{"id":3608,"date":"2017-12-20T16:17:38","date_gmt":"2017-12-20T16:17:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=3608"},"modified":"2017-12-20T16:34:16","modified_gmt":"2017-12-20T16:34:16","slug":"delit-piemont-armus-ciand-ant-ij-pape-dij-tribunaj-rocco-fassino-luxoricida-di-casalborgone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=3608","title":{"rendered":"Delit an Piemont: armus-ciand ant ij pap\u00e9 dij tribunaj \u2013 Rocco Fassino, l&#8217;uxoricida di Casalborgone"},"content":{"rendered":"<p>di <em>Arconte<\/em><\/p>\n<p>Nell\u2019anno 1874 non \u00e8 certo frequente che <strong>fatti di cronaca nera<\/strong> possano occupare la prima pagina della \u201c<em>Gazzetta Piemontese<\/em>\u201d e degli altri quotidiani, torinesi e italiani. Fa eccezione la notizia di un <strong>feroce uxoricidio<\/strong>, commesso nella sera del 12 gennaio sulla strada che da Gassino porta a San Sebastiano, nel territorio di Casalborgone. La \u201c<em>Gazzetta Piemontese<\/em>\u201d di sabato 17 gennaio 1874 riporta questa notizia per prima, in prima colonna, nella prima riga: \u00ab<em>Casalborgone, 14. \u2013 Un atroce misfatto compievasi la sera del 12 corrente in questo territorio<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full\" src=\"https:\/\/s-media-cache-ak0.pinimg.com\/originals\/de\/84\/08\/de840868992ec95e544d40920338b720.jpg\" width=\"960\" height=\"623\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Luned\u00ec 19 gennaio 1874, sempre in prima pagina, questa volta in terza colonna, lo stesso giornale riporta da <strong>Casalborgone<\/strong> un \u00ab<em>un particolareggiato rapporto del grave delitto col\u00e0 avvenuto<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>Non seguiremo queste prime notizie che enfatizzano la crudelt\u00e0 del marito omicida, il suo tentativo di depistare le indagini e la sagacia degli investigatori che lo hanno indotto a confessare gi\u00e0 il giorno seguente. Dopo averne sottolineato l\u2019insolita presenza in prima pagina, ci affidiamo alla <strong>cronaca giudiziaria di Curzio<\/strong>, pubblicata insolitamente in ben due puntate, il 21 e il 28 novembre 1874, nella Rivista dei Tribunali dell\u2019Appendice della \u201c<em>Gazzetta Piemontese<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Protagonisti della storia sono <strong>Rocco Fassino<\/strong>, contadino di 35 anni, nato a Casalborgone e residente nel territorio di San Sebastiano da Po e la moglie Anna Chiappino, di 29 anni.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full\" src=\"https:\/\/s-media-cache-ak0.pinimg.com\/originals\/41\/16\/0f\/41160ff3c7661348983807900791547f.jpg\" width=\"954\" height=\"616\" \/><\/p>\n<p>Scrive Curzio: \u00ab<em>Era il Rocco Fassino [\u2026] di gusto depravato: non amava n\u00e9 portava benevolenza alla propria moglie Annetta Chiappino, tuttoch\u00e9 questa fosse ancora giovane e bella, snella della persona ed avesse maniere dolci e gentili, accompagnate da altre varie qualit\u00e0 amatorie: prediligeva per contro e preferiva la <strong>fantesca Michelina<\/strong>, che per essere brutta, schifosa e di una grossezza sproporzionata alla sua altezza di poco pi\u00f9 di un metro, sembrava un fagotto di stracci.<\/em><\/p>\n<p><em>Conoscendo la infelice Annetta l\u2019animo crudele dell\u2019infame marito, sopportava pazientemente ogni insulto ed ogni ingiuria; e se talvolta le sfuggiva qualche osservazione, veniva maltrattata e caricata di percosse. Doveva assistere al suo disonore e tacere. Tanto la serva quanto la moglie stavano per diventare madri ad opera del solo Fassino e l\u2019una e l\u2019altra lo divennero nello stesso mese. Il <strong>figlio legittimo<\/strong> nacque in casa, e l\u2019<strong>illegittimo<\/strong> presso una levatrice in Torino. Il primo mor\u00ec, e mor\u00ec, a quanto ora dicesi, di morte violenta, e l\u2019<strong>adultero marito<\/strong> spingendo la sua indelicatezza oltre ogni limite, pretendeva che la moglie allattasse il bambino della serva. Ci\u00f2, come \u00e8 naturale, ripugnava alla povera Annetta e l\u2019esecrato Fassino contro di lei inveiva e schiaffi e pugni e calci le menava.<\/em><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full alignright\" src=\"https:\/\/s-media-cache-ak0.pinimg.com\/originals\/fb\/d3\/7c\/fbd37c360ee1067befbaabb32873b1a9.jpg\" width=\"519\" height=\"331\" \/><\/p>\n<p><em>Malgrado la ripugnanza della moglie, il barbaro uomo si era fitto in capo che questa dovesse ad ogni costo avere cura ed allevare<strong> il neonato della serva.<\/strong> Perci\u00f2, fatto portare il bambino alla casa dei disgraziati trovatelli, con un fare meno rude del solito disse all\u2019Annetta:<\/em><\/p>\n<p><em>&#8211; Hai latte abbastanza, non vuoi darlo a quel bambino: per guadagnare qualche cosa conviene che prendiamo un trovatello.<\/em><\/p>\n<p><em>&#8211; Meno male un trovatello; ma giammai il figlio di colei che tante amarezze mi cagion\u00f2, e tanti tristi giorni mi fece passare.<\/em><\/p>\n<p><em>Con questo accordo i due coniugi partono da Casalborgone per recarsi a Torino, e qui giunti non avendo potuto, non sappiamo per quale ragione, avere alcuno dei miseri infanti, ripresero la strada verso la loro casa.