{"id":4275,"date":"2018-10-05T14:40:42","date_gmt":"2018-10-05T14:40:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=4275"},"modified":"2018-12-02T17:02:17","modified_gmt":"2018-12-02T17:02:17","slug":"robbio-lomellina-e-le-sue-prelibatezze","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=4275","title":{"rendered":"Il cotechino di Robbio Lomellina e altre prelibatezze"},"content":{"rendered":"<p>di <em>Fabio Occhial<\/em><\/p>\n<p>Tracce di frequentazioni risalenti al Neolitico e il ritrovamento di asce risalenti all&#8217;Et\u00e0 del Bronzo testimoniano la presenza dell&#8217;uomo nella zona di Robbio Lomellina in <strong>epoca preistorica<\/strong>. Nella zona sono state rinvenute anche tombe romane e monete risalenti al 230-270.<\/p>\n<figure style=\"width: 1200px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/5d\/d3\/52\/5dd3528515c9177b7aa476a503512fb9.jpg\" width=\"1200\" height=\"800\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Veduta di Robbio dall&#8217;alto<\/figcaption><\/figure>\n<p>L&#8217;esistenza di un centro romano, <em>Redobium<\/em>, \u00e8 attestato da Plinio il Vecchio e vi sono documentate sepolture romane datate tra il 230e il 270 d.C. Occupata dai <strong>Longobardi<\/strong>, ai quali si deve la fondazione della splendida chiesa dedicata a san Michele Arcangelo, fu poi a lungo contesa tra Vercelli e Pavia: al 1202 risale l&#8217;episodio pi\u00f9 cruento, con la presa e la distruzione del castello da parte dei pavesi.<\/p>\n<figure style=\"width: 960px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/4f\/6a\/fb\/4f6afb1f5179220e0dc7620cc8fc3941.jpg\" width=\"960\" height=\"720\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">La medioevale chiesa di San Pietro<\/figcaption><\/figure>\n<p>Nel 1220, un diploma imperiale di Federico II attesta definitivamente il dominio di Pavia come per il resto della <strong>Lomellina<\/strong>. Fece successivamente parte del ducato di Milano e pass\u00f2 sotto altri feudatari, fino al XVIII secolo. Come il resto della regione fu sotto la dominazione prima spagnola e poi austro-ungarica e nel 1748 pass\u00f2 al <strong>Regno di Sardegna<\/strong>. Nel 1859 entr\u00f2 a far parte della provincia di Pavia nel Regno d&#8217;Italia.<\/p>\n<p>Robbio oggi \u00e8 una citt\u00e0 di seimila abitanti, in provincia di Pavia, al confine con le province di Vercelli e di Novara. Forse proprio per la vicinanza a questi centri, pi\u00f9 che al capoluogo pavese, lo stile di vita e le tradizioni robbiesi sono, alle volte, pi\u00f9 <strong>piemontesi<\/strong> che lombarde, soprattutto per quanto riguarda la gastronomia. Infatti, tra i piatti tradizionali robbiesi spiccano la <strong>paniscia<\/strong> (pronunciato come si fa a Novara) e il <strong>salame della duja<\/strong>, piatti che, se ci si spinge pi\u00f9 a est verso Vigevano, risultano pressoch\u00e9 sconosciuti.<\/p>\n<figure style=\"width: 4764px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/bf\/bd\/a7\/bfbda7bb3fab4f25ce67f9ff213e88b7.jpg\" width=\"4764\" height=\"3155\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Paesaggio agricolo di Lomellina &#8211; ph Andrea Dall&#8217;Erba<\/figcaption><\/figure>\n<p>Oltre a queste tradizioni gastronomiche, perpetrate da tantissime generazioni, da poco pi\u00f9 di trent\u2019anni ne \u00e8 nata una nuova: quella del <strong>cotechino<\/strong>. Il gustoso insaccato a base di carne e cotenna, originario del nordest Italia, seppure sia presente sulle tavole robbiesi dai tempi dei nostri nonni, \u00e8 diventato un <strong>simbolo di Robbio<\/strong> grazie a una grande festa, alla quale \u00e8 legato indissolubilmente.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignright size-medium\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/18\/2b\/13\/182b13e82f62e214fc022b50c52fd974.jpg\" width=\"219\" height=\"230\" \/><\/p>\n<p>Nel 1985 \u00e8 nato il Palio dl\u2019Urmon e per celebrare al meglio la settimana di giochi e spettacoli di questa festa, gli organizzatori dei primi anni pensarono di affiancargli la sagra del cotechino. Il Palio di Robbio si svolge ogni anno alla prima domenica di Settembre e nella settimana precedente. Da trentatr\u00e9 anni, tutto ruota attorno a una settimana di giochi tradizionali disputati in piazza dai contradaioli degli <strong>otto rioni<\/strong>, alla corsa con le carriole che assegna il Palio e al corteo storico conclusivo ma, durante tutto il periodo di manifestazioni, lo stand gastronomico della sagra rappresenta il valore aggiunto di una festa senza pari.