{"id":3851,"date":"2023-04-30T16:49:00","date_gmt":"2023-04-30T16:49:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=3851"},"modified":"2023-05-01T15:51:44","modified_gmt":"2023-05-01T15:51:44","slug":"il-castello-di-masino-dimora-millenaria-dei-conti-valperga-parte-dalle-origini-alla-ricostruzione-seicentesca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=3851","title":{"rendered":"Il castello di Masino, dimora millenaria dei conti Valperga \u2013 I parte: dalle origini alla ricostruzione seicentesca"},"content":{"rendered":"<p>di <em>Paolo Barosso&nbsp;<\/em><\/p>\n<p>Su un poggio morenico dell\u2019anfiteatro eporediese, proteso verso il lago di Viverone, si erge la biancheggiante mole del <strong>castello di Masino<\/strong>. Testimone di mille anni di storia piemontese, il castello deve la propria fortuna alla posizione geografica, a dominio delle terre canavesane e dei percorsi che conducono in direzione della Valle d\u2019Aosta e dei valichi alpini.<\/p>\n<figure style=\"width: 960px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/b7\/b6\/5f\/b7b65fc0b8cda8a17128b20f081eacf9.jpg\" width=\"960\" height=\"637\"><figcaption class=\"wp-caption-text\">Scorcio del castello di Masino con il suo intonaco bianco e la planimetria a L che sostitu\u00ec nel Seicento il precedente impianto quadrangolare della fortezza medioevale<\/figcaption><\/figure>\n<p>Citato in documenti dell\u2019XI secolo e disegnato a met\u00e0 Cinquecento da <strong>Francesco Horologi<\/strong> di Vicenza nel trattato \u201c<em>Brevi ragioni del fortificare<\/em>\u201d come possente fortezza quadrangolare con torri ai lati, il castello, dimora millenaria dei <strong>conti Valperga di Masino<\/strong>, venne coinvolto nelle intricate <strong>vicende belliche<\/strong>&nbsp;che segnarono il Piemonte trecentesco, con le continue scaramucce e scontri armati tra principi e forze rivali che si contendevano il controllo dei territori canavesani: i Savoia del ramo comitale e i Savoia-Acaia del ramo cadetto, investito del governo di parte delle terre piemontesi (sino all\u2019estinzione, avvenuta nel 1418), i Visconti, che dal Milanese si protendevano verso occidente, i marchesi del Monferrato e gli stessi conti Valperga, costretti a destreggiarsi tra gli uni e gli altri.<\/p>\n<p>Nel 1387 il castello venne occupato dalle truppe sabaude che nel 1390 lo restituirono ai Valperga dopo averne ottenuto in cambio il <strong>giuramento di fedelt\u00e0<\/strong>, che da allora in avanti leg\u00f2 la pur riottosa famiglia canavesana alla dinastia di Savoia, e un&#8217;ingente somma di denaro. Pochi anni pi\u00f9 tardi, nel 1392, la solida fortezza dei Vaperga respinse l&#8217;assedio di <strong>Facino Cane<\/strong>, il condottiero al servizio dei Visconti che, con spregiudicatezza e sagacia, riusc\u00ec a costruirsi un vero e proprio &#8220;stato&#8221; nei territori grosso modo compresi tra Verbania e Alessandria (le notizie su di lui sono per\u00f2 scarne e l&#8217;unico suo ritratto di cui si abbia notizia \u00e8 conservato proprio nel castello di Masino).<\/p>\n<figure style=\"width: 960px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/48\/72\/da\/4872daa33b9a2a80faa8c543acc891f8.jpg\" width=\"960\" height=\"637\"><figcaption class=\"wp-caption-text\">Scorcio della balconata da cui si gode l&#8217;ampio panorama sui territori canavesani, qui definiti all&#8217;orizzonte dal profilo regolare della Serra d&#8217;Ivrea<\/figcaption><\/figure>\n<p>I<strong> conti Valperga<\/strong>, ceppo da cui germin\u00f2 a fine XII secolo il lignaggio dei <strong>Valperga di Masino<\/strong>, una delle famiglie pi\u00f9 potenti dell\u2019area canavesana, menavano vanto di discendere dal celebre <strong>re Arduino<\/strong>, anche se recenti studi indicano il capostipite nel fratello di Arduino, Guido, i cui nipoti alla fine dell\u2019XI secolo presero a fregiarsi del titolo di conti<em> \u201cde Caneves<\/em>\u201d o \u201c<em>de Canepicio<\/em>\u201c, esercitando l\u2019egemonia su un\u2019ampia fascia territoriale compresa tra Dora e Stura, nucleo storico dell\u2019odierno <strong>Canavese<\/strong>. Da questi conti del Canavese derivarono i due rami comitali dei San Martino e dei Valperga, potenti famiglie che per molto tempo si scontrarono per il controllo di ampie fette di territorio canavesano, come la valle di Locana e la val Soana.