{"id":3837,"date":"2018-03-06T10:02:21","date_gmt":"2018-03-06T10:02:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=3837"},"modified":"2018-03-06T10:02:21","modified_gmt":"2018-03-06T10:02:21","slug":"non-solo-fiat-il-primato-automobilistico-di-torino-iii-parte-la-diatto-alfieri-maserati-chiribiri-e-laffermarsi-della-lancia-come-simbolo-di-eleganza","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=3837","title":{"rendered":"Non solo Fiat, il primato automobilistico di Torino &#8211; III parte: la Diatto, Alfieri Maserati, Chiribiri e l\u2019affermarsi della Lancia come simbolo di eleganza"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p>di <em>Paolo Barosso\u00a0<\/em><\/p>\n<p>Un altro celeberrimo marchio torinese, frutto dell\u2019intraprendenza d\u2019una dinastia di appassionati di meccanica, \u00e8 la <strong>Diatto<\/strong>, con il caratteristico logo ovale a sfondo rosso. L\u2019azienda venne fondata nel 1905 dai fratelli Vittorio e Pietro Diatto che avevano stretto un accordo con la ditta francese <em>A. Cl\u00e9ment Bayard<\/em>, maggior venditrice di auto in Italia, scegliendo come <em>core business<\/em> la produzione automobilistica e dando vita alla <strong><em>Societ\u00e0 Anonima Diatto-A.Cl\u00e9ment Vettura marca Torino<\/em><\/strong><em>. <\/em><\/p>\n<figure style=\"width: 960px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/eb\/d0\/c0\/ebd0c09ed64cdc5453393c7e50357af9.jpg\" width=\"960\" height=\"589\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">La fabbrica &#8220;fratelli Diatto&#8221; attiva in Borgo Po (antico Borgo del Rubatto) sino al 1904 (dal gruppo fb &#8220;Torino sparita su facebook&#8221;)<\/figcaption><\/figure>\n<p>Il nonno <strong>Guglielmo Diatto<\/strong> s\u2019era gi\u00e0 distinto per aver fondato a Torino nel 1835 un\u2019officina artigianale per la costruzione di carretti e carrozze, la pi\u00f9 antica al mondo tra i precursori delle automobili, mentre i figli Battista e Giovanni si dedicarono alla produzione di <strong>tram <\/strong>e<strong> omnibus<\/strong>, divenendo leader a livello internazionale nel settore ferroviario.<\/p>\n<figure style=\"width: 960px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/a0\/4f\/85\/a04f85b75d3bbffb3f73b41c6634b105.jpg\" width=\"960\" height=\"699\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Interno della fabbrica Diatto di via Frejus (dal gruppo fb &#8220;Torino sparita su facebook&#8221;)<\/figcaption><\/figure>\n<p>Le <strong>officine Diatto<\/strong> si installarono in un\u2019area di 6000 metri quadri in via Frejus a Torino, impiegando sin dai primordi ben 500 operai e partecipando, con i primi modelli realizzati, a numerose corse automobilistiche, al tempo fondamentale strumento di promozione: tra i successi conseguiti, spicca la vittoria alla <strong>Coppa di Cannes<\/strong> nel 1907 e il terzo posto su venti marche partecipanti alla <strong>San Pietroburgo- Mosca<\/strong> nel 1908.<\/p>\n<figure style=\"width: 586px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/0f\/f5\/47\/0ff5476ec8c40fa171af26ba8c86b67b.jpg\" width=\"586\" height=\"607\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">R\u00e8clame della &#8220;Societ\u00e0 anonima automobili Diatto&#8221; 1922 (tratto dal gruppo fb &#8220;Curiosit\u00e0 di Torino&#8221;)<\/figcaption><\/figure>\n<p>La Diatto, con abili politiche di reclutamento, riusc\u00ec a ingaggiare i migliori tecnici e piloti, come <strong>Ettore Bugatti<\/strong>, con cui i fratelli Diatto collaborarono anche dopo che divenne costruttore in proprio, sia nella progettazione di motori aeronautici che nel settore automobilistico, <strong>Ernesto<\/strong> e <strong>Alfieri Maserati<\/strong>, che poi nel 1926, ereditando l\u2019immenso bagaglio tecnico e sportivo acquisito nella direzione della Squadra Corse Diatto, si staccarono fondando a Bologna la ditta del \u201cTridente\u201d specializzata in automobili da corsa, e <strong>Tazio Nuvolari<\/strong>.