<\/p>\n<p>Gli obiettivi del <strong>Palio dl\u2019Urmon<\/strong> sono quelli di creare aggregazione tra la gente e di mantenere vive le tradizioni, anche quelle gastronomiche. Per\u00f2, le tradizioni vanno mantenute in vita permettendo loro di evolversi e di incontrare il gusto della gente e delle nuove generazioni.<\/p>\n<figure style=\"width: 1200px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/ae\/16\/a9\/ae16a9934e42c55b9339d5954a12b115.jpg\" width=\"1200\" height=\"798\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Il cotechino di Robbio<\/figcaption><\/figure>\n<p><em><strong>Il tipico cotechino locale<\/strong><\/em><\/p>\n<p>Ecco, quindi, che il cotechino robbiese, oltre ad essere servito secondo i tradizionali crismi (con lenticchie, fagioli, \u2026) ha assunto una nuova, curiosa e gustosissima declinazione, quella del <strong>Cotechinoburger<\/strong>. Si tratta di un panino nato per soddisfare le attuali esigenze di street food, mantenendo la sostanza di piatto tradizionale e strizzando l\u2019occhio alle nuove tendenze.<\/p>\n<p>Il Cotechinoburger ricorda nell\u2019aspetto il tipico panino americano venduto nei fast food di tutto il mondo ma i suoi ingredienti sono esclusivamente a chilometro zero. L\u2019ingrediente principale, ovviamente, invece che essere la carne di manzo, \u00e8 il <strong>cotechino robbies<\/strong>e. E poi, cipolla rossa di Breme, cavolo, peperone lombardo e <em>bagn\u00e8t<\/em>\u00a0(salsa verde a base di prezzemolo, olio, aglio e acciuga). Insomma un\u2019esplosione di gusto inimitabile, sebbene un po\u2019 calorica; ma con un buon bicchiere di vino rosso, la festa \u00e8 assicurata.<\/p>\n<figure style=\"width: 1120px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/94\/5d\/e8\/945de8a98df20bacf643e560a6f5e390.jpg\" width=\"1120\" height=\"1009\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Il Cotechinoburger, invenzione robbiese<\/figcaption><\/figure>\n<p>L\u2019<em>urmon<\/em>\u00a0in questione era un<strong>\u00a0olmo secolare<\/strong> che viveva maestoso sul sagrato della chiesa. A causa dei danni prodotti da un parassita, purtroppo l\u2019albero \u00e8 stato abbattuto nel 1983. Con lo scopo di tenerne vivo il ricordo, la comunit\u00e0 di Robbio, nei suoi rioni gareggia nella <strong>corsa di carriole<\/strong>, atto conclusivo di una splendida serie di giochi appartenuti alla non lontana e viva tradizione contadina.<\/p>\n<p>Evento cardine in seno alla festa \u00e8 cucinare la <strong>tipica paniscia<\/strong> per pi\u00f9 di duemila persone: 100 kg di riso carnaroli con pasta di salame e <em>salam dla duja<\/em>, lardo, burro, olio, grana, pomodoro, carote, sedano, aglio, cipolle, porri, fagioli borlotti, barbera, ossa per il brodo e profumi dell\u2019orto. Da accompagnare con il tipico cotechino e un buon bicchiere di vino.<\/p>\n<figure style=\"width: 895px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/5c\/ce\/e0\/5ccee071665d961303ad5f6762c56299.jpg\" width=\"895\" height=\"616\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">La tipica paniscia<\/figcaption><\/figure>\n<p><em>Si ringrazia Alfredo Panzeri per il prezioso contributo\u00a0<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Fabio Occhial Tracce di frequentazioni risalenti al Neolitico e il ritrovamento di asce risalenti all&#8217;Et\u00e0 del Bronzo testimoniano la presenza dell&#8217;uomo nella&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":4279,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[2321,2,48],"tags":[2281,2282,1377,685,49,2284,2283,1695,880,2280,124],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4275"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=4275"}],"version-history":[{"count":8,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4275\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4293,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4275\/revisions\/4293"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/4279"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=4275"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=4275"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=4275"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}