{"id":3785,"date":"2018-02-19T17:06:27","date_gmt":"2018-02-19T17:06:27","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=3785"},"modified":"2018-02-20T09:05:36","modified_gmt":"2018-02-20T09:05:36","slug":"3785","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=3785","title":{"rendered":"Le origini valsusine dell\u2019abbazia di Breme in Lomellina \u2013 II parte: dalla dominazione viscontea al periodo sabaudo"},"content":{"rendered":"<p>continua da:\u00a0http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=3748<\/p>\n<p>di <em>Fabio Occhial\u00a0<\/em><\/p>\n<p>con il contributo di Don Cesare Silva<\/p>\n<p>Morto verso il 973 l\u2019<strong>abate Belegrino<\/strong>, nel 975 i monaci elessero Gezone che si rivel\u00f2 un ottimo amministratore, il cui abbaziato, durato circa vent\u2019anni, fu forse il periodo di maggiore splendore per Breme. <strong>Gezone<\/strong>\u00a0avvi\u00f2 il recupero dei beni che erano stati di <strong>Novalesa<\/strong> inviando, come racconta la Cronaca, il <strong>monaco architetto Bruningo<\/strong> a ricostruire gli edifici abbaziali abbandonati e a restaurare l\u2019antica chiesa di Sant\u2019Andrea a Torino, costruendovi l\u2019imponente torre campanaria che si ammira tuttora accanto al Santuario della Consolata.<\/p>\n<figure style=\"width: 6000px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full\" src=\"https:\/\/s-media-cache-ak0.pinimg.com\/originals\/75\/43\/6e\/75436edf6bfde8d933fbd52dd8002d35.jpg\" width=\"6000\" height=\"4000\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Veduta del complesso abbaziale di Novalesa in val Cenischia<\/figcaption><\/figure>\n<p>Lo stesso autore abbonda nella narrazione gli avvenimenti prodigiosi volti a confermare il <strong>favore divino<\/strong> sull\u2019abbazia: il marchese Guido, incontrato l\u2019abate nell\u2019Astigiano, lo aggred\u00ec violentemente e fu colpito da pazzia e morte; il vescovo di Vercelli,<strong> Leone<\/strong> (999 \u2013 1024), quando cerc\u00f2 di usurpare il vescovado di Ivrea e l\u2019abbazia di Breme, vide in sogno la Vergine e san Pietro \u00a0che lo invitavano a desistere da tale proposito. Fondamentale per lo sviluppo e per il potere amministrativo del monastero, \u00a0fu la <strong>bolla del papa Benedetto VIII<\/strong> del febbraio 1014 che, oltre a confermarne possedimenti, esenzioni e privilegi di carattere politico ed economico, ne concedeva uno basilare: nelle chiese dipendenti dal monastero era possibile amministrare il battesimo, la cresima e gli ordini sacri, <strong>in deroga<\/strong> alla giurisdizione episcopale e ai diritti parrocchiali.<\/p>\n<figure style=\"width: 800px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full\" src=\"https:\/\/s-media-cache-ak0.pinimg.com\/originals\/48\/e3\/8d\/48e38d020eb12fb9f495c44c47766ce0.jpg\" width=\"800\" height=\"600\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Veduta aerea di Breme e della campagna circostante (da www.comunebreme.it)<\/figcaption><\/figure>\n<p>Nel maggio 1093 l\u2019imperatore Enrico IV don\u00f2 l\u2019<strong>abbazia di Breme<\/strong> alla chiesa di San Siro di Pavia, ovvero a quella diocesi. Intanto il borgo di Breme veniva valorizzato come fortezza per la sua posizione strategica e la naturale difesa costituita dai fumi Po e Sesia. Tra il 1213 e il 1215 il paese fu investito dalle <strong>guerre tra Pavesi e Milanesi<\/strong>; nel 1337 Azzone Visconti assedi\u00f2 il borgo fortificato e lo prese in possesso devastandolo, finch\u00e9 Carlo IV non lo diede nel 1355 al <strong>marchese del Monferrato<\/strong> che se lo vide strappare con un nuovo assedio, da parte di Luchino del Verme nel 1359, il quale lo restitu\u00ec ai Visconti.<\/p>\n<p>Nuovamente fortificato, sub\u00ec le drammatiche vicende dei secoli successivi del <strong>Ducato di Milano<\/strong> e in particolare ai fatti d\u2019arme del secolo XVII, che investirono il borgo gi\u00e0\u00a0 fortificato dai francesi in piena <strong>guerra di successione del Monferrato<\/strong>. L\u2019abbazia fu interessata notevolmente nelle operazioni belliche che videro coinvolta Breme tra il 1635 e il 1638 nelle fasi della guerra combattuta da Spagnoli e Francesi. Nel 1635 i Francesi conquistarono Breme, creando una <strong>pericolosa enclave<\/strong> all\u2019interno della Lombardia spagnola, in posizione strategica sul Po e la Sesia a non molta distanza dalla piazzaforte di Casale.