{"id":3992,"date":"2018-05-22T10:45:08","date_gmt":"2018-05-22T10:45:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=3992"},"modified":"2018-05-22T10:45:08","modified_gmt":"2018-05-22T10:45:08","slug":"storie-popolari-del-settecento-torinese-giochi-proibiti-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=3992","title":{"rendered":"Storie popolari del Settecento torinese: giochi proibiti &#8211; I parte"},"content":{"rendered":"<p><em>Vi presentiamo a partire dall&#8217;appuntamento odierno una serie di episodi raccontati da\u00a0<strong>Cristina Quaranta*, <\/strong>&#8220;torinese e roerina in egual misura&#8221;,\u00a0che, appassionata e meticolosa indagatrice di archivi, riporta alla luce storie minute ambientate nella Torino popolare del Settecento, mettendo in luce aspetti caratteristici della mentalit\u00e0 e del modus vivendi dei torinesi del tempo<\/em><\/p>\n<p>di <em>Cristina Quaranta<\/em><\/p>\n<p>ASCTo, Vicariato, Giochi Proibiti, 1789-1798<\/p>\n<p>L\u2019altro giorno Gaetano Boriglione \u00e8 stato visto in pubblico mentre si prendeva <strong>12 nerbate<\/strong> sul groppone e appeso al collo portava <em>\u201cun cartello<\/em> <em>dicente: giuocatore di giuochi proibiti\u201d<\/em>, poi venne portato alle carceri per quattro lunghi mesi.<\/p>\n<figure style=\"width: 3043px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/ab\/0e\/aa\/ab0eaaad73dcdfc2fcb5c3a99f59df03.jpg\" width=\"3043\" height=\"1836\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Dettaglio di un cassettone attribuito all&#8217;ebanista regio Pietro Piffetti (1701-1777) con intarsi in avorio e tartaruga raffiguranti carte da gioco sparpagliate<\/figcaption><\/figure>\n<p>Un altro fu applicato alla corda per almeno un quarto d\u2019ora e dopo che il pubblico si sparpagli\u00f2 per far ritorno ai propri affari, venne scortato in carcere: dovr\u00e0 scontare ancora due mesi di <strong>pena detentiva<\/strong>. Era un giocatore, \u00e8 un giocatore e sar\u00e0 un giocatore nonostante le pene e le umiliazioni che dovr\u00e0 subire proprio per essere <em>giuocatore di giuochi proibiti per decreto regio del 4 marzo 1788.<\/em><\/p>\n<p>Una persona che non vuol essere nominata ha segnalato che in casa Richelmy, nell\u2019Isola San Gregorio al terzo piano \u00e8 tenuta una <strong>bisca<\/strong> proprio dal signor Boriglione, nonostante la proibizione per decreto, <em>\u201csi tiene il <strong>giuoco della Bassetta<\/strong> solitamente la notte ed alcune volte di giorno dalle ore 3 dopo il mezzogiorno sino a sera con tante persone\u201d.<\/em><\/p>\n<p>La soffiata dell\u2019ignoto signore cadeva come il cacio sui maccheroni, infatti era da qualche giorno oramai che al conte Vicario non ne arrivava una simile a questa: sul suo tavolo solo ordinaria amministrazione, solo arresti di poco conto. Ora pu\u00f2 <em>\u201cincombenzare\u201d<\/em> di gran carriera tutti gli Arcieri disponibili, quelli a piedi aggiungendo qualche Guardia a cavallo<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a> per poter sorprendere gli avventori della <strong>bisca clandestina<\/strong>.<\/p>\n<figure style=\"width: 1511px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/68\/55\/a0\/6855a09b2c36ac0d84b8710d3d9bd647.jpg\" width=\"1511\" height=\"1077\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Giuseppe Maria Mitelli, Zugh d\u2019i tutti zugh (\u201cGioco di tutti i giochi\u201d), 1702 &#8211; da www.piermarini.it<\/figcaption><\/figure>\n<p>I gendarmi sono entrati cogliendo tutti di sorpresa, giocatori, biscazziere e servitori in livrea. Un tavolo quadrato coperto da un tappeto verde con due candelieri a due bracci aventi le candele accese e le persone sedute la dicevano lunga: si stava giocando alla <em>Bassetta<\/em> e probabilmente qualcuno di loro stava perdendo <strong>somme ingenti<\/strong> come spesso accade.<\/p>\n<p>Il primo signore si \u00e8 qualificato come Adriano Audifredi, giovane patrizio di provincia, ha ancora le carte in mano e sembrava le stesse <em>\u201ctagliando\u201d<\/em>. Il proprietario tenta una precipitosa fuga ma \u00e8 colto dalle Guardie in fondo alle scale. Tutti bloccati, dunque, i giocatori ora sono nelle mani della <strong>Giustizia<\/strong>.<\/p>\n<p>Si appura che appartengono tutti ad un <strong>ceto sociale<\/strong> di rilevante livello: le pene per loro saranno solo pecuniarie, per loro nessuna tirata di corda e nessun cartello appeso al collo, nessuno di loro sar\u00e0 messo alla <strong>berlina<\/strong>. Vengono richieste a tutti le generalit\u00e0, scoprendo cos\u00ec che ai tavoli da gioco quella sera sedevano un figlio di famiglia di Guarene, un chierico, un forestiero di Cherasco e un negoziante di stoffe in seta con un patrimonio dichiarato ammontante a 50.000 lire. Il pi\u00f9 \u201cpovero\u201d fra loro sembra essere un sostituto Procuratore che vive ancora della dote della madre di 8.000 lire costretto ahim\u00e8 a condividere col fratello.<\/p>\n<p>La <strong>minuziosa perquisizione<\/strong> degli ambienti ha portato alla luce ben 19 mazzi di carte da gioco, nuovi e sigillati, altri 24 sono spuntati fuori da un vecchio <em>bur\u00f2<\/em> insieme alle marche, e alcune carte sparse si sono trovate a terra, finite sotto il tavolo, con la caratteristica d\u2019avere una leggera piegatura su di un angolo.