{"id":3826,"date":"2018-02-27T14:11:58","date_gmt":"2018-02-27T14:11:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=3826"},"modified":"2018-02-27T14:16:28","modified_gmt":"2018-02-27T14:16:28","slug":"la-sacra-di-san-michele-monumento-simbolo-del-piemonte-parte-cenni-storici-e-itinerario-di-visita-tra-arte-e-fede","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=3826","title":{"rendered":"La Sacra di San Michele, monumento simbolo del Piemonte &#8211; I parte: cenni storici e itinerario di visita tra arte e fede"},"content":{"rendered":"<p>Testo e foto di <em>Giovanni Dughera<\/em><\/p>\n<p><em>\u201cIl luogo \u00e8 lontano da ogni impaccio e mondano tumulto. Qui non strepito d\u2019uomini e d\u2019animali, non frastuono, non ruggiti. La pianura d\u2019Italia, gioconda di laghi e fiumi, vi si stende a far lieti gli sguardi umani. Gl\u2019inverni vi sono tiepidi e l\u2019estate rassomiglia a primavera. Fra tale e tanta quiete la mente dei servi di Dio esclama giuliva: \u201cGrande \u00e8 il Signore!\u201d<\/em><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-medium\" src=\"https:\/\/s-media-cache-ak0.pinimg.com\/originals\/b3\/20\/4d\/b3204df07a89904a38a5505daa0ff3f4.jpg\" width=\"1236\" height=\"856\" \/><\/p>\n<p>Il <strong>monaco Guglielmo<\/strong>, primo cronista della Sacra e testimone dell\u2019atmosfera spirituale del monastero, tra il 1079 e il 1090 scrive cos\u00ec inneggiando.<\/p>\n<p>La Sacra di San Michele si erge sul <strong>monte Pirchiriano<\/strong>, a picco sulla Valle di Susa (Torino), che fu ed \u00e8 via di transito verso la Francia, antica Gallia al tempo della colonizzazione romana. Dai valichi alpini del Moncenisio e del Monginevro passarono moltitudini: da Annibale con i suoi elefanti sino a Papi, Re, pellegrini, dal Medioevo all\u2019Ottocento, assistiti dai monaci degli <strong>Ospizi cluniacensi<\/strong>. E anche la Sindone pass\u00f2 di qui, se non nel viaggio iniziale al tempo del trasferimento della capitale del ducato dei Savoia da Chamb\u00e9ry a Torino, ad opera dei Savoia, sicuramente nelle numerose ostensioni.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-medium\" src=\"https:\/\/s-media-cache-ak0.pinimg.com\/originals\/d0\/d6\/be\/d0d6be46648902212b8a4a541949be2e.jpg\" width=\"1238\" height=\"845\" \/><\/p>\n<p>La cristianizzazione delle Alpi Cozie, abitate da popoli celti e liguri, trasse impulso dalla<strong> vittoria di Costantino<\/strong> contro l\u2019usurpatore Massenzio (312 d.C.), ma avvenne probabilmente a partire dal 400 d.C., ad opera dei primi Vescovi di Torino: San Vittore e San Massimo.<\/p>\n<p>Nell\u2019anno 773 <strong>Carlo Magno<\/strong> sconfisse i Longobardi alle Chiuse, strettoia nella valle sottostante nella quale i Longobardi avevano costruito muraglie difensive. Da tale evento il Manzoni prese lo spunto per l\u2019opera \u201cL\u2019Adelchi\u201d.<\/p>\n<p>Fu intorno all\u2019anno 1000 che cominciarono a sorgere i monasteri alpini, e qui alla Sacra la fondazione \u00e8 attestata al 983-987 ad opera di <strong>Ugo di Montboissier<\/strong>, nobile dell\u2019Alvernia (Francia) dal non limpido passato, che aveva fatto voto, per penitenza, di costruire un cenobio dedicato all\u2019Arcangelo Michele.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-medium\" src=\"https:\/\/s-media-cache-ak0.pinimg.com\/originals\/51\/1b\/0e\/511b0e8a5fd283624283a6a887682ca7.jpg\" width=\"1236\" height=\"840\" \/><\/p>\n<p>E\u2019 da notare che la Sacra si trova a 1000 km. dal <strong>Mont St. Michel<\/strong> (Normandia &#8211; Francia) e a 1000 dal santuario di Monte S. Angelo (Gargano-Puglia), dove si venera l\u2019Arcangelo Michele.