{"id":4168,"date":"2018-07-06T08:19:56","date_gmt":"2018-07-06T08:19:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=4168"},"modified":"2018-12-02T17:02:20","modified_gmt":"2018-12-02T17:02:20","slug":"delit-piemont-armus-ciand-ant-ij-pape-dij-tribunaj-8-settembre-1848-una-festa-turbolenta-castagnito-esempio-di-sballo-giovanile-del-periodo-risorgimentale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=4168","title":{"rendered":"Delit an Piemont: armus-ciand ant ij pap\u00e9 dij tribunaj \u2013 8 settembre 1848, una festa turbolenta a Castagnito, esempio di \u2018sballo\u2019 giovanile del periodo risorgimentale"},"content":{"rendered":"<p>di Arconte<\/p>\n<p>Questa storia inizia nel territorio di <strong>Castagnito<\/strong>, all\u2019inizio della via per Guarene, in regione Fracchie negli Airali, dove sorge la cappella barocca della Madonna del Popolo, verso le dieci della sera dell\u20198 settembre 1848.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-medium\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/51\/18\/bd\/5118bdab50d03c97dd099bc13884783e.jpg\" width=\"881\" height=\"590\" \/><\/p>\n<p>L\u20198 settembre 1848 \u00e8 una data ricordata nelle storie del Risorgimento come quella della <strong>resa di Messina<\/strong>, assediata e bombardata per cinque giorni dalla<strong> flotta borbonica<\/strong>. Nel 1848, \u00e8 scoppiata in Sicilia una rivolta indipendentista, duramente repressa: il re Ferdinando II per il bombardamento di Messina verr\u00e0 soprannominato \u201cre bomba\u201d.<\/p>\n<p>Ma alla cappella della Madonna del Popolo di Castagnito si sta celebrando la festa e le persone che vi partecipano certamente non sono informate degli avvenimenti siciliani. Pensano soltanto a divertirsi. Fra gli altri, partecipano alla festa <strong>cinque giovani di Vezza<\/strong>, Michele Novello, di ventiquattro anni, Michele Castelli, di diciannove anni, Giovanni Alloj, di ventisette anni, Domenico Gaia, di ventinove anni e Giacinto Rosso detto <em>Bar\u00f2t<\/em>, di ventiquattro anni. A loro si \u00e8 unito Biagio Pezzuti, di quarantatre anni.<\/p>\n<p>Hanno trascorso molte ore alla festa e dopo le dieci della sera sono ben carburati. L\u2019abitudine di santificare le feste con il vino nei paesani, e non solo, \u00e8 consolidata e risaputa: \u00ab<em>Che tutti ivi si trovarono ancora ad ora tarda di quella notte colla mente al certo riscaldata dal vino bevuto pi\u00f9 del solito in occasione di festa<\/em>\u00bb, lo scriveranno i giudici.<\/p>\n<figure style=\"width: 997px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/8a\/3b\/c7\/8a3bc78f8943d10c79d25b8609ab71a5.jpg\" width=\"997\" height=\"511\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Uniforme dei Carabinieri nel 1848 (Corriere dei Piccoli del 7 febbraio 1965).<\/figcaption><\/figure>\n<p>Poco dopo le dieci, Giovanni Alloj e Domenico Gaia, per futili motivi, attaccano briga con alcune <strong>persone di Castagnito<\/strong>. Volano insulti: \u00e8 facile pensare che anche quelli di Castagnito siano su di giri e, sentendosi sul loro territorio, siano assai mal disposti verso gli <em>invasori<\/em> di Vezza.<\/p>\n<p>Visto che la faccenda sta prendendo una brutta piega, qualcuno pi\u00f9 sobrio fa chiamare i due carabinieri di servizio alla festa per la tutela del buon ordine. Quando i due carabinieri, Luigi Bergont e Francesco Mancardi, accorrono sul <strong>luogo della lite<\/strong>, vi trovano molti giovani di Vezza accorsi per sostenere le ragioni dei loro due compaesani.<\/p>\n<p>I due carabinieri si trovano cos\u00ec alle prese con un gruppo di esagitati, circondati da una folla ostile, poco disposta a collaborare con loro, e animata da forte simpatia per i litiganti. I due carabinieri tengono un atteggiamento severo ma pacato: invitano i contendenti a calmarsi, a smettere di litigare ed a tornare alle loro case. Ma ormai quelli di Vezza si sono scatenati, il vino ha attenuato i loro freni inibitori, ha fatto affiorare l\u2019<strong>insofferenza giovanile<\/strong> alla autorit\u00e0. Quando viene detto loro di allontanarsi, riemergono le rivalit\u00e0 paesane mai del tutto sopite: forse ritengono che i militari tengano le parti per i <em>padroni di casa<\/em>, quelli di Castagnito. Cos\u00ec agli inviti alla calma rispondono con la violenza.\u00a0 Alloj, Gaia e altri compaesani gridano minacciosamente contro i militari e passano a vie di fatto, percuotendoli con pugni, calci, bastonate, una <strong>vera aggressione<\/strong> che inizialmente fa cadere a terra i due carabinieri.