<\/p>\n<figure style=\"width: 1000px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/d5\/64\/9b\/d5649bd78d3f614b82b5d2fb26bb734f.jpg\" width=\"1000\" height=\"626\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Veduta dei Quartieri Militari di Torino entrando per la Porta Susina &#8211; da un&#8217;antica incisione (www.torinostoria.com)<\/figcaption><\/figure>\n<p style=\"text-align: center;\">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-<\/p>\n<p>Il <strong>gioco de\u2019 <em>Lansquinett<\/em><\/strong> si giocava spesso all\u2019Osteria della Caccia e non solo. Poco fuori <strong>Porta Susina<\/strong> in un sito detto \u201cdei salici\u201d si vocifera da tempo che un gruppo di giovani oziosi e donne che si accompagnano a loro, tengano giochi proibiti come il Lansquinett per l\u2019appunto e menar vita disonesta.<\/p>\n<p>Le doglianze all\u2019<strong>Ufficio di Pulizia<\/strong> si fanno sempre pi\u00f9 insistenti e richiedono un intervento urgente: tra quel gruppo di giovani, oltre agli sfaccendati vi sono evasi dalle prigioni, \u00a0detenuti pi\u00f9 volte per furti di vario genere, che con la loro condotta scandalosa portano disturbo alla gente per bene. Tutto questo d\u00e0 al conte Radicati il pretesto di organizzare una cattura a sorpresa.<\/p>\n<p>Arcieri e Guardie sono scortati dalla <strong>Cavalleria<\/strong> e <em>\u201cfatto poi semicircolo si avanza per prenderli nel miglior modo e di sorpresa\u201d. <\/em>Purtroppo le manovre cos\u00ec tanto studiate non ottengono l\u2019effetto sperato: il drappello di Guardie e la Cavalleria viene scorta da lontano e i furfanti hanno avuto il tempo di tentare la fuga <em>\u201cper non cadere nelle forze\u201d; <\/em>fortunatamente non tutti: alcuni vengono arrestati.<\/p>\n<p>Una decina di uomini in et\u00e0 compresa tra i venti e i trentacinque anni, uno di questi evaso e da molto tempo ricercato, \u00a0insieme a sei donne di mala vita vengono tradotti nelle <strong>carceri delle Torri<\/strong>. Il corpo del reato, cio\u00e8 le carte da gioco vengono trovate a terra, ultimo gesto per non essere presi in flagranza di reato.<\/p>\n<figure style=\"width: 830px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/9a\/97\/09\/9a9709ab6025aa408d8416ec14f63b23.jpg\" width=\"830\" height=\"1024\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Un&#8217;antica incisione con la Porta Palatina, adibita a carcere tra il 1724 e il 1872\u00a0<\/figcaption><\/figure>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a> <em>\u201cal fin di sorprendere li intervenienti a tal giuoco. Si \u00e8 creduto di tentar la sorpresa in questo dopo pranzo nel trasferirci alla porta di detta abitazione alle ore 4 e mezza di Francia con gli aiutanti scortati da sei Ordinanze e sette Guardie civiche compreso il Caporale. Cos\u00ec gionti avendo noi fatto suonare in un sol colpo li 2 campanelli avanti le due cordicelle ivi pendenti per usar il segnale proprio degli ammessi al giuoco, stato opportunamente confidato dalla persona segreta, siasi cos\u00ec aperta la porta per la quale siasi introdotto l\u2019Aiutante con la scorta e subito poi tutti gli altri\u201d.<\/em><\/p>\n<p>Note biografiche dell&#8217;autrice<\/p>\n<p><em><strong>*Cristina Quaranta<\/strong>, torinese e roerina in egual misura, \u00e8 costumista teatrale col vizio di scrivere atti unici per rievocazioni storiche. Cerca nella Storia del \u2018700, o meglio negli archivi, storie minute, riguardanti in particolare &#8220;donne del popolo&#8221; (ma non solo),<\/em><em>\u00a0che per qualche motivo hanno lasciato traccia a seguito della vita cattiva oppure onesta e tribolata che si sono trovate a condurre. Ogni cosa di loro, infatti, anche la pi\u00f9 banale come \u201cla dote, il fardello o il testamento\u201d o l\u2019arresto e la detenzione nelle Torri, ci pu\u00f2 raccontare un\u2019esistenza.<\/em><\/p>\n<p><em>Ha vinto il premio letterario Carlo Alberto Dalla Chiesa 2007 e collabora alla rivista\u00a0Roero Terra Ritrovata\u00a0nata per la salvaguardia e la diffusione della memoria storica del territorio.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vi presentiamo a partire dall&#8217;appuntamento odierno una serie di episodi raccontati da\u00a0Cristina Quaranta*, &#8220;torinese e roerina in egual misura&#8221;,\u00a0che, appassionata e meticolosa indagatrice&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":3995,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3992"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3992"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3992\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3996,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3992\/revisions\/3996"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/3995"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3992"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3992"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3992"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}