{"id":400,"date":"2024-06-03T20:18:02","date_gmt":"2024-06-03T20:18:02","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=400"},"modified":"2024-06-04T08:26:00","modified_gmt":"2024-06-04T08:26:00","slug":"400","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=400","title":{"rendered":"Tra le Rocche del Roero: il castello di Monteu"},"content":{"rendered":"<p>Tipico borgo di sommit\u00e0, il paese di <strong>Monteu Roero<\/strong>, indicato nelle antiche carte come <em>Mons Acutus Rotarium<\/em>, appare sovrastato dal castello, in posizione dominante sulla distesa collinare del Roero.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium alignnone\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/6f\/20\/b2\/6f20b24451d920e503571948c9f642b8.jpg\" width=\"1200\" height=\"693\" \/><\/p>\n<p>Qui lo scenario naturale \u00e8 caratterizzato dall&#8217;<strong>ecosistema delle Rocche<\/strong>, fenomeno geologico di erosione che incide i versanti collinari con vertiginose voragini, profonde anche centinaia di metri, e scava le pareti sabbiose delle colline formando un intrico di alte guglie e svettanti pinnacoli, in un&#8217;atmosfera insieme fiabesca e aspra, selvaggia e capace di disorientare chi vi si addentra come se ci si avventurasse all&#8217;interno di un labirinto.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 rientrante nel <em>districtus<\/em> del vescovo di Asti, per concessione dell\u2019imperatore Enrico III di Franconia detto il Nero nel 1041, la localit\u00e0 di <em>Mons Acutus<\/em> (Monte Acuto, da cui Monteu) venne assegnata dal Barbarossa, intorno alla met\u00e0 del XII secolo, ai <strong>conti di Biandrate<\/strong>, potente famiglia signorile con estesi possedimenti in buona parte del Piemonte e nel Vallese, che ne mantenne il controllo fin sul volgere del Duecento.<\/p>\n<p>Proprio alla fine del XIII secolo, i Biandrate furono indotti a cedere i feudi detenuti in questo territorio ai nobili <strong>Rotari-Roero<\/strong>, facoltosa famiglia di casanieri astigiani, che inizi\u00f2 a insediarsi nell\u2019area della sinistra Tanaro, indicata spesso nelle carte medievali come Asteggiana o Astisio (proprio per la storica dipendenza da Asti), suddividendosi in pi\u00f9 rami e dando origine, in tempi moderni, alla <strong>denominazione geografica \u201cRoero\u201d<\/strong> assegnata alle colline a nord di Alba.<\/p>\n<figure style=\"width: 1200px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/4d\/6b\/b4\/4d6bb495d16a1b6b9e142fd669a7f8a0.jpg\" alt=\"Monteu \" width=\"1200\" height=\"675\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\"><em>Il capitello scolpito con l&#8217;arme dei Roero sorretta da due paggetti.<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<p>Verso la met\u00e0 del Settecento l\u2019ultimo discendente dei conti Roero di Monteu lasci\u00f2 il feudo ai conti\u00a0<strong>Gromis di Trana<\/strong>, che presero possesso anche del\u00a0<strong>castello<\/strong>, oggi di propriet\u00e0 della famiglia Berta, titolare dell\u2019omonima celebre distilleria, che lo acquist\u00f2 nel 2012 con l\u2019idea di farne un museo.<\/p>\n<p>Artefice della primitiva costruzione fortificata, alla met\u00e0 del XII secolo, fu\u00a0<strong>Guido dei conti di Biandrate<\/strong>. Con il subentrare dei Roero, a fine Duecento, si attuarono interventi edilizi, di cui rimangono come visibile testimonianza alcuni elementi decorativi.<\/p>\n<p>Tra questi, spicca, nel cortile interno, un capitello scolpito con gli emblemi araldici della famiglia, che esibisce nell\u2019arme dinastica le <strong>tre ruote<\/strong> d\u2019argento in campo rosso, sormontate da un guerriero con clava che regge un cartiglio con il motto \u201c<em>A bon rendre<\/em>\u201d. Lo scudo araldico \u00e8 sostenuto da due figure di giovani servitori, abbigliati come paggetti.<\/p>\n<figure style=\"width: 1200px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/5c\/fd\/1e\/5cfd1e496cc43c91693cc67603f35bf5.jpg\" alt=\"Monteu\" width=\"1200\" height=\"675\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\"><em>Vista panoramica dalle finestre del castello.<\/em><\/figcaption><\/figure>\n<p>Si tratta di una tipica <strong>arme \u201cparlante\u201d<\/strong> in quanto le figure rappresentate, le ruote, in piemontese \u201croe\u201d, alludono al cognome della famiglia (roe-Roero), per\u00f2 la tradizione ne ha collegato l\u2019origine a un racconto celebrativo, entrato a far parte dell\u2019encomiastica famigliare, che \u00e8 incentrato sulle gesta di un antenato, Ghiglione Roero.<\/p>\n<p>Costui era un cavaliere forse fiammingo, considerato capostipite del casato, che nel <strong>periodo delle Crociate<\/strong>, alla fine dell\u2019XI secolo, avrebbe conseguito la vittoria in singolar tenzone contro un comandante islamico. Le tre ruote dell&#8217;arme evocherebbero, quindi, il carro del trionfo con cui, dopo la vittoriosa impresa, sarebbe entrato a Gerusalemme, capitale del Regno.<\/p>\n<p>Nella seconda met\u00e0 del Cinquecento l\u2019antica fortezza venne interessata da imponenti lavori di trasformazione, che la ammodernarono, aggiornandola, anche negli interni, al gusto dell\u2019epoca e conferendole l\u2019aspetto che tuttora conserva.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-medium\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/ce\/7b\/38\/ce7b383109c153b7d5230f97368f5647.jpg\" alt=\"Monteu\" width=\"1200\" height=\"675\" \/><\/p>\n<p>Di particolare rilievo sono i <strong>due saloni\u00a0<\/strong>decorati con cicli di affreschi eseguiti a fine Cinquecento e fine Seicento raffiguranti allegorie e temi della mitologia classica, come il mito di Dedale e Icaro e il mito di Fetonte.\u00a0Nel salotto adiacente al salone centrale, compare infine un riferimento alla storia di famiglia, con l&#8217;affresco raffigurante <strong>la protezione della Vergine nella liberazione di Bonifacio Roero<\/strong> dalla prigionia durante le Crociate.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gi\u00e0 postazione fortificata dei conti di Biandrate, il castello di Monteu pass\u00f2 alla fine del Duecento ai Roero, famiglia di casanieri astigiani, che lo trasformarono in seguito da fortezza a residenza aristocratica di campagna. <\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":7398,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[26,25,2321,495,14,27],"tags":[63,2820,3795,942],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/400"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=400"}],"version-history":[{"count":11,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/400\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7401,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/400\/revisions\/7401"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/7398"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=400"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=400"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=400"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}