<\/p>\n<figure style=\"width: 802px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/94\/fd\/9a\/94fd9aefe62715e362a3f1d58bc48ff5.jpg\" width=\"802\" height=\"567\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Immagine pubblicitaria della Societ\u00e0 Anonima Automobili Diatto risalente al 1912 con lo stabilimento di via Frejus (postata su fb da Giorgio Pelassa)<\/figcaption><\/figure>\n<p>L\u2019azienda seppe mettere assieme una squadra altamente competitiva che consent\u00ec alla Diatto di guadagnarsi notoriet\u00e0 sui <strong>mercati esteri<\/strong>, tanto da meritare gli elogi della rivista specializzata inglese \u201c<em>The Motor Autogiournal<\/em>\u201d che nel numero del 26 agosto 1920 paragonava le prestazioni della Diatto 25 HP alla nuova Bentley 3 litri. La gloriosa parabola della Diatto, le cui finanze furono gravemente compromesse non dalla mancanza di commesse bens\u00ec dal mancato incasso delle forniture militari allo Stato, si esaur\u00ec nei <strong>primi anni Trenta<\/strong>.<\/p>\n<figure style=\"width: 960px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/f6\/52\/1d\/f6521d599cc480a2cc897d3b3b6d80c8.jpg\" width=\"960\" height=\"543\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Scorcio dell&#8217;ex stabilimento Diatto, poi Snia, nel 1970 (dal gruppo fb &#8220;Torino sparita su facebook&#8221;)<\/figcaption><\/figure>\n<p>Nella rosa di costruttori di auto che diedero lustro all\u2019industria piemontese spiccano poi <strong>Antonio<\/strong> <strong>Chiribiri, <\/strong>di natali veneziani, e <strong>Vincenzo<\/strong> <strong>Lancia<\/strong> detto <em>Censin<\/em> in famiglia, originario di Fobello in Valsesia.<\/p>\n<p><strong>Antonio Chiribiri<\/strong> comp\u00ec i primi passi della sua carriera imprenditoriale costruendo pezzi di ricambio per l\u2019industria aeronautica, con la fondazione nel 1911 della <em>Fabbrica Torinese Velivoli Chiribiri &amp; C.<\/em> che ottenne nel periodo bellico importanti commesse militari. L\u2019inventore Chiribiri ide\u00f2 e costru\u00ec negli anni precedenti lo scoppio della Grande Guerra un <strong>prototipo d\u2019aereo monoplano<\/strong>, il primo interamente costruito in Italia per opera d\u2019una sola azienda. Di seguito, per\u00f2, concentr\u00f2 energie e capitali, insieme con i figli Ada e Deo Chiribiri, nella produzione di automobili sportive, creando nel 1925 la <em>Societ\u00e0 Anonima Autocostruzioni Chiribiri<\/em> con stabilimento in Borgo San Paolo. L\u2019azienda chiuse i battenti nel 1928, travolta dalla <strong>crisi industriale del 1927<\/strong>, e le officine vennero poi rilevate dalla Lancia. L\u2019archivio storico aziendale, ereditato da Gaudenzio Verga, and\u00f2 completamente distrutto durante i <strong>feroci bombardamenti<\/strong> alleati del luglio 1943, che devastarono l\u2019abitazione del Verga, dove la documentazione era custodita.<\/p>\n<figure style=\"width: 696px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/ad\/03\/51\/ad03514ac14966c2f48c725bd33faf43.jpg\" width=\"696\" height=\"785\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Locandina pubblicitaria della ditta &#8220;Chiribiri &amp; C.&#8221; con i nuovi modelli lanciati nel 1925<\/figcaption><\/figure>\n<p>La storia della <strong>Lancia<\/strong>, marchio prestigioso poi rilevato nel 1970 dal gruppo Fiat, s\u2019innesta sull\u2019esperienza dei fratelli Ceirano, dato che il fondatore, <strong>Vicenzo Lancia<\/strong>, figlio di Giuseppe Lancia, arricchitosi con l\u2019industria dei cibi conservati, apprese i rudimenti della meccanica nell\u2019officina che i fratelli Ceirano avevano installato nel cortile dello stabile dei Lancia, in corso Vittorio Emanuele II n.9, per la costruzione delle biciclette <em>Welleyes<\/em>.