{"id":3660,"date":"2018-01-15T14:20:37","date_gmt":"2018-01-15T14:20:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=3660"},"modified":"2018-01-15T16:20:19","modified_gmt":"2018-01-15T16:20:19","slug":"il-santuario-di-vicoforte-luogo-di-devozione-mariana-e-sepolcreto-sabaudo-con-duplice-primato-mondiale-la-cupola-ellittica-piu-grande-e-laffresco-tema-unico-piu-ampio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=3660","title":{"rendered":"Il Santuario di Vicoforte, luogo di devozione mariana e sepolcreto sabaudo con duplice primato mondiale: la cupola ellittica pi\u00f9 grande e l&#8217;affresco a tema unico pi\u00f9 ampio"},"content":{"rendered":"<p>di <em>Andrea Coda*\u00a0<\/em><\/p>\n<p>La costruzione del <strong>pilone<\/strong> che diede origine al grandioso\u00a0<strong>Santuario di Vicoforte<\/strong> si colloca intorno al 1500. La tradizione ci tramanda che esso fu l\u2019omaggio di un <strong>pio fornaciaio<\/strong>, suggeritogli dalla figlia, per ottenere dalla Vergine la grazia di una buona cottura dei mattoni.<\/p>\n<figure style=\"width: 960px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full\" src=\"https:\/\/s-media-cache-ak0.pinimg.com\/originals\/35\/42\/6f\/35426fedb792eebe7bdb3e6d74cdae12.jpg\" width=\"960\" height=\"640\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Il pilone incorporato nel Santuario con l&#8217;effigie della Madonna di Vico<\/figcaption><\/figure>\n<p>L&#8217; immagine rappresenta Maria in atteggiamento materno con il Bambino, realizzata da un pittore di scuola locale il cui nome rimane incerto.<\/p>\n<p>Nel 1592 lo <strong>sparo di un cacciatore<\/strong>, Giulio Sargiano, colp\u00ec inavvertitamente la sacra immagine, nascosta dalla boscaglia e dagli arbusti, provocandone il prodigioso sanguinamento. Da questo fatto nacque la prima devozione, con umili atti di omaggio della <strong>popolazione di Vico<\/strong>, in riparazione all\u2019affronto, anche se incolpevole.<\/p>\n<p>Nel 1594 attorno al pilone fu costruita, grazie al diacono Cesare Trombetta, <strong>una prima cappella<\/strong> in ringraziamento alla Madonna per la liberazione di Vico da una pestilenza.<\/p>\n<figure style=\"width: 960px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full\" src=\"https:\/\/s-media-cache-ak0.pinimg.com\/originals\/bf\/0a\/8b\/bf0a8b7fc49993c8e0f73e10549c464a.jpg\" width=\"960\" height=\"640\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Il neoclassico monumento funerario del duca Carlo Emanuele I eseguito nel 1792 su disegno dei fratelli Ignazio e Filippo Collino<\/figcaption><\/figure>\n<p>Nel 1595 il Vescovo di Mondov\u00ec mons. Giovanni Antonio Castrucci commission\u00f2 una <strong>severa inchiesta<\/strong> sulla devozione alla sacra immagine e sui <strong>fatti prodigiosi<\/strong> che erano avvenuti, ma alla fine autorizz\u00f2 la devozione e venne lui stesso in pellegrinaggio con la popolazione della citt\u00e0, inaugurando un tradizione tuttora in atto. In appena sei mesi oltre 500 citt\u00e0 e borghi vennero alla Madonna.<\/p>\n<p>Grazie a tutto questo la valle dell\u2019Ermena era invasa da\u00a0<strong>migliaia di pellegrini<\/strong>, non solo gente povera provata dalla fame e dalla fatica, ma anche principi, duchi e signori. La grande quantit\u00e0 di questi pellegrini diede l\u2019idea al Vescovo di creare un tempio per accoglierle. Il progetto venne assecondato dal <strong>Duca Carlo Emanuele I di Savoia<\/strong>, il quale pens\u00f2 alla chiesa come <strong>luogo di sepoltura del casato<\/strong>. \u00a0Fu lo stesso Carlo Emanuele I, a scegliere il progetto dell\u2019architetto <strong>Ascanio Vitozzi<\/strong>, che prevedeva la forma ad ellissi.