<\/p>\n<figure style=\"width: 800px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/fd\/3c\/c9\/fd3cc97690cbdc44efc278e5039d7415.jpg\" width=\"800\" height=\"536\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">La cripta dell&#8217;abbazia di San Pietro, sopravvissuta a trasformazioni e demolizioni, sebbene accorciata di una o due campate (da www.comunebreme.it)<\/figcaption><\/figure>\n<p>Il duca di Savoia, <strong>Vittorio Amedeo I<\/strong>, fece trasformare Breme in importante una <strong>fortezza militare<\/strong> affidandone il disegno all\u2019ing. Bailera. Il nucleo antico sul dosso fu circondato da \u00a0mura con due porte e tutto intorno si posero imponenti terrapieni, stravolgendo in particolar modo la strutturazione del <strong>complesso abbaziale<\/strong>, la cui chiesa fu adibita a deposito di munizioni e vettovaglie, \u00a0i monaci, vennero espulsi in quanto accusati d\u2019essere filo \u2013 spagnoli dal Governatore Mongaillard, il quale il 26 marzo 1638 dopo l\u2019assedio delle truppe Spagnole guidate da Martino d\u2019Aragona su incarico del marchese di Leganes, f\u00ecrm\u00f2 <strong>la resa con gli Spagnoli<\/strong>, nonostante l\u2019articolata difesa prestata dalle truppe francesi, coadiuvate dall\u2019intervento dei rinforzi giunti da Casale agli ordini del maresciallo Crequ\u00ec, che rimase ucciso durante le operazioni ossidionali.<\/p>\n<figure style=\"width: 800px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full\" src=\"https:\/\/s-media-cache-ak0.pinimg.com\/originals\/f9\/3e\/d3\/f93ed38a14d7cdfbaa4e75e4fbc0a117.jpg\" width=\"800\" height=\"536\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">L&#8217;antica cucina del monastero (www.comunebreme.it)<\/figcaption><\/figure>\n<p>L\u2019ultimo Abate Commendatario di Breme\u00a0 nel 1543 ottenne dalla Santa Sede di permutare l\u2019Abbazia di San Pietro con quella di <strong>Sant\u2019Alberto di Butrio<\/strong>, nell&#8217;oltre Po. \u00a0I pochi monaci rimasti a Breme (circa una dozzina) furono trasferiti a Butrio dove non proseguirono nell\u2019accettazione dei novizi portando all\u2019estinzione la storica comunit\u00e0. Il monastero di Breme fu quindi preso in consegna dai monaci benedettini della <strong>Congregazione di Monte Oliveto<\/strong>. Gli Olivetani eressero San Pietro in Breme in un nuovo monastero dipendente dalla Congregazione, con una piccola comunit\u00e0 retta da un abate.<\/p>\n<p>Dall\u2019archivio di Monte Oliveto Maggiore ricaviamo il nome del primo abate, Bartolomeo da Legnano. All\u2019epoca olivetana si deve la <strong>costruzione del complesso superstite<\/strong> che occup\u00f2 il lato orientale del borgo fortificato in prossimit\u00e0 della con\ufb02uenza del Po con la Sesia. \u00a0In quegli anni inizi\u00f2 la ricostruzione del fabbricato abbaziale con l\u2019erezione del <strong>vasto chiostro porticato<\/strong> con grandiosi ambienti voltati addossato al lato orientale della chiesa su un terrapieno del forte. Anche la chiesa fu restaurata in <strong>stile barocco<\/strong>.<\/p>\n<figure style=\"width: 800px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/08\/76\/4c\/08764c0580c599decbf043899ad93867.jpg\" width=\"800\" height=\"536\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Il grandioso chiostro fatto costruire in epoca olivetana (www.comunebreme.it)<\/figcaption><\/figure>\n<p>L\u2019imponente <strong>torre campanaria<\/strong> fu eretta in stile classico nella seconda met\u00e0 del sec. XVII forse sul tronco della torre medioevale danneggiata dagli eventi bellici. Con la seconda met\u00e0 del Settecento inizi\u00f2 la <strong>stagione delle soppressioni<\/strong> per gli Ordini religiosi e l\u2019incameramento da parte dei vari sovrani, dei beni ecclesiastici, che si sarebbe conclusa nel 1810 con la soppressione generale napoleonica di tutte le corporazioni religiose.<\/p>\n<p>Il<strong> re di Sardegna<\/strong> otteneva il 17 gennaio 1782 da papa Pio VI la soppressione della Canonica Lateranense di Santa Maria delle Grazie di Novara per stabilirvi i monaci olivetani delle abbazie di Breme. Finiva cos\u00ec la presenza benedettina a Breme<strong> dopo otto secoli<\/strong>. Agli Olivetani dell\u2019abbazia novarese, soppressa l\u20198 giugno 1805, rimase la propriet\u00e0 della tenuta della cascina Rinalda che fu venduta agli <strong>Arborio di Sartirana<\/strong> nel 1793. Il locale dell\u2019abbazia e il giardino restarono di propriet\u00e0 del Demanio e furono assegnati \u00a0dal 1785 come beneficio del parroco di Santa Croce in Mortara, la cui abbazia di Canonici Lateranensi era stata parimenti soppressa.