{"id":3898,"date":"2018-04-06T16:39:15","date_gmt":"2018-04-06T16:39:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=3898"},"modified":"2018-04-06T16:54:23","modified_gmt":"2018-04-06T16:54:23","slug":"itinerario-verde-al-castello-ducale-di-aglie-il-parco-allinglese","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=3898","title":{"rendered":"Itinerario verde al castello ducale di Agli\u00e8 \u2013 il parco all&#8217;inglese"},"content":{"rendered":"<p><em>Dopo la prima parte dedicata <a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=3867\">al giardino all&#8217;italiana e al giardino pensile<\/a>, esploriamo il vasto parco all&#8217;inglese che fa da corona al castello ducale di Agli\u00e8, tassello importante del sistema della residenze sabaude piemontesi<\/em><\/p>\n<p>Testo e foto di <em>Giovanni Dughera\u00a0<\/em><\/p>\n<p>L\u2019ultima duchessa del Chiablese muore nel 1824 lasciando al <strong>re Carlo Felice di Savoia<\/strong> il castello di Agli\u00e8. E\u2019 di quell\u2019epoca la trasformazione del parco \u201call\u2019inglese\u201d, con la sua tipica <strong>visione romantica<\/strong>, ove \u00e8 la Natura che si vuole far prevalere, cos\u00ec come nel barocco prevaleva l\u2019artificio, la trasformazione della <strong>Natura<\/strong> e il suo assoggettarsi all\u2019uomo, con terrazzamenti e uso dell<em>\u2019Ars Topiaria<\/em>.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-medium\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/81\/a8\/aa\/81a8aa95192cf4a58b344831d631ef07.jpg\" width=\"642\" height=\"960\" \/><\/p>\n<p>Il parco consta di una lunga <strong>area prativa centrale<\/strong> che ha come prospettiva, sfondo il castello a un estremo e dall\u2019altro alti alberi; ai lati folte macchie di abeti rossi, pini silvestri, <em>liquidambur stiraciflua<\/em>, platani, carpini, frassini, roveri \u2026 In questo disegno cogliamo ancora una reminiscenza, un <em>trait d\u2019union<\/em> con il precedente stile, il barocco, che si affidava a <strong>scenografie<\/strong>, prospettive: cambiano i soggetti, pi\u00f9 naturali, ma rimane un certo gusto per la prospettiva.<\/p>\n<p>Il sottobosco a primavera ospita\u00a0 <strong>profumate fioriture<\/strong> di <em>Anemone Nemorosa<\/em> e parecchi agrifogli, molti dei quali saranno stati disseminati dai merli, ghiotti delle loro bacche rosse.<\/p>\n<p>Stradine serpeggianti, tipiche del giardino romantico, coi loro percorsi sinuosi prolunganti la passeggiata, sono intersecate da ruscelli che, sebbene costruiti artificialmente, presentano un <strong>aspetto naturale<\/strong> come \u00e8 tradizione di questo tipo di giardino, strettamente legato alla riproduzione della Natura.<\/p>\n<figure style=\"width: 960px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/0f\/78\/e7\/0f78e7bad1ede091069d9b025f247b74.jpg\" width=\"960\" height=\"642\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Piccolo gioco d&#8217;acqua<\/figcaption><\/figure>\n<p>Il parco all\u2019inglese, specialmente se visitato d\u2019autunno, presenta una <strong>sinfonia di colori<\/strong>, data dagli alberi, con le foschie che si insinuano fra di essi, depositandosi, sospese, sul lago. E\u2019 quest\u2019ultimo il vero epicentro del parco, e strumento che eccelle sugli altri dell\u2019orchestra di colori, anche per i riflessi del fogliame e del cielo.<\/p>\n<p>Il leggero velo di <strong>nebbiolina autunnale<\/strong> rende soffusi, seppur vivi e luminosi, i colori dell\u2019acqua, coperta in prossimit\u00e0 delle rive da singolari \u201cmacchie\u201d di muffe dalle mille screziature di verde che, insieme alle foglie cadute, pigramente e quasi impercettibilmente si muovono sulla superficie.