{"id":4214,"date":"2018-09-20T08:19:55","date_gmt":"2018-09-20T08:19:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=4214"},"modified":"2018-12-02T17:02:18","modified_gmt":"2018-12-02T17:02:18","slug":"architettura-montana-valchiusella","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=4214","title":{"rendered":"Architettura montana in Valchiusella &#8211; I parte"},"content":{"rendered":"<p>di<em> Giovanni Dughera<\/em><\/p>\n<p>La <strong>Valchiusella<\/strong>, in provincia di Torino, \u00e8 una zona montana poco conosciuta, cos\u00ec stretta tra due sorelle maggiori dal nome prestigioso: la Valle d\u2019Aosta, e la valle dell\u2019Orco che conduce al Gran Paradiso.<\/p>\n<figure style=\"width: 2438px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/73\/d7\/37\/73d737835bc6fa06a1cb09b76ca62de7.jpg\" width=\"2438\" height=\"1633\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Scorcio d&#8217;una borgata valligiana &#8211; foto di Giovanni Dughera<\/figcaption><\/figure>\n<p>Essa venne originata dagli sconvolgimenti geologici conseguenti allo <strong>scioglimento dei ghiacciai<\/strong> della Valle d\u2019Aosta, che lasciarono forme inconsuete come la lunga e piatta Serra d\u2019Ivrea, antica sua poderosa morena e, dall\u2019altra, la Serretta, che sbarra l\u2019accesso alla Valchiusella. A mezzo, i rilievi ondulati della bassa Valle, morfologicamente simili a creste impennate, costellate di laghetti (Alice, Meugliano), residuo di quel mitico Gran Lago che si form\u00f2 nella piana d\u2019Ivrea a seguito dello scioglimento dei ghiacciai, 20.00 anni fa.<\/p>\n<figure style=\"width: 2450px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/f7\/1f\/37\/f71f377a0b37f110f889f282df8435d1.jpg\" width=\"2450\" height=\"1627\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Veduta della valle &#8211; foto di Giovanni Dughera<\/figcaption><\/figure>\n<p>Questo relativo isolamento, dovuto anche all\u2019accesso che ancora nel 1835 era consentito esclusivamente tramite mulattiere , questa posizione, \u201cdiscreta\u201d anche per il paesaggio consistente in pendii erbosi e boscosi pi\u00f9 che in eclatanti cime, sono probabilmente i motivi che hanno salvato in gran parte la sua<strong> tradizionale architettura<\/strong>, avente per di pi\u00f9 caratteri precipui e originali che la discostano da tante altre vallate alpine.<\/p>\n<figure style=\"width: 2444px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/a0\/62\/23\/a06223c5306b9425f1fd6d80402d2ef5.jpg\" width=\"2444\" height=\"1657\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Caratteristico pilone a tema mariano e casa a loggiato sullo sfondo &#8211; foto di Giovanni Dughera<\/figcaption><\/figure>\n<p>Segni di presenze umane in epoche antichissime sono i sentieri lungo i quali troviamo massi ricchi di <strong>incisioni rupestri<\/strong>, un monolite in pietra (il menhir), i resti di palafitte e piroghe trovati nell\u2019Ottocento nelle torbiere di Alice.<\/p>\n<p>I primi abitanti protostorici furono i <strong>Salassi<\/strong>, trib\u00f9 di origine celto-ligure, che lottarono duramente con i colonizzatori romani, pur mantenendosi una certa convivenza.<\/p>\n<figure style=\"width: 2048px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/ca\/03\/a2\/ca03a22091da0832f311997097409e3d.jpg\" width=\"2048\" height=\"1152\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">La borgata di Fondo, frazione di Traversella, con il caratteristico ponte arcuato in pietra &#8211; foto di Paolo Barosso<\/figcaption><\/figure>\n<p>In epoca medievale riscontriamo un fenomeno poco conosciuto: una rivolta popolare contro i nobili, chiamata <strong><em>tuchinaggio<\/em><\/strong>, da <em>tucc un<\/em> (tutti insieme), sorta di antesignano della Rivoluzione Francese che distrusse castelli, dei quali rimangono solo pi\u00f9 rovine come o trasformazioni, come a Pecco.<strong><em>\u00a0<\/em><\/strong><\/p>\n<figure style=\"width: 2450px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/fc\/f4\/99\/fcf499d8a9873dc77c0c85bb6ec14153.jpg\" width=\"2450\" height=\"1621\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Veduta d&#8217;una casa a loggiato, tipologia comune in Valchiusella &#8211; foto di Giovanni Dughera<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong><em>LE CASE\u00a0 <\/em><\/strong>Troviamo nelle case della Valchiusella un elemento architettonico particolare, pur presente anche nelle pianure ai suoi piedi: il <strong>loggiato,<\/strong> ossia teorie di arcate disposte a pi\u00f9 livelli, piani che donano alle case in pietra, a volte intonacate, una modularit\u00e0 piacevole, che ne alleggerisce nel contempo il volume\u00a0 con il vuoto creato dai profondi balconi ad arco \u201cscavati\u201d nelle facciate.