<\/p>\n<figure style=\"width: 800px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full\" src=\"https:\/\/s-media-cache-ak0.pinimg.com\/originals\/a0\/2d\/7d\/a02d7dd14f8472e605fc8f1a851316ab.jpg\" width=\"800\" height=\"775\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">L&#8217;imponente campanile della chiesa olivetana, forse innestato sulla torre campanaria medioevale (www.comunebreme.it)<\/figcaption><\/figure>\n<p>Nel 1830 il prevosto di Santa Croce vendette la propriet\u00e0 che successivamente venne divisa \u00a0in due propriet\u00e0 distinte: di queste una fu venduta nel 1872 al <strong>Municipio di Breme<\/strong> che vi stabil\u00ec la sede dei suoi uffici e delle scuole pubbliche. La chiesa fu successivamente demolita agli inizi dell\u2019Ottocento, lasciandone solo il <strong>muro perimetrale<\/strong> sinistro, il presbiterio, adattato ad abitazione, e il coro, parzialmente conservato nei muri perimetrali. Una cripta, accorciata di una o due campate fu lasciata a uso cantina, rifacendo parte delle volte verso la nuova parete di chiusura e aprendo l\u2019odierno accesso dall\u2019esterno.<\/p>\n<figure style=\"width: 3480px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full\" src=\"https:\/\/s-media-cache-ak0.pinimg.com\/originals\/58\/09\/4d\/58094dac78c52db97d2c5dfd4d250162.jpg\" width=\"3480\" height=\"2100\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Parte dell&#8217;abbazia olivetana adibita a sede municipale e scolastica (www.comunebreme.it)<\/figcaption><\/figure>\n<p>Nel 1938 fu abbattuta la <strong>facciata della chiesa<\/strong>, demoliti i fabbricati addossati alla navata della chiesa e furono riaperti i portici murati. Degli arredi e delle opere custodite nella chiesa, compresa la biblioteca, purtroppo non\u00a0 \u00e8 rimasto praticamente nulla.\u200a Tra le suppellettili preziose di pertinenza della chiesa parrocchiale di Breme si custodiscono alcuni oggetti ritenuti provenienti dall\u2019abbazia. Ricordiamo un <strong>calice in argento cesellato<\/strong> e dorato raffigurante della Madonna con il Bambino, di San Giovanni Battista e uno stemma nobiliare: la dicitura sotto il piede fu malamente abrasa. \u00c8 un pezzo notevole di <strong>oreficeria senese<\/strong> della fine del sec. XVI, di inizio sec. XVII \u00e8 un altro calice in argento cesellato che reca incise le insegne abbaziali.<\/p>\n<p>Nel museo della sacrestia dell\u2019abbazia di Monte Oliveto Maggiore sono esposti due calici molto simili. Di eccellente fattura, ma di provenienza lombarda, sono un turibolo e navicella in argento sbalzato, degli inizi del sec. XVIII.<\/p>\n<figure style=\"width: 800px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-full\" src=\"https:\/\/s-media-cache-ak0.pinimg.com\/originals\/4e\/1b\/96\/4e1b96a01f50b683f8eb7ff2c1d9b306.jpg\" width=\"800\" height=\"536\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Scorcio del chiostro porticato e del campanile eretto in stile classico dai monaci olivetani (www.comunebreme.it)<\/figcaption><\/figure>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>continua da:\u00a0http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=3748 di Fabio Occhial\u00a0 con il contributo di Don Cesare Silva Morto verso il 973 l\u2019abate Belegrino, nel 975 i monaci elessero&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":3786,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[26,730,495,143],"tags":[1700,965,1376,1701,1706,1703,1372,1704,133,1377,1699,1709,1712,165,49,1710,1697,1711,1695,1707,1713,1698,1708,1702,124,1696,503,1705],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3785"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3785"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3785\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3792,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3785\/revisions\/3792"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/3786"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3785"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3785"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3785"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}