<\/p>\n<figure style=\"width: 2592px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/18\/c3\/d8\/18c3d830a3ac432efcd1542eff71e4f3.jpg\" width=\"2592\" height=\"1855\"><figcaption class=\"wp-caption-text\">Panorama dal castello di Masino sui territori canavesani verso Torino &#8211; foto di Paolo Barosso<\/figcaption><\/figure>\n<p>Personaggio realmente esistito, ma proiettato in una dimensione quasi mitica per l\u2019esaltazione che si fece nei secoli successivi delle imprese militari che lo contrapposero all\u2019imperatore germanico Enrico II, ultimo esponente della dinastia ottoniana, <strong>Arduino<\/strong> era <em>marchio<\/em>, cio\u00e8 marchese, d\u2019Ivrea, membro d\u2019una famiglia di funzionari regi che vide in <strong>Anscario<\/strong>, vissuto alla met\u00e0 del X secolo, il capostipite eponimo. Anscario, che governava un ampio territorio, esteso dal Canavese alle terre orientali del Milanese, passando per Vercellese, Novarese e Ossola, fu tanto abile da consolidare la propria posizione, imponendo la trasmissione della carica di <em>marchio<\/em> agli eredi e creando un primo esempio di \u201c<strong>dinastizzazione<\/strong>\u201d del potere (da cui deriv\u00f2 la dinastia anscarica).<\/p>\n<figure style=\"width: 960px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/95\/f7\/3d\/95f73dfeaf55205d29cc2f5be9ca2d0c.jpg\" width=\"960\" height=\"637\"><figcaption class=\"wp-caption-text\">Scorcio del castello dai giardini: il circuito murario del castello medioevale, con le quattro torri angolari (poi trasformate), \u00e8 ancora leggibile malgrado le distruzioni cinquecentesche e la ricostruzione del secolo successivo<\/figcaption><\/figure>\n<p>Forte dell\u2019appoggio di una vasta schiera di vassalli, a lui legati, Arduino si fece consacrare nel febbraio 1002 a Pavia, antica <strong>capitale longobarda<\/strong>, come <em>Rex Italiae<\/em>, suscitando l\u2019ostilit\u00e0 dei vescovi, per gran parte fedeli all\u2019impero, e l\u2019inimicizia dell&#8217;imperatore Ottone III e poi di Enrico II che, vedendosi minacciato nel proprio potere, valic\u00f2 le Alpi nel 1004 per farsi incoronare anch\u2019egli re, con il sostegno dei suoi, e ancora nel 1014 per scendere a Roma, dove venne consacrato imperatore. Dopo alterne fortune, tra cui il respingimento degli assedianti imperiali alla rocca di Sparone nel 1004, Arduino si ritir\u00f2 a vita monastica, spirando nell\u2019<strong>abbazia di Fruttuaria <\/strong>nel 1014. La figura di Arduino venne celebrata soprattutto da certa <strong>storiografia ottocentesca<\/strong> che lo dipinse strumentalmente come precursore delle aspirazioni risorgimentali attribuendogli intendimenti ideologici che andavano ben aldil\u00e0 dei suoi reali propositi politici e che non corrispondevano in nulla alla realt\u00e0 del tempo in cui visse.<\/p>\n<figure style=\"width: 5312px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/2e\/ef\/7f\/2eef7fd6b4987b507417c8d84037f0a9.jpg\" width=\"5312\" height=\"2988\"><figcaption class=\"wp-caption-text\">Il castello di Masino visto dal borgo agricolo di Vestign\u00e8, posto alle pendici della collina &#8211; foto di Paolo Barosso<\/figcaption><\/figure>\n<p>La mitizzazione di Arduino, ammirato per le gesta militari e il coraggio di porsi contro il potere imperiale, ne favor\u00ec il reclutamento come antenato illustre da parte delle famiglie eminenti del Canavese che, pur non potendosi basare su prove certe, intendevano in tal modo nobilitare le origini del casato: cos\u00ec fecero i <strong>conti<\/strong> <strong>Valperga<\/strong> che dedicarono parte degli ornamenti interni del castello di Masino alla rappresentazione encomiastica delle radici genealogiche della famiglia, facendole risalire alla figura del <strong>marchese d\u2019Ivrea<\/strong>. Arduino si trova rappresentato a figura intera in una tela conservata nel <strong>Salone dei<\/strong> <strong>Savoia<\/strong>, accanto ad altri personaggi della famiglia che testimoniano le strette relazioni tra i Valperga e la dinastia sabauda.