{"id":4174,"date":"2021-07-07T09:01:53","date_gmt":"2021-07-07T09:01:53","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=4174"},"modified":"2021-07-07T09:13:13","modified_gmt":"2021-07-07T09:13:13","slug":"roppolo-riapre-alle-visite-il-castello-del-murato-vivo-appartenuto-ai-vercellesi-bichieri-e-ai-canavesani-valperga","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=4174","title":{"rendered":"Roppolo, il castello del \u201cmurato vivo\u201d appartenuto ai vercellesi Bichieri e ai canavesani Valperga"},"content":{"rendered":"<p>Testo e foto di <em>Paolo Barosso<\/em><\/p>\n<p>Conosciuto sino a tempi recenti come sede d\u2019un ristorante e dell\u2019Enoteca regionale della Serra, il <strong>castello di Roppolo<\/strong>, arroccato su un\u2019altura morenica a dominio del lago di Viverone, \u00e8 stato riaperto alle visite nel maggio 2018*.<\/p>\n<figure style=\"width: 960px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/e5\/b7\/6a\/e5b76aafdfe80577e555982548fc22cc.jpg\" width=\"960\" height=\"640\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Scorcio della possente torre quadrata, l&#8217;antico mastio<\/figcaption><\/figure>\n<p>La rinascita del castello, la cui esistenza come fortilizio \u00e8 documentata sin dal X secolo (risale al 963 il diploma dell\u2019imperatore Ottone I con la prima menzione del \u201c<em>castrum Ropoli<\/em>\u201d), \u00e8 stata voluta dal nuovo proprietario, <strong>conte Patrick Saletta<\/strong>, nato e cresciuto in Francia ma di origini piemontesi, che, dopo aver trovato all\u2019atto dell\u2019acquisto, due anni or sono, un edificio in parte snaturato da destinazioni d\u2019uso improprie ha avviato i lavori per riportarlo agli antichi fasti, arredandolo <em>ex novo<\/em> con oggetti, tele e mobili della sua collezione.<\/p>\n<figure style=\"width: 960px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/c1\/d2\/04\/c1d2044e43e2d98d4b8022c045b0f096.jpg\" width=\"960\" height=\"640\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Il lago di Viverone visto da Zimone<\/figcaption><\/figure>\n<p>Oltrepassata la cinta muraria, dinnanzi alla chiesa di San Michele, che custodisce l\u2019insigne reliquia del <strong>capo di San Vitale,<\/strong> qui traslata da Ravenna forse per iniziativa del cardinale Guala Bichieri, il visitatore \u00e8 accolto da un piccolo giardino all\u2019italiana, raccolto attorno a una fontana zampillante circondata dalle rigorose geometrie delle siepi di bosso.<\/p>\n<p>Dagli spalti del castello, in posizione dominante sulle vie che da Vercelli conducono a Ivrea e Aosta, lo sguardo abbraccia verso occidente il <strong>lago di Viverone<\/strong>, specchio d\u2019acqua d\u2019origine morenica che \u00e8 la testimonianza viva di come i ghiacciai baltei, espandendosi nel Quaternario, abbiano modellato il paesaggio, lasciando dietro a s\u00e9, dopo lo scioglimento, una serie di segni attestanti la loro antica presenza, i laghi morenici, la Serra d\u2019Ivrea, i rilievi collinari creati dai depositi glaciali.<\/p>\n<figure style=\"width: 960px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/ef\/f1\/48\/eff148768eaa324d814b77ad56116bef.jpg\" width=\"960\" height=\"640\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">La chiesa di San Michele vista dal giardino all&#8217;italiana del castello<\/figcaption><\/figure>\n<p>Tutt\u2019intorno al lago, dove si svilupp\u00f2 nell\u2019Et\u00e0 del Bronzo Medio un\u2019evoluta <strong>civilt\u00e0 palafitticola<\/strong>, battezzata dagli studiosi \u201ccultura di Viverone\u201d con tratti comuni rilevabili in un\u2019area pi\u00f9 estesa dell\u2019attuale Piemonte, quali la produzione di armi in bronzo e di ceramiche con motivi caratteristici, l\u2019uso del cavallo e della ruota, l\u2019abitudine a spostarsi sulle vie d\u2019acqua a mezzo di piroghe, si erge una <strong>corona di colline<\/strong> rivestite di boschi alternati a vigneti, che conservano tracce di insediamenti antichi, dai Celti Victimuli ai Longobardi.<\/p>\n<figure style=\"width: 960px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/51\/f6\/8c\/51f68cba60dd6da2cae9d40b4efebd4c.jpg\" width=\"960\" height=\"640\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Scorcio del giardino all&#8217;italiana<\/figcaption><\/figure>\n<p>Valicando il portale d\u2019ingresso al castello, non coincidente con quello originario, ma dovuto ai restauri ottocenteschi che, in pieno <strong>revival medievale<\/strong>, aggiunsero anche il finto fossato, si ammira l\u2019aggraziato cortile, porticato su due lati.