<\/p>\n<figure style=\"width: 655px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/e8\/9b\/bf\/e89bbfb1ff911dfc02f4a9ea1a355995.jpg\" width=\"655\" height=\"386\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Scorcio dell&#8217;ingresso in stile liberty (1919-1922) allo stabilimento Lancia in Borgo San Paolo, tuttora esistente (tratto dal sito www.mole24.it)<\/figcaption><\/figure>\n<p>Vincenzo si distinse a tal punto per abilit\u00e0 e competenza che venne poi assunto dalla neonata Fiat come <strong>collaudatore<\/strong> partecipando insieme con l\u2019amico Felice Nazzaro a diverse competizioni automobilistiche. Nel 1906, malgrado i reiterati tentativi di trattenerlo in Fiat, Vicenzo Lancia si mise in proprio avviando, con il sostegno dell\u2019amico Claudio Fogolin, l\u2019azienda<strong> <em>Lancia &amp; C<\/em><\/strong>, con officine dapprima in via Ormea 89\/91 (sino al 1911), in San Salvario, e poi in via Monginevro 99, nel cuore di Borgo San Paolo, i due quartieri torinesi in cui l\u2019industria automobilistica torinese mosse i primi passi.<\/p>\n<figure style=\"width: 755px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/f0\/7a\/d3\/f07ad3d99cc36b633657301a498a3801.jpg\" width=\"755\" height=\"960\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Il grattacielo Lancia di via Braccini (gi\u00e0 Montenegro) in fase di costruzione (architetto Nino Rosani, 1954-1957) &#8211; dal gruppo fb &#8220;Torino sparita su facebook&#8221;<\/figcaption><\/figure>\n<p>Lancia proponeva modelli che incontrarono subito il favore del pubblico, per la signorilit\u00e0 delle vetture, ammirate per la misurata eleganza tipica dello stile sabaudo e per le <strong>soluzioni tecniche d\u2019avanguardia<\/strong>. Caratteristica della Lancia \u00e8 la scelta delle lettere dell\u2019alfabeto greco per battezzare i primi modelli di auto, a partire dal primo, l\u2019<em>Alfa<\/em>, realizzata nel 1907, per seguire con la <em>Theta<\/em> (1913), la prima vettura europea con impianti d\u2019illuminazione elettrica, e soprattutto la <strong><em>Lambda<\/em><\/strong>, uscita nel 1922, che riscosse un sorprendente successo di mercato. Dopo l\u2019<em>Augusta<\/em>, lanciata nel 1933, nel 1937 venne realizzata l\u2019<em>Aprilia<\/em>, una delle automobili pi\u00f9 aerodinamiche di tutti i tempi, che contribu\u00ec in modo determinante alla nascita del mito della <strong>qualit\u00e0 Lancia.<\/strong> Nello stesso anno mor\u00ec Vincenzo, lasciando la direzione dell\u2019azienda alla moglie e successivamente al figlio Gianni. Nel 1970 il marchio Lancia entr\u00f2 infine a far parte del gruppo Fiat.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; di Paolo Barosso\u00a0 Un altro celeberrimo marchio torinese, frutto dell\u2019intraprendenza d\u2019una dinastia di appassionati di meccanica, \u00e8 la Diatto, con il caratteristico&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":3839,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[26,7,494,27,4],"tags":[1781,1797,1790,1784,1783,1792,1793,318,1799,1729,1789,1791,1795,1787,1785,1788,1780,511,1794,1798,197,1796,1782,1786,1736,1733],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3837"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3837"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3837\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3840,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3837\/revisions\/3840"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/3839"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3837"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3837"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3837"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}