{"id":3651,"date":"2018-01-13T18:19:55","date_gmt":"2018-01-13T18:19:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=3651"},"modified":"2018-01-13T18:26:51","modified_gmt":"2018-01-13T18:26:51","slug":"monastero-di-dronero-la-borgata-che-ospita-le-vestigia-del-piu-antico-monastero-cistercense-femminile-del-piemonte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=3651","title":{"rendered":"Monastero di Dronero, la borgata che ospita le vestigia del pi\u00f9 antico monastero cistercense femminile del Piemonte \u00a0\u00a0"},"content":{"rendered":"<p>di <em>Paolo Barosso<\/em><\/p>\n<p>Nei pressi dell\u2019abitato di <strong>Dronero<\/strong>, in borgata Monastero, sul lato destro del torrente Maira, sorge la chiesa parrocchiale di Sant\u2019Antonio, importante edificio che incorpora consistenti tracce del pi\u00f9 antico <strong>complesso monastico cistercense<\/strong> femminile del Piemonte.<\/p>\n<figure style=\"width: 2598px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/s-media-cache-ak0.pinimg.com\/originals\/2d\/70\/1b\/2d701bfbc72c6649454b1f61468c0122.jpg\" width=\"2598\" height=\"1732\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Veduta dell&#8217;elegante chiostro quattrocentesco<\/figcaption><\/figure>\n<p>Il cenobio di Sant\u2019Antonio, abitato da monache benedettine-cistercensi*, venne fondato in una data che oscilla tra il 1125 e il 1135 per iniziativa dei potenti <strong>marchesi di Busca<\/strong>, ramo della vasta famiglia aleramica, derivato da Guglielmo, figlio di Bonifacio del Vasto.<\/p>\n<p>La fortuna dei marchesi di Busca, benefattori della celebre abbazia di Staffarda, con cui intrattennero intensi rapporti devozionali e patrimoniali, \u00e8 legata alla figura dell\u2019<strong>imperatore svevo Federico II<\/strong>. In particolare Manfredo II, nipote del capostipite Guglielmo, fu vicario generale dell\u2019impero \u201c<em>da Pavia in su<\/em>\u201d tra 1238 e 1250, e la sorella Bianca Lancia diede all\u2019imperatore germanico, con cui aveva intrecciato una relazione adulterina, due figli, poi legittimati (a seguito del matrimonio celebrato <em>in articulo mortis<\/em>): <strong>Costanza<\/strong>, che nel 1241 spos\u00f2 l\u2019imperatore di Nicea, e <strong>Manfredi<\/strong>, lo sventurato re di Sicilia caduto a Benevento nel 1266 combattendo contro Carlo d\u2019Angi\u00f2.<\/p>\n<figure style=\"width: 4252px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full\" src=\"https:\/\/s-media-cache-ak0.pinimg.com\/originals\/36\/5b\/13\/365b13e18de61281b63bf1114321d423.jpg\" width=\"4252\" height=\"2835\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">La facciata della chiesa parrocchiale di Sant&#8217;Antonio come si presenta oggi<\/figcaption><\/figure>\n<p>Il <strong>monastero di Sant\u2019Antonio<\/strong> di Dronero, operante in un\u2019area, la bassa Val Maira, gi\u00e0 sede di insediamenti monastici sin dall\u2019VIII secolo, con le abbazie di San Costanzo al Monte e Villar San Costanzo, fu dipendenza della <strong>fiorente abbazia di Staffarda (1)<\/strong>, accumulando in breve tempo un significativo patrimonio fondiario, frutto di donazioni, in buona parte dovute ai marchesi di Saluzzo, con terreni nelle zone di Cuneo, Fossano, Villafalletto.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 nel XV secolo si registrano i <strong>segni anticipatori<\/strong> della crisi che avrebbe condotto nel Cinquecento alla soppressione del monastero: la diminuzione progressiva del numero delle monache, provenienti in prevalenza dai ranghi della nobilt\u00e0, e una certa <strong>decadenza della disciplina monastica<\/strong>, attestata dal richiamo del vescovo di Torino, Ludovico dei marchesi di Romagnano, che nel 1466 invit\u00f2 la comunit\u00e0 a un\u2019osservanza pi\u00f9 attenta dei doveri spirituali e liturgici.