<\/p>\n<p>Nel monastero si stabilirono dapprima i benedettini, con l\u2019alvernate abate Adverto.<\/p>\n<p>Nel 1600 i monaci scomparvero a causa di continue guerre, e dobbiamo arrivare al 1836, con l\u2019insediamento dei <strong>Padri Rosminiani<\/strong> ad opera di Re Carlo Alberto di Savoia, per veder rivivere la Sacra. Ma le leggi Rattazzi dell\u2019epoca pre-risorgimentale espropriarono la Sacra che divenne <strong>propriet\u00e0 dello Stato<\/strong>.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em><strong>Un percorso spirituale<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Il pellegrino giungeva alla <strong>Sacra di San Michele<\/strong> della Chiusa da S. Ambrogio, paese sito nel fondo della valle, e da qui percorreva, e percorre ancora,\u00a0 il ripido e tortuoso sentiero di ciottoli che si snoda lungo le pareti del monte Pirchiriano, con un dislivello di 700 m.<\/p>\n<p>Al culmine del cammino gli si parava dinnanzi la vertiginosa facciata dell\u2019Abbazia. Entratovi, il pellegrino affrontava ancora il ripido e alto <strong>Scalone dei Morti<\/strong>, cos\u00ec chiamato per esservi tombe di monaci, e passava sotto il <strong>Portale dello Zodiaco<\/strong>, che reca scolpite le costellazioni dello Zodiaco, un rimando forse a una simbolica porta del Cielo.<\/p>\n<figure style=\"width: 1222px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium\" src=\"https:\/\/s-media-cache-ak0.pinimg.com\/originals\/80\/a6\/6f\/80a66f2f0656c71bb855a7fcb7aeb2d3.jpg\" width=\"1222\" height=\"837\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Capitelli del portale dello Zodiaco<\/figcaption><\/figure>\n<p>Vediamo qui i Vizi capitali e le Virt\u00f9, tema pittorico tipico del Medioevo, qui scolpito per\u00f2.<\/p>\n<p>I capitelli sono opera di <strong>Nicolao<\/strong> (sec. XII) e rappresentano i fatti di Caino e Abele, Sansone, le furie, donne che allattano serpenti, un leone furente, le sirene e altro (per approfondimenti: <a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=3016\">Il Portale dello Zodiaco, capolavoro di scultura romanica<\/a>).<\/p>\n<p>Un percorso curvilineo di gradini di pietra conduce infine dinnanzi al portale vero e proprio della <strong>Chiesa Abbaziale<\/strong> (nell\u2019Ottocento furono aggiunti i contrafforti ad arco). Qui la scansione ritmica dei capitelli pare un \u201cabbraccio\u201d fermato nella pietra, quasi un simbolico voler accogliere il pellegrino e introdurlo nella Chiesa. Ai lati un monaco scolpito osserva e pare custodire e mediare tra l\u2019Uomo e Dio, simbolico dell\u2019insegnamento; esisteva anche l\u2019allievo, poi scomparso.<\/p>\n<figure style=\"width: 1238px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium\" src=\"https:\/\/s-media-cache-ak0.pinimg.com\/originals\/a5\/9c\/dc\/a59cdc3a9b331b09f9c3950db04fef29.jpg\" width=\"1238\" height=\"835\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Dettaglio dei contrafforti ad arco aggiunti nell&#8217;Ottocento per ragioni di stabilit\u00e0 della struttura<\/figcaption><\/figure>\n<p>Il <strong><em>culmine vertiginosamente santo<\/em><\/strong>, espressione del poeta ottocentesco Clemente Rebora per la Sacra, non pu\u00f2 che concludersi all\u2019altar maggiore, sovrastato dalle solenni, alte figure dei Profeti, degli Evangelisti e dell\u2019Angelo annunciante a Maria il concepimento di Ges\u00f9, <em>Culmen et Fons. <\/em>Vediamo anche un monaco in atto di scrivere.