{"id":3484,"date":"2017-11-01T11:23:13","date_gmt":"2017-11-01T11:23:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=3484"},"modified":"2017-11-01T11:38:15","modified_gmt":"2017-11-01T11:38:15","slug":"1-novembre-1851-il-futuro-cardinale-cagliero-ancora-bambino-incontra-don-bosco-castelnuovo-dasti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=3484","title":{"rendered":"1\u00b0 novembre 1851: il futuro cardinale Cagliero, ancora bambino, incontra Don Bosco a Castelnuovo d\u2019Asti"},"content":{"rendered":"<p>di <em>Milo Julini<\/em><\/p>\n<p><strong>Castelnuovo d\u2019Asti<\/strong>, nella descrizione pubblicata nel 1837 dal geografo <strong>Goffredo Casalis<\/strong>, \u00e8 un capoluogo di mandamento nella provincia di Asti, nella divisione di Alessandria, ai piedi di un gradevole e fertile colle che lo ripara dai venti nordici, contornato a est dalle colline di Pino e Mondonio, provvisto da prati e campi <strong>molto produttivi<\/strong> a sud mentre a ovest una florida collinetta lo separa da Moriondo e Lovanzito (Lovencito). \u00c8 posto a nord-ovest di Asti da cui dista 14 miglia, con una popolazione di 3.006 persone, salite a 3.332 nel 1848 (Casalis, 1856).<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/43\/91\/ab\/4391abb2d6087e7d70d34484046d3df3.jpg\" width=\"1528\" height=\"1064\" \/><\/p>\n<p>Fra gli illustri personaggi nati a Castelnuovo, <strong>Casalis<\/strong> ricorda il giurista Mercandile Ottonello (1550), Giovanni Argentero (1513-1572), medico e docente universitario, Bartolomeo Argentero, fratello di Giovanni e anche lui medico.<\/p>\n<p>Forse non erano i \u201cpi\u00f9\u201d illustri se, nel 1930, il comune prendeva il nome di <strong>Castelnuovo Don Bosco<\/strong>.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/68\/b1\/f0\/68b1f0c770dc0804e969f54fb5f2635d.jpg\" width=\"809\" height=\"525\" \/><\/p>\n<p>Oltre a <strong>San Giovanni Bosco<\/strong> (1815-1888), Castelnuovo pu\u00f2 vantare anche altri rilevanti personaggi della Chiesa cattolica come <strong>san Giuseppe Cafasso<\/strong> (1811-1860), il \u201cprete della forca\u201d, <strong>san Domenico Savio<\/strong> (1842-1857) e il beato <strong>Giuseppe Allamano<\/strong> (1851-1926). Sempre a Castelnuovo \u00e8 nato <strong>Giovanni Cagliero<\/strong> (1838\u20131926), sacerdote, il primo dei salesiani a diventare vescovo, nominato cardinale nel 1915 da papa Benedetto XV. Nessun altro comune italiano pu\u00f2 vantare tre santi, un beato, un cardinale\u2026<\/p>\n<p>Nel libro \u201c<em>Le ore povere e ricche del Piemonte<\/em>\u201d, edito nel 1982 a Torino dal Lions Club Torino Castello, Annamaria Roggero Ramenghi cos\u00ec descrive l\u2019<strong>incontro di Giovanni Cagliero<\/strong>, ancora bambino, con il futuro <strong>santo Giovanni Bosco<\/strong>, avvenuto il 1\u00b0 novembre 1851.<\/p>\n<p>Don Bosco, andato a <strong>Castelnuovo d\u2019Asti<\/strong> da Torino, tenne in parrocchia il discorso per la commemorazione dei defunti.<\/p>\n<figure style=\"width: 5312px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/36\/48\/ff\/3648ff7aaa8ef7a8f1b8bce2e7bb2dbe.jpg\" width=\"5312\" height=\"2988\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Scorcio di Castelnuovo dalla chiesetta di Sant&#8217;Eusebio risalente al XII secolo, poi rimaneggiata<\/figcaption><\/figure>\n<p>Mentre parlava alla popolazione raccolta in chiesa, un <strong>ragazzetto dodicenne<\/strong>, vestito da chierichetto, che lo aveva guidato e seguito sul pulpito, lo guardava ed ascoltava tutto attento. Dopo il discorso, ritornato in sacrestia: \u00ab<em>Tu hai qualcosa da dirmi!<\/em>\u00bb sussurr\u00f2 Don Bosco all\u2019orecchio del giovinetto. \u00ab <em>\u00c8 vero! Vorrei che mi conducesse con lei a Torino per studiare da prete!<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p><strong>Don Bosco<\/strong> ne parl\u00f2 con il parroco che chiam\u00f2 in canonica la madre del giovanetto. \u00ab<em>\u00c8 vero che volete vendermi il vostro Giovanni? Quanto volete?<\/em>\u00bb. Lei: \u00ab<em>Oh, venderlo proprio no! ma, se lo gradisce, piuttosto glielo regalo!<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>E il giovane <strong>Giovanni Cagliero<\/strong> segu\u00ec Don Bosco a Torino, nell\u2019Oratorio di Valdocco, deciso in cuor suo a non pi\u00f9 allontanarsi. Ma la Provvidenza aveva deciso diversamente.<\/p>\n<figure style=\"width: 1471px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/75\/c0\/66\/75c0668be6aec1b2c794b88d657a9409.jpg\" width=\"1471\" height=\"946\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">La casa natale di Giovanni Bosco in frazione Morialdo<\/figcaption><\/figure>\n<p>Il Cagliero era da circa 3 anni con Don Bosco a <strong>Valdocco<\/strong>, quando nel 1854 scoppi\u00f2 il <strong>colera<\/strong> a Torino: fu colpito dal male, e ridotto in fin di vita. Don Bosco si preoccup\u00f2 di prepararlo alla morte e si mosse per andare a confessarlo, e dargli gli ultimi sacramenti.