<\/em><\/p>\n<p><em>Prima di ripartire per\u00f2 il Fassino fece acquisto di <strong>una pistola<\/strong> dall\u2019armaiolo che tiene negozio in piazza San Giovanni, e comper\u00f2 pure polvere e pallini di piombo. Poi nel viaggio faceva passare la moglie per viottoli e vie deserte, e appena la condusse in luogo recondito, estrasse la pistola gi\u00e0 caricata, la punt\u00f2 e <strong>la spar\u00f2 alla nuca<\/strong> della infelice donna.<\/em><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full\" src=\"https:\/\/s-media-cache-ak0.pinimg.com\/originals\/14\/10\/b1\/1410b17b412c30d46c8c2ad042608333.jpg\" width=\"800\" height=\"425\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Questa non rest\u00f2 morta sul colpo, ed egli, ricaricata in fretta l\u2019arma micidiale, altro sparo esegu\u00ec, che la condusse in fin di vita. Dopo questo <strong>tragico ed orribile fatto<\/strong> corse difilato dai Carabinieri, e con finta commozione loro raccontando esser egli e la moglie stati da grassatori assaliti, li invitava a recarsi prontamente sul luogo dove la consorte era caduta ferita.<\/em><\/p>\n<p><em>Per quanta apparenza di verit\u00e0 Fassino cercasse d\u2019imprimere allo sfacciato e bugiardo racconto con una minuta descrizione dei grassatori, della loro audacia e crudelt\u00e0, i Carabinieri ben sapendo che egli aveva gi\u00e0 in qualche circostanza manifestata la intenzione di <strong>disfarsi della moglie<\/strong> per poi scapricciarsi con maggior suo bell\u2019agio colla propria druda [amante], non prestarono cieca fede ai suoi detti.<\/em><\/p>\n<p><em>Onde, tenendo d\u2019occhio Fassino, si fecero da lui condurre sul <strong>luogo del delitto<\/strong>. Il brigadiere per\u00f2 precede la comitiva di alcuni passi e, visto il cadavere, si rivolse subito indietro dicendo:<\/em><\/p>\n<p><em>&#8211; Vostra moglie non \u00e8 ancor morta, ha ancora pronunciato una parola, colla quale disse essere voi l\u2019assassino.<\/em><\/p>\n<p><em>&#8211; Oh povero me, son perduto!<\/em><\/p>\n<p><em>&#8211; Dunque non vi resta altro che confessare la vostra colpa per indurre poi la giustizia ad usarvi clemenza.<\/em><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full\" src=\"https:\/\/s-media-cache-ak0.pinimg.com\/originals\/d5\/2b\/2c\/d52b2cf7a0cae4239ae908867ea7a11d.jpg\" width=\"989\" height=\"648\" \/><\/p>\n<p><em>Noi non facciamo plauso alla poco caritatevole<strong> astuzia<\/strong> usata dal brigadiere; dobbiamo per\u00f2 riconoscere che egli agevol\u00f2 di molto la istruzione del processo. Per la qual cosa Fassino fu arrestato e condotto [il 20 novembre 1874] davanti la <strong>Corte d\u2019Assiste di Torino<\/strong>, presieduta dall\u2019ottimo cav. Fava.<\/em><\/p>\n<p><em>Il cavalier Boron, rappresentante il Pubblico Ministero, sostenne acremente l\u2019accusa, cerc\u00f2 di escludere ogni circostanza attenuante in favore dell\u2019accusato, e disse che i giurati non dovevano e non potevano invadere i diritti e le prerogative del Re nel salvare dal patibolo l\u2019infame uxoricida.<\/em><\/p>\n<p><em>Di fronte alla <strong>confessione<\/strong> dell\u2019accusato, di fronte al fatto da lui cosi barbaramente commesso, l\u2019avvocato Peretti dur\u00f2 molta fatica per poter strappare il suo cliente dal patibolo, e lo strapp\u00f2 persuadendo i giurati ad ammettere le circostanze attenuanti. Per conseguenza la Corte condann\u00f2 Fassino alla <strong>pena dei lavori forzati a vita<\/strong><\/em>\u00bb.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full\" src=\"https:\/\/s-media-cache-ak0.pinimg.com\/originals\/2d\/a6\/ef\/2da6efccdb553eb990f7a61752b8fac0.jpg\" width=\"793\" height=\"507\" \/><\/p>\n<p>Si conclude cos\u00ec la cronaca giudiziaria di Curzio che abbiamo riportato parzialmente, nel suo testo originale, per permettere di cogliere pienamente l\u2019approccio di <strong>un uomo della legge<\/strong> (Curzio \u00e8 in realt\u00e0 l\u2019avvocato Matteo Bertone, vice-pretore urbano), poco meno di 150 anni or sono, nei confronti di un caso di quello che oggi chiamiamo \u201cfemminicidio\u201d.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Arconte Nell\u2019anno 1874 non \u00e8 certo frequente che fatti di cronaca nera possano occupare la prima pagina della \u201cGazzetta Piemontese\u201d e degli&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":3610,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[237],"tags":[1419,1291,1422,1423,1421,30,1420,29,1424],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3608"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3608"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3608\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3613,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3608\/revisions\/3613"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/3610"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3608"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3608"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3608"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}