<\/p>\n<p>Il Cavallari Murat, studioso di arte e architettura che ha dedicato al Piemonte particolare attenzione, afferma che questo tipo di architettura deriva dalla passata \u201c<strong>romanit\u00e0\u201d<\/strong> del Canavese, riscontrabile peraltro anche nelle teorie di colonne in pietre a secco che sorreggono i vigneti di altre zone del Canavese: di ordine classico si parla, della colonizzazione romana del contado di Ivrea..<\/p>\n<figure style=\"width: 2048px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/4e\/3f\/5f\/4e3f5f02624d58b9d50d814509bf39ff.jpg\" width=\"2048\" height=\"1152\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Scorcio della borgata di Tallorno (Traversella) con le tipiche baite in pietra &#8211; foto di Paolo Barosso<\/figcaption><\/figure>\n<p>Rileviamo quindi una continuit\u00e0, ma la <strong>casa a loggiato<\/strong> \u00e8 generalmente sei-settecentesca, a volte cinquecentesca, il vuoto temporale andrebbe quindi dalla caduta dell\u2019impero romano all\u2019et\u00e0 barocca: possiamo pensare al recupero della classicit\u00e0 attuato per l&#8217;appunto in tale epoca e infatti molte borgate, come vedremo, sono settecentesche.<\/p>\n<p>Qui la rusticit\u00e0 delle case contadine\u00a0 esclude l\u2019aulicit\u00e0, mancano certamente stucchi, rilievi ed essenzializzando in tal modo le linee viene preservata l\u2019eleganza, rendendola sobria.<\/p>\n<figure style=\"width: 2450px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/c3\/ad\/9d\/c3ad9da76d1169e8a56c87fc99afc7c6.jpg\" width=\"2450\" height=\"1633\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Gruppo di case a loggiato &#8211; foto di Giovanni Dughera<\/figcaption><\/figure>\n<p>Le facciate presentano un\u2019interessante tipologia gi\u00e0 nelle <strong>scale d\u2019accesso<\/strong>: rigorosamente in pietra, spesso con due simmetriche rampe che si uniscono alla porta d\u2019ingresso. Il disegno ha un movimento che ricalca, ovviamente in scala ridotta e senza impreziosimenti, gli scaloni monumentali barocchi esterni ai castelli sei\/settecenteschi piemontesi. A volte sono addirittura palladiane.<\/p>\n<figure style=\"width: 2450px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/4e\/f2\/6e\/4ef26e8cfbc1ad9941faf23a9d8c536e.jpg\" width=\"2450\" height=\"1657\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Veduta d&#8217;una abitazione valligiana in pietra &#8211; foto di Giovanni Dughera<\/figcaption><\/figure>\n<p>Il castello di Agli\u00e8, il pi\u00f9 ricco e imponente del Canavese, potrebbe essere l\u2019esempio imitato dalle maestranze che agirono in Valchiusella che, pu\u00f2 stupire, furono di origine comacina e luganese, le stesse che lavoravano coi loro maestri alle <strong>residenze sabaude<\/strong>. Ci\u00f2 dimostra la tesi del Cavallari Murat, studioso di fama ormai scomparso, il quale rilevava qui la non separazione, anzi l\u2019incontro tra architettura minore e grande Arte, ove i capimastri di opere di grandi architetti portavano con s\u00e9 i loro moduli costruttivi, ripetendoli nel <strong>panorama edilizio montano<\/strong>, e nello stesso tempo i grandi copiavano dai piccoli i loro segreti costruttivi, dettati dalle condizioni climatiche montane, neve, gelo, vento, che obbligavano a determinate tipologie.<\/p>\n<figure style=\"width: 2444px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/d3\/2b\/98\/d32b9826b518b44ffc7834d6b7b7c038.jpg\" width=\"2444\" height=\"1627\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Interno d&#8217;una abitazione della Valchiusella con la caratteristica scala in legno &#8211; foto di Giovanni Dughera<\/figcaption><\/figure>\n<p>C\u2019\u00e8 in queste case e baite un fascino che deriva dall\u2019integrazione di semplicit\u00e0 di linee, blocchi, aperture che esitano in un\u2019eleganza senza fronzoli, in una scioltezza delle masse, peraltro in pietra e quindi apparentemente pesanti, e nella genialit\u00e0 delle soluzioni costruttive interne.<\/p>\n<p>Il <strong>loggiato<\/strong>, in zone piovose come queste, rispondeva ad esigenze domestiche di riparo del lavoro, di essiccamento di prodotti agricoli, ricovero di attrezzi agricoli, biancheria da asciugare. I loggiati in legno, in Valchiusella profondi e d\u2019ampio respiro, le scale, i soffitti e i pavimenti in legno si affiancano alla pietra e all\u2019intonaco, nelle stalle, stanze e fienili: questo connubio di materiali naturali, in case inserite in paesaggi verdi, le rende parte integrante della Natura.