<\/p>\n<p>Alle pareti campeggiano i segni che richiamano l\u2019identit\u00e0 delle famiglie artefici delle principali fasi costruttive del castello, nel XIII secolo e poi nel Quattrocento: l\u2019arme \u201cparlante\u201d dei<strong> Bichieri<\/strong>, con i tre bicchieri riempiti di vino a met\u00e0, che, pur avendo la funzione originaria di evocare il nome della famiglia con un gioco di parole, vennero in seguito collegati alla leggenda dell\u2019antenato coppiere che, sventato l\u2019avvelenamento dell\u2019imperatore Lotario II, ne ottenne in cambio il diritto di esibire i calici nello stemma, e quella dei <strong>conti Valperga<\/strong>, che si mostra per\u00f2 priva della piantina di canapa.<\/p>\n<figure style=\"width: 960px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/04\/96\/bb\/0496bbba7f250d271574be16308f551e.jpg\" width=\"960\" height=\"640\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Veduta del cortile interno, porticato su due lati, con le arme affrescate dei Bichieri (in foto) e dei Valperga (sulla parete opposta)<\/figcaption><\/figure>\n<p>I <strong>Bichieri<\/strong>, antica famiglia vercellese, vanta tra i suoi esponenti il cardinale Guala Bichieri, diplomatico al servizio del Papa: fu il nipote Pietro, capo ghibellino vissuto nel XIII secolo, a rafforzare il castello contro le opposte mire dei marchesi del Monferrato, dei Visconti e dei Savoia.<\/p>\n<p>I<strong> Valperga<\/strong>, potente famiglia derivante da quei \u201cconti del Canavese\u201d che vantavano come capostipite Arduino, marchese anscarico d\u2019Ivrea, subentrarono ai Bichieri alla met\u00e0 del XV secolo a seguito dell\u2019incorporazione di Roppolo negli <strong>Stati Sabaudi<\/strong> e dell\u2019infeudamento della localit\u00e0 a <strong>Ludovico Valperga<\/strong>, fratello di Giacomo Valperga, signore di Masino.<\/p>\n<figure style=\"width: 960px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/e4\/4b\/4b\/e44b4b66484feeca0f08bcd054195838.jpg\" width=\"960\" height=\"640\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Arme dei vercellesi Bichieri<\/figcaption><\/figure>\n<p>I Valperga ingentilirono la fortezza, reduce dai danneggiamenti dovuti all\u2019occupazione di Facino Cane nel 1391: l\u2019edificio, pur acquisendo un nuovo prestigio, con l\u2019aggiornamento stilistico e l\u2019ingrandimento della struttura, conserv\u00f2 i caratteri di castello recinto, impostato attorno alla possente torre quadrata, l\u2019antico mastio.<\/p>\n<p>L\u2019<strong>apparato a sporgere <\/strong>sui quattro lati, con la fila di beccatelli in laterizio, evidenzia l\u2019impronta quattrocentesca. A oriente dell\u2019edificio \u00e8 tuttora presente, sebbene modificato, il <strong>ricetto<\/strong>, che nel caso di Roppolo non \u00e8 un\u2019entit\u00e0 autonoma, bens\u00ec un\u2019appendice del castello.<\/p>\n<figure style=\"width: 960px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/8e\/5d\/bc\/8e5dbc2a18cd2e01af22d64687adf335.jpg\" width=\"960\" height=\"640\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Veduta del castello con il caratteristico apparato a sporgere<\/figcaption><\/figure>\n<p>Durante la signoria dei Valperga si verificarono i tragici fatti alla base della leggenda del <strong>\u201cmurato vivo\u201d<\/strong> e della moglie, Maddalena, il cui spirito aleggerebbe attorno al castello reclamando giustizia per il marito.<\/p>\n<p>In occasione dei lavori eseguiti nell\u2019Ottocento, quando il castello di Roppolo assunse l\u2019aspetto d\u2019una villa signorile, spogliata ulteriormente dei connotati di fortezza con l\u2019intonacatura su tre lati (solo il lato nord mantiene la muratura a vista), vennero alla luce in un\u2019intercapedine un\u2019armatura e uno scheletro umano, che venne identificato con i resti mortali di <strong>Bernardo Valperga signore di Mazz\u00e8<\/strong>, scomparso misteriosamente, forse per mano di Ludovico Valperga, suo compagno d\u2019arme.<\/p>\n<figure style=\"width: 960px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/b2\/1a\/c3\/b21ac397f6e1de528dbb676a007cb254.jpg\" width=\"960\" height=\"640\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Dettaglio della fontana al centro del giardino all&#8217;italiana<\/figcaption><\/figure>\n<p>La vicenda di Bernardo s\u2019inserisce in un intricato contesto internazionale che nel 1451, all\u2019indomani della morte di <strong>Filippo Maria Visconti<\/strong> (1447), vide contrapporsi da un lato Aragona, Monferrato, Savoia, Venezia e dall\u2019altro lato gli Sforza appoggiati dalla Francia per il predominio sul Ducato di Milano.