<\/p>\n<figure style=\"width: 2048px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full\" src=\"https:\/\/s-media-cache-ak0.pinimg.com\/originals\/26\/a4\/24\/26a4246cb01fbe9b3631552652e2476c.jpg\" width=\"2048\" height=\"1152\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Veduta del possente tamburo che sorregge la grandiosa cupola ellittica<\/figcaption><\/figure>\n<p>La posa della prima pietra del nuovo grandioso tempio avvenne in forma solenne il 7 luglio 1596. Partecip\u00f2 la <strong>famiglia ducale<\/strong>, parecchie decine di migliaia di persone insieme a centinaia di confraternite e associazioni religiose.<\/p>\n<p>Nel 1615, con la morte dell\u2019architetto, i lavori rallentarono fino a essere sospesi in seguito alla morte del Duca nel 1630.<br \/>\nLa costruzione riprese nel 1672 sotto la guida dei <strong>monaci cistercensi<\/strong>, che si erano insediati, a partire dal 1613, chiamati dal Duca, nel vicino monastero.<\/p>\n<figure style=\"width: 533px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full\" src=\"https:\/\/s-media-cache-ak0.pinimg.com\/originals\/5a\/55\/33\/5a5533865a3c81e1b44ce6687296f56e.jpg\" width=\"533\" height=\"800\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">L&#8217;immensa superficie interna della cupola ellittica, interamente affrescata<\/figcaption><\/figure>\n<p>Alla fine del \u2018600 erano compiuti l\u2019<strong>atrio principale<\/strong>, i due atri laterali e la <strong>cappella di S. Bernardo<\/strong>, nella quale si era potuto trasportare la salma di Carlo Emanuele I ed era quasi terminata la cappella di S. Benedetto, terminati il campanile di nord est, la sacrestia e la volta dell\u2019abside. La costruzione era giunta a 18 metri e mezzo di altezza, compresi gli archi. Grandi feste in occasione dell\u2019 incoronazione nel 1682: per la prima volta risuon\u00f2 l\u2019invocazione \u201c<strong><em>Regina Montis Regalis, ora pro nobis<\/em><\/strong>\u201d.<\/p>\n<p>Nel 1701 <strong>Francesco Gallo<\/strong>, architetto monregalese, riprende i lavori nel santuario.<\/p>\n<p>Il <strong>possente tamburo<\/strong> che sorregge la <strong>cupola ellittica<\/strong> ( l\u2019altezza alla base del cupolino \u00e8 di 60 metri) fu costruito nei primi anni del Settecento e si erge imperioso a definire il corpo centrale della splendida costruzione. L\u2019enorme cupola, <strong>la pi\u00f9 grande del mondo<\/strong> in forma ellittica ( metri 37.15 per 24.80), fu costruita nel 1731. L\u2019ardito cupolino ( alto 15 metri ) fu terminato nel 1733.<\/p>\n<figure style=\"width: 904px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full\" src=\"https:\/\/s-media-cache-ak0.pinimg.com\/originals\/14\/bb\/4e\/14bb4ef55d9dbdc8ba3a9dc4dd5b45b8.jpg\" width=\"904\" height=\"539\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Altra veduta della cupola<\/figcaption><\/figure>\n<p>Fu dichiarato monumento nazionale con regio decreto del 15 novembre 1880.<\/p>\n<p>Il riconoscimento giunse al termine di una <strong>intensa stagione di lavori<\/strong> che vide la sistemazione definitiva della facciata principale e di ponente, la copertura della cupola in rame e l\u2019adattamento dei campanili, per i quali concorse con un progetto anche <strong>l\u2019architetto Antonelli<\/strong>. Opere tutte chiaramente segnate dallo spirito e dallo stile del tempo. All\u2019inaugurazione dei nuovi lavori, tra cui il monumento al duca Carlo Emanuele I nel piazzale antistante, opera dello scultore <strong>Della Vedova<\/strong>, partecip\u00f2 il Re Umberto I.