<\/p>\n<figure style=\"width: 581px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/97\/f7\/7e\/97f77e368080c12b3b25f9762a175991.jpg\" width=\"581\" height=\"392\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Castagnito in una vecchia cartolina<\/figcaption><\/figure>\n<p>Bergont, aggredito con maggiore violenza, nella caduta riporta varie lesioni, al ginocchio, alla mascella ed una ferita alla nuca. Ma questo non gli impedisce di rialzarsi, sia pure con i pantaloni strappati al ginocchio. Anche il collega Mancardi si \u00e8 rimesso in piedi: i due carabinieri reagiscono ed arrestano i due pi\u00f9 <strong>immediati assalitori<\/strong>, Novello e Castelli. Novello ha aggredito il carabiniere Mancardi, mentre Castelli era alle prese col Bergont e intanto lanciava grida per eccitare la giovent\u00f9 di Vezza alla rivolta.<\/p>\n<p>In seguito vengono poi identificati ed arrestati altri partecipanti alla rissa, Biagio Pezzuti, che sul luogo della zuffa ha perduto una scarpa, e Giovanni Alloj che con Domenico Gaia \u00e8 stato la causa della rivolta. Gaia e Giacinto Rosso restano latitanti.<\/p>\n<p>Tutti gli arrestati sono detenuti a Torino.<\/p>\n<p>Il carabiniere Bergont \u00e8 sottoposto a visita medica e il perito accerta una <strong>contusione<\/strong> con lacerazione della pelle sulla sommit\u00e0 del ginocchio, in corrispondenza della lacerazione dei pantaloni; una scalfittura dalla tempia alla mascella ed una <strong>ferita lacero-contusa<\/strong> alla nuca, penetrante nella pelle, che potrebbe essere stata provocata da un bastone o una pietra ma anche, scrive il perito, dall\u2019urto contro un sasso spigoloso al momento della caduta. Le ferite al ginocchio ed al capo sono guaribili in sei giorni e quella alla faccia in tre giorni.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium alignright\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/2b\/44\/98\/2b4498090a3a07a47cd90c7bbcef7d13.jpg\" width=\"352\" height=\"525\" \/><\/p>\n<p>Il processo si svolge davanti alla Corte di Appello di Torino, nel luglio 1849. Presidente \u00e8 il conte e cavaliere <strong>Giovanni Battista Schiari<\/strong>. La situazione politica \u00e8 profondamente mutata. Vi \u00e8 stata una nuova campagna di guerra contro l\u2019Austria e, dopo la <strong>sconfitta di Novara<\/strong>, il re Carlo Alberto ha abdicato in favore del figlio.<\/p>\n<p>La sentenza sar\u00e0 emessa in nome del nuovo re Vittorio Emanuele II.<\/p>\n<p>I quattro imputati Michele Novello, Michele Castelli, Giovanni Alloj, Biagio Pezzuti, tutti nati e residenti a Vezza, sono accusati di <strong>rivolta<\/strong> e maltrattamenti ai carabinieri.<\/p>\n<p>Al processo non emergono responsabilit\u00e0 precise. Nel dibattimento non si riesce a chiarire quale degli imputati, che hanno tutti sicuramente partecipato alla zuffa contro i carabinieri, sia passato a vie di fatto contro Bergont. Nessuno dei testimoni e nemmeno i carabinieri, interrogati in aula, \u00e8 in grado di indicare con precisione chi abbia colpito Bergont.<\/p>\n<p>Gli accusati sono responsabili del reato loro addebitato, ma soltanto <strong>come complici<\/strong>. Possono inoltre beneficiare di circostanze attenuanti, perch\u00e9 avevano \u00ab<strong><em>la mente riscaldata dal vino<\/em><\/strong>\u00bb. Inoltre per Castelli va considerata come attenuante la sua et\u00e0, minore degli anni venti.<\/p>\n<p>La Corte d\u2019Appello li dichiara quindi colpevoli, considerandoli per\u00f2 soltanto come complici e sufficientemente puniti col <strong>carcere preventivo<\/strong> che hanno gi\u00e0 scontato. Dovranno tutti indennizzare il carabiniere Bergont e pagare le spese processuali. \u00c8 ordinato il loro rilascio dal carcere, se non sono detenuti per altra causa.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 la sentenza del 31 luglio 1849.<\/p>\n<p>Resta ancora da definire la posizione degli altri imputati, latitanti al momento di questa sentenza.<\/p>\n<p>Giacinto Rosso decide di costituirsi spontaneamente in carcere, dopo avere raccolto consistenti attestazioni delle sue buone qualit\u00e0 morali. Domenico Gaia viene invece arrestato.<\/p>\n<p>Tutti e due sono a loro volta detenuti a Torino e processati nel novembre 1849, per le stesse accuse addebitate ai loro compaesani, <strong>rivolta<\/strong> e <strong>maltrattamenti<\/strong>.