<\/p>\n<figure style=\"width: 960px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full\" src=\"https:\/\/s-media-cache-ak0.pinimg.com\/originals\/24\/2b\/b6\/242bb6dc66add44c000bd07df3a8bdec.jpg\" width=\"960\" height=\"640\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Il lungo corridoio con le cellette delle monache<\/figcaption><\/figure>\n<p>Tra le figure pi\u00f9 eminenti del monastero di Sant\u2019Antonio, ricordiamo l\u2019ultima badessa, <strong>Isabella \u201cDe&#8217; Burgo\u201d <\/strong>della nobile famiglia dei <strong>Costanzia di Costigliole<\/strong>, cui apparteneva anche Giorgio, l\u2019abate di Villar San Costanzo che fece realizzare la splendida cappella funeraria a lui destinata con le pareti affrescate da Pietro da Saluzzo. Isabella, promotrice di lavori di restauro e ammodernamento del complesso di Sant\u2019Antonio, difese i <strong>diritti del monastero<\/strong> contro le pretese del comune di Dronero e del vescovo di Alba (nella cui diocesi si trovavano diversi possedimenti, chiese e priorati dipendenti dal monastero di Sant\u2019Antonio), venendo coinvolta in una contesa pluriennale che si concluse purtroppo con la sconfitta della comunit\u00e0.<\/p>\n<figure style=\"width: 960px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full\" src=\"https:\/\/s-media-cache-ak0.pinimg.com\/originals\/6a\/96\/d8\/6a96d8bbe36c83c034d56cf4c11f58fc.jpg\" width=\"960\" height=\"640\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Un tratto sopravvissuto delle antiche mura monastiche<\/figcaption><\/figure>\n<p>Nel 1511, l\u2019anno stesso della morte di Isabella, la citt\u00e0 di Saluzzo venne eretta in diocesi con Bolla di Papa Giulio II: con il medesimo provvedimento si disponeva <strong>la soppressione<\/strong> del monastero di Sant\u2019Antonio, adducendo come giustificazione la decadenza della disciplina monastica.<\/p>\n<p>Contro l\u2019applicazione della Bolla vi fu l\u2019opposizione delle monache, ma la lunga contesa che ne deriv\u00f2 si risolse nel 1592 con la chiusura definitiva del monastero e l\u2019allontanamento delle religiose, che trovarono sistemazione in parte a Fossano e in parte a Saluzzo. Il vescovo della neonata diocesi, che accolse le monache con tutti gli onori, tenne per s\u00e9 il nuovo titolo di <strong>Parroco di Sant\u2019Antonio<\/strong>, delegando le funzioni a un vicario. Nel frattempo il marchesato di Saluzzo, che era caduto nelle mani dei Francesi dopo la morte di Gabriele, l\u2019ultimo dei marchesi, avvenuta nel 1548, era stato militarmente occupato dal <strong>duca Carlo Emanuele I di Savoia<\/strong>, che ottenne poi la formale assegnazione dei territori saluzzesi con il Trattato di Lione del 1601.<\/p>\n<figure style=\"width: 960px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full\" src=\"https:\/\/s-media-cache-ak0.pinimg.com\/originals\/ed\/46\/db\/ed46db3caa3ba6eb93b219316905c8c1.jpg\" width=\"960\" height=\"640\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Scorcio del chiostro quattrocentesco con gli aggraziati pilastri in cotto sormontati da capitelli<\/figcaption><\/figure>\n<p>Da quel momento in avanti s\u2019intrapresero radicali lavori di trasformazione del complesso, che venne snaturato, e della cui struttura originaria si conservarono in particolare il chiostro e una parte del porticato, accanto ad altre tracce architettoniche e pittoriche, come l\u2019affresco raffigurante la <strong>Madonna del Latte<\/strong>, fatto risalire al tempo della badessa Isabella, quindi tardo-quattrocentesco. L\u2019affresco \u00e8 stato riportato alla luce di recente, con la campagna di restauri condotta grazie all\u2019eredit\u00e0 di <strong>don Alessandro Marino<\/strong>, l\u2019ultimo vicario, morto nel 1999 (in seguito sostituito nelle funzioni di parroco dall\u2019arciprete di Dronero).