{"id":3487,"date":"2021-06-29T07:07:04","date_gmt":"2021-06-29T07:07:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=3487"},"modified":"2021-06-29T16:36:17","modified_gmt":"2021-06-29T16:36:17","slug":"il-neogotico-castello-del-roccolo-busca-la-dimora-estiva-dei-marchesi-dazeglio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=3487","title":{"rendered":"Il neogotico castello del Roccolo a Busca, che fu dimora estiva dei marchesi d\u2019Azeglio"},"content":{"rendered":"<p>di <em>Paolo Barosso\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Il Piemonte sud-occidentale vanta parecchi esempi di <strong>residenze neogotiche<\/strong>: fra queste \u00e8 significativo il <strong>castello del Roccolo<\/strong> a Busca, dovuto al marchese <strong>Roberto Taparelli d\u2019Azeglio<\/strong>, fratello del pi\u00f9 celebre Massimo, statista e pittore, e alla moglie Costanza Alfieri di Sostegno.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/2c\/01\/39\/2c01396b163b31ae60c33e6613abccbf.jpg\" width=\"7920\" height=\"5260\" \/><\/p>\n<p>Dalla documentazione in nostro possesso risulta che nel 1831 <strong>Roberto D\u2019Azeglio<\/strong> acquist\u00f2 una propriet\u00e0 nel territorio di Busca, su un\u2019altura poco discosta dall\u2019abitato, comprendente due fabbricati, definiti dal catasto napoleonico \u201c<em>casa<\/em>\u201d e \u201c<em>casa con cortile<\/em>\u201d, e una vasta area verde di circa cinquanta ettari, in seguito sistemata a giardino e parco. La dimora che vi si realizz\u00f2 venne ispirata ai canoni del <strong><em>revival gotico<\/em><\/strong>, con l\u2019accostamento di elementi esotici e moreschi, un approccio stilistico promosso dalla corte sabauda del tempo (il neo-medioevalismo carlabertino) e influenzato dalla cultura d\u2019impronta anglosassone dei marchesi.<\/p>\n<figure style=\"width: 7920px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/8d\/d7\/eb\/8dd7eb67de4a943815ffb3eb69f44a19.jpg\" width=\"7920\" height=\"5261\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Il monumentale scalone a tenaglia<\/figcaption><\/figure>\n<p>Pur mancando notizie certe al riguardo, \u00e8 plausibile che il cantiere sia stato diretto dagli stessi proprietari: non \u00e8 raro infatti il caso in cui la costruzione di <strong>dimore neogotiche<\/strong> nel corso dell\u2019Ottocento sia stata eseguita sulla base di progetti forniti dal committente o comunque sotto la sua attenta supervisione.<\/p>\n<figure style=\"width: 7920px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/30\/c7\/ba\/30c7ba80c15b3ebdb5c8216226e42087.jpg\" width=\"7920\" height=\"5260\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Particolare del cortile interno con gli archi moreschi<\/figcaption><\/figure>\n<p>L\u2019intento dei proprietari era probabilmente quello di creare un dimora da utilizzare esclusivamente durante l\u2019estate, come dimostra l\u2019assenza di impianti di riscaldamento, e che si ispirasse nelle forme architettoniche, oltre che al <strong><em>revival medievale<\/em><\/strong>, altres\u00ec al gusto tipico dell\u2019epoca per l\u2019<strong>orientalismo<\/strong>, evidente sia nelle decorazioni in <strong>stile moresco<\/strong> che abbondano negli ambienti interni, sia nelle specie botaniche messe a dimora nel parco, alcune delle quali di provenienza esotica, favorite dal microclima mite della zona.