<\/p>\n<figure style=\"width: 573px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/8a\/98\/84\/8a98843932b97b0ca23602f15ce29e6e.jpg\" width=\"573\" height=\"404\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Scorcio del paese di Castagnito<\/figcaption><\/figure>\n<p>La Corte di Appello \u00e8 sempre presieduta dal conte Schiari. Anche questa volta dal dibattimento non emergono precise responsabilit\u00e0, anzi si alleggerisce molto la posizione di Rosso.<\/p>\n<p>Il dibattimento non fornisce sufficienti riscontri della colpevolezza di Rosso: \u00e9 soltanto emersa a suo carico la testimonianza di un suo vicino di casa, il quale ha affermato che un fratello di Giacinto Rosso, il giorno dopo la rivolta, gli ha detto che Giacinto in tale circostanza era stato percosso e perci\u00f2 se ne stava ancora a letto. Il testimone ha anche sentito dire dalla voce pubblica di Vezza che anche Rosso aveva partecipato alla zuffa. Secondo i giudici, questi addebiti sono attenuati dal fatto che Rosso si \u00e8 spontaneamente costituito in carcere e che sono pervenute favorevoli attestazioni sulla sua moralit\u00e0.<\/p>\n<p>Quanto a Gaia, la maggior parte dei testimoni \u00e8 stata concorde nell\u2019affermare che \u00e8 stato lui a causare tutto quel trambusto. Anzi qualcuno lo ha visto alle prese coi carabinieri, tanto da rimanere ferito. Ma nessuno lo ha visto mentre infieriva sul carabiniere Bergont. Anche nei confronti di Gaia bisogna tenere presente i criteri adottati nella sentenza del 31 luglio 1849: Gaia, come gli altri accusati aveva la \u00ab<strong><em>mente alterata dal vino<\/em><\/strong>\u00bb.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-medium\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/f8\/8a\/aa\/f88aaa10cbebf8fbae3b0e08cdfa3908.jpg\" width=\"348\" height=\"572\" \/><\/p>\n<p>Giacinto Rosso \u00e8 dichiarato non colpevole del reato di cui \u00e8 accusato e assolto \u00ab<em>senza costo di spesa<\/em>\u00bb. Domenico Gaia \u00e8 colpevole ma \u00e8 stato punito in modo sufficiente col carcere preventivo gi\u00e0 scontato; insieme agli altri condannati con sentenza del 31 luglio 1849, dovr\u00e0 <strong>indennizzare<\/strong> il carabiniere Bergont. I due devono essere rilasciati se non sono detenuti per altra causa.<\/p>\n<p>Questa \u00e8 la sentenza che il Presidente Schiari legge all\u2019udienza pubblica del 13 novembre 1849.<\/p>\n<p>Termina cos\u00ec la nostra ricostruzione di quello che abbiamo definito <em>sballo<\/em> giovanile del periodo risorgimentale. \u00c8 fin troppo facile trovare una conclusione per questa vicenda.<\/p>\n<p>\u00c8 sconfortante vedere come il <strong>bere eccessivo<\/strong> sia rimasto un problema per i giovani in festa: un adolescente\u00a0italiano su cinque\u00a0beve e ha iniziato prestissimo a farlo,\u00a0tra gli undici e i quindici anni, secondo l\u2019Istituto Superiore di Sanit\u00e0. Lo ha ricordato, ad esempio, <em>Buongiorno Europa<\/em>, il settimanale del TGR in onda domenica 7 dicembre 2008<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong>su Raitre, aggiungendo che in Italia si comincia a bere prima, che il 67% dei ragazzini sotto i quindici anni dichiara di bere abitualmente il sabato sera, il 30% pi\u00f9 di cinque bicchieri, il 40 % da tre a cinque bicchieri di alcolici.<\/p>\n<p>Tenendo conto che gli accusati di Vezza non erano neppure tutti giovanissimi, che dai documenti non ci appaiono come bevitori abituali, che avevano esagerato nell\u2019alzare il gomito in occasione di una festa solenne e che appartenevano a quel ceto popolare che non disponeva di altri divertimenti oltre al bere, tutto sommato <strong>fanno pi\u00f9 bella figura<\/strong> di certi nostri giovani d\u2019oggi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Arconte Questa storia inizia nel territorio di Castagnito, all\u2019inizio della via per Guarene, in regione Fracchie negli Airali, dove sorge la cappella&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":4173,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[26,2321,143,237],"tags":[1006,1355,2182,2184,30,942,2185,29,2183,354],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4168"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=4168"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4168\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4172,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4168\/revisions\/4172"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/4173"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=4168"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=4168"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=4168"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}