{"id":3723,"date":"2020-01-31T11:14:18","date_gmt":"2020-01-31T11:14:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=3723"},"modified":"2020-04-19T15:09:34","modified_gmt":"2020-04-19T15:09:34","slug":"31-gennaio-1888-muore-don-giovanni-bosco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=3723","title":{"rendered":"31 gennaio 1888: muore don Giovanni Bosco"},"content":{"rendered":"<p>di <em>Milo Julini<\/em><\/p>\n<p>\u00ab<em>Don Bosco, la vigilia di Natale del 1887 chiese il viatico che gli fu impartito dal fedele <strong>Monsignor Cagliero<\/strong>. Poi il morente disse a don Viglietti: &#8211; Fammi il piacere di guardare nel mio portafoglio e nel mio portamonete: credo siano vuoti, ma caso mai vi fosse qualche danaro, consegnalo subito a <strong>Don Rua<\/strong>. Voglio morire in modo che si possa dire: Don Bosco \u00e8 morto senza un soldo in tasca. <\/em><\/p>\n<p><em>Il giorno di Natale ebbe la benedizione del Santo Padre, e l&#8217;otto gennaio del nuovo anno 1888 ricevette il <strong>duca di Norfolk<\/strong>, che si recava a Roma in qualit\u00e0 di inviato della Regina Vittoria al Sommo Pontefice.<\/em><\/p>\n<figure id=\"attachment_3725\" aria-describedby=\"caption-attachment-3725\" style=\"width: 946px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/001.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-3725 size-full\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/001.jpg\" width=\"946\" height=\"1399\" srcset=\"https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/001.jpg 946w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/001-203x300.jpg 203w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/001-768x1136.jpg 768w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/001-692x1024.jpg 692w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/001-600x887.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 946px) 100vw, 946px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-3725\" class=\"wp-caption-text\">La morte di Don Bosco, in una fotoscultura di Domenico Mastroianni (Arpino, Frosinone, 1877 \u2013 Roma, 1962)<\/figcaption><\/figure>\n<p><em>Il 20 gennaio cominci\u00f2 a peggiorare, il 24 chiese la estrema benedizione a <strong>monsignor Richard<\/strong>, arcivescovo di Parigi che si era recato a visitarlo nella umile <strong>cameretta di Valdocco<\/strong>; ed infine il 31 gennaio alla una e tre quarti entr\u00f2 in agonia. Erano le quattro e quarantacinque del mattino quando il rantolo ruppe il suo ritmo angoscioso, si affievol\u00ec, ed infine si spense. <\/em><\/p>\n<p><em>Don Bosco aveva finito la sua esistenza mortale a 72 anni, sei mesi e quindici giorni. <strong>200.000 persone<\/strong> ne seguirono la salma, che venne tumulata in Valsalice, sulla florida collina torinese. Se ne pianse la morte sotto tutte le latitudini: forse nella Patagonia squallida gli indigeni catechizzati da monsignor Cagliero versarono lacrime sincere come quelle dei piccoli torinesi del primogenito <strong>Oratorio d\u00ec Valdocco<\/strong><\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>Cos\u00ec Luigi Collino descrive la morte del futuro <strong>San Giovanni Bosco<\/strong> su \u201cLa Stampa\u201d del 2 giugno 1929, dove la terza pagina \u00e8 tutta dedicata al sacerdote torinese d\u2019adozione nel giorno della sua beatificazione, operata dal Papa Pio XI, suo grande ammiratore, che lo canonizzer\u00e0 il 1\u00b0 aprile 1934, giorno di Pasqua.<\/p>\n<p>Il Venerabile Giovanni Bosco, sepolto nell\u2019Istituto salesiano di Valsalice, dopo l\u2019esumazione e quella che il codice di Diritto canonico chiama \u00abricognizione\u00bb della salma, atto che prelude di pochi giorni alla beatificazione, verr\u00e0 traslato nel <strong>Santuario di Maria Ausiliatrice<\/strong>. Tutto questo si svolge nella seconda met\u00e0 del mese di maggio, con la partecipazione di Monsignor Carlo Salotti, Promotore generale della fede, che in considerazione della notoriet\u00e0 del Venerabile non ha voluto delegare altri sacerdoti.<\/p>\n<figure id=\"attachment_3727\" aria-describedby=\"caption-attachment-3727\" style=\"width: 865px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/004.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-3727 size-full\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/004.jpg\" width=\"865\" height=\"588\" srcset=\"https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/004.jpg 865w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/004-300x204.jpg 300w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/004-768x522.jpg 768w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/004-600x408.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 865px) 100vw, 865px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-3727\" class=\"wp-caption-text\">Il Collegio Salesiano Valsalice sulla collina torinese<\/figcaption><\/figure>\n<p>Una imponente folla di pellegrini si reca a<strong> Valsalice<\/strong> per rendere omaggio all\u2019urna che contiene la salma, esposta in una saletta e circondata dai fiori.