{"id":4427,"date":"2019-01-09T15:04:52","date_gmt":"2019-01-09T15:04:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piemonteis.org\/?p=4427"},"modified":"2019-01-09T16:03:41","modified_gmt":"2019-01-09T16:03:41","slug":"i-barabba-di-torino-nellarchivio-per-lo-studio-delle-tradizioni-popolari-i-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piemonteis.org\/?p=4427","title":{"rendered":"I Barabba di Torino nell\u2019Archivio per lo studio delle tradizioni popolari &#8211; I parte"},"content":{"rendered":"<p>di <em>Arconte<\/em><\/p>\n<p>La complessa manifestazione torinese di disagio giovanile indicato come \u00ab<strong>barabberia<\/strong>\u00bb approda alla prestigiosa rivista scientifica \u00ab<em>Archivio per lo studio delle tradizioni popolari<\/em>\u00bb soltanto sul finire del secolo XIX e precisamente nel 1898. Ben noto a Torino fin dagli anni \u201870 di quel secolo alla cronaca nera dei giornali cittadini, questo fenomeno viene cos\u00ec proposto all\u2019attenzione degli studiosi e dei cultori italiani dell\u2019antropologia.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-medium\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/1f\/f1\/85\/1ff185ca5f00ef778d843c4cddc21f79.jpg\" width=\"720\" height=\"845\" \/><\/p>\n<p>Ecco il testo dell\u2019articolo, apparso privo di indicazione dell\u2019autore e corredato da quattro disegni anonimi.<\/p>\n<p><strong>I \u00abBARABBA\u00bb IN TORINO<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019orribile fattaccio avvenuto alcune settimane addietro a Torino ha richiamato l\u2019attenzione del pubblico italiano sui <em>barabba<\/em>, una piaga torinese, come a Milano i <em>teppisti<\/em>, a Bologna i <em>salati<\/em>, a Napoli i <em>guappi<\/em> e i <em>camorristi<\/em>, a Palermo i <em>mafiosi<\/em> e via dicendo.<\/p>\n<p>Lo studio di questi diversi tipi di delinquenti offre uno dei pi\u00f9 interessanti contributi alla <strong>sociologia criminale<\/strong>.<\/p>\n<p>Bisogna per\u00f2 notare che, mentre in Sicilia e nel Napoletano <em>mafia<\/em> e <em>camorra<\/em> assumono la forma di vere e proprie associazioni a delinquere contro le persone e le propriet\u00e0 (?), i <em>barabba<\/em> e i loro sozii settentrionali non sono che prepotenti del momento, giovinastri e avvinazzati, talvolta ladri e \u00absouteneurs\u00bb, ma non vincolati da un legame fra loro.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"size-medium alignright\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/39\/dc\/59\/39dc59278fdd7d6523ffb4a9d69a52a9.jpg\" width=\"237\" height=\"418\" \/><\/p>\n<p>Perch\u00e9 a Torino questi giovinastri si chiamano <em>barabba<\/em>?<\/p>\n<p>Qualcuno sostiene che la origine di questa designazione risalga al famoso <strong>ladrone omonimo<\/strong>, crocifisso alla destra di Ges\u00f9.<\/p>\n<p>A ogni modo, Barabba significa in ebraico <em>figlio della vergogna<\/em>, e il nome \u00e8 bene appropriato a questi tipi di delinquenti.<\/p>\n<p>Il <strong>barabba torinese<\/strong> ha generalmente un\u2019et\u00e0 dai 18 ai 25 anni: dopo i venticinque, se non \u00e8 finito in galera, diventa un buon operaio o magari un onesto borghese.<\/p>\n<p>Il <em>barabba<\/em> infatti non \u00e8 che un ragazzaccio: magro, livido, cencioso, col cappello sulla nuca o calato sugli occhi a seconda delle circostanze; sputa fra i denti, lanciando lontano uno sputo che cade preferibilmente sulle vesti delle signore e sugli abiti dei pacifici borghesi.<\/p>\n<p>La giacca corta, i pantaloni aderenti al ginocchio e larghi in fondo; le scarpe a punta, con tacchi alti, quando non sono bucate e rotte, ecco la <em>toilette<\/em> del <em>barabba<\/em>.