<\/p>\n<p>Se non che, entrato nella stanza, Don Bosco si ferm\u00f2 di colpo, sbalordito: una <strong>bellissima colomba bianca<\/strong>, con un rametto di olivo nel becco, con sprazzi di luce vivissima, illuminava la camera; dopo alcuni giri, raccolse il volo sul letto del moribondo, ne tocc\u00f2 le labbra con il ramoscello d\u2019olivo e poi lo lasci\u00f2 cadere sul suo capo: scomparve subito dopo dardeggiando una luce pi\u00f9 intensa.<\/p>\n<p>Don Bosco comprese subito che il giovane non sarebbe morto; anzi,\u2026 sarebbe diventato <strong>prete<\/strong> e <strong>vescovo<\/strong>, perch\u00e9 quella colomba era il <strong>simbolo dello Spirito Santo<\/strong>.<\/p>\n<figure style=\"width: 346px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/f7\/17\/91\/f71791fbb4af6bc9392d4cd206cf2e40.jpg\" width=\"346\" height=\"538\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">La visione profetica di Don Bosco davanti al giovane Cagliero morente, in una fotoscultura di Domenico Mastroianni (Arpino, Frosinone, 1877 \u2013 Roma, 1962)<\/figcaption><\/figure>\n<p>Tutto lieto, <strong>Don Bosco<\/strong> si inoltr\u00f2 nella stanza ed ecco sparire le pareti come d\u2019incanto ed offrirsi ai suoi occhi attoniti un altro <strong>straordinario spettacolo<\/strong>: intorno al letto, strane figure di <strong>selvaggi coperti solo di pelli<\/strong>, fissavano trepidanti il volto dell\u2019infermo, quasi supplicando.<\/p>\n<p>Il Cagliero, naturalmente, guar\u00ec. Fu sacerdote; and\u00f2 missionario nella <strong>Patagonia meridionale<\/strong> nella Terra del Fuoco, l\u2019estremo lembo dei continente americano che si protende verso l\u2019Antartide.<\/p>\n<p>Con i Salesiani che lo coadiuvarono, in 40 anni di lavoro missionario, civilizz\u00f2, convert\u00ec e battezz\u00f2 <strong>decine di migliaia<\/strong> di Indi Fueghini, Onas e Alacaluffi, razze umane ora scomparse e del tutto estinte.<\/p>\n<p>Fu fatto vescovo e cardinale, per meriti eccezionali; ebbe <strong>benemerenze<\/strong> e <strong>riconoscimenti civili<\/strong> di ogni specie da parecchi Stati e molte vie, piazze, laghi e monti portano il suo nome.<\/p>\n<p>Cos\u00ec <strong>Annamaria Roggero Ramenghi<\/strong>.<\/p>\n<figure style=\"width: 800px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/ae\/82\/f1\/ae82f1835edca113c75ea72738d8c826.jpg\" width=\"800\" height=\"1255\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Giovanni Cagliero, vescovo e cardinale, evangelizzatore della Patagonia meridionale<\/figcaption><\/figure>\n<p>A completamento delle sue parole ricordiamo che <strong>Giovanni Cagliero<\/strong> \u00e8 noto anche per la sua attivit\u00e0 di musicista compositore di <strong>musica sacra<\/strong>. Il suo brano forse pi\u00f9 celebre, almeno fino a un recente passato, \u00e8 \u201c<strong><em>Il piccolo spazzacamino<\/em><\/strong>\u201d con i versi di Ignazio Cant\u00f9, fratello dello storico Cesare, che oggi possono apparire un po\u2019 melensi.<\/p>\n<p>Presentato per la prima volta in occasione del Natale del 1858, \u201c<em>Il piccolo spazzacamino<\/em>\u201d inizia con questi versi che nei lettori \u201cdiversamente giovani\u201d evocheranno di certo qualche ricordo.<\/p>\n<p><em>Spazzacamino, spazzacamino!<\/em><\/p>\n<p><em>Ho freddo, ho fame, son poverino:<\/em><\/p>\n<p><em>in riva al lago, ove son nato,<\/em><\/p>\n<p><em>ho la mia mamma abbandonato.<\/em><\/p>\n<p><em>Come l\u2019augello che lascia il nido,<\/em><\/p>\n<p><em>per guadagnarmi qualche quattrin:<\/em><\/p>\n<p><em>E tutto il giorno vo\u2019 attorno, e grido:<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cSpazzacamino, spazzacamin\u201d.<\/em><\/p>\n<p><em>Torino \u00e8 grande, ma il paesello<\/em><\/p>\n<p><em>ove son nato mi par pi\u00f9 bello,<\/em><\/p>\n<p><em>e sempre, sempre vado col core<\/em><\/p>\n<p><em>in riva al nostro Lago Maggiore.<\/em><\/p>\n<p>Q<a href=\"http:\/\/www.filastrocche.it\/contenuti\/la-canzone-dello-spazzacamino\/\">ui puoi leggere il testo completo<\/a>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Milo Julini Castelnuovo d\u2019Asti, nella descrizione pubblicata nel 1837 dal geografo Goffredo Casalis, \u00e8 un capoluogo di mandamento nella provincia di Asti,&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":3485,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[26,143,241,4],"tags":[421,1230,357,204,1226,1227,1234,218,1229,1235,1233,1232,1225,1231,29,1228],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3484"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3484"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3484\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3486,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3484\/revisions\/3486"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/3485"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3484"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3484"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3484"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}