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/1a\/aa\/bf\/1aaabffeac767c59c49c05eaa651bce1.jpg\" width=\"7920\" height=\"5260\" \/><\/p>\n<p>Le preesistenze dell\u2019attuale complesso, acquistate nel 1831 dal d\u2019Azeglio e risalenti al XIV\/XV secolo, sono state in parte inglobate nelle nuove costruzioni e in parte messe in evidenza, valorizzandole secondo il gusto tipicamente romantico per gli <strong>edifici in rovina<\/strong> e i manufatti diruti, testimonianza tangibile del tempo che scorre e consuma le cose: questa soluzione \u00e8 evidente nel fabbricato in pietra a destra del castello, abbellito da due interessanti trifore, originali, e di un coronamento con <strong>merlatura a coda di rondine<\/strong>, che potrebbe essere un\u2019aggiunta successiva, concepita nell\u2019ottica di esaltarne l\u2019aspetto medioevale e romantico.<\/p>\n<figure style=\"width: 7920px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/4d\/0f\/80\/4d0f8032e49932c12aec2a2c98793edf.jpg\" width=\"7920\" height=\"5261\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Suggestioni neogotiche negli ambienti interni<\/figcaption><\/figure>\n<p>Tra le numerose dimore realizzate nell\u2019<strong>Ottocento piemontese <\/strong>richiamandosi a modelli medievali si riconoscono due tipologie: la rivisitazione in chiave neogotica di fabbricati gi\u00e0 esistenti (\u00e8 il caso del Roccolo), riplasmati con l\u2019obiettivo di ricostituire un\u2019ipotetica unitariet\u00e0 stilistica originaria, o la realizzazione <em>ex novo<\/em> di residenze gentilizie di campagna ispirate all\u2019<strong>idea di castello <\/strong>(come gi\u00e0 annotavano gli ambasciatori veneziani nelle relazioni cinquecentesche la nobilt\u00e0 piemontese prediligeva risiedere nelle dimore extraurbane piuttosto che in citt\u00e0, all\u2019uso francese, e questa abitudine pare essersi mantenuta inalterata nel tempo).<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/7d\/d4\/4d\/7dd44ddf2e1644b01ecd21033af29f96.jpg\" width=\"3543\" height=\"2353\" \/><br \/>\nIl <strong>castello del Roccolo<\/strong>, esempio di riplasmazione in chiave neogotica di edifici preesistenti, con accenti moreschi e orientalistici, si presenta dal prospetto principale come un edificio rettangolare su cui s\u2019innestano due torri cilindriche, secondo <strong>modelli anglosassoni<\/strong>. Sulla facciata si staglia un imponente <strong>scalone a tenaglia<\/strong>, che incornicia una fontana centrale. Nelle sale interne abbondano le decorazioni a <em>trompe l\u2019oeil<\/em> e in stucco bianco, con archi moreschi e motivi ornamentali suggeriti dai manuali neogotici (ricorrenti gli intrecci di foglie d\u2019edera e agrifoglio), grandi pareti affrescate che si aprono su vedute di paesaggi con edifici diruti e vestigia antiche, secondo il gusto romantico, e vetri colorati legati a piombo. Il castello conserva in parte l&#8217;arredo originario fornito dalla bottega dell&#8217;illustre ebanista<strong> Gabriele Capello <\/strong>detto il Moncalvo.<\/p>\n<figure style=\"width: 5280px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/c1\/ac\/73\/c1ac7364b69755e64854dbf86aeca2c3.jpg\" width=\"5280\" height=\"5280\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Parte degli arredi interni sono stati realizzati dall&#8217;ebanista Gabriele Capello detto il Moncalvo<\/figcaption><\/figure>\n<p>Il <strong>parco<\/strong> alle spalle del castello, esteso per 50 ettari, \u00e8 concepito secondo i canoni del giardino romantico all\u2019inglese, con la natura lasciata (apparentemente) libera di esprimersi: varie sono le specie botaniche anche esotiche (sequoia americana, leccio, liriodendro, osmanto, lauroceraso) che vi prosperano, accanto ad altre comuni, e diversi i manufatti che lo ingentiliscono secondo l\u2019idea romantica del <em>m\u00e9lange<\/em> tra elementi naturali e artificiali (statue, nicchie, grotte, finte rovine, cascatelle, ponti, fontane, balaustre). All\u2019interno del parco, che registr\u00f2 alcuni interventi del grande paesaggista <strong>Xavier Kurten<\/strong>, spicca la monumentale struttura delle <strong>Serre<\/strong>, realizzata tra 1846 e 1850 e la cappella, che ospita parte degli stalli cinquecenteschi del coro provenienti dalla cappella marchionale di Revello.