<\/p>\n<figure style=\"width: 960px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/90\/34\/0a\/90340a50f75cf34296aae06b9074ec41.jpg\" width=\"960\" height=\"637\"><figcaption class=\"wp-caption-text\">il salone dei Savoia con i 93 ritratti di personaggi legati a casa Savoia e alla famiglia Valperga e, nella fascia alta, una rara serie di ovali con &#8220;belle donne&#8221;<\/figcaption><\/figure>\n<p>Importanti esponenti dei Valperga legati ai Savoia furono nei tempi pi\u00f9 antichi <strong>Giacomo di Valperga,<\/strong> che si distinse come gran cancelliere di Savoia, nominato dal duca Ludovico nel 1452, e <strong>Amedeo Valperga di Masino<\/strong>, consigliere del duca Emanuele Filiberto di Savoia e suo luogotenente di campo dopo la battaglia di San Quintino del 1557. La figura di <strong>Giacomo di Valperga<\/strong>, in particolare, s\u2019inserisce in un periodo di forte crisi per il Ducato, ancora legato alle strutture di matrice feudale e, per la sua intrinseca debolezza, esposto alle mire espansionistiche del Regno di Francia, i cui appetiti gi\u00e0 si rivolgevano alla Borgogna. Giacomo, legato al Delfino di Francia, suo protettore, e futuro re come Luigi XI, ebbe alterne fortune, venendo infine coinvolto nella ribellione di <strong>Filippo Senza Terra<\/strong>, figlio quintogenito del duca Ludovico di Savoia, che, ritenendolo colpevole di trame filo-francesi, cattur\u00f2 il Valperga, facendolo processare con le accuse di magia nera, di aver battuto falsa moneta e di tradimento. La condanna a morte venne eseguita nel 1462 per annegamento nelle gelide acque del <strong>lago di Ginevra<\/strong>.<\/p>\n<figure style=\"width: 960px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/f5\/42\/32\/f54232e48a1bf6aad6365b2ee99f4318.jpg\" width=\"960\" height=\"637\"><figcaption class=\"wp-caption-text\">Dettaglio dello scalone voluto da Carlo Francesco II di Valperga nella seconda met\u00e0 del Settecento<\/figcaption><\/figure>\n<p>Sopravvissuto indenne all\u2019<strong>assedio<\/strong> che nel 1459 le truppe sabaude di Ludovico portarono a Masino, scontrandosi per quaranta giorni con l\u2019ostinata e coraggiosa difesa organizzata da <strong>Violante Grimaldi del Boglio<\/strong>, consorte di Giacomo di Valperga, al cui drappello d\u2019armati venne infine concesso l\u2019onore delle armi, il castello non scamp\u00f2 invece ai travagli bellici del Cinquecento, quando il Piemonte si trov\u00f2 stretto tra la Francia di Francesco I e Enrico II e l\u2019impero di Carlo V. Furono infatti i <strong>francesi<\/strong> a cannoneggiare il castello dei Valperga, riducendolo in rovina.<\/p>\n<p>Una volta ristabilita la pace si apr\u00ec una stagione di fervore edilizio, interrotta solo dai nuovi scontri di met\u00e0 Seicento tra le fazioni rivali dei madamisti e dei principisti, che port\u00f2 alla ricostruzione dell\u2019antico castello, ora trasformato in <strong>sontuosa residenza<\/strong> e dimora per le villeggiature, con ambienti sfarzosamente decorati che manifestano da un lato propositi encomiastici nella celebrazione delle imprese dinastiche e nella <strong>esaltazione delle radici genealogiche<\/strong> della famiglia, evidenti nella profusione di stemmi e blasoni, e dall\u2019altro lato un gusto prettamente <strong>tardo-manieristico<\/strong> di matrice nordica, che traspare dall\u2019illusionismo degli affreschi, con finte architetture, finti loggiati aperti verso un immaginario sfondo vegetale, echeggianti l\u2019architettura topiaria che un tempo modellava i declivi circostanti, dando origine ad un\u2019apprezzata e remunerativa produzione vinicola, e le sale con grandi vasi dipinti a monocromo giallo alternati a cariatidi inghirlandate e telamoni (<em>sala del biliardo<\/em> e <em>sala dei Gobelins<\/em>).<\/p>\n<figure style=\"width: 960px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/4e\/6a\/eb\/4e6aeb3c6d7fe1149bcdd4347dfd77b0.jpg\" width=\"960\" height=\"637\"><figcaption class=\"wp-caption-text\">La sala dei Gobelins con alle pareti l&#8217;elegante decorazione di met\u00e0 Seicento di gusto tardo-manierista che alterna grandi vasi da giardino a monocromo giallo e telamoni inghirlandati<\/figcaption><\/figure>\n<p>Significativi per l\u2019encomiastica di famiglia sono due ambienti: il <strong><em>salone degli Stemmi <\/em><\/strong>e la <strong><em>galleria degli Antenati<\/em><\/strong>. Il <em>salone degli Stemmi<\/em>, incastonato nel cuore antico del castello, presenta sul soffitto le immagini emblematiche dell\u2019arme dei Valperga, che vedono come protagonista la <strong>piantina di canapa<\/strong>, vegetale un tempo molto coltivato in queste terre, tanto che una tradizione etimologica falsa, ma assai popolare, vi fa derivare il toponimo Canavese, insieme con blasoni e imprese di importanti donne della famiglia o antenate illustri, tra cui Berta della dinastia obertenga, consorte di re Arduino.