Peyre a Stroppo, intitolata ai santi Pietro e Paolo e posta a oltre 1200 metri d\u2019altezza&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":6135,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[8,26,730,2321,495,14,27,86],"tags":[1216,1217,1211,1212,1214,1219,1218,1215,1213,1221,1220,1210,1222,1097,267,1223,1224,827,1209,657],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3478"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3478"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3478\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6134,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3478\/revisions\/6134"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/6135"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3478"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3478"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3478"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}