{"id":3517,"date":"2017-11-22T13:36:58","date_gmt":"2017-11-22T13:36:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=3517"},"modified":"2017-11-22T13:40:23","modified_gmt":"2017-11-22T13:40:23","slug":"delit-piemont-armus-ciand-ant-ij-pape-dij-tribunaj-il-lupo-e-il-raviolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=3517","title":{"rendered":"Delit an Piemont: armus-ciand ant ij pap\u00e9 dij tribunaj \u2013 Il Lupo e il Raviolo"},"content":{"rendered":"<p>di <em>Arconte<\/em><\/p>\n<p>Questa \u00e8 una classica storia di \u201c<strong>parenti serpenti<\/strong>\u201d che il cronista giudiziario Curzio presenta ai suoi lettori, nella \u00ab<em><strong>Gazzetta Piemontese<\/strong><\/em>\u00bb del 1\u00b0 giugno 1872, come un caso di giustizia che diverte, a partire dai cognomi dei protagonisti, Lupo per gli aggressori e Raviolo per la loro vittima, per poi sorridere, con ironico compiacimento, dei poco edificanti appellativi che i protagonisti della storia si scambiano perch\u00e9 inveleniti da una <strong>questione di eredit\u00e0<\/strong>.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/eb\/69\/f7\/eb69f784efc9d353265c5d6ece90d94d.jpg\" width=\"823\" height=\"514\" \/><\/p>\n<p>Su tutto aleggia il tono di superiorit\u00e0 cittadina che il <strong>torinese Curzio<\/strong> prova nei confronti di avidi paesani litigiosi, due dei quali, con il loro cognome Lupo, evocano gli animali umanizzati di <em>Sc\u00e8nes de la vie publique et priv\u00e9e des animaux<\/em> (1842) e di altre opere dell\u2019illustratore e caricaturista francese noto con lo pseudonimo di <strong>Grandville<\/strong> (1803 \u2013 1847).<\/p>\n<p>Il testo di Curzio nasce dalla mescolanza di tutti questi elementi e risulta gradevole, anche se datato, e non avrebbe retto una trascrizione in termini moderni. Per questo motivo abbiamo preferito presentare questa vicenda nella sua <strong>versione originale<\/strong>.<\/p>\n<figure style=\"width: 1200px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/5c\/22\/80\/5c228028a233c49f13a57194d8b21a8a.jpg\" width=\"1200\" height=\"1303\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Illustrazione del caricaturista francese Grandville<\/figcaption><\/figure>\n<p>\u00ab<em>Abbiamo ora per le mani un <strong>Lupo<\/strong> ed un <strong>Raviolo<\/strong>: il Lupo vorrebbe mangiare il Raviolo, e questi per istinto di conservazione non vorrebbe essere divorato, e se egli ancora esiste, lo si deve pi\u00f9 al caso che alla volont\u00e0 del suo acerrimo nemico.<\/em><\/p>\n<p><em>La famiglia Lupo e la famiglia Raviolo, da <strong>Moriondo<\/strong>, presso Torino, sono parenti, ed entrambi aspirano alla <strong>eredit\u00e0<\/strong> di una loro vecchia zia di nome Catterina.<\/em><\/p>\n<p><em>Tutti due vanno a gara a lisciare la zia per affezionarsela, e mal sopportano che l\u2019una sia pi\u00f9 sollecita dell\u2019altra, per cui s\u2019invidiano e si portano odio.<\/em><\/p>\n<p><em>Il Lupo padre per dileggiare la madre dei Raviolo, quando le passa vicino, le dice: <strong>Cerea sora cont\u00ebssa<\/strong> [buongiorno signora contessa], ed allorch\u00e9 parla con qualcuno di questa donna, l\u2019appella sempre <strong>sora cont\u00ebssa pat\u00ebrlera<\/strong> [signora contessa ciabattona].<\/em><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/4c\/60\/c3\/4c60c3528ef2117d74f236ec0ac2d1da.jpg\" width=\"902\" height=\"686\" \/><\/p>\n<p><em>I fratelli Raviolo fanno avvertire il Lupo che, se non smette volontariamente il suo contegno beffardo verso la loro madre, glielo avrebbero fatto smettere per forza. Ed il Lupo invece di ascoltarli, schernisce anche loro chiamandoli <strong>ciucia-capon<\/strong> [succhia capponi] e con un altro titolo che taccio, perch\u00e9 puzza troppo.<\/em><\/p>\n<p><em>Per tutta risposta i fratelli Raviolo dicono al loro nemico che \u00e8 un <strong>luvass<\/strong> e tanto basta.<\/em><\/p>\n<p><em>Un giorno Eugenio Raviolo and\u00f2 a prendere una <strong>bottiglia d\u2019acqua sulfurea<\/strong> alla fonte di San Dionigi: per strada incontra il Lupo padre il quale gli dice:<\/em><\/p>\n<p>\u00abPerch\u00e9 vai dicendo con tutti che io sono un <em>luvass<\/em>? [lupaccio]\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abPerch\u00e9 voi dite pure con tutti che io sono un <em>ciucia-capon<\/em> ed un <em>caga-toma <\/em>[caca-toma]\u00bb.<\/p>\n<p>\u00abIo sono un <em>luvass<\/em>! Ebbene prendi\u2026\u00bb.