<\/p>\n<figure style=\"width: 2048px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/9e\/07\/6c\/9e076cd5c704736c41963c9fdcafec8c.jpg\" width=\"2048\" height=\"1152\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Affresco a tema sacro sulla parete d&#8217;una casa a Tallorno (Traversella) &#8211; foto di Paolo Barosso<\/figcaption><\/figure>\n<p>Le ritmiche teorie di loggiati presentano inoltre un\u2019assonanza con la musicalit\u00e0, riscontrabile anche nella ripetizione di archetti sospesi sulla superficie dei <strong>campanili romanici<\/strong> del Canavese.<\/p>\n<p>Notiamo spesso, sulle facciate, curiosi uncini in ferro a becco d\u2019oca, che disegnano eleganti guizzi come fatti a china: sostenevano pertiche a cui si appendeva biancheria, granoturco e foglie di rapa ad essiccare , utilizzate quest\u2019ultime per l\u2019alimentazione animale. Anche sotto i loggiati erano presenti questi elementi.<\/p>\n<figure style=\"width: 2048px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/fb\/b0\/a1\/fbb0a1b43ceaaba84becec01c6fd54ed.jpg\" width=\"2048\" height=\"1152\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Pilone votivo lungo un sentiero della valle &#8211; foto di Paolo Barosso<\/figcaption><\/figure>\n<p>Il colore si insinua\u00a0 come un improvviso flash, una macchia di tinte, quando sulla casa compare una meridiana, un <strong>affresco religioso<\/strong>, (Tissone ne \u00e8 ricca) o vi si appoggia un pilone votivo: un caso magistrale \u00e8 a <strong>Drusacco,<\/strong> sulla strada maestra. Qui una stradina selciata sale d\u2019improvviso da un bellissimo pilone ricco di colori, arrestandosi ai piedi di una raccolta casa in pietra a tre ordini di loggiati, accanto a un\u2019altra intonacata: un \u201ccompact\u201d di rara bellezza.<\/p>\n<p>Interessanti le <strong>decorazioni<\/strong>, lievi, che compaiono talvolta negli interni: comune \u00e8 il cosiddetto Sole delle Alpi, un disegno che pare un quadrifoglio ed \u00e8 un chiaro simbolo solare celtico, come lo erano gli antichi abitanti del Canavese (i Salassi).<\/p>\n<figure style=\"width: 1640px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/7f\/89\/fc\/7f89fc6c0be1d78e411a4f67b5f9c1a1.jpg\" width=\"1640\" height=\"2479\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Scorcio della cascata di Fondo (Traversella) &#8211; foto di Giovanni Dughera<\/figcaption><\/figure>\n<p>A <strong>Del Pizzen<\/strong>,\u00a0 nella zona di Fondo, una casa, questa volta \u201cricca\u201d, presenta all\u2019esterno muri a scarpa medievali che sorgono dai prati, e un cortiletto interno, intimo e claustrale, raccolto sotto begli archi: intorno a una finestra graffiture in rilievo dal chiaro disegno barocco e una data, 1735. Al di sopra i tetti con <strong>teorie di <em>lose<\/em><\/strong> (tegole piane di ardesia, provenienti da cave locali o vicine) paiono bagnati dalla cascata che si intravede sull\u2019altro versante: il \u201cPis\u201d, che ha dato forse luogo all\u2019insolita germanizzazione del toponimo originale, in genere oggetto di italianizzazione da parte dei geografi fiorentini che dopo l\u2019Unit\u00e0 d\u2019Italia compilarono le carte del neonato Regno d\u2019Italia.<\/p>\n<figure style=\"width: 2450px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/b6\/59\/14\/b659145510d167fe2549450aa54f5257.jpg\" width=\"2450\" height=\"1615\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Scorcio della valle con le cime pi\u00f9 alte innevate &#8211; foto di Giovanni Dughera<\/figcaption><\/figure>\n<p>Sul sentiero tra Fondo e Tallorno avremo una bella visione della cima pi\u00f9 importante della Valchiusella, il <strong>monte Marzo<\/strong>, 2350 m.., che spunta dal scenografico \u201ccorridoio\u201d serpeggiante di baite.<\/p>\n<ul>\n<li><strong><em>continua<\/em><\/strong><\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Giovanni Dughera La Valchiusella, in provincia di Torino, \u00e8 una zona montana poco conosciuta, cos\u00ec stretta tra due sorelle maggiori dal nome&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":4227,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[142,2321,14,86],"tags":[438,2237,76,2241,461,2243,2249,2244,2248,2238,663,2242,2239,2235,30,2246,2247,1518,73,2233,35,2234,2251,2245,2250,2240,75,2236],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4214"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=4214"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4214\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4230,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4214\/revisions\/4230"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/4227"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=4214"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=4214"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=4214"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}