<\/p>\n<p>La sua<strong> figura morale<\/strong> \u00e8 pi\u00f9 brutta ancora. Egli vuol essere una protesta continua, vivente, contro la societ\u00e0 e contro chi sta meglio di lui. Se la prende infatti, generalmente, coi signori e coi militari, e per uno sfogo di brutale malvagit\u00e0, incontrando qualcuno sputacchia, insulta, percuote, accoltella. \u00c8 un anarchico, senza avere quasi sempre una concezione politica del suo\u2026 anarchismo.<\/p>\n<p>Ma \u00e8 anche, non di rado, un essere ignobile, che vive alle spalle di donne perdute, sulle cui carni lascia per\u00f2 la livida impronta delle sue bastonate. E quando la ragazza non <em>molla<\/em> danari corre anche il rischio di essere uccisa.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-medium\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/32\/c2\/cd\/32c2cde4b24ae82d291337ba742a1ef5.jpg\" width=\"882\" height=\"549\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il curioso \u00e8 che non tutti i barabba portano calzoni.<\/p>\n<p>Riproduciamo da uno studio del Carloy sul <em>Secolo XIX<\/em> il ritratto di una bellissima <em>tosa<\/em>. Ebbene, ella \u00e8 un <strong><em>barabba<\/em> in gonnella<\/strong>, pi\u00f9 pericolosa per la influenza che esercita sugli altri.<\/p>\n<p>Pur troppo, le donne ingrossano la famigerata schiera, e non poche di esse vanno ogni anno condannate per ferimenti e omicidi, come per ribellioni alla forza pubblica.<\/p>\n<p>La bella tosa che qui si vede era una <strong><em>fiammiferaia<\/em><\/strong>; comparve tempo fa, davanti ai magistrati popolari, che la condannarono senza misericordia, avendo ella commesso uno di quei reati che fanno deplorare l\u2019abolizione del capestro.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/f0\/75\/bf\/f075bfc7bf52131d7b195afc98ad509c.jpg\" width=\"212\" height=\"411\" \/><\/p>\n<p>E questi tipi sono tutt\u2019altro che rari in Torino: se ne incontrano, invece, frequentemente; e chi volesse farvi uno <strong>studio speciale<\/strong>, dovrebbe darsi la pena di mettere il piede in uno dei tanti ambienti, nei quali sogliono darsi convegno, nelle tarde ore della notte, i malviventi di ogni risma: certe osterie (per tacere d\u2019altri locali) offrono un campo non trascurabile di osservazioni allo studioso di cose criminali.<\/p>\n<p>La sera si vedono comitive di dieci o dodici <em>barabba<\/em> tra maschi e femmine, andar gironzando per varii quartieri: guai a chi li incontri quando \u00e8 solo, in una strada deserta. Il meno che pu\u00f2 capitargli come a Livorno \u00e8 un <em>lattone<\/em> sul cappello duro.<\/p>\n<p>Questi barabba entrano nelle osterie e non pagano lo scotto, se loro talenta: e quando l\u2019oste resiste, viene conciato per le feste.<\/p>\n<p>Il Carloy osserva:<\/p>\n<p>La<strong> barabberia<\/strong> a Torino non ha un\u2019organizzazione propriamente detta: ma \u00e8 sparsa dovunque, e s\u2019impone colla audacia, col terrore, col pugnale. I giornali sono pieni delle sue gesta. Questi furfanti non risparmiano nessuno, nemmeno i vecchi, nemmeno i fanciulli! Provocano meditatamente, e, se il provocato reagisce o dice una parola, lo freddano con una coltellata.<\/p>\n<p>I <em>barabba<\/em> possono paragonarsi certo ai <strong><em>voyoux<\/em> parigini<\/strong>, i quali sono per\u00f2 anche pi\u00f9 terribili dei <em>barabba<\/em>.<\/p>\n<p>Insomma tutto il mondo \u00e8 paese.<\/p>\n<figure style=\"width: 714px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/be\/4e\/f4\/be4ef412104cc4c1278016318c001f69.jpg\" alt=\"\" width=\"714\" height=\"960\" \/><figcaption class=\"wp-caption-text\">La Torino del 1898 fu anche teatro dell&#8217;Esposizione nazionale<\/figcaption><\/figure>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Questo articolo viene attribuito a <strong>Giovanni Saragat<\/strong> (Sanluri, 1855 &#8211; Torino, 1938), personaggio di origine sarda ma torinese di adozione, ingiustamente dimenticato nella nostra citt\u00e0 dove si era trasferito verso il 1880. Ha esercitato la professione di avvocato penalista e nello stesso tempo ha svolto un\u2019intensa attivit\u00e0 pubblicistica, iniziata negli anni 1881 e 1882 con la collaborazione al giornale umoristico \u00abIl Fischietto\u00bb. Con lo pseudonimo di Toga-Rasa, ha tenuto la rubrica di cronaca giudiziaria della \u00abGazzetta Piemontese\u00bb dal 1882 al 1891.