<\/p>\n<p>Nella parte bassa del soffitto si osserva una sequenza di scudi con le arme intrecciate della famiglia Valperga e di un gran numero di famiglie di Piemonte e Savoia, tutte unite da legami di parentela con i castellani. Il salone conserva caratteristici <strong>mobili \u201ca pastiglia\u201d,<\/strong> tecnica di lavorazione che, a differenza dell\u2019intaglio, prevede di applicare alla superficie lignea forme solidificate di pastiglia di riso o pasta d\u2019amido.<\/p>\n<figure style=\"width: 960px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/de\/84\/0b\/de840be61e31b4d2ca952883282626c9.jpg\" width=\"960\" height=\"637\"><figcaption class=\"wp-caption-text\">Galleria degli antenati: alle pareti su due registri i ritratti di esponenti della famiglia Valperga sino a Carlo Francesco III Valperga in abiti gi\u00e0 ottocenteschi<\/figcaption><\/figure>\n<p>La <strong>galleria degli Antenati<\/strong> \u00e8 invece un ambiente di primo Settecento in cui \u00e8 ricostruita gran parte della genealogia famigliare, dalle figure pi\u00f9 antiche, dipinte con le relative didascalie entro modanature architettoniche sulle volte a crociera e nello zoccolo inferiore delle pareti, ai personaggi vissuti in tempi pi\u00f9 recenti, rappresentati sulle tele disposte in due registri sulle quattro pareti della galleria, sino al conte Carlo Francesco III di Valperga, abbigliato con una foggia gi\u00e0 ottocentesca.<\/p>\n<figure style=\"width: 960px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/0a\/d8\/6a\/0ad86aaefdcd00095531ee51abf88c3c.jpg\" width=\"960\" height=\"637\"><figcaption class=\"wp-caption-text\">La sala del biliardo: la decorazione alle pareti riflette il gusto tardo-manierista alternando medaglioni con scene di battaglie famose alle rappresentazioni allegoriche delle virt\u00f9 in forma di cariatidi e coppie di schiavi recanti scudi con le imprese belliche dei Valperga<\/figcaption><\/figure>\n<p>Fonti bibliografiche:<\/p>\n<p>Augusto Cavallari Murat,&nbsp;<em><span id=\"productTitle\" class=\"a-size-large\">Tra Serra d&#8217;Ivrea Orco e Po,&nbsp;<\/span><\/em><span id=\"productTitle\" class=\"a-size-large\">Istituto Bancario San Paolo di Torino, 1976, Torino<\/span><\/p>\n<p class=\"a-section a-spacing-micro bylineHidden feature\">AA.VV.,&nbsp;<em>Atlante castellano. Strutture fortificate della provincia di Torino,&nbsp;<\/em>Celid, 2007, Torino<\/p>\n<p>M.L. Tibone e L.M. Cardino, <em>Il Canavese, terra di storia e di arte<\/em>, coll. Percorsi d&#8217;arte in Piemonte, Omega ed., 1993, Torino<\/p>\n<p><em>Tutte le foto pubblicate sono di <strong>Roberto Beltramo<\/strong>, salvo la terza e la quinta (come precisato nelle rispettive didascalie)<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Paolo Barosso&nbsp; Su un poggio morenico dell\u2019anfiteatro eporediese, proteso verso il lago di Viverone, si erge la biancheggiante mole del castello di&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":6661,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[26,25,14,27],"tags":[1828,1824,588,76,397,1831,1819,1303,1820,1815,1825,1829,398,144,1605,1822,1823,399,1832,1525,1817,1821,1814,1695,1816,1827,1616,1818,1826,1830],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3851"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3851"}],"version-history":[{"count":15,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3851\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6660,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3851\/revisions\/6660"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/6661"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3851"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3851"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3851"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}