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/8f\/21\/4e\/8f214e314964a064ec3cfe985c26bc77.jpg\" width=\"7920\" height=\"5261\" \/><\/p>\n<p>Il complesso, che nel tempo ospit\u00f2 <strong>personalit\u00e0 illustri<\/strong>, dai ministri britannici Lord Gladstone e Lord Palmerston alla coppia reale formata da Umberto I e Margherita, appare impostato lungo un <strong>asse centrale<\/strong>, un tempo definito da un corso d\u2019acqua, originato da una sorgente ora non pi\u00f9 attiva, che attraversava la tenuta alimentando il laghetto e le tre fontane.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/13\/7e\/d2\/137ed23d9fe2210603cbfec6b6768ebb.jpg\" width=\"7920\" height=\"5260\" \/><\/p>\n<p>La denominazione del sito, <strong>Roccolo<\/strong>, deriva dai \u201croccoli\u201d, le reti impiegate per la cattura degli uccelli di piccola taglia, ma \u00e8 da registrare l\u2019interpretazione poetica di Silvio Pellico che, dimorando al castello dopo la prigionia nel carcere dello Spielberg, spieg\u00f2 cos\u00ec in versi l\u2019origine del nome: <em>\u201c\u2026E quel castello La Roccia \u00e8 detto da ferrigno masso che in bel laghetto specchiasi<\/em>\u201d, alludendo all\u2019imponente masso che ancor oggi sovrasta lo specchio d\u2019acqua.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/38\/26\/e3\/3826e323da866b47e45a4f3ba3bf55d9.jpg\" width=\"7920\" height=\"5260\" \/><\/p>\n<p>Sempre a Busca, sulla collina di Santo Stefano, a ponente della citt\u00e0, giacciono le rovine di un\u2019altra fortificazione, oggi nota come il <strong>Castellaccio<\/strong>, fondata nel XII secolo per iniziativa di Guglielmo, figlio di Bonifacio del Vasto, per presidiare la strada verso la Val Maira. Il castello, appartenuto per secoli ai marchesi di Busca, venne conteso da vari principi, i Savoia, poi i marchesi di Saluzzo, gli Angioini, poi ancora i Saluzzo, infine i Savoia-Acaia, cui subentr\u00f2 dal 1418 il ramo principale. Risale al 1620 l\u2019abbattimento del castello con mine.<\/p>\n<p><em>Tutte le foto pubblicate sono di <strong>Roberto Beltramo<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Fonti bibliografiche:<\/p>\n<p class=\"style1\">A cura di Micaela Viglino Davico ed Elena Dellapiana Tirelli, <em>Dal castrum al &#8220;castello&#8221; residenziale. Il Medioevo del reintegro o dell&#8217;invenzione,\u00a0<\/em>Atti del Convegno di Studi, Torino, 12 marzo &#8211; 13 marzo 1999, Celid, 2000<\/p>\n<p>www.castellodelroccolo.it<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Paolo Barosso\u00a0 Il Piemonte sud-occidentale vanta parecchi esempi di residenze neogotiche: fra queste \u00e8 significativo il castello del Roccolo a Busca, dovuto&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":3488,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[26,25,495,14,27],"tags":[1241,1250,1237,1245,701,1249,1247,1239,1248,1236,1243,1242,30,1244,1238,35,1240,1246,603,444],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3487"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3487"}],"version-history":[{"count":8,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3487\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5476,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3487\/revisions\/5476"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/3488"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3487"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3487"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3487"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}