{"id":3971,"date":"2018-05-15T14:51:16","date_gmt":"2018-05-15T14:51:16","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=3971"},"modified":"2018-05-15T14:51:16","modified_gmt":"2018-05-15T14:51:16","slug":"labbazia-di-san-pietro-breme-una-nota-sulla-perduta-chiesa-abbaziale-e-la-sua-cripta-ii-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=3971","title":{"rendered":"L\u2019abbazia di San Pietro in Breme: una nota sulla perduta chiesa abbaziale e la sua cripta \u2013 II parte"},"content":{"rendered":"<p><em>Continua dalla <a href=\"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=3904\">prima parte<\/a><\/em><\/p>\n<p>di <em>Fabio Occhial<\/em><\/p>\n<p>Le <strong>analisi stratigrafiche<\/strong> hanno evidenziato almeno quattro grandi fasi costruttive (per tali analisi si rimanda alla documentazione relativa presente al LASA dell\u2019 Universit\u00e0 del Piemonte Orientale di Vercelli).<\/p>\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-<\/p>\n<ol>\n<li>Fase di X secolo<\/li>\n<li>Fase seicentesca<\/li>\n<li>Fase di fine settecento<\/li>\n<li>Fase moderna-post 1980<\/li>\n<\/ol>\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-medium\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/92\/2f\/f4\/922ff4f3bf23da1aba26f941e8cea328.png\" width=\"460\" height=\"421\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>L\u2019analisi attualmente pi\u00f9 accreditata, pur con tutte le ovvie riserve parrebbe ipotizzare una <strong>struttura a navata unica<\/strong>, absidata ed il grande arco nel settore orientale dovrebbe proporre il raccordo con la navata della chiesa con due vani laterali non completamente aperti sulla navata, oltre i quali la navata stessa proseguiva per prima dell\u2019innesto dell\u2019abside.<\/p>\n<p>In assenza delle auspicabili evidenze di un edificio precedente, prodotte dalle prospezioni eseguite sotto la guida dello scrivente, questa ipotesi ricostruttiva vuole essere ricondotta alla fase iniziale dell\u2019abbazia bremetense, suggerendo una data collocabile alla <strong>seconda met\u00e0 del X secolo<\/strong>, compatibile con le specchiature ad archetti, demandanti ad una <strong>fase romanica precoce<\/strong> intuibile anche dal confronto stilistico e strutturale con il battistero della vicina pieve di Velezzo (attualmente in fase di studio da parte di S. Lomartire dell&#8217;Universit\u00e0 del Piemonte Orientale e del dott. F. Occhial nel quadro di un lungimirante progetto di indagine conoscitiva e di restauro, patrocinato dal parroco, don Cesare Silva).<\/p>\n<p>Il battistero di\u00a0<strong>Velezzo<\/strong> presenta infatti partiture decorative esterne di simile fattura, a doppio ordine di specchiature con archetti binati.<\/p>\n<figure style=\"width: 550px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/80\/9f\/8d\/809f8d466deaef0e56af735f3e7afcce.jpg\" width=\"550\" height=\"500\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Battistero di Velezzo<\/figcaption><\/figure>\n<p>Non appare completamente certo se le navate laterali della chiesa, presenti ancora in elevato nella pianta ricordata, siano state realizzate contestualmente alla costruzione della<strong> cripta<\/strong>, la quale, in buona parte interrata, \u00e8 costituita da un <strong>vasto ambiente rettangolare<\/strong>, da cui si apre un&#8217;ulteriore aula absidata, di larghezza leggermente minore, nel cui perimetro, a sud, \u00e8 stato aperto in breccia l\u2019accesso attuale.<\/p>\n<p>Un <strong>secondo passaggio<\/strong>, anch\u2019esso non originale, si apre simmetricamente sul lato nord dell\u2019abside e porta ad un vano seminterrato a destinazione funzionale accessoria che rimane da chiarire.<\/p>\n<figure style=\"width: 640px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/44\/ef\/f3\/44eff36151d235604e7b4c4d3b010d05.jpg\" width=\"640\" height=\"427\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Scorcio della cripta di Breme<\/figcaption><\/figure>\n<p>Lo sviluppo della cripta occupa tutta la larghezza della <strong>navata centrale<\/strong> della chiesa, il cui abside corrisponde approssimativamente alla posizione dell\u2019abside di quest\u2019ultima; nella sua lunghezza la sala \u00e8 articolata in tre navate con due coppie di colonne nel suo settore orientale e da due coppie di pilastrini in mattoni nel settore occidentale; alle pareti corrispondono delle <strong>lesene<\/strong> collegate da archi, sulle quali sono impostate le volte a crociera, prive di sottarchi.<\/p>\n<p>Originariamente la <strong>cripta<\/strong> si estendeva verso ovest ed \u00e8 tuttora identificabile un&#8217;ulteriore campata verso ovest. Nel suo stato attuale \u00e8 la risultante di un intervento di <strong>restauro<\/strong> effettuato negli anni 60 del secolo scorso, delle cui movenze e risultanti rimangono scarse indicazioni; in una breve e successiva pubblicazione\u00a0 si menzionano <strong>due distinte pavimentazioni<\/strong>, la presenza di un altare addossato alle due colonnine orientali e un \u00ab<em>piedistallo rettangolare per l\u2019esposizione delle reliquie<\/em>\u00bb.