<\/p>\n<p>Giovanni Saragat ha pubblicato dodici libri costituiti da raccolte di racconti: tre libri sono dedicati alla Sardegna, due scritti in collaborazione con Guido Rey considerano la montagna e l\u2019alpinismo, un libro narra il servizio militare di un soldato sardo e sei, infine, contengono<strong> vicende di cronaca giudiziaria<\/strong>.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-medium\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/18\/ee\/00\/18ee002fda8e6b0a643aa4651d24715a.jpg\" width=\"488\" height=\"738\" \/><\/p>\n<p>Sono \u00abMondo birbone. Vita giudiziaria\u00bb (Torino, 1890 e 1905); \u00abLa commedia della giustizia nell\u2019ora presente. Ricchi e poveri\u00bb (Torino, 1898); \u00abTribunali umoristici\u00bb (Torino, 1900 e 1901); \u00abLa Giustizia che diverte\u00bb (Torino, 1902); \u00abIronie\u00bb (Torino, 1917).<\/p>\n<p>Giovanni Saragat, nel settembre del 1896, ha sposato la torinese Ernesta Stratta. Dal loro matrimonio, il 19 settembre 1898, \u00e8 nato a Torino il loro secondo figlio, Giuseppe, quinto Presidente della Repubblica Italiana, dal 1964 al 1971. La morte di Giovanni Saragat \u00e8 avvenuta a Torino il 27 febbraio 1938.<\/p>\n<p>Come gi\u00e0 detto, l\u2019articolo viene attribuito a Giovanni Saragat ma parecchi elementi paiono smentire questa affermazione.<\/p>\n<p>In primo luogo, il <strong>fenomeno dei <em>barabba<\/em><\/strong> di Torino \u00e8 visto in modo piuttosto superficiale, enfatizzandone gli aspetti pi\u00f9 torvi e sinistri, tali da colpire e impressionare i lettori (e le lettrici) della cronaca nera e di quella giudiziaria.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-medium\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/b2\/7e\/6e\/b27e6e7925ad228add65b43529d1f6da.jpg\" width=\"605\" height=\"959\" \/><\/p>\n<p>Pare poco probabile che Giovanni Saragat, forte della sua esperienza di cronista giudiziario e di avvocato penalista, facesse ricorso alla citazione di un articolo pubblicato da un giornale genovese (\u00abIl Secolo XIX\u00bb) e scritto da Carloy, verosimilmente Emanuele Carloy, giornalista spesso associato a giornali savonesi. E non aveva certo una <em>forma<\/em> <em>mentis<\/em> che gli potesse far rimpiangere l\u2019abolizione della pena di morte!<\/p>\n<p>Non viene fornita una spiegazione del perch\u00e9 i giovinastri siano detti barabba e alla mancata spiegazione si affianca un <strong>errore piuttosto grossolano<\/strong>: Barabba non \u00e8 affatto il \u00ab<em>famoso ladrone omonimo, crocifisso alla destra di Ges\u00f9<\/em>\u00bb, bens\u00ec il ribelle e\/o assassino ebreo che, secondo i Vangeli, Ponzio Pilato ha liberato al posto di Cristo.<\/p>\n<p>L\u2019affermazione che il nome Barabba significhi in ebraico \u00abfiglio della vergogna\u00bb \u00e8 invece in sintonia con la cultura dell\u2019epoca anche se oggi viene spiegato come \u00abfiglio del padre\u00bb oppure \u00abfiglio del maestro\u00bb.<\/p>\n<p>Secondo la spiegazione oggi pi\u00f9 condivisa, il nome di Barabba \u00e8 stato utilizzato per indicare il <strong>tentativo di insurrezione mazziniano<\/strong> di domenica 6 febbraio 1853 a Milano, cui ha partecipato un migliaio tra artigiani e operai di ideologia vagamente socialista: la Polizia austriaca lo ha definito \u00ab<em>tumulto dei barabba<\/em>\u00bb. Questa connotazione negativa attribuita dalla Polizia austriaca ai partecipanti all\u2019insurrezione, sarebbe poi stata ripresa dalla Polizia italiana per indicare i malavitosi torinesi di Porta Palazzo.