<\/p>\n<figure style=\"width: 960px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full\" src=\"https:\/\/s-media-cache-ak0.pinimg.com\/originals\/2b\/23\/03\/2b2303ea449763e444e04131d6450c00.jpg\" width=\"960\" height=\"640\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">L&#8217;affresco della Madonna del Latte, di recente riportato alla luce<\/figcaption><\/figure>\n<p>Con i fondi del lascito, cui si sono aggiunte donazioni di benefattori, si \u00e8 potuto recuperare quanto sopravviveva della struttura originaria, in particolare <strong>l\u2019elegante chiostro<\/strong> quadrangolare con pilastri ottagonali in cotto, d\u2019aspetto quattrocentesco, le cellette delle monache, la casa vescovile, adoperata come residenza estiva e in occasione delle visite pastorali in loco, e gli ambienti della vecchia stalla, ricavata dopo la soppressione del monastero, adibita ora a sala polivalente con l\u2019intitolazione alla memoria di Don Marino.<\/p>\n<figure style=\"width: 960px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full\" src=\"https:\/\/s-media-cache-ak0.pinimg.com\/originals\/2c\/c7\/75\/2cc77535a0832b25484ee049378da03d.jpg\" width=\"960\" height=\"640\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">L&#8217;interno della chiesa parrocchiale, frutto dei radicali rimaneggiamenti successivi alla soppressione del monastero<\/figcaption><\/figure>\n<ol>\n<li><em>Si discute sulla data di effettivo inquadramento del monastero nell\u2019Ordine Cistercense, se sia contestuale alla fondazione o successiva (non \u00e8 possibile accertarlo su base documentale)<\/em><\/li>\n<li><em>Alcuni ipotizzano un periodo originario di autonomia del monastero, solo in un secondo momento sottoposto all\u2019autorit\u00e0 dell\u2019abate di Staffarda<\/em><\/li>\n<\/ol>\n<p>Note bibliografiche:<\/p>\n<p>Franco Caresio,\u00a0<em>Abbazie in Piemonte<\/em>, EDA, Torino, 1999<\/p>\n<p>A. Piovano-L. Fogliato,\u00a0<i>Abbazie e Certose. Religione, economia e arte nel Cuneese medievale<\/i>, Cavallermaggiore 1979<\/p>\n<p>www.cittaecattedrali.it<\/p>\n<p>Tutte le foto pubblicate sono di <strong>Roberto Beltramo<\/strong><\/p>\n<figure style=\"width: 960px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full\" src=\"https:\/\/s-media-cache-ak0.pinimg.com\/originals\/e4\/94\/66\/e49466787c45d281ffd2fcb388f783e3.jpg\" width=\"960\" height=\"640\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Scorcio dell&#8217;ala dell&#8217;antico monastero con le cellette delle monache<\/figcaption><\/figure>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Paolo Barosso Nei pressi dell\u2019abitato di Dronero, in borgata Monastero, sul lato destro del torrente Maira, sorge la chiesa parrocchiale di Sant\u2019Antonio,&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":3654,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[26,730,495,27],"tags":[1480,1250,1484,1478,1487,680,1479,803,1481,1482,1483,1476,1488,1486,1485,608,29,1477],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3651"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3651"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3651\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3655,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3651\/revisions\/3655"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/3654"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3651"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3651"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3651"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}