<\/p>\n<figure style=\"width: 550px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/36\/f7\/78\/36f778362892ea2ff425a4e1b81b92b8.jpg\" width=\"550\" height=\"309\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Cripta: sono visibili l\u2019accesso, ora murato, a un locale accessorio e l\u2019attuale ingresso alla stessa.<\/figcaption><\/figure>\n<p>Di tutto ci\u00f2\u00a0 il restauro non ha lasciato traccia e documentazione; risultano inoltre asportati nella loro interezza gli <strong>intonaci<\/strong> allora ancora presenti, perdendone in tal modo ogni possibilit\u00e0 di analisi. Le lesene sono realizzate con laterizi, che rimandano spesso al <strong>modulo romano padano:<\/strong>\u00a0si tratta del <em><strong>sesquipedale<\/strong><\/em>, le cui misure teoriche sono 0,45 x 0,30 x 0,6, con approssimazioni anche importanti; in questo caso, mattoni interi appaiono impiegati occasionalmente, alternati in modo pi\u00f9 consistente da mattoni frammentari, come sono quelli che si alternano ai ciottoli nelle pareti.<\/p>\n<p>Da una lettura della <strong>stratigrafia muraria<\/strong>, le lesene risultano ben immorsate negli alzati perimetrali e le riseghe delle campate centrali legano con le rispettive pareti, cos\u00ec come non c\u2019\u00e8 soluzione di continuit\u00e0 fra le murature del settore occidentale e quelle del settore orientale, a differenza dei supporti delle volte con colonne lapidee nel settore orientale e pilastri laterizi in quello occidentale. Tale alternanza \u00e8 indicata come distintiva di <strong>due differenti fasi <\/strong>e di una\u00a0diversificazione in due sub-aree coerentemente con una distinzione in funzione liturgica.<\/p>\n<figure style=\"width: 800px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/4e\/1b\/96\/4e1b96a01f50b683f8eb7ff2c1d9b306.jpg\" width=\"800\" height=\"536\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Abbazia di Breme: veduta dell&#8217;arioso chiostro<\/figcaption><\/figure>\n<p>Osservando la <strong>tessitura delle volte<\/strong> \u00e8 invece chiaro il rifacimento di una loro parte importante, pur in linea con quelle originarie, intervenuto certamente nel momento in cui la cripta fu ridotta e portata alla lunghezza attuale con la realizzazione del nuovo muro di chiusura (in relazione alla demolizione della chiesa, quando la cripta fu anche resa accessibile direttamente dall\u2019esterno).<\/p>\n<p>Per la <strong>datazione della cripta<\/strong>, a giudicare dalla struttura delle volte, sembra potersi collocare tra la fine del X e i primi decenni dell\u2019XI secolo: l\u2019unico dato ragionevolmente sicuro \u00e8 la sua contestualizzazione rispetto alla fase originaria della chiesa a navata unica (pur considerando un ragionamento a parte relativo al vano accessorio citato e a un altro in posizione complementare attualmente in fase di prospezione).<\/p>\n<figure style=\"width: 800px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/3f\/99\/08\/3f9908ad33415910fcd06fdcf6537bbc.jpg\" width=\"800\" height=\"536\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Scorcio del complesso abbaziale<\/figcaption><\/figure>\n<p>La cripta si inserisce infatti nella <strong>navata<\/strong>, occupandone tutta la larghezza. La quota delle volte, superando di circa 0,20 m il limite inferiore della specchiatura esterna del perimetrale nord della chiesa, suggerisce per il presbiterio un piano di calpestio sopraelevato di almeno 1 m rispetto a quello presumibile per la navata. Questo non comporta necessariamente un <strong>divario cronologico<\/strong> importante tra la costruzione della chiesa e quella della cripta.<\/p>\n<p>Altri elementi, emersi recentemente, quali archi inglobati nelle mura dei due corpi di fabbrica attigui alla navata di sinistra, le cui quote corrispondono a quelle sopra menzionate ed altri elementi strutturali, contribuiscono a sostenere la tesi di una chiesa dallo<strong> sviluppo orizzontale<\/strong> in pi\u00f9 quote, le cui funzioni liturgiche si svolgevano mediante percorsi\u00a0 stazionari diversificati in funzione delle stesse.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Continua dalla prima parte di Fabio Occhial Le analisi stratigrafiche hanno evidenziato almeno quattro grandi fasi costruttive (per tali analisi si rimanda alla&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":3975,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[730,495,14],"tags":[1625,1977,1376,1978,1979,1377,1976],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3971"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3971"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3971\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3976,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3971\/revisions\/3976"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/3975"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3971"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3971"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3971"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}