{"id":4419,"date":"2018-12-29T16:25:07","date_gmt":"2018-12-29T16:25:07","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=4419"},"modified":"2018-12-29T16:25:07","modified_gmt":"2018-12-29T16:25:07","slug":"i-facchini-di-viu-e-il-professor-cesare-lombroso","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=4419","title":{"rendered":"I facchini di Vi\u00f9 e il professor Cesare Lombroso"},"content":{"rendered":"<p>di <em>Donatella Cane*<\/em><\/p>\n<p>\u00c8 noto che molti uomini della frazione Maddalene di Vi\u00f9 lavoravano a Torino come <strong>personale d\u2019albergo<\/strong> e come <strong>facchini<\/strong>, sia in alberghi che presso imprese di trasporti e di traslochi. Chi faceva fortuna, talvolta, poteva mettersi in\u00a0 proprio.<\/p>\n<figure style=\"width: 418px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/d8\/59\/42\/d859422b27cd4f28b15ad1334daf88bd.jpg\" alt=\"\" width=\"418\" height=\"550\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Facchini torinesi, stampa di Gallo Gallina (Torino, 1832)<\/figcaption><\/figure>\n<p>Il mestiere di facchino era una tradizione consolidata, ricordata anche da una delle molte guide turistiche dedicate alle Valli di Lanzo, tra il finire dell\u2019Ottocento e i primi del Novecento: quella di C. Ratti \u201c<em>Da Torino a Lanzo e per le (tre) Valli della Stura. Guida descrittiva, storica e industriale (per il villeggiante e l\u2019alpinista)<\/em>\u201d (Torino, 1893).<\/p>\n<p>Molto meno noto \u00e8 il fatto che i facchini torinesi, fra i quali lavoravano appunto quelli provenienti da Vi\u00f9, sono stati studiati da <strong>Cesare Lombroso<\/strong> (Verona, 1835 &#8211; Torino, 1909) professore di medicina legale nell\u2019Universit\u00e0 di Torino e pioniere nello studio della criminalit\u00e0.<\/p>\n<figure style=\"width: 280px\" class=\"wp-caption alignleft\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/bf\/f2\/8a\/bff28abe8b8fa5a3e4a845aa3c028ceb.jpg\" alt=\"\" width=\"280\" height=\"420\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Cesare Lombroso (Verona, 1835 &#8211; Torino, 1909)<\/figcaption><\/figure>\n<p>Nel caso dei facchini, per\u00f2, la criminologia non c\u2019entrava affatto.<\/p>\n<p>Lombroso aveva iniziato a studiare nei facchini i loro \u201c<strong>segni professionali<\/strong>\u201d cio\u00e8 le lesioni provocate dal loro lavoro in particolari punti del corpo: ispessimento e callosit\u00e0 della pelle della schiena, curvatura della schiena, modificazioni delle ossa vertebrali per l\u2019azione continuata dei pesi portati e altre lesioni di questo genere. Uno studio benemerito, oggi definibile di \u201cmedicina del lavoro\u201d, che per\u00f2 avrebbe portato il professor Lombroso a conclusioni perlomeno bizzarre e stravaganti.<\/p>\n<p>Ma procediamo con ordine.<\/p>\n<p>Nel 1879, Lombroso pubblica le sue ricerche sul \u201c<em>Giornale della R. Accademia di Medicina di Torino<\/em>\u201d, prestigiosa istituzione scientifica con sede in via Po. Scrive che, con la partecipazione del dottor Filippo Cougnet, suo collaboratore nel Laboratorio di medicina legale e psichiatria sperimentale dell\u2019Universit\u00e0 di Torino, ha studiato i \u201csegni professionali\u201d in 20 facchini del porto di Genova (camalli) ed in 75 facchini e 36 <strong>brentatori torinesi<\/strong>.<\/p>\n<p>Dei 75 facchini, 7 sono descritti come nativi di Vi\u00f9 (il numero iniziale \u00e8 quello dell\u2019elenco esposto nello studio lombrosiano):<\/p>\n<ol start=\"45\">\n<li>P. Achille, anni 21 &#8211; da 8 anni facchino. Vi\u00f9. Pesa 70 k.<\/li>\n<li>P. Angelo, anni 29 &#8211; da 10 ani facchino. Vi\u00f9. Pesa 65 k.