<\/p>\n<p>La Chiesa, iniziata nel 1148, \u00e8 un esempio del progressivo trasformarsi del romanico in gotico: un romanico normanno, un romanico di transizione e un gotico francese. In essa vediamo il <strong>sepolcro dell\u2019abate Rodolfo<\/strong>, la tomba gotica dell\u2019abate Guglielmo III, sepolcri di membri di <strong>Casa Savoia<\/strong>, affreschi tra i quali il pi\u00f9 grande rappresenta la sepoltura di Ges\u00f9, la Madonna morta (soggetto raro e oggetto di dispute teologiche), la Madonna Assunta, un enorme San Cristoforo dell\u2019Ottocento e una tela rappresentante l\u2019Arcangelo Michele ornano l\u2019altar maggiore.<\/p>\n<figure style=\"width: 1238px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium\" src=\"https:\/\/s-media-cache-ak0.pinimg.com\/originals\/1a\/d5\/3c\/1ad53c9dd560b0bfd238a2bae45132d2.jpg\" width=\"1238\" height=\"850\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Il portale d&#8217;ingresso alla chiesa abbaziale<\/figcaption><\/figure>\n<p>In Chiesa vediamo<strong> 139 capitelli<\/strong>: vi compaiono ippogrifi, uomini incantati o urlanti, serpenti, uccellacci, giraffe, mani, teste d\u2019asino, fiori, arp\u00ece, sfingi, animali vari. Un \u201c<strong>bestiario<\/strong>\u201d fantastico e terrifico che si accompagna a Bacco con uva, fenicotteri, foglie di acanto. Sembrerebbe siano qui rappresentati i simboli del Bello e del bene accanto agli orrori del Male: la coscienza della complessa realt\u00e0, ma distinta, non \u201crelativista\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019opera pi\u00f9 bella \u00e8 il <strong>Trittico di Defendente Ferrari<\/strong>, raffigurante la Madonna che allatta il bambino, tra l\u2019Arcangelo Michele che sconfigge il demonio e San Giovanni Vincenzo che presenta alla Vergine Urbano di Miolans, abate commendatario della Sacra dal 1503 al 1522.<\/p>\n<figure style=\"width: 911px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium\" src=\"https:\/\/s-media-cache-ak0.pinimg.com\/originals\/c8\/52\/25\/c852259a2972a136047d218fda802cb1.jpg\" width=\"911\" height=\"1024\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Trittico di Defendente Ferrari, propriet\u00e0 dei Padri Rosminiani<\/figcaption><\/figure>\n<p>Defendente Ferrari fu artista \u201cdi moda\u201d in quel tempo, sensibile e fine: in certe zone del Piemonte troviamo una sua opera in ogni parrocchiale. Alla Sacra dello stesso autore esiste anche una tela con S. Benedetto e Santa Scolastica, e un\u2019altra con la Madonna in Trono con Bambino e Santo.<\/p>\n<p>Calamit\u00e0 naturali, abbandono, guerre hanno reso una rovina chiostri, lo <em>scriptorium<\/em>, la biblioteca, ricostruibili solo congetturalmente: le <strong>rovine<\/strong> affiorano talvolta dalle nebbie o sono visibili, incombenti sulla valle, col cielo sereno.<\/p>\n<figure style=\"width: 1233px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium\" src=\"https:\/\/s-media-cache-ak0.pinimg.com\/originals\/4c\/33\/d0\/4c33d0676e1988cfa9432910e6a04d74.jpg\" width=\"1233\" height=\"855\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Scorcio delle rovine di scriptorium e biblioteca, incombenti sul fondovalle valsusino coperto da una distesa di nubi<\/figcaption><\/figure>\n<p><em>La Sacra di San Michele \u00e8 stata restaurata dalla Regione Piemonte che la gestisce a livello economico, mentre la cura spirituale \u00e8 affidata ai Padri Rosminiani, che ringraziamo per la gentile collaborazione. Per ritiri o visite: tel 011.939130.<\/em><\/p>\n<p><em>La foto del Trittico \u00e8 dei padri Rosminiani<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Testo e foto di Giovanni Dughera \u201cIl luogo \u00e8 lontano da ogni impaccio e mondano tumulto. 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