<\/p>\n<p>Le cronache de \u201cLa Stampa\u201d di quei giorni si soffermano a descrivere varie donne presenti fra i pellegrini che rendono omaggio a don Bosco ed a queste abbiamo rivolto la nostra attenzione, a quasi novant\u2019anni di distanza, per un <strong>non scontato ricordo<\/strong> della ricorrenza della morte del Santo.<\/p>\n<p>Si reca a Valsalice la giovane Teresa Calligari di Castel S. Giovanni Piacentino, <strong>una delle due \u201cmiracolate\u201d<\/strong> alla base della causa di beatificazione. Otto anni or sono, gravemente malata da un anno e mezzo dal morbo di Pott (tubercolosi vertebrale) aveva le gambe paralizzate e una addirittura pi\u00f9 corta di alcuni centimetri, non riusciva pi\u00f9 a mangiare perch\u00e9 rigettava tutto quanto ingeriva: si era cos\u00ec ridotta al peso corporeo di 28 kg, da un mese e mezzo era diventata cieca, ed era unicamente sostenuta in vita dall\u2019ossigeno.<\/p>\n<p>Teresa aveva mantenuto le facolt\u00e0 mentali ed aveva iniziato una novena a don Bosco, su consiglio di una amica di ritorno da Torino. In precedenza non aveva mai sentito parlare di questo prete e non ne aveva neppure visto l\u2019immagine: nella notte, quando ormai i medici attendevano la sua morte, verso il mattino, <strong>aveva \u201cvisto\u201d don Bosco<\/strong> con l\u2019aspetto di un sacerdote in cotta nera, sui 30-35 anni, coi capelli ricci, che le aveva detto, in piemontese, \u201c<em>bogia le gambe<\/em>\u201d. Teresa aveva effettivamente potuto muovere di nuovo le gambe, quella pi\u00f9 corta era tornata di lunghezza normale, aveva riacquistato la vista e l\u2019appetito e, nel mattino del giorno successivo, dopo una robusta colazione, era scesa in giardino mentre gi\u00e0 si diffondeva<strong> la notizia del miracolo<\/strong>.<\/p>\n<p>Tutte queste informazioni, il cronista le apprende dalla stessa Teresa.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/006.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-3728\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/006.jpg\" alt=\"\" width=\"948\" height=\"666\" srcset=\"https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/006.jpg 948w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/006-300x211.jpg 300w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/006-768x540.jpg 768w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/006-600x422.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 948px) 100vw, 948px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Non \u00e8 invece presente la <strong>seconda \u201cmiracolata\u201d<\/strong>, Suor Provina Negro, perfettamente guarita da una dolorosa e devastante <strong>ulcera allo stomaco<\/strong>, dopo aver invocato l\u2019intercessione di Don Bosco. Queste due guarigioni prodigiose, perfette e istantanee, sono state riconosciute come i miracoli necessari per la causa di beatificazione.<\/p>\n<p>Il <strong>pellegrinaggio a Valsalice<\/strong> \u00e8 iniziato gi\u00e0 quando ancora i medici stavano ricomponendo il corpo riesumato di Don Bosco. Nel pomeriggio del 23 maggio, dal vicino Istituto delle Suore Francescane francesi giungono alcune allieve che portano in spalla una loro giovane compagna, malata e paralitica, che chiede a Don Bosco, piangendo, la grazia della salute fra la commozione di tutti i presenti.<\/p>\n<p>Nei giorni successivi si presenta una madre che tiene per mano una bambina di quattro o cinque anni, col capo completamente fasciato da bende da cui spuntano <strong>grandi occhi malinconici<\/strong>, che stringe fra le mani una rosa rossa un po\u2019 appassita che poi depone sul cristallo dell\u2019urna.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/008.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-3729\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/008.jpg\" alt=\"\" width=\"901\" height=\"1428\" srcset=\"https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/008.jpg 901w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/008-189x300.jpg 189w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/008-768x1217.jpg 768w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/008-646x1024.jpg 646w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/008-600x951.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 901px) 100vw, 901px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Vi \u00e8 poi una madre anziana che dice \u201c<em>Io non chiedo nulla a Don Bosco se non di essere sempre utile ai miei figli per i pochi anni che mi restano da vivere<\/em>\u201d e una giovane donna, vestita con grande eleganza, che singhiozza disperatamente \u201c<strong><em>Don Bosco, Don Bosco, fatemi guarire!<\/em><\/strong>\u201d. Nessuno l\u2019accompagna e tutti i presenti restano in rispettoso silenzio per non turbare il suo dolore. La donna esce poi col volto ricomposto e senza pi\u00f9 piangere: una automobile l\u2019attende davanti all\u2019ingresso e lo \u201cchauffeur\u201d le apre la portiera con un inchino.