{"id":4185,"date":"2018-07-10T09:58:01","date_gmt":"2018-07-10T09:58:01","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=4185"},"modified":"2018-12-02T17:02:20","modified_gmt":"2018-12-02T17:02:20","slug":"modello-valle-maira-turismo-valorizzazione-e-identita","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=4185","title":{"rendered":"Il modello valle Maira. Turismo, valorizzazione e identit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p>di <em>Daniela Rebuffo<\/em><\/p>\n<p>Il 2019 sar\u00e0 l\u2019anno del<strong> turismo lento<\/strong>. Lo annuncia il ministro ai Beni Culturali e al Turismo. E mentre l\u2019Italia intera si scopre sostenibile, ed in vista di questo importante appuntamento si organizza per andare a mappare l\u2019Atlante digitale dei cammini, Legambiente sceglie di premiare la <strong>valle Maira<\/strong> con la bandiera verde \u201cCarovana delle Alpi 2017\u201d.<\/p>\n<figure style=\"width: 960px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/e3\/b3\/cb\/e3b3cb16033c6ee30d4b5d490fd61865.jpg\" width=\"960\" height=\"637\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Stroppo, veduta della chiesa di San Peyre posta su uno sperone roccioso a strapiombo sulla valle<\/figcaption><\/figure>\n<p>Culla di esperienze virtuose, la valle Maira sta infatti diventando un caso, un <strong>modello turistico<\/strong> consolidato, un trend di un territorio che attinge alla propria identit\u00e0 storica per creare economia. E a premiarla sono i molti, moltissimi utenti \u2013 principalmente stranieri \u2013 che scelgono questo<br \/>\nterritorio come meta delle proprie vacanze estive ed invernali. Abitanti temporanei, come direbbe Paolo Verri, non turisti.<\/p>\n<p>Concetto importante, questo, che implica un\u2019idea di accoglienza che va a superare la barriera del mero sfruttamento economico per aprire la porta di casa ad incontro arricchente di culture differenti. E proprio quella montagna, quell\u2019elemento di confine che fino a ieri pareva essere un fattore di debolezza, sta oggi riacquistando il proprio significato storico autentico: montagna come <strong>luogo di scambio<\/strong>, di incontro e arricchimento. Confine come simbolo dell\u2019interazione fra le culture.<\/p>\n<figure style=\"width: 960px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/21\/ae\/87\/21ae87c24dfdfa3428746f7e4962c856.jpg\" width=\"960\" height=\"638\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Alta Valle Maira, scorcio invernale di Rocca Provenzale, vertiginosa guglia che domina la conca terminale della valle e la borgata di Chiappera (Acceglio)<\/figcaption><\/figure>\n<p>E cos\u00ec, camminando sui sentieri d\u2019alta quota, \u00e8 molto facile incontrare tedeschi, svizzeri, francesi, norvegesi, americani. Impegnati tutti quanti a percorrere il circuito de \u201cI percorsi Occitani\u201d, un sapiente recupero dell\u2019antica <strong>rete sentieristica<\/strong> di valle che ne permette l\u2019intero attraversamento<br \/>\nsu entrambi i versanti, strutturato in una ventina di tappe. Si viaggia leggeri, perch\u00e9 ai bagagli ci pensa lo Sherpabus, ovvero il <strong>taxi delle montagne<\/strong>, che ogni mattina si occupa del recupero degli zaini e del loro trasporto alla tappa successiva.<\/p>\n<p>Destinazione che molto probabilmente sar\u00e0 l\u2019ennesima piccola ed accogliente locanda, ricavata dal restauro delle architetture tradizionali, dove la far\u00e0 da padrona la cucina occitana. Con paste a mano fatte in casa, formaggi d\u2019alpeggio e le immancabili <strong>acciughe<\/strong>. Si parlava prima del recupero dell\u2019identit\u00e0 storica: questo pesce di mare nei secoli \u00e8 divenuto il simbolo di una comunit\u00e0 alpina grazie ai famosi <strong>acciugai della valle Maira<\/strong>, gli <em>anchoers<\/em>, che oggi forse costituiscono il maggior elemento identificativo di questo territorio.