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"aligncenter size-medium\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/69\/11\/d4\/6911d48028c475a1d2e5127f339b752d.jpg\" width=\"368\" height=\"567\" \/><\/p>\n<p>L\u2019uso del termine barabba a Milano fin dal 1848 \u00e8 documentato da Luigi Torelli, patriota e senatore del Regno d\u2019Italia nel suo libro autobiografico \u00abRicordi intorno alle Cinque Giornate di Milano (18-22 Marzo 1848)\u00bb (1876) dove al capitolo nono descrive alcuni giovani barabba che si offrono di prendere due cannoni agli Austriaci, in cambio di una somma di 30.000 lire. Cos\u00ec Torelli li presenta ai lettori: \u00ab\u2026 per darne un\u2019idea a coloro ai quali suonasse nuovo questo termine [barabba], corrispondono fra il popolo dei nostri tempi, a quelli che una volta si dicevano <strong><em>bravi<\/em><\/strong> e che i Toscani chiamano <em>beceri<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>Personalmente ritengo che questo primo articolo non sia opera di Giovanni Saragat bens\u00ec un redazionale pubblicato sull\u2019onda emotiva di un terribile fatto di sangue torinese. Questo potrebbe essere identificato con l\u2019omicidio avvenuto il 7 giugno 1898 nella <strong><em>Birreria Viennese<\/em><\/strong>, in via XX Settembre angolo via Santa Teresa, che ha inizialmente destato una fortissima impressione in citt\u00e0 (\u00abLa Stampa\u00bb lo ha definito come un \u00ab\u2026 terribile fatto di sangue, avente a protagonisti i soliti barabba crudeli e sanguinarii \u2026\u00bb).<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" loading=\"lazy\" class=\"alignleft size-medium\" src=\"https:\/\/i.pinimg.com\/originals\/c0\/dd\/a1\/c0dda118114dea88c4bd234dd6280d2c.jpg\" width=\"221\" height=\"284\" \/><\/p>\n<p>Si tratta in realt\u00e0 di un redazionale un po\u2019 raffazzonato, messo insieme utilizzando fonti bibliografiche piuttosto eterogenee con citazioni di fatti poco decifrabili e, forse, non tutti torinesi come quello della bella Tosa fiammiferaia.<\/p>\n<p>Pur con tutti questi limiti, questo articolo appare comunque degno di interesse perch\u00e9 ha portato il fenomeno dei barabba torinesi all\u2019attenzione degli antropologi e nello stesso tempo ha evidenziato, dopo un trentennio, la grande scarsit\u00e0 di contributi da parte di studiosi qualificati all\u2019analisi sociologica di un <strong>fenomeno complesso<\/strong> e non riconducibile soltanto a manifestazioni criminali, cos\u00ec diffuso e rilevante nella vita quotidiana cittadina.<\/p>\n<p>Giovanni Saragat pubblicher\u00e0 la sua analisi, pi\u00f9 approfondita e con interessanti considerazioni sociologiche, due anni dopo.<\/p>\n<p>Note bibiliografiche:<\/p>\n<p>Luigi Torelli, <em>Ricordi intorno alle Cinque Giornate di Milano (18-22 Marzo 1848)<\/em>, U. Hoepli Milano, 1876.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>di Arconte La complessa manifestazione torinese di disagio giovanile indicato come \u00abbarabberia\u00bb approda alla prestigiosa rivista scientifica \u00abArchivio per lo studio delle tradizioni&#8230;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":4437,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[26,143,22,237],"tags":[2348,2349,2350,725,2351,29],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4427"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=4427"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4427\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4435,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/4427\/revisions\/4435"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/4437"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=4427"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=4427"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piemonteis.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=4427"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}