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/d8\/67\/da\/d867daa6e5ef0dca4dbf75d01d4e02e5.png\" width=\"500\" height=\"689\" \/><\/p>\n<p><em>Gli mena <strong>cinque o sei colpi di bastone<\/strong> su varie parti del corpo, causandogli lesioni, e rompendogli la bottiglia.<\/em><\/p>\n<p><em>Eugenio sporse querela contro il Lupo, il quale fu dal <strong>Pretore locale<\/strong> condannato alla pena dell\u2019ammenda di lire 10 ed ai danni liquidati in lire 20, che esso Lupo diceva dover ancora il Re far stampare i biglietti per soddisfarli.<\/em><\/p>\n<p><em>Tale condanna non fece altro che aumentare maggiormente l\u2019odio e il dispetto dei Lupo contro i Raviolo. Esso Lupo perci\u00f2 non lasciva sfuggire l\u2019occasione per quelli <strong>minacciare e intimidire<\/strong>.<\/em><\/p>\n<p><em>Le continue minacce del padre e figlio Lupo, che sono due atleti, mettono in<strong> grave apprensione<\/strong> i Raviolo che sono di corporatura esile e d\u2019animo poco invidiabile nemmeno dai conigli. Essi perci\u00f2 cercano sempre di trovarsi in compagnia di altre persone forti.<\/em><\/p>\n<figure style=\"width: 1625px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/a4\/95\/66\/a4956615f06f11feeff887c15109797a.jpg\" width=\"1625\" height=\"1115\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Moriondo Torinese &#8211; veduta da una vecchia cartolina<\/figcaption><\/figure>\n<p><em>Il 16 ottobre 1870 era la festa di un <strong>cantone di Moriond<\/strong>o: si ballava, ed i fratelli Raviolo vollero ancor essi danzare. Padre e figlio Lupo, appoggiati ad un albero in contegno minaccioso come <strong>due bravi di don Rodrigo<\/strong>, borbottavano<\/em> <em>fra loro parole inintelligibili e facevano quattro occhiacci ai Raviolo, per modo che uno di questi, preso da <strong>grave paura<\/strong>, and\u00f2 a cambiarsi le mutande. L\u2019altro fratello cess\u00f2 di ballare, e per precauzione si port\u00f2 vicino ad un bersagliere al quale esprimeva la sua paura.<\/em><\/p>\n<p><em>Il bersagliere gli faceva coraggio; ma non aveva ancora terminato la sua esortazione che il padre e figlio presero il Raviolo per gli abiti, lo trascinarono nella valle e l\u00e0 gli spararono <strong>due colpi di pistola<\/strong>.<\/em><\/p>\n<p><em>Il colpo del figlio non lo colse, il colpo del padre gli trafor\u00f2 il capo causandogli una grave ferita, dapprima giudicata mortale, ma per fortuna<strong> guarita in 35 giorni<\/strong>.<\/em><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/f9\/e7\/ef\/f9e7ef871cc90c9247026716f087f5fa.png\" width=\"704\" height=\"1024\" \/><\/p>\n<p><em>Dopo quei colpi i Lupo fuggirono: il figlio fugg\u00ec cos\u00ec lontano che non lo si pot\u00e9 ancora raggiungere; il padre per contro fu poco dopo arrestato, e dopo l\u2019istruttoria del processo, sabato ultimo scorso comparve davanti la nostra <strong>Corte di Assise<\/strong>, presieduto dal cavalier Talice.<\/em><\/p>\n<p><em>Il Pubblico Ministero, barone Bichi, vorrebbe la distruzione di tutti i lupi, anche quelli che hanno solo due gambe, l\u2019avvocato Gazzera, per contro, dimostra che il suo lupo non \u00e8 cos\u00ec famelico come sostiene il Pubblico Ministero, e quindi non meritevole di essere annientato: dice delle belle paroline ai giurati, i quali perci\u00f2 si dimostrarono miti ed il Lupo accusato se la cava con <strong>due anni di carcere<\/strong>. Curzio\u00bb.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Arconte Questa \u00e8 una classica storia di \u201cparenti serpenti\u201d che il cronista giudiziario Curzio presenta ai suoi lettori, nella \u00abGazzetta Piemontese\u00bb del&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":3518,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[26,143,237],"tags":[1292,933,1291,1290,222,1288,1286,1289,30,1287,29],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3517"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3517"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3517\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3519,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3517\/revisions\/3519"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/3518"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3517"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3517"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3517"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}