<\/p>\n<figure style=\"width: 960px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/85\/81\/06\/858106425c33b29f08c40fb8d6f61f2d.jpg\" width=\"960\" height=\"637\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Ogni anno a Dronero, centro principale della Valle Maira, si tiene la Fiera degli Acciugai<\/figcaption><\/figure>\n<p>E poi le testimonianze di arte e architettura, che costellano il territorio, con la presenza di<strong> cicli di affreschi medievali<\/strong> di elevato interesse. Insomma qui tutto concorre a raccontare di un territorio che sta facendo leva sulla propria autenticit\u00e0 per arginare la piaga dell\u2019emigrazione, fenomeno nei decenni passati ha decimato la popolazione impoverendone il tessuto sociale.<\/p>\n<p>E proprio per dimostrare con tenacia ed assiduit\u00e0 che anche nelle aree pi\u00f9 marginali \u00e8 possibile costruire comunit\u00e0, il turismo, e le attivit\u00e0 ad esso collegate, sono diventati in questi anni il principale motore economico di questa valle, con la presenza di una forte <strong>imprenditoria privata<\/strong>, principalmente di stampo famigliare ed un sostegno, laddove possibile, della parte pubblica. Ed in<br \/>\ndiversi casi questa vocazione turistica della valle ha costituito un forte elemento di attrazione per persone residenti altrove che, aderendo ad un progetto di valorizzazione territoriale, hanno optato per uno stile di vita alternativo scegliendo di insediare sul territorio una propria attivit\u00e0.<\/p>\n<figure style=\"width: 960px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/9f\/2d\/aa\/9f2daa0155f0a879ddb8cd5782cff9c2.jpg\" width=\"960\" height=\"637\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Elva, chiesa parrocchiale: veduta d&#8217;assieme dell&#8217;area presbiteriale con l&#8217;importante ciclo di affreschi firmato dal fiammingo Hans Clemer, pittore attivo nel marchesato di Saluzzo tra fine Quattrocento e primo Cinquecento<\/figcaption><\/figure>\n<p>E\u2019 infatti proprio la cultura del territorio che ha permesso di porre le basi per uno sviluppo virtuoso<br \/>\ndi quest\u2019area. Alla base, sostenibilit\u00e0, rispetto della tradizione, recupero del saper fare. Concetti che ad oggi si traducono nel cosiddetto <em><strong>slow tourism<\/strong><\/em>: trekking, mountain bike, arrampicata, sci nordico ed alpinismo. Valorizzazione dell\u2019enogastronomia locale che passa attraverso la nascita di piccole<strong> aziende agrituristiche<\/strong>, di attivit\u00e0 artigianali attive nel recupero e nella trasformazione<br \/>\ndi antiche variet\u00e0 di cereali attraverso una macinatura a freddo, quali il mais pignulet, il grano saraceno, farro, segale, avena.<\/p>\n<p>Attenzione e salvaguardia dell\u2019occitano, secolare lingua minoritaria, e delle sue declinazioni: la letteratura, la poesia e la <strong>musica<\/strong>. Quella musica che oggi sta diventando un fortissimo elemento di aggregazione sociale e di promozione. E quindi un proliferare di ghironde, organetti e violini e fisarmoniche. Ma soprattutto di danze, balli e feste popolari che vedono radunarsi svariate centinaia di persone per onorare le feste di valle, la fiera di san Marcelin a Macra e quella degli acciugai a Dronero.<\/p>\n<figure style=\"width: 960px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/71\/8f\/88\/718f8816ec7651f6b0117e4784de8d2f.jpg\" width=\"960\" height=\"540\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Giovani intenti a suonare gli strumenti tradizionali della musica popolare valligiana<\/figcaption><\/figure>\n<p>Un\u2019attenzione alla tipicit\u00e0 che forse, in primis, \u00e8 funzionale al rafforzamento della <strong>coscienza di comunit\u00e0<\/strong>, elemento fondamentale ed irrinunciabile per radicare un visitatore esterno al territorio. Sarebbe errato semplificare la <strong>valle Maira<\/strong> con i suoi \u201cPercorsi Occitani\u201d come una bella offerta turistica. Perch\u00e9 dietro a questa denominazione si celano decenni di sforzi, di iniziative, di scelte politiche e territoriali non semplici orientate a creare un sistema a trecentosessanta gradi. Si cela una piccola grande comunit\u00e0 che vuole essere forte dei suoi passi e dei sui mezzi.