<\/li>\n<li>D. Paolo, anni 34 &#8211; da 12 anni facchino. Vi\u00f9. Pesa 60 k.<\/li>\n<li>P. Camillo, anni 19 &#8211; da 2 anni facchino. Vi\u00f9.<\/li>\n<li>B. Giovanni, anni 40. Vi\u00f9.<\/li>\n<li>A. Bastiano, anni 46. Vi\u00f9.<\/li>\n<li>Casalegno Michele, d\u2019anni 26, facchino. Vi\u00f9.<\/li>\n<\/ol>\n<p>A questi aggiungiamo, come originario delle Valli di Lanzo:<\/p>\n<ol start=\"59\">\n<li>Francesia Giacomo di Ceres &#8211; brentatore, d\u2019anni 40 (inserito fra i facchini, non sappiamo perch\u00e9).<\/li>\n<\/ol>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<figure style=\"width: 414px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/01\/b4\/50\/01b4507a0a1144068f16fe2918630c7d.jpg\" alt=\"\" width=\"414\" height=\"550\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Brentatore, stampa di Gallo Gallina (Torino, 1832)<\/figcaption><\/figure>\n<p>Lombroso e Cougnet avevano poi esaminato anche \u201c36 robusti brentatori\u201d, ma di questi non ci forniscono indicazioni circa la loro provenienza. Peccato, perch\u00e9 sappiamo che anche molti brentatori provenivano da Vi\u00f9.<\/p>\n<p>Fin qui, nulla di particolare: sono corrette osservazioni inerenti la \u201c<strong>medicina del lavoro<\/strong>\u201d, utili per la prevenzione o, almeno, la limitazione di queste lesioni in altri lavoratori.<\/p>\n<figure style=\"width: 293px\" class=\"wp-caption alignright\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/00\/08\/eb\/0008eb3dc9b23d164ddb5a326673f060.jpg\" width=\"293\" height=\"494\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Steatopigia o \u201ccuscinetto posteriore\u201ddelle donne ottentotte<\/figcaption><\/figure>\n<p>Ma nel loro lavoro, che dedicavano \u201ca Carlo Darwin\u201d, Lombroso e Cougnet andavano molto, troppo, oltre. Avevano osservato che in sei facchini torinesi, oltre alle lesioni prima descritte, erano presenti dei lipomi, cio\u00e8 degli anomali <strong>ammassi di grasso<\/strong> al di sotto della pelle della schiena; in un caso questi lipomi erano numerosi.<\/p>\n<p>Questo riscontro basta al vulcanico professor Lombroso per stabilire un ardito parallelo: in primo luogo con la steatopigia delle <strong>donne ottentotte<\/strong>, detta anche \u201ccuscinetto posteriore\u201d, costituito da un accumulo di grasso nelle natiche e nella regione esterna del femore. Le donne ottentotte lo usano come una culla portatile o una gerla su cui adagiare i loro figli lattanti per tutte le ore del giorno, mentre raccolgono le uova di struzzo ed eseguono i lavori casalinghi.<\/p>\n<p>Ma non basta, Lombroso collega il lipoma dei facchini alle <strong>gobbe del \u201ccamello\u201d<\/strong> (Lombroso lo chiama proprio cos\u00ec!), gobbe che sarebbero frutto dell\u2019attivit\u00e0 di trasporto cui questi animali sono stati sottoposti fin dai tempi pi\u00f9 remoti. E ancora, Lombroso coinvolge nel suo ragionamento anche lo zeb\u00f9 che, sul collo, ha una gobba. Anche la gobba dello zeb\u00f9 deriva dai pesanti carichi che l\u2019animale trasporta. Lombroso stesso ammette che a quest\u2019ultima sua affermazione si possano opporre numerosi argomenti contrari, che per\u00f2 lui ritiene di avere confutato in modo convincente.