<\/p>\n<figure style=\"width: 960px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full\" src=\"https:\/\/s-media-cache-ak0.pinimg.com\/originals\/2c\/89\/ee\/2c89ee603455ce7b1b7aa385b492df87.jpg\" width=\"960\" height=\"640\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Scorcio invernale del piazzale antistante l&#8217;ingresso del Santuario con il monumento al duca Carlo Emanuele I<\/figcaption><\/figure>\n<p>Tra il 1982\/84 \u00a0furono realizzati <strong>due cantieri di lavoro<\/strong>\u00a0per il risanamento del terreno e delle fondazioni, con restauro dei cunicoli per il drenaggio delle falde d\u2019acqua, mentre tra il 1985\/86 si \u00e8 proceduto al restauro della struttura e del campo pittorico.<\/p>\n<p>La cupola all\u2019altezza del tamburo \u00e8 stata cerchiata con quattro anelli in acciaio e le fessure suturate con resine. In concomitanza si \u00e8 restaurato il <strong>grande affresco<\/strong> (6032 mq. &#8211; <em>ndr: la superficie affrescata a tema unico, la vita della Vergine, pi\u00f9 ampia al mondo<\/em>).<\/p>\n<figure style=\"width: 960px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full\" src=\"https:\/\/s-media-cache-ak0.pinimg.com\/originals\/b6\/44\/2f\/b6442f530ea740471305cebbaacb8557.jpg\" width=\"960\" height=\"640\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Tomba della regina Elena di Montenegro<\/figcaption><\/figure>\n<p>Nel Santuario il 15 dicembre 2017\u00a0\u00a0\u00e8 stata traslata da\u00a0Montpellier\u00a0la salma di\u00a0<strong>Elena di Montenegro<\/strong>, seconda regina d&#8217;Italia e consorte del re\u00a0Vittorio Emanuele III.<\/p>\n<p>Due giorni dopo, a fianco della moglie, \u00e8 stata tumulata anche la salma di Vittorio Emanuele III, proveniente dalla\u00a0cattedrale cattolica latina\u00a0di\u00a0<strong>Alessandra d\u2019Egitto<\/strong>.<\/p>\n<p>*<em>ricordiamo, per chi fosse interessato, che <strong>Andrea Coda<\/strong> accompagna gruppi e organizza visite guidate nella citt\u00e0 di Torino, nei siti sabaudi e in tutto il Piemonte. Per informazioni chiamare il 393\/4530401\u00a0o scrivere a\u00a0<a href=\"mailto:andreacoda@me.com\">andreacoda@me.com<\/a><\/em><\/p>\n<p><strong>Nota della redazione<\/strong>: il Santuario di Vicoforte accoglie, all&#8217;interno della cappella di San Benedetto, il cenotafio della duchessa Margherita, figlia del duca Carlo Emanuele I di Savoia e di Caterina Michela d&#8217;Asburgo, che and\u00f2 in sposa al duca di Mantova e Monferrato Francesco IV Gonzaga, di cui rimase vedova nel 1612, venendo in seguito nominata Viceregina del Portogallo e concludendo la sua esistenza in Spagna. Le spoglie mortali della duchessa, che fu devota alla Madonna di Vico e benefattrice dei monaci Cistercensi ivi residenti, non si trovano per\u00f2 a Vicoforte, bens\u00ec a Burgos in Spagna.<\/p>\n<figure style=\"width: 909px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full\" src=\"https:\/\/s-media-cache-ak0.pinimg.com\/originals\/d3\/5d\/cc\/d35dcc17380060f665b1b7a24f3d6749.jpg\" width=\"909\" height=\"607\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Cenotafio della duchessa Margherita<\/figcaption><\/figure>\n<p>Tutte le foto pubblicate nel presente articolo sono di <strong>Paolo Barosso<\/strong>, salvo la quarta dall&#8217;alto, che \u00e8 di <strong>Alberto Chinaglia<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Andrea Coda*\u00a0 La costruzione del pilone che diede origine al grandioso\u00a0Santuario di Vicoforte si colloca intorno al 1500. 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