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-medium\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/de\/c9\/a9\/dec9a909d5a4ac2a07d459123a50856a.jpg\" width=\"960\" height=\"624\" \/><\/p>\n<p>La corrente \u00e8 come una guida naturale da seguire, lambendo essa il ponte, l\u2019isolotto con una statua di donna dalla lunga chioma, immersa nel bosco e circondata da un avvolgente corso d\u2019acqua: forse Berenice, la sposa di <strong>Tolomeo III Re d\u2019Egitto,<\/strong> che offr\u00ec in voto una treccia dei suoi capelli affinch\u00e9 il marito tornasse dalla guerra.<\/p>\n<p>Accanto al lago le rovine, una statua di divinit\u00e0 maschile, due grandi\u00a0 roveri e un imponente <em>taxodium disticum<\/em> dalle aeree radici, che troviamo spesso in riva a stagni e laghi di dimore patrizie piemontesi; approdando poi al <strong><em>r\u00e9posoir<\/em><\/strong>, grazioso capanno fatto di rami intrecciati e circondato da panchine del Novecento: un luogo di sosta e contemplazione al quale si accede da un ponticello, indi l\u2019imbarcadero, dall\u2019aerea facciata di ramaglie disposte s\u00ec da formare un ligneo traforo nel quale entra la veduta del bosco. Da qui partiva la barca per un <strong>romantico giro<\/strong> sul lago toccando i luoghi ora descritti.<\/p>\n<figure style=\"width: 960px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/ea\/f2\/76\/eaf276221d7454a796551fb82313838a.jpg\" width=\"960\" height=\"624\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">R\u00e8posoir al lago<\/figcaption><\/figure>\n<p>Al fondo del parco una <strong>fontana<\/strong>, sorgente ora disseccata, nella sua semplice fattura di pietre, con innumerevoli panchette rotonde in pietra disposte tutt\u2019intorno, pare ricordare comitive festanti d\u2019altri tempi qui convenute al riparo dal caldo estivo.<\/p>\n<p>E\u2019 un\u2019atmosfera romantica, un po\u2019 <strong>decadente<\/strong> nell\u2019accezione non deteriore, stereotipata del termine, che suona pi\u00f9 che mai appropriato, considerando che <strong>Guido Gozzano<\/strong>, il poeta esponente di spicco del decadentismo piemontese, trascorreva l\u2019estate agli inizi del Novecento proprio ad Agli\u00e8, in una villa poco distante.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-medium\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/3c\/33\/87\/3c338774e217e7642b91636f92e80dcd.jpg\" width=\"960\" height=\"642\" \/><\/p>\n<p>Le suggestioni che dona quel verde sul lago, disposto a macchie fluide, capricciose portano il pensiero a <strong>Monet<\/strong>, come se egli stesso, invisibile, muovesse col pennello intinto di verde queste \u201cimpressioni\u201d di materia viva. Proprio il grande <strong>pittore impressionista<\/strong> pass\u00f2 gli ultimi anni della sua vita a osservare e dipingere la superficie del lago della sua propriet\u00e0 di Giverny, ben pi\u00f9 piccolo di questo, tra ninfee che anche qui esistono in discrete distese.<\/p>\n<p>Sulle rive del lago del <strong>parco di Agli\u00e8<\/strong>, tra roveri, ippocastani, platani, un bellissimo carpino dal tronco vissuto protende i suoi rami sull\u2019acqua, accanto a un grande cespuglio di ortensie che, sfiorite, sfumano lentamente dai toni azzurri al violetto, lilla, rosa chiaro, con petali e foglie in controluce pi\u00f9 che mai tenui, diafani, morbidi, in quella luce umida e crepuscolare dell\u2019autunno: segno dell\u2019eterna bellezza del fiore, anche al suo momentaneo tramonto.<\/p>\n<figure style=\"width: 2450px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/30\/de\/73\/30de734b3b60165cf5f69debdb797893.jpg\" width=\"2450\" height=\"1615\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Ortensie e carpino al lago d&#8217;autunno<\/figcaption><\/figure>\n<p>In questo evanescente <strong><em>r\u00eave<\/em> autunnale<\/strong> la sinfonia dei colori si accompagna a quella dei suoni: il picchio che tamburella sui tronchi, il gracchiare dei corvi, il passaggio solenne e alto nel cielo degli aironi, tonfi misteriosi nel lago di pesci o altri abitatori di questo luogo incantato.