<\/p>\n<p>Le truppe sabaude del duca Ludovico di Savoia erano comandate da Guglielmo di Monferrato che aveva ai suoi ordini Ludovico Valperga e <strong>Bernardo Valperga di Mazz\u00e8<\/strong>, divisi da dissapori personali. Quest\u2019ultimo venne catturato dallo Sforza, che reclam\u00f2 un riscatto per la sua liberazione. Il rilascio, ottenuto da Ludovico, avvenne sulle rive del Ticino, ma da quel momento in avanti non si ebbero pi\u00f9 notizie di Bernardo.<\/p>\n<p>In un documento del 1461 riferito a Bernardo si legge di un <strong>annegamento nel fiume<\/strong>, cruenta pratica abbastanza comune al tempo, se si considera che Giacomo Valperga, fratello di Ludovico, cancelliere di Savoia, nel 1462 venne messo a morte, dopo sommario processo, proprio tramite affogamento nelle acque del lago di Ginevra.<\/p>\n<figure style=\"width: 960px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/fe\/58\/33\/fe5833b9048c1e1e3b2ea637695d27bb.jpg\" width=\"960\" height=\"640\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Il riquadro con l&#8217;arme dei Valperga (priva della piantina di canapa)<\/figcaption><\/figure>\n<p>C\u2019\u00e8 chi ipotizza per\u00f2 che Bernardo sia stato imprigionato nelle segrete del castello di Roppolo, dove venne poi murato in una cella. Rimane il mistero.<\/p>\n<p>Nei secoli seguenti, tra Cinquecento e Seicento, numerose vicende belliche coinvolsero Roppolo: in particolare, durante la guerra civile piemontese tra Madamisti e Principisti a met\u00e0 Seicento, alloggi\u00f2 nel castello il <strong>principe Tommaso di Savoia<\/strong>, cognato della prima Madama Reale, che da qui diresse le operazioni per salvare Ivrea dagli assedianti francesi.<\/p>\n<figure style=\"width: 960px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/dd\/01\/2f\/dd012f95d70baf41168c89efe0af1344.jpg\" width=\"960\" height=\"629\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Grappolo di Erbaluce con i riflessi ramati degli acini caratteristici dell&#8217;ultima fase della maturazione<\/figcaption><\/figure>\n<p>La visita al castello pu\u00f2 essere prevista come tappa di un itinerario attorno al <strong>lago di Viverone<\/strong>, zona che offre molteplici attrattive, dall\u2019esercizio di sport acquatici alle camminate su percorsi segnalati, che attraversano boschi e vigneti, toccando luoghi intrisi di storia e arte.<\/p>\n<p>Tra le aziende vinicole dell\u2019area, che vantano come prodotto di punta l\u2019Erbaluce di Caluso Docg, si segnalano l\u2019<a href=\"https:\/\/www.cellagrande.it\/\"><strong>azienda Cellagrande<\/strong><\/a> a Viverone, in parte ricavata in un\u2019antica abbazia benedettina poi soppressa, di cui sopravvive parte della struttura e il campanile, e l\u2019<a href=\"http:\/\/www.agricolapozzo.it\/\"><strong>azienda Pozzo<\/strong><\/a>, pluripremiata, che annovera in particolare <em>l\u2019Erbaluce Natural 100%,<\/em> da uve coltivate in una vigna di oltre cinquant\u2019anni, su terreni aridi glaciali, senza ricorso a diserbanti, solfiti e lieviti aggiunti, e <em>l\u2019Erbaluce Reir\u00ec<\/em>, che esalta i profumi grazie alla tecnica della criomacerazione.<\/p>\n<p>Articolo scritto per <a href=\"http:\/\/www.piemontetopnews.it\/roppolo-riapre-alle-visite-il-castello-del-murato-vivo-appartenuto-ai-vercellesi-bichieri-e-ai-canavesani-valperga\/\">Piemonte Top News\u00a0<\/a><\/p>\n<p>*<em>al momento non sono reperibili informazioni circa le aperture 2021<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Testo e foto di Paolo Barosso Conosciuto sino a tempi recenti come sede d\u2019un ristorante e dell\u2019Enoteca regionale della Serra, il castello di&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":4195,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[26,25,2321,14,27],"tags":[1916,2200,2201,244,76,2213,1819,452,144,2206,2205,2203,2207,1525,1856,105,2208,2209,30,2212,391,2198,1754,2210,35,2211,2204,2202,503,2199],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4174"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=4174"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4174\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5491,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4174\/revisions\/5491"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/4195"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=4174"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=4174"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=4174"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}