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-medium\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/bb\/c8\/96\/bbc896bc0a364e8ae3e79fad70af4a37.jpg\" width=\"602\" height=\"407\" \/><\/p>\n<p>Quindi, per dirla con le sue parole: \u201c<em>Ed ecco come nella natura tutto si viene a congiungere e ravvicinare dai punti pi\u00f9 diversi, sicch\u00e9 un tumoretto professionale dell\u2019uomo (lipoma) spiega un carattere anatomico degli animali e questo, a sua volta, mentre ci d\u00e0 la chiave dell\u2019anomalia di una nostra razza, funge, quasi da lapide archeologica di un\u2019epoca umana, che era, forse, lontana le centinaia di secoli da quella della scrittura<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Un bel volo pindarico: ecco perch\u00e9 dicevamo che le conclusioni del lavoro del professor\u00a0 Lombroso (pubblicato col titolo \u201c<em>Studi sui segni professionali dei facchini e sui lipomi delle ottentotte, camelli e zeb\u00f9<\/em>\u201d) appaiono oggi perlomeno bizzarre e stravaganti.<\/p>\n<p><strong>Lombroso<\/strong> era per\u00f2 affezionato a questi suoi studi, cui avevano inizialmente dato un apporto anche alcuni viucesi: nel 1891 pubblica, sempre in collaborazione con Cougnet un libro intitolato \u201c<em>Studi sui segni professionali dei facchini, il cuscino posteriore delle ottentotte, sulla gobba dei camelli, sulla gobba dei zeb\u00f9<\/em>\u201d, che espone la casistica del 1879. L\u2019anno seguente ne appare una seconda edizione.<\/p>\n<figure style=\"width: 564px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/564x\/7c\/d6\/0c\/7cd60c62502eee9f7d5f0c21cb94d950.jpg\" alt=\"\" width=\"564\" height=\"831\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Frontespizio della pubblicazione di Lombroso e Cougnet (1879)<\/figcaption><\/figure>\n<p>Ma non basta.<\/p>\n<p>Sempre nel 1892, Lombroso pubblica a Torino la seconda edizione del suo libro \u201c<em>L\u2019uomo bianco e l\u2019uomo di colore. Letture su l\u2019origine e la variet\u00e0 delle razze umane<\/em>\u201d. Al testo sono unite sette Appendici: quattro riportano le idee lombrosiane sui segni professionali dei facchini (Appendice II), sul cuscino posteriore delle ottentotte (App. III), sulla gobba dei camelli (App. IV) e sulla gobba dei zeb\u00f9 (App. V).<\/p>\n<figure style=\"width: 499px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/aa\/2f\/21\/aa2f21cbd7868b378a25b9845e957719.jpg\" alt=\"\" width=\"499\" height=\"640\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">Cesare Lombroso<\/figcaption><\/figure>\n<p>Inutile dire che le idee di Lombroso sulle razze umane (e su molti altri argomenti) appaiono oggi superate se non peggio.<\/p>\n<p>Ma ci fa piacere pensare che il professore abbia per molti anni esposto con convinzione idee che erano nate nella sua mente vulcanica dalla osservazione delle lesioni che il faticoso lavoro quotidiano aveva provocato nei <strong>facchini torinesi<\/strong>, alcuni provenienti da Vi\u00f9.<\/p>\n<p><em>Questo testo \u00e8 stato pubblicato su Neos News, n. 1, gennaio 2009, pp. 23-25<\/em><\/p>\n<p>*Donatella Cane, ricercatrice e studiosa di\u00a0tradizioni popolari delle Valli di Lanzo (Torino, 1949-2013)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Donatella Cane* \u00c8 noto che molti uomini della frazione Maddalene di Vi\u00f9 lavoravano a Torino come personale d\u2019albergo e come facchini, sia&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":4424,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[23,48,86],"tags":[2343,2346,2341,2345,2342,2347,2344,299,751],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4419"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=4419"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4419\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4425,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4419\/revisions\/4425"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/4424"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=4419"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=4419"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=4419"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}