<\/p>\n<p>Il 2 giugno, giorno della beatificazione, va in visita <strong>Angela Bosco<\/strong>, nipote del Beato, perch\u00e9 moglie di un figlio del fratello di don Bosco: \u00e8 una vecchia signora che sosta a lungo in ginocchio pregando.<\/p>\n<p>Fra i moltissimi pellegrini che fanno visita a Valsalice alla salma di don Bosco in quei giorni di maggio 1929, vi \u00e8 anche Maria Bruneri, sorella di quel Mario Bruneri noto come lo \u201c<strong>Smemorato di Collegno<\/strong>\u201d, gravemente inferma per un tumore al fegato. Al tempo della beatificazione di Don Bosco \u00e8 in pieno svolgimento il clamoroso caso giudiziario dello \u201cSmemorato\u201d o caso \u201cBruneri-Canella\u201d e la vicenda di Maria Bruneri ne rappresenta un corollario: sar\u00e0 sintetizzata dal giornale \u201cLa Stampa\u201d del 3 ottobre di quell\u2019anno, col titolo \u201c<em>La sorella di Mario Bruneri ridotta in fin di vita<\/em> \/ <em>vede don Bosco e <strong>guarisce improvvisamente<\/strong><\/em>\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/005.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-full wp-image-3730\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/005.jpg\" alt=\"\" width=\"1205\" height=\"735\" srcset=\"https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/005.jpg 1205w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/005-300x183.jpg 300w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/005-768x468.jpg 768w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/005-1024x625.jpg 1024w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/005-600x366.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 1205px) 100vw, 1205px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Domenica 9 giugno 1929, con una imponente cerimonia, il corpo del Beato viene traslato nel <strong>Santuario di Maria Ausiliatrice<\/strong>: \u00ab<em>In questa Basilica edificata e consacrata da Don Bosco il 9 giugno del 1868 il fondatore dei Salesiani ritorna coll\u2019aureola di Beato, dopo sessant\u2019anni precisi: il 9 giugno 1929! Coincidenza di date non cercata, non voluta, ma che fa anch\u2019essa pensare all\u2019<strong>influenza divina<\/strong> che guid\u00f2 in vita tutte le azioni del vivo sacerdote e che dopo morte lo assiste ancora e sempre<\/em>\u00bb, cos\u00ec commenta l\u2019autore della cronaca di questa cerimonia che, su \u201cLa Stampa\u201d di luned\u00ec 10 giugno 1929, occupa la prima e la seconda pagina del giornale.<\/p>\n<p>Va rammentato, sia pure in breve, che l\u201911 febbraio di quell\u2019anno, il regime fascista aveva stipulato con il Vaticano i <strong>Patti Lateranensi<\/strong> e questo successo diplomatico \u00e8 a quel tempo spesso ricordato enfatizzando i <strong>nobili tentativi di Don Bosco<\/strong> per una soluzione della Questione Romana: i Patti Lateranensi sono presentati come il completamento dell\u2019opera di Camillo Cavour e vi \u00e8 chi sostiene che Mussolini \u00e8 un ex-salesiano perch\u00e9 da giovane \u00e8 stato convittore della Casa di Don Bosco di Faenza!<\/p>\n<p>E, visto che abbiamo citato Cavour e i Salesiani, concludiamo ricordando che <strong>San Francesco di Sales<\/strong>, nato in Savoia a Thorens, nel 1567 e morto a Lione nel 1622, protettore della Famiglia Salesiana e Patrono di giornalisti, autori, scrittori e sordomuti, era ricordato dalla Chiesa il 29 gennaio ma, con il calendario riformato da Paolo VI, questa ricorrenza \u00e8 stata spostata al 24 gennaio.<\/p>\n<p>Quanto a Cavour, era addirittura <strong>parente di San Francesco di Sales<\/strong> perch\u00e9 la sua nonna paterna, Filippina di Sales, discendeva dalla famiglia di un fratello del santo.<\/p>\n<figure id=\"attachment_3731\" aria-describedby=\"caption-attachment-3731\" style=\"width: 979px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/009.jpg\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"wp-image-3731 size-full\" src=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/009.jpg\" width=\"979\" height=\"1508\" srcset=\"https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/009.jpg 979w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/009-195x300.jpg 195w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/009-768x1183.jpg 768w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/009-665x1024.jpg 665w, https:\/\/www.piemonteis.org\/wp-content\/uploads\/2018\/01\/009-600x924.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 979px) 100vw, 979px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-3731\" class=\"wp-caption-text\">San Francesco di Sales (Thorens, Savoia, 1567 \u2013 Lione, 1622)<\/figcaption><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Milo Julini \u00abDon Bosco, la vigilia di Natale del 1887 chiese il viatico che gli fu impartito dal fedele Monsignor Cagliero. 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