<\/p>\n<p>Il tutto partendo da un concetto molto semplice e definito: il fatto cio\u00e8 di essere custodi di un <strong>territorio unico<\/strong>, caratterizzato da una bellezza cos\u00ec aspra, selvaggia ed autentica da lasciare senza fiato, dove i secoli di quella storia minore che non \u00e8 scritta sui libri di scuola hanno<br \/>\nlasciato il segno del proprio passaggio nelle architetture, nelle tradizioni, nelle parlate e negli sguardi delle persone. Oggi la val Maira guarda al futuro con coscienza del proprio percorso, oggi la val Maira sceglie di essere un <strong>modello di autenticit\u00e0<\/strong>.<\/p>\n<figure style=\"width: 960px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/ee\/bb\/50\/eebb50f3f0e52678e6313928f09f09eb.jpg\" width=\"960\" height=\"642\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Fra le tradizioni pi\u00f9 sentite delle valli piemontesi si annovera la salita delle mandrie agli alpeggi nel mese di giugno. In foto bovini al pascolo in un paesaggio dominato dall&#8217;imponente Rocca La Meja<\/figcaption><\/figure>\n<p>Una montagna che rinasce, che cerca di far fronte alle enormi difficolt\u00e0 amministrative e gestionali dei territori marginali, una montagna che crede ancora in se stessa e nel suo potenziale. Una montagna che si apre all\u2019esterno e che opta per trasformare degli apparenti punti di debolezza in <strong>opportunit\u00e0 di crescita<\/strong>, sviluppo ed innovazione.<\/p>\n<p>La <strong>bandiera verde<\/strong> di Legambiente rappresenta in tutto ci\u00f2 un importante punto di arrivo, ma allo stesso tempo un forte stimolo a perseverare nel radicamento di questa filosofia di territorio attraverso il binomio vincente ambiente \u2013 cultura del luogo. Un monito alla grande sfida verso il domani che attende questo territorio. Un invito a non dimenticare quanto bella, unica ed autentica<br \/>\npossa essere questa valle.<\/p>\n<figure style=\"width: 960px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/61\/29\/fe\/6129fe50cfcfd68bfa392c107b3fc68e.jpg\" width=\"960\" height=\"642\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Nelle numerose locande della Valle Maira, oltre a specialit\u00e0 culinarie del territorio, si possono assaporare i gustosi formaggi d&#8217;alpeggio prodotti secondo i saperi tradizionali<\/figcaption><\/figure>\n<p>E forse, questo invito, \u00e8 ricordato da tutti quegli amanti della natura che ogni anno scelgono di attraversare mezzo mondo per venire a scoprire questo piccolo lembo di terra. Sovente, i punti di vista degli esterni sono pi\u00f9 obiettivi e razionali.<\/p>\n<p>*<em><strong>Daniela Rebuffo<\/strong> \u00e8 guida turistica di professione. Profondamente legata alla sua terra, si \u00e8 aggiudicata con il presente articolo, di cui ci ha gentilmente autorizzato la pubblicazione, la seconda posizione nell&#8217;edizione 2017 del prestigioso Premio Piemonte Mese &#8220;<strong>I giovani scrivono il Piemonte<\/strong>&#8221; per la sezione &#8220;Economia, Turismo, Ambiente&#8221;\u00a0<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-medium\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/90\/a6\/b8\/90a6b8679e4237497e903e1e2678cdfa.png\" width=\"491\" height=\"480\" \/><\/p>\n<p><em>Tutte le foto pubblicate sono di <strong>Roberto Beltramo<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Daniela Rebuffo Il 2019 sar\u00e0 l\u2019anno del turismo lento. Lo annuncia il ministro ai Beni Culturali e al Turismo. 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