<\/p>\n<p>Se associamo il giardino all\u2019italiana all\u2019etichetta di corte del Seicento-Settecento, il <strong>parco all\u2019inglese<\/strong> rimanda a un mondo ormai mutato, pi\u00f9 libero, naturale, romantico nell\u2019accezione migliore del termine e questa descrizione vuole essere testimonianza del riuscito effetto che voleva suscitare l\u2019architetto progettista del parco.<\/p>\n<p><em>La conservazione di questo parco e castello annesso la dobbiamo all\u2019opera assidua e competente\u00a0 della Soprintendenza ai Beni Ambientali e Architettonici del Piemonte.<\/em><\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-medium\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/e1\/53\/68\/e15368e967f3fe2c35a066f2cb912894.jpg\" width=\"960\" height=\"642\" \/><\/p>\n<p><em><strong>Il Giardiniere.<\/strong><\/em> Non possiamo, alla fine di questo viaggio di parole e immagini, non parlare di chi opera con le sue mani e la sua mente alla conservazione del giardino, a livello pratico.<\/p>\n<p>Chi mantiene, con le sue cure, un giardino storico? Chi effettivamente compie operazioni che implicano fatica fisica non disgiunta da buon gusto e, non ultimo, amore per il lavoro e il risultato, cio\u00e8 la conservazione di un giardino che, abbandonato a s\u00e9 stesso diventerebbe un\u2019esasperazione romantica, tornerebbe selvatico? I <strong>giardinieri del parco<\/strong>: Dario, memore dell\u2019esperienza tramandata dai suoi avi, giardinieri dai tempi del Duca di Genova, proprietario del castello (1911) insieme ai valenti collaboratori.<\/p>\n<p>La loro\u201cconversazione\u201d con le siepi, i fiori, gli alberi \u00e8 fattiva: accademici che filosofeggiano col giardino attraverso le mani e la fatica; a differenza delle dispute filosofiche che vedevano un\u00a0 dialogo tra persone, in giardini di tempi lontani, qui \u00e8 il mondo vegetale che\u00a0 risponde loro.<\/p>\n<p>E il parco stesso che ci parla ulteriormente della figura del giardiniere, <strong><em>genius loci <\/em><\/strong>privilegiato.<\/p>\n<p>Nel parco e castello di Agli\u00e8 \u00e8 stato girato lo sceneggiato televisivo \u201cElisa di Rivombrosa\u201d.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-medium\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/b2\/b6\/05\/b2b605c05340f5577419e6cb572b65b0.jpg\" width=\"960\" height=\"642\" \/><\/p>\n<p>Il servizio \u00e8 stato realizzato \u201c<em>su concessione del Ministero dei Beni e delle Attivit\u00e0 Culturali e del Turismo, Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici del Piemonte, Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le province di Torino, Asti, Cuneo, Biella e Vercelli<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Bibliografia<\/p>\n<ul>\n<li>Cavallari Murat \u2013\u00a0<em>Tra Serra d\u2019Ivrea, Orco e Po<\/em>\u00a0\u2013 Ist. Bancario Sanpaolo di Torino \u2013 1976<\/li>\n<li>Soprintendenza Beni Ambientali e Architettonici del Piemonte \u2013 a cura di D. Biancolini \u2013<em>Il castello di Agli\u00e8 \u2013\u00a0<\/em>Celid 1993<\/li>\n<\/ul>\n<p>Per visite: castello di Agli\u00e8 tel. 0124.330102 \u2013 sito web: www.polomusealepiemonte.beniculturali.it<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dopo la prima parte dedicata al giardino all&#8217;italiana e al giardino pensile, esploriamo il vasto parco all&#8217;inglese che fa da corona al castello&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":3902,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[438,76,445,1900,1905,1906,1903,30,1902,1901,1904,35],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3898"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3898"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3898\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3903,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3898\/revisions\/3903"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/3902"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3898"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3898"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3898"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}